Molinella (Mulinèla o La Mulinèla in dialetto bolognese orientale) è un comune italiano di abitanti situato nell'estremità nord-orientale della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna.

Si fregia del titolo di città dal 24 giugno 2003.

Geografia fisica

Il territorio comunale si estende nella bassa pianura bolognese ai confini con il ferrarese su una superficie di con un'altitudine media di 8 metri sul livello del mare. È quindi il comune con l'altitudine minore di tutta la Città metropolitana di Bologna. I maggiori corsi d'acqua che lo attraversano sono il fiume Reno (appena un chilometro a nord del capoluogo), il torrente Idice e i canali Botte e Lorgana. I comuni confinanti sono: Argenta (Provincia di Ferrara) a nord e a est, Medicina a Sud, Budrio a sud-ovest e Baricella a nord-ovest. I maggiori centri urbani, Bologna e Ferrara distano rispettivamente 33 e .

Territorio Il territorio di Molinella era in origine zona paludosa e malsana al centro della Valle Padusa dove si alternavano agli acquitrini e ai canneti, fitti boschi di salici, pioppi e querce situati su isole palustri.

Il territorio è quasi completamente bonificato a parte qualche riserva naturale come la "Vallazza" e la "Boscosa" (entrambe sulla strada che collega il capoluogo a Selva Malvezzi) che possono dare l'idea di come potesse essere il territorio in origine. Queste riserve ed altre ancora all'interno del territorio comunale sono definite zone di protezione speciale (ZPS) per la loro importanza ambientale legata alla conservazione della fauna e della flora locali e fanno parte dei biotipi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella.

Il terreno estremamente fertile veniva coltivato fino a una cinquantina di anni fa prevalentemente a risaia poi si passò gradualmente ad altre coltivazioni come il granoturco, i frutteti e il grano.

Clima Il clima è continentale temperato. Gli inverni sono freddi umidi e non mancano precipitazioni nevose. Nei pressi di Molinella, in località San Pietro Capofiume, sarebbe stata registrata una temperatura minima non ufficiale di -28,8 °C nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1985 (valore che sarebbe il più basso mai registrato in Pianura Padana); tuttavia, i rilevamenti ufficiali della stazione meteorologica di San Pietro Capofiume hanno fatto registrare una temperatura minima assoluta di -24,8 °C in data 11 gennaio 1985, nel corso della medesima ondata di gelo.

La primavera è "fresca" e piovosa e l'autunno estremamente nebbioso. Durante l'estate il clima è caldo afoso, interrotto occasionalmente da forti temporali e acquazzoni.

Origini del nome Il suo nome deriva dalla presenza di mulini ad acqua, anticamente diffusi ed oggi perlopiù scomparsi.La leggenda popolare farebbe derivare il toponimo da quello di un Mulino di proprietà di una tale Nella con conseguente contrazione e unione dei due nomi. Si tratta certamente di una leggenda, come confermato anche dallo studio monografico del Calori (Bibliografia). Del resto le cosiddette mulinèle erano mulini natanti in legno spostabili lungo i corsi d'acqua. L'unico antico mulino superstite è il cosiddetto Palazzo delle , che usava le acque del Canalazzo.

Storia

Prima del IV secolo d.C. la zona dove sorge Molinella faceva parte dell'immensa valle Padusa ed era perciò quasi completamente disabitata; l'abitato di fondazione romana più prossimo era verosimilmente Veterana (l'attuale Vedrana di Budrio). A partire dal IV-V secolo, a causa dei depositi dei fiumi e dei torrenti che qui scaricavano le loro acque, si iniziò a formare un ampio dosso che emergeva dalle acque denominato Ludurium (luogo fangoso). Questa è il più antico toponimo dell'area. La relativa sicurezza di questo luogo, protetto dalle continue alluvioni, permise all'uomo di creare i primi insediamenti stabili.

Il toponimo “La Molinella”, o meglio Torre di Santo Stefano della Mulinella, compare per la prima volta in un documento del 1322. La torre di Santo Stefano venne eretta nel medioevo sul Ludurium per rafforzare il confine bolognese di nord-est, dato che la Torre dei Cavalli, che ne era il baluardo più importante, non garantiva più un controllo efficace dell'esteso confine.

