Il Valencia Club de Fútbol, noto semplicemente come Valencia, è un club calcistico spagnolo con sede nella città di Valencia, militante nella Primera División, la massima divisione del campionato spagnolo di calcio.

Fondato nel 1919, gioca le proprie partite casalinghe allo stadio di Mestalla, impianto da circa 50 000 posti a sedere.

A livello internazionale è la quinta squadra in Spagna per numero di titoli ufficiali vinti (7), potendo vantare la conquista di due Coppe delle Fiere, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, 2 Supercoppe UEFA e una Coppa Intertoto. Nella sua storia ha disputato anche due finali consecutive di UEFA Champions League, uscendo però sconfitto in entrambe le occasioni, contro e . A livello nazionale è la quinta squadra in Spagna per numero di titoli ufficiali vinti (16), essendosi aggiudicata 6 campionati spagnoli, 8 Coppe del Re, una Supercoppa di Spagna ed una Coppa Eva Duarte. Complessivamente il club si è aggiudicato 23 trofei ufficiali, di cui 16 nazionali e 7 internazionali, che la rendono la quinta squadra più vincente in Spagna dietro Real Madrid (106), Barcellona (104), Athletic Club (36) e Atletico Madrid (34).

Il club è stato un membro del G-14 dal 2002 al 2008 ed è una Sociedad Anónima Deportiva dal 1992.

Storia Esordi e decenni successivi

Il club fu fondato il 18 marzo 1919 con il nome di Valencia Foot-ball Club ed ebbe come primo presidente Octavio Augusto Milego Díaz che fu eletto con il lancio di una monetina. La prima partita ufficiale fu giocata in trasferta il 21 maggio 1919 contro il Valencia Gimnástico, che vinse per 1-0. Il club iniziò a disputare i campionati regionali della comunità valenciana. Il Valencia CF si trasferì nello Stadio Mestalla nel 1923 dopo aver giocato le proprie partite casalinghe nello Stadio Algirós a partire dal 7 dicembre 1919. La prima partita al Mestalla, quella tra Valencia e Castellón Castalia, terminò con il risultato di 0-0. Il giorno seguente la stessa sfida vide la vittoria del Valencia per 1-0. La squadra conquistò il Campionato Regionale nel 1923, guadagnando così per la prima volta l'accesso alla Coppa del Re.

Nel 1928 venne creato il campionato nazionale spagnolo e il Valencia iniziò a giocare nella Segunda División: vinse il campionato nel 1931 e ciò gli valse la promozione in Primera División. La guerra civile spagnola fermò l'avanzata del Valencia fino al 1941 quando il club vinse la Coppa del Re battendo in finale l': il club cambiò nome nell'attuale Valencia Club de Fútbol. Nella stagione 1941-1942 conquistò la Liga per la prima volta. La squadra mantenne il suo valore per diversi anni, primeggiando la Liga nelle stagioni 1943-1944 e 1946-1947 e vincendo un'altra Coppa del Re nel 1949 contro l'Athletic Bilbao.

Negli anni '50 il Valencia non riuscì a ripetere i successi del decennio precedente, anche se crebbe notevolmente il suo seguito. La ristrutturazione del Mestalla determinò un aumento della sua capienza, che passò a 45.000 spettatori, mentre in squadra arrivarono giocatori spagnoli ed esteri di grande spessore, tra cui il nazionale spagnolo Antonio Puchades e l'attaccante olandese Faas Wilkes. Nella stagione 1952-1953 il club si piazzò secondo nella Liga e nella stagione successiva vinse la Coppa del Re, conosciuta al tempo come Copa del Generalísimo.

Anni sessanta e settanta

Malgrado uno scarso rendimento in campionato agli inizi degli anni sessanta, fu proprio in questo periodo che il Valencia guadagnò i suoi primi successi europei nella Coppa delle Fiere. Arrivò in finale per tre volte consecutive: nella Coppa delle Fiere 1961-1962 batté in finale il (6-2 e 1-1), nell'edizione 1962-1963 sconfisse i croati della (2-1 e 2-0) e nel 1963-1964 fu superato per 2-1 dal . Nel 1967 arrivò un altro successo in Coppa del Re contro l'Athletic Bilbao. Tra il 1963 e il 1965 furono disputati i primi derby di Valencia in Primera División.

