La Georgia è un paese della Transcaucasia situato all'estremità orientale del mar Nero, sulle pendici meridionali della cresta principale dei monti del Grande Caucaso. Confina a nord e a nord-est con la Russia, a est e a sud-est con l'Azerbaigian, a sud con l'Armenia e la Turchia e a ovest con il mar Nero. La Georgia comprende tre enclavi etniche: l'Abkhazia, nel nord-est, la cui città principale è Sukhumi; l'Adjara, nel sud-ovest, la cui città principale è Batumi; e l'Ossezia del Sud, nel nord, la cui città principale è Tskhinvali. La capitale della Georgia è Tbilisi. Il paese si estende su una superficie di 69.500 km².

Morfologia, suoli e storia geologica

Con la notevole eccezione della fertile pianura di Kolkhida, l'antica Colchide, dove gli Argonauti del mito andarono alla ricerca del Vello d'oro, il territorio della Georgia è prevalentemente montuoso e, per più di un terzo, ricoperto da foreste o boscaglie. Il paese presenta una straordinaria varietà di paesaggi, dalle coste del mar Nero alle nevi del crinale del Caucaso. Tali contrasti sono ancora più degni di nota se si considera la superficie relativamente ridotta del paese.

L'impervio territorio della Georgia può essere suddiviso in tre fasce, tutte disposte da est a ovest.

Il Grande Caucaso A nord è situata la muraglia della catena del Grande Caucaso, che consiste in una serie di fasce montuose parallele e trasversali, innalzantisi verso est e spesso separate da gole profonde e selvagge.

Formatosi nel Cenozoico a causa della chiusura dell'antico oceano della Tetide e della collisione fra il margine settentrionale della placca africana e la placca euroasiatica, il Grande Caucaso è costituito principalmente dal prisma sedimentario accumulatosi nel Mesozoico ai margini continentali. Il Piccolo Caucaso, al contrario, è di origine vulcanica.

Il Grande Caucaso raggiunge le quote massime nel suo settore centrale. L'Elbrus è alto 5.633 m; il cono del vulcano estinto Mkinvari, o Kazbek, domina la catena più settentrionale dei monti Bokovoy dai suoi 5.047 m di altezza; il monte Shkhara, con i suoi 5.068 m, è la vetta più alta della Georgia. I monti Rustaveli, Tetnuld e Ushba superano tutti i 4.500 m. I passi che attraversano la catena e conducono in Russia sono situati a quote di poco inferiori ai 3.000 m, come il passo di Kluhor e il passo di Mamison. Verso sud, a partire dalla catena centrale, si allunga un certo numero di importanti contrafforti, tra cui quelli dei monti Lomis e Kartli, disposti ad angolo retto rispetto all'orientamento generale del Caucaso. Dalle pendici ammantate di ghiaccio di queste elevate regioni, di una bellezza mozzafiato, sgorgano numerosi torrenti e fiumi.

Si tratta di una catena giovane, di tipo alpino, nella quale una zona assiale di rocce antiche è affiancata da corrugamenti di rocce sedimentarie compresse, fortemente piegate e fagliate, che prevalgono nel settore occidentale. Le valli fluviali hanno un andamento longitudinale, parallelo all'asse della catena del Caucaso, e hanno storicamente costituito aree isolate, favorendo la conservazione di gruppi etnici e nazionali diversi. Nel complesso, si possono distinguere tredici gruppi di popolazioni sparse nel territorio georgiano che, pur parlando idiomi leggermente diversi, si comprendono perfettamente fra loro. La parte più elevata del rilievo supera i 5.000 m lungo la zona assiale ed è ricoperta da ghiacciai perenni. Il settore occidentale del Grande Caucaso riceve quantità d'acqua superiori a quelle, già notevoli, delle altre regioni limitrofe alla catena montuosa; i rilievi sono pertanto in gran parte ricoperti da immense foreste, molto ricche di essenze di vario genere.