Nel 1371 il cardinale Anglico scrive della torre: "La torre di Molinella è posta fra acque e valli e qui vi è un passo pel quale si va a d Argenta, a Ferrara, alla bassa Romagna per acqua e dal qual passo transitano molte mercanzie, tante importate a Bologna, quante esportate per detti luoghi. Dista IV miglia andando per acqua dalla torre dei Cavalli, e circa XX da Bologna e circa X da Argenta. Detta torre è custodita da un castellano bolognese che ha prestate buone garanzie alla Camera e riceve in paga sei fiorini e mezzo".Augustin Theiner, Codex Diplomaticus Dominii temporalis Sanctae Sedis, Roma 1861-186: Descriptio civitatis Bononiensis eiusque comitatus facta anno MCCCLXXI

Il villaggio costituitosi presso la torre era molto vicino a una grande ansa del Po di Primaro (in cui venne fatto scorrere il Reno nel Settecento). Presso Traghetto (Argenta), ma appena un chilometro a nord di Molinella, è ancora possibile vedere le antiche arginature e quello che rimane del Po di Primaro che vi giunge da Ferrara.

Paradossalmente prima del Quattrocento erano le frazioni dell'odierna Molinella che avevano maggior fama e il centro più antico era in assoluto quello che si raccoglieva attorno ad un'opera difensiva chiamata Torre dei Cavalli o Cavagli, non più esistente e ricordata da un cippo a 5 km ad est del centro di Molinella, che faceva parte assieme alla Torre di Galliera ed altre ancora di un sistema difensivo bolognese.

Si presume che la principale funzione della Torre dei Cavalli fosse quello di controllare i traffici terrestri e fluviali tra Argenta e Bologna.

Il villaggio presso la torre di Santo Stefano nacque come villaggio di stradaQuesta definizione, presa in prestito nella geografia italiana dal termine tedesco Straßendorf indica un villaggio che segue l'andamento di una strada. Le case si dispongono allineate, spesso in fila unica, ai due lati della strada con i fondi coltivati alle spalle. Nel caso specifico di Molinella, lo sviluppo è avvenuto lungo l'antica strada che collegava il bolognese con Traghetto (Argenta), il principale punto di attraversamento controllato del Primaro., crebbe d'importanza a causa dei commerci del suo porto e come passaggio doganale obbligato. Molinella, situata da sempre al confine fra il territorio bolognese e quello ferrarese, era luogo di passaggio importante non solo per il trasporto delle merci, ma anche per il passaggio di fuorusciti e banditi. Il paese era perciò sede di dogane e dazi che controllavano coloro che transitavano sull'Idice e coloro che attraversavano con il traghetto il Po di Primaro a nord di Molinella (Passo del Morgone e Traghetto).

Battaglia della Riccardina Il suo territorio è stato teatro di una battaglia (Battaglia della Riccardina), il 25 luglio 1467, cui partecipò da protagonista Bartolomeo Colleoni. La battaglia è famosa perché il Colleoni vi usò massicciamente, primo caso nella storia, delle armi da fuoco, suscitando per ciò grande scandalo.

La nascita del movimento contadino Situata nella profonda pianura bolognese, in un'area paludosa soggetta a frequenti inondazioni, Molinella iniziò ad essere interessata dai primi moti agrari in occasione della promulgazione della tassa sul macinato nel 1869Storia e Memoria di Bologna - Molinella, (BO) 1848 1922. Nel 1883 si registrò il primo grande sciopero che vide 3000 operai incrociare le braccia per richiedere un aumento salariale. Negli ultimi vent'anni del XIX secolo si conteranno ben dieci scioperi.

L'introduzione della risicultura in gran parte del territorio molinellese, così come la realizzazione di grandi lavori di bonifica, attirarono numerose famiglie provenienti dai comuni vicini. Eppure, nonostante un miglioramento delle condizioni economiche, il proletariato di Molinella doveva convivere in un contesto sociale estremamente difficile, dove la malaria e la povertà erano una presenza costante.

