È il principale esponente della tradizione ceramista rapinese ed è considerato da alcuni il maggior pittore di maioliche di tutto il Meridione.

Biografia

Le origini della famiglia Cappelletti sarebbero da ritrovarsi a Verona, città dalla quale essa sembra essere emigrata tra il XIV e il XV secolo per stabilirsi a Castelli, in Abruzzo. Si ritiene infatti che Cappelletti non sia altro che una distorsione abruzzese del cognome veronese Capuleti. In seguito un ramo dei Cappelletti si trasferì a Rapino, nel XVIII secolo, dando un contributo essenziale allo sviluppo dell'arte della maiolica nel borgo teatino.

Fedele fu indirizzato dal padre Fabio a studiare a Chieti presso la bottega del pittore Francesco Paolo Marchiano, del quale era stato allievo anche Francesco Paolo Michetti. Si diplomò presso l'Istituto delle Belle Arti di Napoli, dove ebbe l'occasione di ricevere gli insegnamenti di Filippo Palizzi, che fu molto entusiasta del giovane Fedele. Terminato il percorso scolastico fece ritorno al suo paese natio, dove iniziò un lungo e costante studio della ceramica del Settecento, concentrandosi sulle opere di maestri come Carlo Antonio Grue, Carmine Gentili, Francesco Antonio Saverio Grue e i propri antenati Candeloro e Nicola Cappelletti.

Attività L'obiettivo di Fedele era dare nuovo impulso alla tradizione della ceramica castellana, che in quel periodo attraversava una fase di decadenza, e per questo non si lasciò influenzare dalle nuove tendenze europee. È ritenuto tra i massimi esponenti della ceramica italiana dello Storicismo.

Fu presente con le sue opere alle principali esposizioni del tempo, a Roma e a Torino, e approdò nel 1900 all'Esposizione Universale di Parigi. Partecipò alla Mostra d'arte antica di Chieti del 1905 e alla Mostra etnografica regionale di Roma, nel 1911, in cui fu chiamato a rappresentare la lavorazione delle antiche maioliche abruzzesi. Egli infatti si prefiggeva di far tornare in vita forme d'arte di un glorioso passato, e per questo ha più volte creato incertezza nell'attribuzione delle sue opere, che vennero più volte erroneamente ricondotte alle epoche alle quali Cappelletti si ispirava.

Fra le sue opere, particolarmente rilevante è il servizio da caffè formato da caffettiera, zuccheriera e 13 tazzine, firmate "F. Cappelletti". Alla morte di Cappelletti, nel 1920, l'attività fu continuata dall'erede spirituale Fedele Vitacolonna, suo nipote, nonché dalla sua bottega. La casa con bottega a Rapino è ancora oggi esistente nel quartiere "dei ceramisti". In suo onore nel 1905, lo scultore orsognese Modesto Parlatore scolpì una piccola placca in gesso col suo ritratto.

È possibile ammirare la sua produzione nel Museo d’Arte “Costantino Barbella” di Chieti, nel Museo della “Collezione Acerbo” di Loreto Aprutino e presso il Museo nazionale di San Martino a NapoliG. Polidori, La maiolica antica abruzzese, Milano 1953, per Fedele pp. 26-55-261-273 sqq..Altre sue opere sono conservate nel Museo della ceramica di Rapino, nel Museo delle ceramiche a Castelli, e nel Museo delle antiche ceramiche abruzzesi (MACA) a Pianella.

Lavori di CappellettiAlcune opere di Cappelletti sono consultabili nel sito Fedele Cappelletti Il catalogo di una mostra su Cappelletti è stato redatto da Franco G. Maria Battistella nel 2020 in una mostra al Museo della ceramica di Rapino per il centenario della morte.Su Cappelletti lo stesso Battistella parla nell'articolo Nuovi documenti per la storia della ceramica abruzzese, Rivista abruzzese 1985, Lanciano, n. 4G. Polidori, La maiolica antica abruzzese, Milano 1953, per Fedele pp. 26-55-261-273 sqq

Per la produzione in ceramica: Vassoio mistilineo con scena pastorale di fanciullo e fanciulla (1900 ca.), Museo etnografico del folklore di Cerqueto, Fano Adriano (TE); La Liberalità o l'Abbondanza (datata e firmata 1914, piatto ellittico), per il Comune di Rapino, Museo delle Ceramiche di Rapino (CH); Scena di bue che si abbevera alla fonte (piatto tondo a fondo bianco, cornice cerulea), Museo delle Ceramiche di Rapino (CH); Tazza con beccuccio a forma di vecchione, scena di putti che danzano, Museo della Ceramica di Rapino; Saturno a cavallo di un dragone, piatto in maiolica tondo con cornice ad arabesche, Museo d'arte Costantino Barbella, Chieti; Venere sul carro dei passeri, piatto tondo con cornice ad arabesche, Museo d'arte Costantino Barbella di Chieti; Ratto di Europa con scena campestre, piatto tondo, Museo della Ceramica di Rapino; Brocca a sei beccucci con scena agreste di putti in gioco, Museo delle Ceramiche di Rapino; Vaso con il simbolo dei Francescani, dal convento di San Francesco di Loreto Aprutino, Museo delle Ceramiche Acerbo, Loreto Aprutino (PE); Piatto tondo con scena di pescatori, Museo delle Ceramiche di Rapino; Scena biblica di Giuda e la donna con passo del Vangelo di Giovanni, piatto tondo, Mostra dell'Etnografia regionale di Roma; Trionfo di Nettuno e Anfitride alla maniera settecentesca, maiolica di Castelli, collezione privata, piatto tondo; Vaso lavorato con il Trionfo di Bacco e Arianna, decorazioni a candelabre e festoni arabeschi, putti, due manici a voluti fissati a due placche con la testa leonina, Museo d'arte Costantino Barbella di Chieti; Fiasca con mensola, stile maiolica di Castelli, scena agreste con pastore e putti, Mercatino L'Antico e le Palme, San Benedetto del Tronto; Vari piatti e brocchette del tipo "ceramica di Rapino", a tonalità blu e verde-giallo, con semplici fiori e scene pastorali - Museo delle Ceramiche di Rapino; Brocca devozionale popolare di San Rocco e il cane - realizzata per il vicino santuario di San Rocco di Roccamontepiano, Museo delle Ceramiche di Rapino; Piatto con lo stemma comunale di Rapino - Museo delle Ceramiche di Rapino; Nascita di Venere e trionfo - pannello rettangolare - Museo delle Ceramiche di Rapino ; Vaso da farmacia con scena pastorale, contadina e animali da fattoria -Museo Barbella, Chieti; Pannello tondo a più formelle della Madonna col Bambino, presso il santuario della Madonna della Libera di Filetto (CH), si trova presso la cornice del portale maggiore; Tondo del sacrificio di Andromeda, con cornice a festoni e due putti, del tipo maiolica di Castelli, Museo Etnografico di Roma; Venere, Adone e Cupido, piatto tondo, collezione privata Bertolami Fine Art; La Strage degli Innocenti, piatto tondo con festoni in cornice e putti, collezione privata Bertolami Fine Art; Grande piatto ovale con scena di battaglia, Museo della Ceramica di Castelli (TE)

Note