Mogliano Veneto (Mojan, AFI: o in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso, in Veneto.
Geografia fisica
Il territorio comunale si estende per all'estremità meridionale della provincia. A sud confina con il comune di Venezia, seguendo il corso del Dese; a nord confina con i comuni di Zero Branco, Preganziol e Casale sul Sile; a ovest con quello di Scorzè; a est con quelli di Quarto d'Altino e Marcon.
Il moglianese è del tutto pianeggiante e l'altitudine passa dai 2 ai ; la casa comunale si trova a . Il terreno è per lo più argilloso, il che ha permesso che le acque rimanessero in superficie creando una rete idrica piuttosto rilevante: fiume principale è lo Zero, che passa vicino al centro; a sud, presso Marocco scorre il Dese; da ricordare anche fossi e canali di scolo come il Pianton, la Fossa Storta, il Zermanson, la Peseggiana. Rilevante anche la presenza di falde acquifere.
Il territorio è classificato come zona sismica 3 a sismicità bassa e come zona climatica E.
Delle foreste che fino a qualche secolo fa ricoprivano buona parte del territorio non resta più nulla, se non qualche toponimo (Selve, Olme, Roette). La flora tipica è comunque ben presente nei campi abbandonati e lungo alcune siepi, usate in passato per dividere le proprietà agricole e talvolta così fitte da sembrare veri e propri boschetti.
Storia Il periodo romano e l'alto medioevo Il nome della città sembra essere di origine romana: praedium Molianum doveva chiamarsi il complesso dei possedimenti di un certo Molius. È certo infatti che la zona appartenesse all'agro di Altino e come tale era intensamente coltivata. Segno della centuriazione è la disposizione di alcune delle attuali stradeIn particolare, sono stati identificati come decumani le attuali via Ronzinella (forse decumano massimo), via Vanzo-via Boito-via Cortellazzo, via Marocchesa a Marocco e via f.lli Bovo a Campocroce; come cardini via XXIV Maggio (prolungata dalla più recente via De Gasperi), via Motta a Campocroce. A queste si aggiungono numerose stradine private e fossati..
Un'altra ipotesi fa risalire il toponimo al veneto mojo cioè "umido", "acquitrinoso". Dopo le invasioni barbariche e, più tardi, degli Ungari (889 d.C.), il territorio, dove esisteva una pieve paleocristiana, fu infatti abbandonato a se stesso.
Il primo documento storico che cita Mogliano è del 997, anno nel quale Rozone, vescovo di Treviso, concesse all'abate Vitale la costruzione di un monastero benedettino perché la zona fosse bonificata e ripopolata. In questo primo scritto esistente, il luogo viene citato con il toponimo di "Moliane". Il lavoro venne spronato anche dalle donazioni degli imperatori Ottone III e Enrico III. Inoltre, papa Vittore II confermò in seguito le concessioni già fatte dal vescovo di Treviso.
Nel 1074, quando l'opera fu compiuta, i monaci furono sostituiti dalle monache, che restarono nell'abbazia sino al Quattrocento.
Il basso medioevo La zona di Mogliano, collocandosi tra i territori del comune di Treviso, del comune di Padova e della Serenissima fu spesso colpito duramente dalle lotte che li opponevano. Oltretutto, l'abitato era un passaggio obbligato per le truppe, vista la posizione lungo l'arteria del Terraglio: nel 1192 e nel 1234 i padovani incendiarono il monastero; nel 1255 le guerre di Ezzelino III da Romano devastarono il territorio; nel 1311 è la volta dei soldati imperiali di Enrico VII che bruciarono la chiesa. E la lista continua inesorabilmente sino al 1388, quando Treviso si sottomise definitivamente a Venezia, e con essa Mogliano.
Frattanto era stata fondata la "scuola dei Battuti", una confraternita laica di ispirazione cristiana che gestì un ospedale per i bisognosi sino al 1806, quando le leggi napoleoniche soppressero gli ordini monastici e le associazioni religiose.
