Sogliano al Rubicone (Sujén in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna.
Storia Il toponimo pare derivare da Fundus Solliani, nome originario del territorio su cui sorse l'abitato...
Nel periodo medioevale Sogliano fu castello dei Malatesta di Rimini, sul quale esercitarono il loro dominio più duraturo; infatti vi governarono sino al 1640, anno in cui passò allo Stato Pontificio.
A partire dal Settecento a Capannaccio, Montegelli e Montetiffi vennero aperte tre miniere di carbone, che restarono attive fino agli anni Quaranta del Novecento.
Nel corso del XIX secolo, per delibera del consiglio comunale, il castello, che sorgeva nel punto più alto del paese, venne abbattuto, realizzando al suo posto un'ampia piazza, necessaria alla cittadina per il suo ruolo di importante mercato agricolo.
Nei primi anni del XX secolo studiarono, e soggiornarono, nel locale convento delle Agostiniane le sorelle del poeta Giovanni Pascoli, il quale fu profondamente legato al luogo e ad esso dedicò diverse poesie.
Dal 1950 al 1990 la cittadina visse un periodo di forte spopolamento a seguito del notevole sviluppo economico della pianura, e la sua popolazione si ridusse notevolmente passando da circa 8600 residenti a poco più di 2800 nel periodo di quarant'anni. Negli ultimi tempi ha conosciuto una ripresa economica legata al rilancio della produzione del formaggio di fossa (che in realtà non è mai cessata fin dal periodo malatestiano), prodotto tipico del luogo. Da allora la popolazione del paese conobbe un leggero incremento demografico
Simboli Lo stemma è utilizzato dal Comune ma non risulta abbia ricevuto una concessione ufficiale.
Secondo le informazioni fornite dal Comune al commissario del Legato pontifico, card. Gaetano Bedini, nel 1851, lo stemma compariva già in un sigillo del XV secolo; in precedenza vi sarebbe stata anche effigiata, probabilmente per assonanza col toponimo, una testa del dio Giano.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose (capoluogo) Chiesa di San Lorenzo
È la chiesa principale e spicca visivamente per la collocazione elevata e per il suo campanile che è una delle due torri della cittadina. Conserva i resti di alcuni Malatesta.
Chiesa del Suffragio Si trova in piazza Mazzini accanto alla torre civica. I lavori di costruzione iniziarono nel 1671 per l'iniziativa della Compagnia del Suffragio e venne aperta al culto nel 1679. L'interno è ad unica navata con due cappelle laterali, probabilmente aggiunte alla costruzione originaria agli inizi del XVIII secolo. Ha un ingresso a bussola, ancora originale in legno, così come la balaustra dell'organo. Al suo interno sono custodite le opere d'arte più importanti di Sogliano:
La tela raffigurante la Madonna delle Vigne era conservata nell'antico oratorio che porta lo stesso nome. La Madonna del Carmine, statua ottocentesca in cartapesta custodita nella cappella di destra. Il secentesco Battesimo di Cristo collocato a sinistra dell'altare maggiore. il Crocifisso ligneo dorato, coperto proveniente da Verucchio, collocato nella prima cappella laterale di sinistra. Il paliotto e la tela posta sull'altare dell'altare maggiore che è diviso in due sezioni che rappresentano nella parte inferiore le Anime del Purgatorio salvate dagli Angeli mentre in quella superiore la Beata Vergine Maria che tiene in braccio Gesù Bambino: La via Crucis proveniente dall'Oratorio di San Francesco di Paola.
Monastero di Santa Maria della Vita Sorge di fronte alla chiesa della Madonna dello Spasimo nel centro storico.
Nel 1824, l'edificio che ora ospita il Monastero delle Carmelitane e l'annessa Chiesa dello Spasimo vennero donati al Convento delle Monache Agostiniane, quando il parroco Don Paolo Mariani venne a conoscenza che il convento delle monache di clausura di Roncofreddo sarebbe stato soppresso a breve e decise di adattare un edificio della parrocchia a ospitare le suore. Le Agostiniane vi rimasero fino ai primi anni novanta, quando furono sostituite dalle Carmelitane, che attualmente vi abitano.
