Dirigente della Cgil e del PCI, è stata sindaco di Copertino e deputata dal 1976 al 1983.

Introduzione Cristina Conchiglia Calasso (Brindisi, 4 gennaio 1923 – Lecce, 5 maggio 2013) è stata una sindacalista, politica e amministratrice locale italiana, esponente del Partito Comunista Italiano e poi del Partito Democratico della Sinistra. Protagonista delle lotte delle operaie tabacchine nel Salento, fu tre volte sindaco di Copertino e deputata alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983.

È considerata una delle figure più rappresentative dell'emancipazione femminile nel Mezzogiorno e della sinistra popolare salentina del Novecento: la sua azione sindacale, amministrativa e parlamentare copre oltre quarant'anni di vita pubblica.

Biografia

Origini familiari e formazione Cristina Conchiglia nacque a Brindisi il 4 gennaio 1923 in una famiglia segnata dall'antifascismo. Il padre, Domenico Conchiglia, militante del Partito Comunista d'Italia, fu arrestato nel novembre 1926 insieme ad altri sedici compagni di sezione e condannato dal Tribunale Speciale del Regime Fascista; durante la detenzione subì maltrattamenti che ne causarono la perdita della vista.

Il portale storico della Camera dei deputati indica come titolo di studio la licenza media inferiore. Non risultano documentati ulteriori percorsi scolastici o professionali precedenti alla militanza politica; la sua formazione appare maturata prevalentemente attraverso l'attività sindacale e di partito.

Ingresso nella politica e prime mobilitazioni (1945–1948) Dopo la Liberazione si iscrisse al Partito Comunista Italiano (PCI) nel 1945. Nel 1946, in occasione del referendum istituzionale e delle elezioni per l'Assemblea Costituente, partecipò alle mobilitazioni per il suffragio femminile e per il riconoscimento dei diritti politici e sociali delle donne. Le fonti memorialistiche la ricordano come un'oratrice capace di coinvolgere il pubblico nelle piazze brindisine.

Tra il 1947 e il 1948 fu attiva nelle assemblee sindacali davanti alle fabbriche del tabacco e nelle sezioni CGIL per la difesa delle lavoratrici tabacchine. Nel marzo 1948 partecipò come delegata al primo congresso nazionale del Sindacato nazionale tabacchine (SNT-CGIL), svoltosi a Lecce, dove conobbe Giuseppe Calasso, allora segretario della Federterra-Confederterra.

Matrimonio, trasferimento a Copertino e lotte contadine (1950–1951) Nel 1950 sposò Giuseppe Calasso, dirigente della Federterra-Confederterra e parlamentare comunista. Dopo il matrimonio si trasferì a Copertino, in provincia di Lecce, entrando nel contesto delle lotte bracciantili nel latifondo d'Arneo.

Tra il 1950 e il 1951 partecipò alle occupazioni delle terre e alle campagne per la redistribuzione fondiaria, affiancando il marito deputato e altri dirigenti del movimento contadino salentino. Fu tra i membri del Comitato della solidarietà, un'organizzazione di donne che raccoglieva viveri e vestiario per i braccianti accampati sulle terre incolte del latifondo d'Arneo.

Carriera sindacale

Il movimento delle tabacchine (1948–1956) Negli anni Cinquanta emerse come una delle figure più note del sindacalismo femminile salentino. A fine agosto 1952 partecipò come delegata di base al II Congresso nazionale del Sindacato nazionale tabacchine (SNT-CGIL), tenutosi a Lecce, al termine del quale fu eletta nel Comitato Esecutivo Nazionale. Collaborò attivamente con Dolores Abbiati, segretaria provinciale del sindacato, ed era considerata una dirigente «di piazza»: sempre in prima fila nei cortei e nelle manifestazioni.

Le rivendicazioni sindacali riguardavano: il miglioramento salariale, il superamento del cottimo, il riconoscimento delle commissioni interne e la sicurezza sul lavoro. Nel gennaio 1956, al III Congresso nazionale delle tabacchine, fu eletta nel Comitato direttivo nazionale del Sindacato nazionale tabacchine (SNT-CGIL).

L'arresto del 1953 e la risonanza nazionale Il 16 marzo 1953, durante una manifestazione di operaie nei pressi del Consorzio agrario, fu arrestata con le accuse di «istigazione allo sciopero» e «oltraggio nei confronti di un sottufficiale dell'Arma». L'episodio acquistò risonanza nazionale: telegrammi di protesta giunsero in Prefettura da CGIL, CISL e UIL e il quotidiano L'Unità diede ampio risalto alla vicenda.

Il 18 marzo 1953 fu rilasciata e in quello stesso giorno i rappresentanti provinciali dell'Associazione dei concessionari firmarono il nuovo contratto, che garantì miglioramenti salariali e l'istituzione delle Commissioni interne in ogni fabbrica. L'episodio contribuì a rafforzare le rivendicazioni del sindacato tabacchine e a ottenere maggiori tutele contrattuali.

Segretaria provinciale SNT-CGIL (1957–1960) Nel 1957 succedette a Dolores Abbiati come segretaria provinciale del Sindacato tabacchine di Lecce, ruolo che mantenne fino al 1960. In questa veste coordinò la lotta per i diritti delle lavoratrici e la crescita organizzativa del sindacato nel territorio salentino.

Per Cristina, la lotta delle tabacchine rappresentava uno stimolo generale per l'emancipazione politica, sociale e culturale delle donne del Salento. Il movimento delle tabacchine salentine è considerato storiograficamente, insieme a quello delle mondine del Nord, il primo movimento per l'emancipazione femminile in Italia.