La dominazione veneziana
Nel 1413 le monache lasciarono Mogliano e si trasferirono nel convento San Teonisto, entro la più sicura Treviso. Portarono con sé un inestimabile patrimonio, ma ne restò una buona parte nella parrocchia del paese. Nell'Ottocento, tuttavia, Napoleone ordinerà l'incameramento dei beni custoditi dai religiosi e, per negligenza o per la confusione del momento, andranno perduti.
Nel 1516, finite le guerre tra la Lega di Cambrai e Venezia, il paese attraversò un lungo periodo di pace. I patrizi veneziani volgevano ora i loro interessi verso la terraferma: fiorì l'agricoltura e furono innalzate le magnifiche ville tuttora esistenti.
L'Ottocento Con la caduta di Venezia 1797, Mogliano passò dai Francesi agli Austriaci e viceversa, ma dal 1815 divenne definitivamente austriaca. Durante questo periodo Mogliano conobbe un sensibile sviluppo edilizio, in particolare lungo il Terraglio, nelle vie di comunicazione per raggiungere Venezia e per facilitare scambi con le città vicine. Gli attriti con l'amministrazione straniera comunque non mancarono, e nel paese il patriottismo si mantenne sempre vivo, specie tra gli anni Quaranta e Cinquanta: testimonianza ne fu la brutale esecuzione dei due moglianesi Luigi Vanin e Antonio Pilon.
Con la terza guerra di indipendenza, il Comune di Mogliano divenne parte del Regno d'Italia e rinominato "Mogliano Veneto" a seguito del Regio Decreto del 5 gennaio 1868 per distinguerlo dall'omonimo Mogliano situato nelle Marche.
Il Novecento Durante la prima guerra mondiale il paese non fu coinvolto direttamente nei combattimenti, ma le sue ville divennero sedi delle armate impegnate sul basso Piave e ospedali militari. La guerra lasciò un'eredità pesantissima a Mogliano: oltre al consistente numero di caduti, dilagavano in città disoccupazione, epidemie, povertà. La situazione tuttavia migliorò relativamente anche grazie allo sviluppo della coltivazione della pesca che, nel periodo tra le due guerre, divenne prodotto tipico del paese, rinomato a livello internazionale.
Anche la seconda guerra mondiale portò distruzione nella zona: numerosi furono i bombardamenti degli alleati, che colpivano le infrastrutture e le vie di comunicazione, e le retate fasciste, che arrestarono e deportarono numerosi moglianesi coinvolti nella resistenza.
Subito dopo il conflitto Mogliano si diede alla ricostruzione, il che portò ad un notevole sviluppo residenziale ed industriale.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga del 18 gennaio 1988. Stemma
Lo stemma comunale è, come di norma, uno scudo sannitico. Il monte gobbato con la stella a otto punte è il simbolo dell'abbazia benedettina; ai piedi del monte, la campitura dorata ricorda la fertile campagna; nella seconda partizione, la cornucopia rimanda all'abbondanza dell'agricoltura: vi escono una spiga di frumento e delle pesche, le quali sino ad un cinquantennio fa erano uno dei prodotti tipici di questa zona; infine, in basso, le onde azzurre e dorate ricordano lo stretto rapporto che Mogliano ha sempre avuto con la città di Venezia. Gonfalone Il gonfalone è un drappo partito di bianco e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma sopra descritto, con la iscrizione in oro della denominazione della città. Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare partito di bianco e d'azzurro, caricato al centro dello stemma cittadino. Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Mogliano è un centro di recente sviluppo urbano e non conserva un prezioso centro storico, tuttavia può vantare alcuni siti interessanti. Per questo motivo, il comune è stato dichiarato città d'arte ai sensi della L.R. 28 dicembre 1999 n. 62.
Architetture religiose Duomo arcipretale di Santa Maria Assunta
Il più pregevole esempio di architettura è la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta con l'annessa abbazia. Sorge presso il centro, nel luogo dove già prima del 1000 si ergeva una pieve con fonte battesimale.