Nel 1970 fu nominato allenatore il celebre Alfredo Di Stéfano, già calciatore del ed eletto per due volte Pallone d'oro, capace di guidare immediatamente la sua nuova compagine alla quarta vittoria del titolo nazionale nel 1970-1971 (perse, invece, la finale di Coppa del Re contro il ). Grazie a questo successo il Valencia si qualificò per la prima volta nella sua storia alla Coppa dei Campioni, contesa tra i vari campioni nazionali dei tornei europei. Nell'edizione 1971-1972 del torneo il club valenciano raggiunse il terzo turno, dove fu estromesso dai campioni ungheresi dell'Újpest TE, mentre in patria arrivò secondo in campionato e subì una nuova sconfitta nella finale di coppa. I migliori giocatori degli anni settanta del Valencia erano il centrocampista tedesco Rainer Bonhof, l'attaccante olandese Johnny Rep e l'attaccante argentino Mario Kempes, che si laureò capocannoniere della Liga (Pichichi) per due stagioni di fila, 1976-1977 e 1977-1978. Nella stagione 1978-1979 la squadra vinse ancora la Coppa del Re e nell'annata seguente la sua prima Coppa delle Coppe, grazie ad una cavalcata in cui eliminò squadre importanti come i e il e al successo nella finale di Bruxelles sugli inglesi dell' ai tiri di rigore, dopo che la partita era finita 0-0. L'anno successivo vinse la Supercoppa europea battendo nel doppio confronto il di Brian Clough grazie alla regola dei gol fuori casa. Queste vittorie europee del Valencia portano la firma di Kempes.

Anni ottanta Nel 1982 il club nominò allenatore Miljan Miljanić; la squadra si trovò al 17º posto nella Liga a sette giornate dal termine, con il rischio di cadere in Segunda División. A Miljanic subentrò Koldo Aguirre, che riuscì ad evitare la retrocessione, grazie soprattutto ai risultati favorevoli di partite che vedevano impegnate altre squadre in lotta per evitare la retrocessione. Nelle stagioni 1983-1984 e 1984-1985 la società si trovò con enormi debiti sotto la presidenza di Vicente Tormo. Il punto più basso toccato dal Valencia coincise con la retrocessione in seconda divisione verso la fine della stagione 1985-1986 (ultimo posto nella Liga), cui si accompagnarono una serie di problemi interni quali mancati pagamenti di stipendi ai giocatori e carenza di spirito di squadra. Il club retrocesse così per la prima volta, dopo 55 anni di militanza nel torneo spagnolo di prima divisione.

Il nuovo presidente Arturo Tuzón fu capace di riportare il Valencia nella Liga. Nel 1986 in panchina tornò Alfredo Di Stéfano e la squadra centrò la promozione alla fine della stagione 1986-1987. L'anno dopo, ancora sotto la guida di Di Stéfano, si concluse con il 14º posto nella Liga, mentre nel 1989 fu acquistato l'attaccante bulgaro Luboslav Penev. La dirigenza gettò così le basi per consolidare il suo posto in prima serie arrivando secondo dietro il nel 1989-1990.

Anni novanta Nella stagione 1991-1992 fu ingaggiato l'allenatore olandese Guus Hiddink, che condusse il Valencia al 4º posto nella Liga e ai quarti di finale della Coppa del Re grazie anche al contributo della stella Romário. Nel 1992 il Valencia divenne una Sociedad Anónima Deportiva (SAD). Hiddink lasciò il proprio ruolo nel 1993.

Nel 1994 divenne allenatore il brasiliano Carlos Alberto Parreira, fresco campione del mondo 1994 con la Nazionale brasiliana. La campagna-acquisti del Valencia fu di primo piano: il portiere spagnolo Andoni Zubizarreta, l'attaccante russo Oleg Salenko, anch'egli protagonista ai Mondiali 1994, e jugoslavo Predrag Mijatović. Ciononostante la squadra deluse e Parreira fu sostituito da José Manuel Rielo. Neanche questi riuscì a portare i risultati attesi, malgrado si potesse avvalere dell'aiuto di uno staff di livello, composto da Luis Aragonés e Jorge Valdano, e di giocatori importanti quali il brasiliano Romário e gli argentini Claudio López e Ariel Ortega; nel 1995 il Valencia raggiunse la finale di Coppa del Re dove fu sconfitto dal Deportivo La Coruña mentre l'anno successivo terminò la Liga al secondo posto dietro l'Atlético Madrid.

