Il mistero dell'uomo di Somerton è un caso di cronaca mai risolto, riguardante un uomo trovato morto la mattina del 1º dicembre 1948 sulla spiaggia di Somerton, un sobborgo di Adelaide, nel sud dell'Australia. La vicenda è nota anche col nome di caso Tamam Shud (o Taman Shud), per via di un pezzetto strappato di una pagina delle poesie persiane Rubʿayyāt di ʿUmar Khayyām, trovato in una tasca nascosta dei pantaloni dell'uomo, con scritto Tamam Shud, che in persiano significa "finito", "concluso".
Considerato ai tempi "uno dei più profondi misteri dell'Australia", questo caso è stato oggetto negli anni di numerose illazioni riguardo all'identità della vittima, il come e il perché della sua morte. L'interesse pubblico nel caso rimane notevole grazie a diversi fattori: il fatto che sia avvenuto in un periodo particolarmente teso della Guerra fredda, quello che sembrava essere un codice segreto ritrovato in una delle sue tasche, l'uso di veleno non rintracciabile, la mancanza di identificazione e un possibile amore non ricambiato.
Il caso è stato molto seguito in Australia e anche all'estero gli è stata data notevole attenzione, anche perché la polizia ha fatto circolare oltre i confini nazionali del materiale per tentare di identificare il corpo e altri governi sono stati coinvolti nella ricerca di proveCfr. ad esempio; Guðmundsson, H.H. "Þekkir þú þennan mann?" Skakki turninn, 12 ottobre 2009, pp. 19–27..
Storia Ritrovamento del corpo e prime indagini Il cadavere venne rinvenuto la mattina del 1º dicembre 1948, alle 6:30, lungo la spiaggia di Somerton (Adelaide, Australia Meridionale). All'arrivo della polizia, il corpo era disteso sulla sabbia, con la testa adagiata sull'argine e i piedi incrociati, rivolti verso il mare. La polizia non notò alcunché di strano nel corpo; il braccio sinistro era disteso, il destro era piegato. Aveva una sigaretta intera dietro l'orecchio e un'altra sigaretta, fumata a metà, era sulla parte destra del colletto del cappotto, tenuta ferma dalla guancia dell'uomo. Nelle tasche vennero rinvenuti un biglietto dell'autobus usato da Adelaide a St. Leonards a Glenelg, un biglietto ferroviario di seconda classe non usato da Adelaide a Henley Beach, uno stretto pettine americano di alluminio, mezzo pacchetto di gomme da masticare Juicy Fruit, un pacchetto di sigarette Army Club contenente sigarette Kensitas e un pacchetto di fiammiferi Bryant and May pieno per un quarto.
Dei testimoni avrebbero poi affermato di aver visto, la sera del 30 novembre, un uomo simile a quello trovato morto, nella stessa posizione e nello stesso punto del cadavere. Alle 19:00 una coppia lo vide estendere il braccio destro e poi farlo ricadere fiaccamente. Un'altra coppia affermò che, nella mezz'ora dalle 19.30 alle 20.00 in cui lo videro, non lo notarono muoversi, anche se ebbero l'impressione che avesse cambiato posizione: i due testimoniarono di avere commentato fra loro che avrebbe potuto essere morto, dato che non reagiva ai moscerini, ma avendo giudicato più probabile che fosse addormentato o ubriaco non indagarono oltreIndagine del coroner, Cleland, 1949, p. 9. I testimoni affermarono che l'uomo era nella stessa posizione in cui la polizia l'avrebbe trovato la mattina dopoIndagine del coroner, Cleland, 1949, p. 2.