Chiesa della Madonna dello Spasimo Risale ai primi anni del XVI secolo ed è l'unico edificio visitabile dal pubblico di tutto il monastero di Santa Maria della Vita: l'oratorio venne edificato secondo il volere di Ramberto Malatesta per la popolazione che viveva fuori dalle mura del castello. In origine era più piccola e orientata diversamente: aveva l'abside in quella che è la cappella di destra e la porta dove oggi è situato l'altare maggiore. L'ampliamento avvenne dopo il 1824, quando venne donato al convento delle Monache Agostiniane.
Chiesa di Santa Lucia Sorge in via della Resistenza, accanto al palazzo omonimo voluto dal notaio Sabattini. La facciata, in mattoni a vista, si presenta in stile gotico, con un rosone centrale delimitato da due lesene, sia a sinistra che a destra e termina con un frontone slanciato delimitato da due guglie. Al suo interno è collocato un quadro raffigurante la martire Santa Lucia, realizzato probabilmente da Alessandro Guardassoni, a cui è dedicata la piccola chiesa.
Oratorio di San Francesco di Paola Annesso a Palazzo Nardini, nel cuore di piazza Garibaldi, è un piccolo edificio eretto nel 1748 per volontà del conte Antonio Maria Marcosanti sul lato sinistro del suo palazzo, in stile barocco settecentesco.
Architetture religiose nelle frazioni
Chiesa di San Matteo (Savignano di Rigo) Come tante altre chiese della zona, fu inizialmente cappella del Castello e divenne parrocchiale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. La chiesa attuale, fu costruita nel 1908 e i parroci vi hanno risieduto fino al 1985. La parrocchia è l'ultima appartenente alla Diocesi di Rimini, ai confini con quelle di San Marino-Montefeltro e di Cesena-Sarsina.
Chiesa di San Pietro (Strigara) Situata nella frazione di Strigara, della parrocchia si hanno ricordi vaghi: una prima chiesa fu costruita sotto il castello, nella piana, dove risiedevano anche i cortigiani e i contadini. Poi probabilmente una frana si portò via la chiesa e parte delle abitazioni. Così la cappella del castello risultò anche chiesa parrocchiale. Conclusasi la storia del castello, la chiesa rimase e fu ampliata ed è quella che si può osservare ancora oggi. La popolazione però continuò ad abitare e a fabbricare case nuove nella parte bassa, detta La Piana. Così, data la vetustà della chiesa del castello e l'opportunità di una maggior vicinanza alla popolazione, nel 1953 il vescovo monsignor Antonio Bergamaschi della Diocesi di San Marino-Montefeltro fece erigere una nuova chiesetta, dedicata alla Sacra Famiglia, lasciando alla vecchia chiesa il titolo di San Pietro. Col passaggio alla diocesi di Rimini nel 1977 la parrocchia di Strigara fu soppressa e inglobata in quella di Sogliano al Rubicone.
Chiesa di San Paolo (San Paolo all'Uso) Costruita nel 1958 sostituisce la precedente chiesa parrocchiale situata nella frazione di San Paolo all'Uso. La costruzione, in stile moderno molto semplice, custodisce un crocifisso ligneo realizzato da padre Agostino Venanzio RealiMichele Brancale, Venanzio Agostino Reali: la poesia salvata dal naufragio, Gradiva, n° 46, Leo S. Olschki, 2015. che abbellisce l'altare maggiore.
Chiesa di San Leonardo (Montetiffi) L'abbazia è costruita su uno sperone roccioso che domina la valle, nel cuore del Montefeltro. La struttura interamente in pietra concia ha una pianta a croce latina, con un'unica navata. Solo nel XVII secolo sono state costruite due cappelle laterali e una cantoria in legno per ospitare l'organo. L'abside fondata sulla roccia fa pensare a maestranze comacine. Edificata a metà dell'XI secolo, è uno dei più importanti monumenti romanici in Romagna.
