Omnia sunt communia è un'espressione della lingua latina che significa "tutto è comune" o "tutto è di tutti".
Trae le sue origini dalla traduzione latina degli Atti degli Apostoli (At 2,44-45), era uno degli aspetti della koinonìa, precetto centrale di "quelli della Via" (come erano chiamati i seguaci di Gesù e degli Apostoli alle origini).
L'espressione è stata utilizzata come grido di battaglia dal pastore tedesco Thomas Müntzer,Ernst Bloch, Thomas Müntzer teologo della rivoluzione, Milano, Feltrinelli, 2010, ISBN 978-88-07-72163-2, p. 49. una figura importante del cristianesimo rivoluzionario nonché uno dei capi dei ribelli nella Guerra dei contadini tedeschi (1524-1525).
L'espressione si trova già nella scolastica medievale, ad esempio in Guglielmo d'Auxerre: «In extrema necessitate omnia sunt communia»Guglielmo d'Auxerre, Summa aurea, 3, 8, 1, qu. 5; citata in Gilles Couvreur, Les pauvres ont-ils des droits?, Roma, Libreria Editrice dell'Università Gregoriana, 1961, p. 237n. ("in caso di estrema necessità ogni cosa è comune"); essa viene spesso citata attribuendola a Tommaso D'Aquino«In extrema necessitate, ubi agitur de vita, omnia [...] sunt communia» ("in caso di estrema necessità, quando si tratta della vita, tutte le cose sono comuni"): Summa Summae S. Thomae sive Compendium Theologiae, thomus III, secunda secundae partis, Roma, Cristinus Puccinelli, 1834, p. 1006., o comunque viene indicata come massima della filosofia tomistica«In extrema necessitate omnia sunt communia», citata in: O.P. Domingo de Soto, Relecciones y opúsculos, editorial San Esteban (1995), ISBN 84-87557-54-6, p. 146.. Nel suo principale trattato teologico, Summa Theologiae, Tommaso D'Aquino difendeva la proprietà privata dei beni e legittimava le attività commerciali e mercantili; tuttavia il filosofo riteneva che, in situazioni di necessità estrema, la proprietà privata dovesse attenuare la propria importanza fino a diventare comune Pedro Luna Antúnez, Omnia sunt communia!, in "Tercera Información", 14 febbraio 2013..
Dall'inquisitore Eymerich, l'espressione è riferita alla dottrina dei Dolciniani: «omnia communia esse docebant, etiam uxores» ("ogni cosa è in comune, insegnavano, anche le mogli").
Il principio che, in ultima istanza, i beni materiali e immateriali del Creato debbano essere accessibili a tutti gli esseri umani (e che la proprietà privata stessa debba essere orientata al bene comune e mai ostacolare un'allocazione equa delle risorse) è contenuto nel concetto di Destinazione universale dei beni, parte integrante del magistero della Dottrina sociale della Chiesa cattolica.
Note
Voci correlate Amicorum communia omnia
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