I Giochi della XXXII Olimpiade (), conosciuti anche come Tokyo 2020, si sono tenuti a Tokyo dal 23 luglio all'8 agosto 2021. Precedentemente programmati dal 24 luglio al 9 agosto 2020, sono stati posticipati di un anno a causa della pandemia di COVID-19 e le gare si sono svolte in gran parte a porte chiuse. Nonostante ciò è stato mantenuto il nome Tokyo 2020 per ragioni di marketing e di branding. Per la prima volta nella storia, i Giochi olimpici sono stati rimandati anziché essere cancellati. Inoltre, per la prima volta si sono tenuti in un anno dispari.

La capitale giapponese (alla sua seconda Olimpiade dopo quella del 1964) era stata scelta durante la 125ª sessione del CIO, svoltasi a Buenos Aires il 7 settembre 2013, superando la concorrenza di Istanbul (Turchia) e Madrid (Spagna).

Assegnazione

Le tre città candidate che arrivarono alla votazione finale furono Istanbul, Madrid e Tokyo. Le proposte di candidatura delle città di Baku e Doha non erano state selezionate dall'esecutivo del CIO per la candidatura ufficiale, mentre la candidatura presentata dalla città di Roma era stata ritirata.

Votazione finale La votazione finale si svolse a Buenos Aires, in Argentina, il 7 settembre 2013, durante la 125ª sessione del CIO. Dopo il primo turno di votazione, fu necessario un sistema di ballottaggio poiché nessuna città vinse con più del 50% dei voti e Istanbul e Madrid avevano ottenuto un punteggio pari per il secondo posto. Venne quindi effettuata una votazione tra queste due per determinare chi dovesse passare al turno successivo, ballottaggio vinto da Istanbul. Nella votazione finale Tokyo superò Istanbul con 60 voti contro 36, aggiudicandosi l'assegnazione dei Giochi della XXXII Olimpiade.

Selezione della città ospitante delle Olimpiadi del 2020 Città Nazione1ª VotazioneSpareggio 2ª Votazione Tokyo 42 —60 Istanbul 26 49 36 Madrid 26 45—

Calendario assegnazione Il processo di selezione della città ospitante venne approvato dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nelle seguenti modalità:

2011: 16 maggio – Il CIO emette le lettere di invito ai vari Comitati Nazionali Olimpici (CNO) per la presentazione delle candidature; 1º settembre – Termine ultimo per la presentazione delle candidature delle città interessate ad ospitare le olimpiadi estive del 2020; Ottobre – Il CIO ha tenuto un seminario informativo con i comitati nazionali che hanno presentato una candidatura; 2012: 15 febbraio – Presentazione delle domande e delle lettere di garanzia ed impegno al CIO; 23 maggio – La Commissione Esecutiva del CIO seleziona tra le città candidate quelle che saranno riconosciute come candidature ufficiali. 2013: Gennaio – Presentazione della documentazione ufficiale di gara; Marzo e aprile – Periodo di visita della commissione di valutazione del CIO nelle città candidate; Giugno – Rapporto valutativo della commissione di valutazione del CIO; 7 settembre – Elezione della città ospitante i Giochi della XXXII Olimpiade.

Sviluppo e preparazione Organizzazione Il governo metropolitano di Tokyo stanziò un fondo iniziale di 400 miliardi di yen (2,7 miliardi di euro) per coprire il costo dei Giochi. Il governo giapponese propose di aumentare la capacità dell'aeroporto di Tokyo-Haneda e di Narita, modificando le restrizioni al traffico aereo. Venne prevista una nuova linea ferroviaria per collegare entrambi gli aeroporti attraverso un ampliamento della stazione di Tokyo, riducendo i tempi di viaggio dalla stazione di Tokyo ad Haneda da 30 a 18 minuti, e dalla stazione di Tokyo a Narita da 55 a 36 minuti. I lavori avevano un costo stimato di 400 miliardi di yen e sarebbero stati finanziati principalmente da investitori privati. Il finanziamento prevedeva inoltre di accelerare il completamento di tre autostrade, la Central Circular Route, la Tokyo Gaikan Expressway e la Ken-O Expressway, e di ristrutturare le altre principali autostrade della zona. Si prevedeva anche di estendere lo Yurikamome, la linea di transito automatizzato, dal terminale esistente presso la stazione di Toyosu ad un nuovo terminale presso la stazione di Kachidoki, passando per il sito del villaggio olimpico, sebbene lo Yurikamome non disponesse ancora di capacità sufficiente per servire da solo i principali eventi nella zona di Odaiba.