Secondo il patologo John Burton Cleland, professore emerito all'Università di Adelaide, l'uomo aveva "tratti britannici", dimostrava fra i 40 e i 45 anni di età ed era in condizioni fisiche perfette. Era alto 180 centimetri, con occhi nocciola e capelli biondo-rossiccioOfficer in Charge, No. 3. C.I.B. Division, "Unidentified Body Found at Somerton Beach, South Australia, on 1st December 1948", 27 novembre 1959., leggermente grigi attorno alle tempie, con spalle ampie e vita stretta; mani e unghie non mostravano segno di lavoro manuale e le dita dei piedi erano conformate come quelle di un ballerino o di qualcuno che indossa abitualmente scarpe a punta; anche i muscoli del polpaccio alto erano sviluppati come quelli di un danzatore. Questi potrebbero essere tratti genetici dominanti, oltre ad essere caratteristici anche dei corridori di medie e lunghe distanzeIl tassidermista che fece il calco in gesso testimoniò all'inchiesta di aver pensato che l'uomo avesse l'abitudine di indossare calzature a punta e dai tacchi alti, a causa della conformazione delle dita dei piedi e del polpaccio tipiche delle donne che usano quel tipo di scarpa. La polizia aveva precedentemente verificato se l'uomo potesse essere un mandriano del Queensland, sempre a motivo di tali tratti fisici, per i tipici stivali da cowboy. Cfr. p. 7 dell'inchiesta di Cleland del 1949.
Era vestito con "abiti di qualità", cioè camicia bianca, cravatta rossa e blu, pantaloni marroni, calzini, scarpe e, benché la notte e il giorno precedenti fossero stati caldi, un pullover marrone fatto a maglia e un cappotto grigio e marrone a doppiopetto. Tutti i vestiti erano privi dell'etichetta con il nome del proprietario e l'uomo non portava il cappello, fatto insolito nel 1948 specie per qualcuno vestito a quella maniera, né aveva un portafoglio. Ben rasato e senza segni distintivi, il defunto non possedeva nulla che potesse identificarlo, il che portò la polizia a pensare a un suicidio.
Autopsia Venne effettuata un'autopsia; il patologo stimò l'ora della morte a circa le 2 di mattina del 1º dicembreInquest Into the Death of a Body Located at Somerton on 1 December 1948 . State Records of South Australia GRG 1/27 File 71/1949, 17–21 giugno 1949. pp. 12–13..
"Il cuore è di dimensioni normali, e normale in ogni altro particolare... nel cervello si distinguono facilmente piccoli vasi congestionati non comunemente osservati. La faringe è congestionata e l'esofago è ricoperto da uno sbiancamento degli strati superficiali della mucosa con un patch di ulcerazione posto al centro. Lo stomaco è profondamente congestionato... Vi è congestione nella seconda metà del duodeno. Nello stomaco è presente sangue mescolato con cibo. Entrambi i reni sono congestionati, e nei vasi del fegato vi è un'eccessiva quantità di sangue.... la milza è sorprendentemente grande... circa 3 volte la dimensione normale... al microscopio si rileva necrosi al centro dei lobuli epatici.... emorragia gastrica acuta, vasta congestione del fegato e della milza, e congestione del cervello."
Dall'autopsia si scoprì che l'ultimo pasto dell'uomo era stato un pasty, tre-quattro ore prima della morte, ma non venne rinvenuta alcuna sostanza estranea nel corpo. Dwyer, il dottore patologo, concluse affermando: "Sono piuttosto convinto che la sua morte non possa essere stata naturale... Il veleno che ho ipotizzato era un barbiturico o un ipnotico solubile". Anche se l'avvelenamento rimase un'ipotesi forte, il pasty non ne era considerato la causa. Oltre a ciò, il coroner non riuscì a definire l'identità dell'uomo, la causa di morte o anche se l'uomo visto la sera del 30 novembre fosse lo stesso del morto trovato la mattina dopo, dato che nessuno vide la sua faccia quella sera. Venne coinvolta anche Scotland Yard, senza risultati. Una fotografia dell'uomo e le sue impronte digitali vennero fatte circolare ben oltre i confini nazionali, con esito negativo. Poiché il corpo rimase senza identificazione, il 10 dicembre successivo fu imbalsamato e secondo la polizia era la prima volta che questa procedura si rendeva necessaria.
