Lonato del Garda (Lonato fino al 2007, Lunà in dialetto gardesano, Lonàt in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia, nella zona del basso lago di Garda.
Geografia fisica Territorio Il comune di Lonato del Garda è il decimo paese per estensione della Provincia di Brescia, si estende su una superficie di 68,2 km², con un'altezza sul livello del mare che va dai 65 ai 283 metri. Il territorio, per gran parte, si estende sulle colline moreniche del Basso Garda. Nelle zone limitrofe a Calcinato e Bedizzole invece il territorio è prevalentemente pianeggiante. Per un breve tratto di circa 350 metri esso si affaccia sul lago di Garda.Essendo questa piccola zona litoranea a nord di Desenzano, moltissimi la scambiano per questo comune gardesano quando invece è territorio di Lonato.
Il territorio comunale è percorso dalla Roggia Lonata e dal canale Arnò da essa derivato. Clima
Origini del nome Esistono diverse ipotesi riguardo l'origine del nome Lonato. Per alcuni il nome Lonato deriverebbe dal termine celtico lona che significa pozza o acquitrino, forse per la quantità di bacini inframorenici presenti nel territorio; il primo nucleo del paese si sviluppò infatti nei pressi della zona chiamata oggi "Pozze". Tale ipotesi è la stessa anche per i comuni di Lonate Pozzolo e Lonate Ceppino. Secondo altri l'origine proverrebbe dal nome etrusco Leuna. Per altri ancora deriverebbe dal termine latino lunatus ovvero volto ad arco o a mezza luna, questo per la forma dell'antico abitato. Un'altra ipotesi sostiene che il nome del paese deriverebbe da Lug, dio celtico. Lo storico lonatese ottocentesco Giacomo Attilio Cenedella scrive che per alcuni potrebbe derivare dal nome romano Publio Emilio Lunato, nome presente su una lapide, in realtà mai documentata, che forse venne scoperta nei pressi della villa romana di Monte Mario.
In un diploma di Carlo Magno del 16 luglio 774, con il quale diverse terre bresciane tra cui Lonato vengono donate al monastero di San Martino di Tours, il paese viene chiamato Lionam e così anche in un diploma del 16 giugno 887 di Carlo il Grosso. Non tutti gli studi affermano però che anche Lonato facesse parte delle terre donate e che quindi in entrambi i documenti ci si riferisca al borgo.
Nel 909, in una concessione con la quale Berengario permette ai lonatesi di fortificare il paese, questo è chiamato Lonado. Il documento è considerato però un falso, tuttavia si ritiene sia una falsificazione tarda di un documento autentico.
Molte altre sono le varianti, nel 977 è chiamato Leonado, è questa la prima vera attestazione, il nome compare in un'epistola tra la badessa Berta di San Salvatore e Santa Giulia a Brescia e un certo Riccardo di Lonato. Nel 1109 compare poi come Lonatus, nel 1167 Lunatus, nel 1884 Papa Lucio III lo chiama Lunadus e Leonadus. Neppure lo stemma può fornire un'idea precisa sull'origine.
Il 3 ottobre 2007 il comune assume la denominazione di Lonato del Garda, vista la vicinanza al lago e per una valorizzazione del territorio.
Storia Le prime tracce, sebbene molto scarse, di insediamenti umani nel territorio lonatese sono state rinvenute in località Recciago e sono ascrivibili al Paleolitico superiore. Nello stesso luogo sono stati ritrovati reperti appartenenti anche al Paleolitico inferiore, ritrovati anche nelle località di Polecra, Case Vecchie e Colombare delle Pozze. I primi abitati in queste zone si svilupparono soprattutto nei pressi dei numerosi laghetti morenici presenti un tempo nel territorio, ora scomparsi o notevolmente ridotti come il bacino ancora presente in località Polecra.
Nelle località di Fornasetta, Monte Gabbione e di nuovo Polecra, sono state fatte scoperte risalenti al Mesolitico; sempre in località Fornasetta, Prè e Lavagnone sono stati rinvenuti oggetti appartenenti all'età neolitica.