Il Comitato Organizzatore era presieduto dall'ex Primo ministro Yoshirō Mori, mentre Toshiaki Endo era stato nominato Ministro per l'Olimpiade e la Paralimpiade di Tokyo 2020, con il compito di supervisionare i preparativi per conto del governo giapponese.

Rinvio dei giochi al 2021 Nel corso del mese di gennaio 2020 erano state sollevate le prime preoccupazioni su quale potesse essere l'impatto che la diffusione del COVID-19 potesse avere sui Giochi della XXXII Olimpiade. Mentre si registravano i primi casi positivi in Giappone sul finire di gennaio, gli organizzatori dei Giochi di Tokyo 2020 rassicurarono che la situazione era sotto monitoraggio e che sarebbero state prese tutte le precauzioni nella preparazione dei Giochi. Nel frattempo diversi tornei di qualificazione ai Giochi olimpici stavano venendo spostati di sede o rinviati a data da destinarsi per l'acuirsi dell'emergenza sanitaria nei vari Paesi nel mondo e con la dichiarazione dello stato di pandemia di COVID-19 da parte dell'OMS l'11 marzo 2020. Inoltre, nonostante la necessità di effettuare test antidoping in modo estensivo prima dei Giochi, l'agenzia mondiale antidoping (WADA) dichiarò che la salute pubblica e la sicurezza dovevano avere la priorità.

Il 2 marzo 2020 il comitato organizzatore di Tokyo 2020 (TOCOG) rilasciò una dichiarazione nella quale veniva confermato che l'organizzazione dei Giochi sarebbe proseguita come pianificato. Il 3 marzo il portavoce del CIO confermò la pianificazione dei Giochi di Tokyo. Anche nel comunicato rilasciato il 18 marzo successivo il CIO confermò le date dei Giochi e che continuava il monitoraggio della situazione pandemica a quattro mesi dall'avvio delle competizioni. Nei giorni seguenti l'emergenza sanitaria continuò ad acuirsi e ad intensificarsi in molti più Paesi, tanto che il 23 marzo i Comitati Olimpici di Australia, Canada e Regno Unito annunciarono una loro rinuncia alla partecipazione se i Giochi non fossero stati rinviati di un anno. Nello stesso giorno il primo ministro del Giappone Shinzō Abe dichiarò che era inevitabile che i Giochi potessero essere rinviati di un anno perché la sicurezza e la salute degli atleti erano di primaria importanza.

Il 24 marzo 2020 in un comunicato congiunto il CIO e il comitato organizzatore annunciarono ufficialmente che, a causa della pandemia di COVID-19 in atto, i Giochi della XXXII Olimpiade e i XVI Giochi paralimpici estivi venivano rinviati in un periodo successivo al 2020, ma non più tardi dell'estate 2021. Per ragioni di continuità e di marketing, nonostante i Giochi sarebbero stati disputati nel 2021, venne mantenuta la dicitura "Tokyo 2020". Sebbene diverse edizioni dei Giochi olimpici fossero state cancellate in passato a causa delle guerre mondiali, inclusi i Giochi della XII Olimpiade programmati proprio a Tokyo nel 1940, i Giochi della XXXII Olimpiade sono diventati i primi Giochi ad essere rinviati a una data successiva rispetto al pianificato. Il 30 marzo 2020 il CIO e il comitato organizzatore annunciarono un'intesa sulle nuove date per i Giochi della XXXII Olimpiade, riprogrammate dal 23 luglio all'8 agosto 2021, 364 giorni dopo quanto originariamente pianificato.

Tra aprile e maggio 2020 vennero sollevate ulteriori preoccupazioni circa la possibilità di cancellare i Giochi qualora la pandemia fosse perdurata anche nel 2021. Il presidente del CIO Thomas Bach dichiarò che la riorganizzazione dei Giochi e quello che il comitato organizzatore stava facendo era un lavoro mastodontico, aggiungendo che una cancellazione definitiva dei Giochi sarebbe stata presa in considerazione solamente nel caso non fosse stato possibile disputarli nell'estate 2021.