Tentativi di identificazione
La mattina del 2 dicembre il caso trovò spazio in un trafiletto in terza pagina dal The Advertiser, un giornale locale di Adelaide, che indicò tal E. C. Johnson come possibile identità della vittima. Il The News, un altro quotidiano locale, mise l'articolo in prima pagina nel pomeriggio, dando maggiori dettagli sull'uomo ignoto. Il 3 dicembre, E. C. Johnson si presentò vivo alla polizia, che lo depennò quindi dalla lista delle potenziali identità del cadavere; sempre quel giorno, The News pubblicò una foto dell'uomo in prima pagina, incrementando il numero di dichiarazioni sulla possibile identità da parte dei lettori. Il 4 dicembre la polizia dichiarò che le impronte digitali dell'uomo non erano nei registri dell'Australia Meridionale e che quindi le indagini dovevano essere estese fuori dallo Stato.
Il 5 dicembre The Advertiser riportò che la polizia stava indagando nei registri militari dopo che un uomo affermò di aver preso un drink con un individuo simile a quello trovato morto in un hotel a Glenelg il 13 novembre. In quel frangente l'uomo misterioso gli avrebbe mostrato una tessera di pensionamento militare con il nome "Solomonson". Seguirono diversi altri tentativi di riconoscimento del corpo; a inizio gennaio del 1949 due persone lo identificarono come Robert Walsh, un ex taglialegna sessantatreenne che lasciò Adelaide svariati mesi prima per comprare pecore nel Queensland e non fece più ritorno, come invece previsto, a Natale. Un tale James Mack, dopo essersi dapprima dichiarato incapace di riconoscere l'uomo, contattò poi la polizia confermando che si trattava di Walsh, ma che non lo disse prima perché aveva notato una differenza nel colore dei capelli.
Sebbene scettica, considerando che Walsh sarebbe stato troppo vecchio per essere quell'uomo, la polizia confermò che la conformazione fisica del corpo avrebbe potuto essere quella di un taglialegna, anche se lo stato delle mani indicava che non svolgeva quel lavoro da almeno un anno e mezzo. Anche questa pista venne però smontata quando la signora Elizabeth Thompson, che era stata una delle prime persone a identificare il corpo come Robert Walsh, cambiò parere dopo averlo visto una seconda volta, notando l'assenza di una certa cicatrice e la lunghezza delle gambe diversa da quella di Walsh. Verso l'inizio di febbraio 1949 c'erano state in totale otto identificazioni "positive" del corpo, fra cui due uomini di Darwin che l'avevano scambiato per un loro amico, altri che lo credevano uno stalliere o un operaio di un battello a vapore scomparsi o anche uno svedese.
Degli investigatori di Victoria avanzarono l'ipotesi che l'uomo potesse essere dello Stato di Victoria, per la somiglianza delle etichette di manutenzione con quelle usati da molti lavasecco di Melbourne: quando la foto dell'uomo cominciò a circolare anche in Victoria, 28 persone dichiararono di averlo riconosciuto, ma tutte le affermazioni vennero scartate in seguito ad ulteriori indagini per le quali le probabilità che fosse Vittoriano erano scarse. Nel novembre del 1953 la polizia annunciò di aver recentemente ricevuta la 251ª dichiarazione di identificazione da parte di un cittadino, rimarcando però che l'unico indizio di alcun valore in quel caso fossero i vestiti che indossava.
Indagini successive
Il caso conobbe una svolta il 14 gennaio 1949, allorché il personale della stazione di Adelaide ritrovò una valigia marrone, la cui etichetta era stata rimossa, che era stata consegnata al guardaroba della stazione dopo le 11.00 del 30 novembre 1948. Al suo interno conteneva una vestaglia a quadri rossi, delle pantofole di feltro rosso di settima taglia, quattro paia di mutande, pigiama, strumenti per radersi, un paio di pantaloni marrone chiaro con della sabbia nei risvolti, un cacciavite da elettricista, un coltello da tavola ridotto a un corto strumento affilato, un paio di forbici a punta, un pennello da stencil e infine un rocchetto di filo cerato arancione di marca Barbour, di "un tipo insolito", non in commercio in Australia; era lo stesso usato per riparare la fodera di una tasca dei pantaloni che l'uomo di Somerton stava indossando.