Veni redemptor gentium (Vieni, redentore delle genti) è un inno latino composto da sant'Ambrogio utilizzato nella liturgia romana per il tempo di Avvento.

Innologia Tra le composizioni inniche riconosciute come sicuramente autentiche di Ambrogio si contano quattro inni e tra questi anche il Veni redemptor. È sant'Agostino, probabilmente, uno dei primi a parlarne nel Sermo 372: "Hunc nostri gigantis excursum brevissime ac pulcherrime cecinit beatus Ambrosius in hymno, quem paulo ante cantasti".

Di questa composizione ne parla anche Celestino I: "Recordor beatae memoriae Ambrosium in die natalis Domini nostri Jesu Christi omnem populus fecisse una voce Deo canere: Veni redemptor gentium".

Come tutti gli inni di Ambrogio, si tratta di una composizione in dimetri giambici.

Nel rito romano Il Veni redemptor gentium è l'inno dell'ufficio delle letture delle ferie privilegiate d'Avvento, ma tradizionalmente non era accolto nel Breviario romano. L'Inno per il tempo di Natale è: Christe, Redemptor omnium.

Nel rito ambrosiano Lo si trova per il tempo di Natale fino all'Epifania preceduto dalla strofa:

Intende, qui regis Israel, super Cherubim qui sedes,appare Ephrem coram, excita potentiam tuam et veni.

Nel luteranesimo L'inno venne tradotto in tedesco da Martin Lutero come Nun komm, der Heiden Heiland e la corrispondente melodia gregoriana rielaborata (forse con l'aiuto del musicista Johann Walter in forma di corale. J. S. Bach utilizzò la melodia come cantus firmus per due omonime cantate, BWV 61 e BWV 62 oltre che per vari pezzi per organo.

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