Donata nel 1089 all'ordine benedettino dai capofamiglia del luogo, l'abbazia fu restaurata nel 1334 su ordine dell'abate Bartolo per assumere la funzione di protezione militare, viste le aspre lotte tra guelfi e ghibellini che attraversavano il Montefeltro. A testimonianza di ciò vi è un'epigrafe incisa sul muro interno, nella navata. Nel XV secolo viene data in giuspatronato ai Conti Silighini e in commenda ai Guidi di Bagno di Montebello, per poi passare all'altro ramo della famiglia, i conti Poppi, che la ressero fino a circa il 1800.Arte e cultura nella provincia di Pesaro e Urbino, Franco Battistelli, pp. 50 ss.
All'interno si trovano dei residui di affreschi del XIV-XV secolo raffiguranti svariati santi, alcuni dei quali citati anche nell'epigrafe datata 1120 su un antico cippo d'altare, collocato nel transetto. L'altare maggiore presenta parti in legno dipinto e dorato e altre in scagliola dipinta principalmente in bianco e nero, con motivi vegetali e antropomorfi.
Scarsamente visibili, nel transetto alla base del campanile vi sono bassorilievi che ricordano il tema dell'arbor vitae. La torre campanaria è collocata a lato della chiesa, dalla parte dello strapiombo, ed è dotata di due ordini di monofore a tutto sesto, il più alto dei quali è di dimensioni maggiori, e appartiene alla cella campanaria. La campana risale al XVII secolo.
Il presbiterio mantiene una copertura a volta con abside, la restante parte della navata è ora a capriate, nonostante si vedano gli attacchi di arcature che fanno presumere la precedente totale copertura a botte. All'interno si trovano due confessionali in legno dell'Ottocento e tre quadri, di cui uno raffigurante la vita di San Leonardo e dipinto nel 1861, è di un pittore di Gatteo (FC).
Chiesa di San Paterniano San Paterniano di Massamanente venne fatta costruire nel 1635, anno in cui era parroco Don Pasquino Roselli di Secchiano Marecchia come informa una lapide nei pressi della sacrestia. L'edificio presenta una facciata molto semplice di pietre e mattoni a vista con un'unica finestra rettangolare sopra la porta d'ingresso principale: anticamente aveva anche un altro ingresso sul fianco sinistro, del quale si notano le tracce.
Chiesa di Santa Maria Riopetra La chiesa di Santa Maria Riopetra, con annessa casa parrocchiale, venne eretta nel 1789. Nel 1905 venne allungata l'edificio donandole l'attuale facciata con la scalinata di accesso e una bifora sopra al portone d'ingresso. Nel 1939 fu adornata con nuovi altari e una nuova sagrestia. Al suo interno è da ammirare un organo di stile tipicamente rurale, in legno dipinto, che risale al 1700 ed è il più antico in tutto il comune.
Chiesa di Santa Maria Assunta (Vignola) Risalente al 1866 venne edificata in sostituzione all'antica chiesa che sorgeva nella vicinissima località di Curto circa mille anni fa, andata distrutta a causa di una frana. All'interno si trova una tela raffigurante Maria Assunta in gloria con angeli realizzata nel 1886 da Sante Nucci, stesso pittore della Madonna della Cintura conservata all'interno della chiesa della Madonna dello Spasimo.
Il tempietto di San Donato originariamente era un oratorio annesso alla chiesa di Santa Maria Assunta (chiesa parrocchiale di Vignola), utilizzato anche come luogo di sepoltura. Sorge sul luogo di una cruenta battaglia della seconda guerra mondiale, tra tedeschi e inglesi, ed è stato restaurato da pochissimo tempo. All'interno era conservata una tela anonima, poi scomparsa, che raffigurava la Madonna col Bambino, san Sebastiano (santo Patrono della cittadina di Sogliano al Rubicone) e san Donato che teneva in mano il calice del miracolo. Della tela però, è rimasta un'immagine fotografica che ha permesso le realizzazione di un nuovo quadro che si trova nella chiesa.
Pieve di Santo Stefano in Murulo (Montegelli)