È tuttavia il lasso di tempo che va dall'età del bronzo alla prima età del ferro il periodo preistorico più significativo per la storia lonatese. Molti sono i reperti ritrovati risalenti a questa fase; scoperte sono state fatte in diverse zone, ancora Case Vecchie, poi Fenil Vecchio, Fenil Novo, Palude Lunga, Cattaragna (dove è stata ritrovata una palafitta), Maguzzano, viale Roma, Monte Rova, più precisamente dove oggi sorge la rocca, e i più importanti, la già citata località di Lavagnone, condivisa con Desenzano e oggi patrimonio Unesco, e la località di Polada. Tra gli anni '70 e '80 del XIX il desenzanese Giovanni Rambotti iniziò a raccogliere e collezionare i numerosi reperti ritrovati in quest'ultima località che diede il nome a una delle più importanti culture dell'Età del Bronzo nell'Italia settentrionale. Oggi molti reperti del territorio lonatese sono conservati in vari musei come quello di Santa Giulia a Brescia e il museo civico archeologico "Giovanni Rambotti" a Desenzano; il famoso aratro e la piroga del Lavagnone custoditi in questo museo potrebbero essere stati rinvenuti proprio in territorio lonatese.
Tra il V e il IV sec. a.C., tarda Età del ferro, il Nord Italia vede l'espansione in gran parte del suo territorio di una popolazione celtica proveniente dall'odierna Francia, i Cenomani. Questo popolo lasciò un'impronta indelebile nell'odierna provincia bresciana, anche a Lonato. I più importanti ritrovamenti sono la quasi intatta tomba di un guerriero a Brodena (300-250 a.C.), tra i vari oggetti figurano una spada in ferro posta sul torace, un pugnale fibule e bracciali in bronzo, e i vari ritrovamenti di viale Roma tra cui un'altra tomba (300-100 a.C.); parte di questi reperti sono conservati oggi a Sirmione.
Oltre alle scoperte archeologiche il segno dei Celti è ben visibile nella parlata locale e nella toponomastica. I nomi di numerose località e frazioni lonatesi hanno una probabile origine celtica; ad esempio Maguzzano, in dialetto Magüza, significherebbe "insediamento non situato su un corso d'acqua, Brodena invece, "villaggio vicino all'acqua", da "bru" (palude) e "dunos" (località abitata), e altri nomi ancora potrebbero derivare dalla lingua celtica, Venzago, Recciago e lo stesso nome Lonato.
La romanizzazione effettiva del territorio bresciano e gardesano iniziò tra il II e I sec. a.C. Molto significativo fu però il I sec. d.C., quando fu realizzata la Via Gallica, una delle principali vie di comunicazione del Nord Italia, che andava dal Friuli-Venezia Giulia a Torino. Lonato fu in epoca romana un importante centro del Basso Garda, soprattutto per la sua posizione strategica. Il territorio lonatese era infatti attraversato dalla Via Gallica, il percorso esatto è però sconosciuto e frutto di ipotesi. A seguito del ritrovamento di due cippi miliari a Maguzzano, si pensava che la strada romana, che arrivava da Desenzano, passasse in quella zona per poi continuare verso Sedena, arrivando così a Lonato e continuando infine verso l'odierna zona della Bettola e Pontenove di Bedizzole. Oggi questa ipotesi è stata quasi completamente scartata; a causa della conformazione collinare del territorio, la strada avrebbe incontrato un grande dislivello tra la costa sul lago e Sedena, questo avrebbe reso molto arduo il percorso. Sono state quindi avanzate nuove ipotesi, una farebbe passare la strada da Castel Venzago, in particolare nella vicina località di Fornaci dei Gorghi, per poi risalire verso Lonato dal territorio di Brodena. Un'altra, sorta a seguito di alcuni ritrovamenti di presunti tratti di strada nelle località di Folzone e Bariselli, farebbe arrivare la strada da Desenzano a Lonato passando appunto per queste località.