Le pendici meridionali del Grande Caucaso sfumano in diversi contrafforti, uno dei quali, denominato monti di Suram, collega il sistema nordcaucasico al Piccolo Caucaso, separando la valle del Rioni, a ovest, da quella del Kura, a est. La seconda fascia, alla quale il Grande Caucaso fa da sfondo, è costituita dalle pianure centrali, formatesi sopra una grande depressione strutturale. La pianura di Kolkhida, nei pressi delle coste del mar Nero, è ricoperta da uno spesso strato di depositi trasportati dai fiumi e accumulatisi nel corso di migliaia di anni. Dalle loro sorgenti sul Grande Caucaso, i maggiori fiumi della Georgia occidentale, l'Inguri, il Rioni e il Kodori, scorrono verso il mare attraversando una vasta area pianeggiante. In passato, la pianura di Kolkhida era una distesa paludosa quasi permanentemente stagnante. Nel corso di un vasto programma di sviluppo sono stati costruiti canali di bonifica e argini lungo i fiumi e sono stati introdotti piani di rimboschimento. La regione ha cosi assunto un ruolo di primaria importanza grazie alla coltivazione di specie subtropicali e di altri vegetali di interesse commerciale.

A est, la depressione strutturale è intersecata dai monti Meskhet e Likh, che collegano il Grande e il Piccolo Caucaso e segnano lo spartiacque tra i bacini del mar Nero e del mar Caspio. Nella Georgia centrale, tra le città di Khashuri e Mtskheta, l'antica capitale, si estende l'elevato altopiano interno noto come piana di Kartli. Circondato da montagne a nord, a sud, a est e a ovest e ricoperto per la maggior parte da depositi di loess, questo altopiano si sviluppa lungo il fiume Kura, o Mtkvari, e i suoi affluenti.

Il litorale è piuttosto uniforme e la costa pianeggiante, tranne che in prossimità del confine meridionale, dove la fascia sud del territorio georgiano è contrassegnata dalle catene e dagli altopiani del Piccolo Caucaso. Questi si innalzano al di là di una pianura costiera stretta e paludosa, fino a raggiungere i 3.300 m del monte Didi Abuli.

In Georgia si rinviene una grande varietà di suoli, da quelli semidesertici grigio-bruni e salini alle più fertili terre rosse e ai suoli podzolici. A tale diversità si aggiungono i miglioramenti apportati dall'intervento umano.

Clima

La barriera del Caucaso protegge la Georgia dalle intrusioni di masse d'aria fredda provenienti da nord, mentre il paese è esposto alla costante influenza delle masse d'aria calda e umida provenienti dal mar Nero. La Georgia occidentale presenta un clima marittimo subtropicale umido, mentre la Georgia orientale è caratterizzata da una maggiore varietà climatica, con condizioni che vanno da quelle moderatamente umide a quelle di tipo subtropicale secco.

Nel paese è inoltre presente una serie di fasce altitudinali ben delimitate. La pianura di Kolkhida, per esempio, presenta caratteristiche subtropicali fino a circa 480-600 m, al di sopra dei quali si incontra una zona dal clima moderatamente caldo e umido. Ancora più in alto si estende una fascia nella quale gli inverni sono freddi e umidi e le estati calde. Al di sopra dei 1.980-2.160 m si trova una zona dal clima alpino, priva di vere e proprie estati; oltre i 3.360-3.450 m, nevi e ghiacci sono presenti durante tutto l'anno. Nella Georgia orientale, situata più all'interno, le temperature sono più basse di quelle delle regioni occidentali poste alla stessa altitudine.

La Georgia occidentale riceve grandi quantità di pioggia durante tutto l'anno, per un totale compreso fra 1.000 e 2.500 mm, con valori massimi in autunno e in inverno. La Kolkhida meridionale riceve il maggior apporto di precipitazioni, mentre l'umidità diminuisce procedendo verso nord e verso est. Gli inverni in questa regione sono miti e relativamente caldi. Nelle aree situate al di sotto dei 600-690 m, le temperature medie di gennaio non scendono mai sotto lo zero; nelle regioni costiere persistono inverni soleggiati e relativamente caldi, con temperature medie che si aggirano intorno ai 5 °C. Le temperature medie estive sono di circa 22 °C.