In questo contesto trovarono terreno fertile già alla fine dell'Ottocento gli ideali del socialismo che a Molinella ebbero come principale propagatore un medico che, colpito dalle estreme condizioni di vita dei contadini e delle mondine della zona, aveva deciso di dedicarsi alla loro difesa, Giuseppe Massarenti. Nel 1901 fu eletto il primo sindaco socialista, l'avvocato Luigi Ploner.

Eccidio di Guarda A Guarda di Molinella il 5 ottobre 1914 avvenne un cruento scontro tra i componenti di una colonna organizzata dagli agrari, guidata da Alberto Donini segretario provinciale dell'Associazione agraria, che scortavano alcuni crumiri provenienti dalle province di Modena e di Padova e un nutrito gruppo di braccianti e mezzadri in sciopero. Gli agrari, assaliti dagli scioperanti, furono costretti a fuggire. Il grave episodio provocò cinque morti e numerosi feriti, tra cui lo stesso Donini. Cinquantasei operai furono processati e condannati al confino nell'isola di Capraia, ove rimasero sino al 1919, quando furono liberati a seguito di un'amnistia.L'episodio di Guarda di Molinella è anche descritto dallo storico Mirco Dondi, in Il conflitto sociale. Dagli albori della sindacalizzazione alla trasformazione delle campagne, capitolo 1914: La prima lunga vertenza mezzadrile e il suo tragico epilogo, Bologna, CLueb, 2012..

Nonostante gli arresti e la dura repressione seguita ai fatti di Guarda, Molinella continuò ad essere il centro delle lotte agrarie della pianura bolognese, specialmente durante il biennio rosso. In occasione delle elezioni politiche del 1919 il Partito Socialista ottenne a Molinella il 93,6% dei voti, mentre alle comunali, tenutesi nell'ottobre 1920, Massarenti fu rieletto sindaco.

Dominazione fascista Con l'inizio delle violenze squadriste nella pianura padana, Molinella, paese di Massarenti e luogo simbolo del socialismo italiano, divenne un obbiettivo primario da parte dei fascisti. Un primo assaggio di quanto stava per accadere si registrò in occasione delle elezioni del 1921, quando ai principali dirigenti socialisti molinellesi, tra i quali il vicesindaco Giuseppe Bentivogli, fu impedito votare e furono fatte esplicite minacce di morte da parte di alcuni fascistiStoria e Memoria di Bologna - Molinella (BO) 1919 1943. Il 12 giugno 1921, approfittando dell'inaugurazione del fascio locale, migliaia di squadristi capeggiati dai ras Italo Balbo e Gino Baroncini convergono su Molinella dal resto del bolognese e dalle province limitrofe con l'obbiettivo di "tricolorizzare" il borgoStoria e Memoria di Bologna - "Tricolorizzare" Molinella. Il comune, i sindacati e la cooperativa sono assaltati e saccheggiati. Il sindaco Massarenti è messo in salvo dalle Guardie Rosse e fatto fuggire a Roma poiché una squadraccia fascista si è messa a cercarlo casa per casa per ucciderlo. Le devastazioni durano due giorni e colpiscono anche la frazione di San Pietro Codifiume. Nelle settimane successive sono distrutte anche le istituzioni socialiste delle frazioni di Marmorta e San Martino in Argine.

A partire dall'ottobre del 1922, dopo la conquista del potere di Mussolini con la marcia su Roma, il Municipio, gli uffici amministrativi, le associazioni pubbliche e le cooperative di lavoro vennero assaltate dai fascisti.. Il comune di Molinella fu citato - con un rigoroso dettaglio dei fatti accaduti e citazione delle fonti - da Giacomo Matteotti nel suo libro Un anno di dominazione fascista del 1923 come esempio della tipica violenza perpetrata dagli squadristi fascisti nelle aree rurali italiane, al fine di sottomettere la popolazione al nuovo corso politico, spesso con la complicità di prefetto e autorità di controllo statali..