Carriera politica e amministrativa

Sindaco di Copertino – tre mandati MandatoPeriodoPrimo1953 – 1957Secondo1973 – 1978Terzo1983 – 1987

All'impegno sindacale affiancò quello politico e amministrativo. Come sindaco di Copertino promosse asili e scuole per l'infanzia, in un contesto nel quale poche amministrazioni del Mezzogiorno si orientavano a politiche educative per la prima infanzia. La sua azione amministrativa si caratterizzò per la difesa degli interessi femminili e delle categorie lavoratrici più deboli.

Consigliera provinciale (anni '60) Nei primi anni Sessanta fu eletta consigliera provinciale di Lecce. In tale sede intervenne sui problemi della tabacchicoltura, sulle condizioni del lavoro femminile e sulla sicurezza negli ambienti produttivi. Nel giugno 1960, in seguito alla tragedia di Calimera – nella quale cinque operaie morirono in un incendio all'interno di una fabbrica di tabacco e una sesta successivamente per le conseguenze dell'intossicazione – portò il tema della sicurezza sul lavoro al centro del dibattito pubblico provinciale.

Attività nel PCI (1961–1976) Dal 1961 al 1976 guidò la commissione femminile della Federazione provinciale del PCI di Lecce. In tale ruolo promosse la partecipazione politica delle donne, il collegamento tra organizzazione politica e vertenze sindacali e la visibilità delle questioni legate al lavoro, alla famiglia e alla sicurezza sociale.

Deputata alla Camera dei deputati (1976–1983) Nel 1976 fu eletta deputata alla Camera dei deputati nelle liste del PCI, mantenendo il seggio fino al 1983 e coprendo la VII e VIII legislatura. Fece parte della Commissione Finanze e Tesoro e ricoprì il ruolo di segretaria della Commissione parlamentare per il parere del governo sulle norme delegate in materia di dazi doganali.

Principali progetti di legge: DataOggettoNov. 1976Contro le discriminazioni delle donne in materia di assunzioni, mansioni e svolgimento di carriera.Set. 1979Nuove norme sulle indennità di maternità per lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, artigiane, commercianti).Mar. 1979Proroga degli elenchi anagrafici.Dic. 1981Proroga delle prestazioni assistenziali e previdenziali a favore dei lavoratori agricoli.Lug. 1982Istituzione della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Dopo l'approvazione della legge n.194 del 1978 sull'interruzione volontaria di gravidanza, sostenne l'effettiva applicazione della normativa negli ospedali del Salento, contrastando l'uso massiccio dell'obiezione di coscienza da parte dei medici locali.

Dopo lo scioglimento del PCI (1989 in poi) In seguito alla svolta della Bolognina (1989–1990) e allo scioglimento del PCI, si oppose alla dissoluzione della formazione comunista tradizionale. Aderì tuttavia al Partito Democratico della Sinistra (PDS) e continuò l'attività politica a livello locale, tornando in consiglio comunale a Copertino nei primi anni Novanta.

Fu inoltre presidente della cooperativa Convegno di Copertino, nata nel contesto della riorganizzazione del settore tabacchiero dopo l'abolizione del monopolio statale del tabacco nel 1970. Morì a Lecce il 5 maggio 2013.

Memoria storica La figura di Cristina Conchiglia è stata frequentemente richiamata nelle ricostruzioni dedicate al movimento operaio salentino, alla storia del PCI locale e alle lotte delle tabacchine. È considerata una protagonista dei primi processi di emancipazione femminile in Italia legati al lavoro industriale e agricolo nel Mezzogiorno.

Mario Toma – dirigente e segretario della Federazione provinciale PCI negli anni '70 e '80, deputato dal 1983 al 1992 – la ricorda così: «Impegno, passione, entusiasmo, capacità di coinvolgimento, visione positiva dell'attività anche dopo le critiche, soprattutto lavoro e concretezza sul lavoro. Una dirigente che non ha mai avuto paura di lottare per la causa che riteneva giusta. Considerandosi lei stessa, al di là delle funzioni e degli incarichi istituzionali ricoperti, un'attivista e una militante di base».

Alla sua scomparsa, il 5 maggio 2013, la stampa locale la definì «la pasionaria del Partito Comunista» del Salento. Nell’ottobre del 2024 le è stata intitolata una strada di Brindisi tra via Buozzi e Via Di Vittorio, vicino al parco Di Giulio.

Note

Bibliografia

Coppola, Salvatore, voce «Cristina Conchiglia», in Basso, Rosanna (a cura di), Salentine. Regine, sante, nobili, borghesi e popolane. Una terra, cento storie, Edizioni Grifo, Lecce 2017, pp. 76–78. Coppola, Salvatore, Quegli uomini coperti di stracci. La lotta dei braccianti salentini per la redenzione dell'Arneo, Castiglione, Giorgiani Editore, 1997. Coppola, Salvatore, «Tabacchine e contadini nella storia della CGIL (1944–1970)», in La CGIL, il Salento. 70 anni di lotte per l'emancipazione sociale e la dignità del lavoro, Castiglione, Giorgiani, 2015, pp. 108–111. Fondazione Giuseppe Di Vittorio, Gli uomini e le donne della CGIL, III edizione, Roma, Fondazione Di Vittorio. Toma, Mario, Il pane e le pietre. Protagonisti del PCI salentino, Castiglione, Giorgiani Editore, 2016.

Voci correlate Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra Confederazione Generale Italiana del Lavoro Giuseppe Calasso Copertino Legge 194/1978 sull'interruzione volontaria di gravidanza Emancipazione femminile in Italia Diritti delle donne

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