Lonato in epoca romana non sorgeva nel luogo odierno ma circa un chilometro e mezzo più a nord, nella zona di Colombare delle Pozze, dove venne eretto un esteso complesso abitativo databile tra il I e il IV sec. d.C. servito da un acquedotto proveniente dalla località Bagnole. Questo insediamento, chiamato dai più villa delle Pozze, viene da alcuni considerato la mansio presente nel Basso Garda. Questa mansio era situata nei pressi di una curva, prendendo così il nome di mansio Ad Flexum; tuttavia gli storici considerano altri posti oltre alla villa delle Pozze che potrebbero coincidere con questa mansio, Pontenove di Bedizzole, Rivoltella (Desenzano), Colombare di Sirmione e Sedena di Lonato. Si pensa tuttavia che a Sedena sorgesse una mutatio, corrispondente con i resti di un edificio ritrovato sotto il sagrato della chiesa; a seguito dell'abbandono di questa mutatio sarebbe sorta la mansio alle Pozze. La villa delle Pozze venne scoperta negli anni '60 del XX sec., nonostante vennero estratti diversi reperti come mosaici, statue e monete, l'edificio non è mai stato portato alla luce.
Molte sono le altre tracce legate all'epoca romana trovate nel territorio lonatese. Nella zona di Fornaci dei Gorghi furono scoperte tra il 1985 e il 1988 sei fornaci utilizzate tra il I e il II sec. d.C. per la produzione di laterizi e mattoni, abbandonate probabilmente in seguito all'impaludamento dell'area in cui sorgevano quasi tutte le fornaci. Nel 2002 furono scoperte altre due fornaci risalenti al XIV sec. Oggi è visibile solo una fornace per intero. Nella località di Monte Mario, nome di probabile origine romana, venne invece scoperto nel XIX sec. un altro grande insediamento abitativo sorto nei pressi di due pozzi. Il Cenedella scrive che questo luogo veniva utilizzato da alcune famiglie bresciane come luogo di villeggiatura. Sempre Cenedella riporta anche le testimonianze di alcuni ritrovamenti archeologici, come un mosaico scoperto nel 1814, un pozzo, muri e pilastri. Tombe di epoca romana furono ritrovate tra Brodena ed Esenta. Nel muro a destra (per chi osserva) della facciata della chiesa del Corlo è infissa un'epigrafe funeraria di epoca romana.
Con l'avvento del cristianesimo, le ville romane vennero progressivamente abbandonate e soppiantate dalle pievi che non fungevano solo da centro della vita religiosa ma anche di quella sociale. La pieve lonatese, dedicata a San Zeno, sorse in una prima forma nel V sec. sulla sommità di un piccolo colle vicino al luogo in cui si trovava la villa delle Pozze. Questo edificio sopravvisse fino agli inizi del X sec. quando il primo nucleo di Lonato, sviluppatosi intorno alla pieve, venne distrutto dagli ungari che distrussero anche la prima abbazia di Maguzzano fondata nel IX sec. Tra il X e il XII secolo la chiesa venne riedificata in forme romaniche e dimensioni molto maggiori; probabilmente fu danneggiata dai terremoti del 1117 e 1222.
Tra il X e l'XI sec. il Sacro Romano Impero passò sotto la guida degli Ottoni. Nel X sec. Ottone I donò agli Averoldi il territorio di Drugolo con il suo castello, forse di origine longobarda, e alcune proprietà nei territori di Padenghe e Maguzzano. In questo periodo esercitavano il proprio potere su Lonato i vescovi di Verona e i conti Longhi di Montichiari. Nel 1106 la contessa Matilde di Desenzano dona alcuni suoi possedimenti in Lonato al monastero di San Tommaso di Acquanegra sul Chiese. Nel 1210 Ottone IV cede Lonato ai conti di Casaloldo.