L'attuale edificio, costruito cento anni più tardi, risente delle profonde ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli, dalla fine del XVI secolo sino agli inizi del XX secolo. Gli interni risalgono per lo più alla fine del XVIII e all'inizio del XIX secolo; la facciata fu rifatta all'inizio del Novecento, mentre il campanile è uno dei pochi punti dell'edificio a non aver subito modifiche tanto profonde.
All'interno, da ricordare le pale di Antonio Buratti, Giuseppe Boldini e Gian Carlo Bevilacqua e gli affreschi trecenteschi della sacrestia, rinvenuti solo nel 1992 e testimonianza del suo passato medievale. Dietro uno degli altari è sepolto il corpo di santa Matronilla. Interessante l'organo della ditta Tamburini di Crema (1913) a trasmissione pneumatica.
Abbazia benedettina e brolo
L'abbazia fu fondata nel 997 su desiderio dell'allora vescovo di Treviso Rozone, il quale voleva recuperare il territorio di Moliane, devastato dalle invasioni degli Ungari del X secolo e poi abbandonato. Il monastero ospitò inizialmente i benedettini, i quali si dedicarono alla bonifica e al ripopolamento della zona sino al 1075, anno in cui vi si insediarono le benedettine. Nel medioevo l'abbazia subì saccheggi e distruzioni da parte dei numerosi eserciti che transitavano per il paese, finché, nel 1413, le monache si trasferirono entro le più sicura mura di Treviso, nel convento di San Teonisto. Benché mantenessero il possesso della parrocchia, l'abbazia di Mogliano fu abbandonata e cadde progressivamente in rovina. Con l'arrivo di Napoleone anche il monastero di San Teonisto fu soppresso.
Del vasto e ricco complesso oggi resta ben poco. Solo nel 1889, infatti, quel che ne rimaneva (adibito nel frattempo ad osteria) veniva salvato dal letterato Guglielmo Berchet che si adoperò perché fosse dichiarato "opera monumentale". Sopravvive parte del chiostro, del 1184, con il porticato e l'annessa costruzione, attualmente sede di un centro parrocchiale. Di recente il Ministero dei Beni Culturali ha stanziato i fondi necessari ad un profondo restauro del monastero e della chiesa, volto soprattutto a recuperare gli elementi più antichi, spesso nascosti da interventi recenti e dall'incuria. Tra i progetti correlati, ci sarebbe anche l'istituzione di un museo e la ricerca della cripta con le spoglie dell'abate Vitale e del vescovo Rozone.
Più tarde rispetto all'abbazia sono le due costruzioni poste su ciò che resta del brolo, ovvero degli orti e dei frutteti annessi al monastero prima e alla parrocchia poi. Essi rappresentano oggi il centro espositivo, appunto, del Brolo costituito da uno spazio espositivo, lUrban Center, destinato alla memoria della città, e da una seconda area sede di importanti mostre periodiche.
Altri luoghi di culto A Mogliano si trovano altre quattro chiese parrocchiali, se si escludono le cinque delle rispettive frazioni:
La chiesa Sant'Elena Imperatrice di Zerman, costruita nel 1596 e con titolo arcipretale nel 1804. La chiesa del Sacro Cuore di Gesù sorge nella zona ad ovest del centro. Progettata dall'architetto Luigi Candiani, fu consacrata il 1º dicembre 1968.. La parrocchiale di San Marco Evangelista venne realizzata negli anni novanta del XX secolo presso il quartiere "Villaggio San Marco", in località Ronzinella. La chiesa di San Carlo è stata benedetta nel 1988 e sorge al centro della zona PEEP, nel quartiere Est.
Un cenno merita infine la chiesa del collegio Astori, edificio neoromanico progettato dall'ing. Lorenzo Priuli Bon e consacrata nel maggio del 1915.. È intitolata a Maria Ausiliatrice.
Architetture civili Ville venete