Nella Georgia orientale le precipitazioni diminuiscono man mano che ci si allontana dal mare, fino a raggiungere i 650-700 mm nelle pianure e sulle colline pedemontane; sulle montagne, tuttavia, tali valori possono quasi raddoppiare. Le regioni sud-orientali sono le più aride del paese e l'inverno, in particolare, costituisce la stagione più secca. Il picco massimo delle precipitazioni si registra alla fine della primavera. Nelle pianure le temperature massime si raggiungono in luglio, con valori di circa 25 °C, mentre nella maggior parte della regione le temperature medie di gennaio oscillano tra 0 e 3 °C.

Idrografia L'idrografia presenta due versanti ben distinti: quello occidentale, rivolto verso il mar Nero, e quello orientale, appartenente al bacino del mar Caspio. Al primo appartengono l'Inguri e il Rioni; al secondo il Kura, il Mtkvari dei Georgiani, che confluisce con l'Araks nella depressione situata a sud-ovest di Baku, in Azerbaigian. L'Araks è il corso d'acqua più importante della regione sudcaucasica, ma non attraversa direttamente il territorio georgiano. Nasce in Turchia, non lontano dalle sorgenti dell'Eufrate, e appartiene allo stesso sistema di drenaggio del Kura. Anche il Kura ha origine in territorio turco, a poco più di un centinaio di chilometri dalle coste del mar Nero, verso il quale si dirige inizialmente. Compie poi un'ampia curva in senso orario di circa 180°, che lo porta ad attraversare il confine georgiano e la capitale Tbilisi, per poi sfociare nel mar Caspio.

La Georgia occidentale appartiene invece al sistema di drenaggio del Rioni e dell'Inguri, che nascono dalle acque di fusione dei ghiacciai caucasici e attraversano la fertile pianura alluvionale affacciata sul mar Nero. A questi si aggiunge una serie di corsi d'acqua minori e dal breve percorso, che drenano la regione nord-occidentale dell'Abkhazia. Infine, la regione sud-occidentale dell'Adjara appartiene al bacino del Çoruh, situato per la maggior parte in territorio turco, il cui collettore principale sfocia nel mar Nero presso Batumi.

Flora e fauna La posizione geografica della Georgia e la grande diversità del suo territorio hanno favorito lo sviluppo di una straordinaria varietà di paesaggi. La lussureggiante vegetazione delle coste umide e subtropicali del mar Nero si trova a una distanza relativamente ridotta dalle nevi eterne delle vette montuose. Profonde gole e fiumi impetuosi lasciano spazio ad aride steppe, mentre il verde dei prati alpini si alterna alle tonalità più scure delle valli ricoperte di foreste.

Più di un terzo del paese è coperto da foreste e boscaglie. A ovest, la relativa stabilità del clima nel corso di un lungo periodo ha consentito la conservazione di numerose specie relitte e rare, come il pino di Pitsunda (Pinus pithyusa). Le foreste comprendono querce, castagni, faggi e ontani, nonché pini del Caucaso, frassini, tigli, meli e peri. Il sottobosco delle regioni occidentali è dominato da piante sempreverdi, come i rododendri e l'agrifoglio, e da alcuni arbusti decidui, quali il mirtillo del Caucaso e il noce. Lunghi filamenti di liane si intrecciano in alcune foreste occidentali. Gli agrumeti sono diffusi in tutto il paese, mentre lunghi filari di eucalipti fiancheggiano le strade di campagna.

Nella Georgia orientale le foreste sono più rare e le steppe sono punteggiate da boschetti di arbusti spinosi, nonché ricoperte da un manto di stipa e code di lepre. Una vegetazione erbacea di tipo subalpino e alpino riveste gran parte delle regioni più elevate.

La fauna è molto diversificata. Capre e stambecchi del Caucaso abitano le alte montagne, mentre numerosi roditori vivono nei prati di alta quota. La ricca avifauna comprende specie come il tetraogallo, il fagiano di monte del Caucaso, l'aquila reale e il gipeto. I fiumi dalle acque limpide e i laghi di montagna sono ricchi di trote.