Fu l'allenatore italiano Claudio Ranieri a interrompere il digiuno di trofei che durava da 19 anni, vincendo la Coppa del Re nel 1999 grazie al supporto di giocatori come Adrian Ilie, Gaizka Mendieta, Santiago Cañizares, Kily González, Jocelyn Angloma e Amedeo Carboni. Nella stagione seguente sulla panchina del Valencia arrivò l'argentino Héctor Cúper, che nel 1999-2000 vinse la Supercoppa di Spagna e condusse la squadra alla finale di Champions League dopo aver eliminato la nei quarti e il in semifinale, perdendo per 3-0 contro il a Parigi. Nel 2000-2001 il club si ripeté, raggiungendo la finale di Champions League eliminando nell'ordine e Leeds United, ma contro il a Milano fu nuovamente sconfitta, questa volta ai rigori.

Anni duemila

Nel 2001 Mendieta fu venduto alla Lazio per 47 milioni di euro e Cúper firmò con l'Inter e fu sostituito da Rafa Benítez, che nel 2001-2002 portò a Valencia il titolo di Liga dopo 31 anni. La squadra vinse ancora la Liga nella stagione 2003-2004, mettendo in bacheca il secondo campionato nazionale in tre anni e accompagnando al successo in patria la vittoria in Coppa UEFA dopo aver sconfitto nella finale di Göteborg l'Olympique Marsiglia per 2-0. Nella stagione 2004-2005 il Valencia di Ranieri, tornato sulla panchina della squadra nell'estate 2004, nonostante la vittoria della Supercoppa UEFA sul per 2-1 rese al di sotto delle aspettative, come testimonia il 7º posto finale in campionato, che qualificò comunque la squadra per la Coppa Intertoto (conclusa al secondo posto); progressivamente arrivarono in rosa giocatori del calibro di David Villa, David Silva, Patrick Kluivert e Vicente. Nell'annata successiva, sotto la guida dell'ex giocatore del Valencia Quique Sánchez Flores, il club riconquistò un posto tra le migliori formazioni d'Europa qualificandosi per la Champions League grazie al 3º posto nella Liga. Nell'edizione 2006-2007 del massimo torneo calcistico continentale la squadra raggiunse i quarti di finale, dove fu eliminata dal Chelsea.

Nell'annata successiva, dopo un avvio al di sotto delle attese, il 29 ottobre 2007 Flores fu esonerato e sostituito temporaneamente da Óscar Rubén Fernández, che poi lasciò il posto a Ronald Koeman. Il tecnico olandese il 16 aprile 2008 conquistò la Coppa del Re battendo nella finale di Madrid il Getafe con il punteggio di 3-1, ma ciò non evitò il suo esonero, avvenuto il 21 aprile visto il preoccupante 15º posto in classifica, con 2 soli punti di vantaggio sulla zona retrocessione. La squadra ottenne comunque la salvezza, piazzandosi al decimo posto.

Per il Valencia il 2008-2009 fu al di sotto delle attese. La stagione cominciò con la sconfitta nella doppia finale di Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid per 6-5. Il rendimento della formazione allenata da Unai Emery in campionato consentì di ottenere il sesto posto, valido per la qualificazione alla nuova Europa League.

Fu la crisi finanziaria a preoccupare maggiormente i sostenitori del club. Alla fine della stagione il presidente Vicente Sorian, incapace di vendere, come promesso, il Mestalla per ridare fiato alle casse societarie, si dimise. Il 7 giugno fu eletto un nuovo consiglio di amministrazione, con Manuel Llorente Martín come presidente. Per superare la grave crisi il club intraprese un piano di praticabilità che comprese tra l'altro la vendita di David Villa al per 40 milioni di euro.

I successivi tre campionati vennero chiusi al terzo posto, con il Valencia che centrò sempre la qualificazione alla Champions League.

Anni duemiladieci

Nella stagione 2011-2012 il Valencia, dopo l'eliminazione dalla Champions League ai gironi, si spinse fino alle semifinali dell'Europa League, dove venne eliminato dai connazionali dell', poi vincitori del trofeo. Nello stesso anno si classificò quinto in campionato, accedendo dunque alla medesima competizione europea per l'annata seguente.