Biglietti Prima della decisione di svolgere i giochi a porte chiuse, era stimato che i biglietti per la cerimonia di apertura avrebbero avuto un prezzo compreso tra i e i yen (dai 200 ai euro circa). Il prezzo massimo per una finale di uno sport popolare, come l'atletica e il nuoto, avrebbe dovuto essere di yen (250 euro), mentre il prezzo medio dei biglietti sarebbe stato di yen (60 euro). Il 60% dei biglietti avrebbe dovuto avere un costo di yen (35 euro) o inferiore. La vendita dei biglietti era prevista attraverso rivenditori in Giappone e via internet.

Sedi di gara

Al momento dell'assegnazione dei giochi olimpici nel 2013 l'obiettivo era quello di realizzare dei giochi il più possibile "compatti", prevedendo di avere 28 delle 33 sedi di gara entro dal villaggio olimpico di Tokyo, 11 delle quali sarebbero state nuovi impianti da costruire. Successivamente, anche in seguito all'approvazione da parte del CIO dellAgenda 2020 volta a rendere l'organizzazione dei giochi più economicamente sostenibile, diverse sedi di gara furono modificate. Il 28 febbraio 2015 la costruzione della nuova arena per la pallacanestro nel parco di Yumenoshima venne cancellata e le gare furono spostate all'esistente Saitama Super Arena, mentre la sede delle gare di equitazione venne spostata da Yumenoshima, dove sarebbe stata realizzata una struttura temporanea, al parco Baji-kōen, già usato per l'equitazione nel 1964. Il 10 dicembre 2015 le gare di ciclismo su pista e di mountain bike, da ospitare in nuove strutture da costruire a Tokyo, vennero spostate negli esistenti velodromo di Izu e Izu MTB Course, nella prefettura di Shizuoka.

Nel febbraio 2012 venne confermato che lo stadio olimpico di Tokyo sarebbe stato rinnovato e il successivo novembre fu presentato il progetto vincitore, realizzato dallo studio di Zaha Hadid e che prevedeva la demolizione e ricostruzione dello stadio. Dopo la presentazione del progetto iniziarono tuttavia ad emergere notevoli critiche sia riguardanti il design, considerato da alcuni troppo impattante sul vicino santuario Meiji, sia a causa del costo di oltre 300 miliardi di yen, giudicato eccessivo. Ciò portò il governo giapponese prima a modificare pesantemente il progetto e poi ad abbandonarlo completamente, dando il via ad un nuovo concorso nel luglio 2015, vinto da Kengo Kuma con un progetto ispirato all'architettura tradizionale giapponese. Il nuovo stadio, del costo stimato di 157 miliardi di yen, venne completato nel dicembre 2019.

Nell'ottobre 2018 il Collegio dei revisori dei conti, che si occupa di esaminare la spesa pubblica, rilasciò un resoconto in cui stimava che il costo totale delle sedi di gara avrebbe superato i 2810 miliardi di yen. Il 1º novembre 2019 venne annunciato che le maratone e le marce sarebbero state spostate al parco Ōdōri di Sapporo per evitare problematiche di eccessivo calore che si sarebbero potute avere se gli eventi si fossero tenuti a Tokyo.

Zona dell'eredità

Dieci impianti erano situati nella , che copriva l'area centro-occidentale di Tokyo. Quattro di questi impianti erano stati usati già nei Giochi della XVIII Olimpiade del 1964. Stadio Olimpico – cerimonie di apertura e chiusura, atletica, finale di calcio femminile; posti Tokyo Metropolitan Gymnasium – tennistavolo; posti Yoyogi National Gymnasium – pallamano; posti Nippon Budokan – judo, karate; posti Tokyo International Forum – sollevamento pesi; posti Ryōgoku Kokugikan – pugilato; posti Baji-kōen – equitazione; posti Musashino Forest Sport Plaza – badminton e pentatlon moderno (scherma); posti Tokyo Stadium – calcio, pentathlon moderno e rugby a sette; posti Parco Musashino-no-mori – ciclismo (partenza delle gare su strada);

Zona della baia di Tokyo

Quindici impianti erano situati nella , che copriva l'area centro-orientale di Tokyo e includeva diverse isole artificiali come Ariake e Odaiba. Ariake Arena – pallavolo; posti Ariake Gymnastics Centre – ginnastica artistica, ritmica e trampolino; posti