Il viaggio immaginario (talvolta viaggio fantastico)Per una distinzione tra i due termini vedi di seguito il paragrafo #Viaggio immaginario e viaggio romanzato. è un genere narrativo incentrato sulla descrizione di un viaggio fittizio verso luoghi immaginari o comunque mai visti, ricorrendo a elementi fantastici o inverosimili. La cornice del racconto di viaggio viene di volta in volta utilizzata all'interno di questo genere per rappresentare un'utopia o un'allegoria religiosa, a scopo satirico o di divulgazione scientifica, oppure come metafora di un cammino spirituale o di un viaggio iniziatico, e ancora per semplice intrattenimento al fine di destare stupore e meraviglia con una storia avventurosa.

Il viaggio fantastico è una delle forme letterarie più arcaiche e rimane una delle cornici di base per la creazione di fantasie letterarie,Brian Stableford, dall'epica Odissea di Omero, alla narrativa a sfondo geografico, ai resoconti di viaggio apocrifi con elementi esotici e meravigliosi, alle robinsonate, ai racconti fiabeschi come le storie di Sindbad il marinaio, alla descrizione di mondi utopici, ai romanzi scientifici di Jules Verne, ai viaggi negli universi della fantascienza..

Delimitazione del genere Viaggio immaginario e viaggio romanzato

Per quanto ogni resoconto di un viaggio non effettivamente avvenuto sia, in senso letterale, un "viaggio immaginario", in questo genere letterario vengono fatte rientrare le opere che sono dichiaratamente o scopertamente fittizie, inventate, mentre per le opere che rielaborano elementi storici, inserendo episodi anche fittizi o meravigliosi all'interno di un contesto realistico, si parla piuttosto di "viaggio romanzato", intendendo un racconto che, se non vero, è verosimile.

Dunque le peregrinazioni in terra lombarda dei protagonisti Renzo e Lucia ne I promessi sposi sono viaggi romanzeschi, che si sarebbero effettivamente potuti verificare nel preciso contesto storico descritto da Manzoni, mentre il viaggio verso il pianeta Giove dell'astronave del film 2001: Odissea nello spazio, pure rappresentato con un certo grado di accuratezza scientifica, è del tutto immaginario. Immaginario è anche il viaggio dei protagonisti de Il giro del mondo in 80 giorni, perché il lettore sa bene che un viaggio di tale portata intorno al mondo non si è mai svolto prima (anche se vengono descritti mezzi realistici per compierlo, e in seguito varie persone hanno tentato di replicarlo nella realtà, ma senza naturalmente vivere tutte le straordinarie avventure dei personaggi di Verne).

Benché usati indifferentemente in questa sede con riferimento al tema del viaggio inventato, i termini "immaginario" e "fantastico" non sono necessariamente sinonimi: riprendendo in parte quanto affermato da Cvetan Todorov nella sua celebre distinzione tra fantastico e meraviglioso,Cvetan Todorov, La letteratura fantastica (Introduction à la littérature fantastique, 1970), Garzanti, 1977 si avrà il meraviglioso quando il lettore accetta i fatti straordinari in quanto tali, il fantastico se di fronte a tali eventi il lettore è portato a chiedersi se essi siano o meno reali, limmaginario se il lettore li riconosce come impossibili.

Una caratteristica del genere del viaggio immaginario è dunque quella di distinguersi volutamente dai resoconti di viaggio reali, in una sorta di rovesciamento del patto narrativo, lanciando al lettore avvisi più o meno sottili: ad esempio nelle Avventure del Barone di Münchausen, il Barone stesso nella premessa assicura della verità dei suoi racconti ma lo fa chiamando a suo sostegno tre testimoni d'eccezione: Sinbad, Gulliver e Aladino. Dunque le sue avventure saranno tanto reali quanto quelle dei tre celebri personaggi della letteratura fantastica.

Vi è infine un'ulteriore categoria contigua a quelle del vero resoconto di viaggio e del viaggio immaginario, ed è quella del viaggio inventato, apocrifo, cioè falsamente attribuito ad altri, diffusa in particolare nei secoli XVII e XVIII, sulla spinta delle grandi esplorazioni geografiche ma prima che prendesse piede un'autentica cultura scientifica dell'esplorazione. I viaggi di Mandeville, un presunto resoconto di viaggio del XIV secolo, fu creduto autentico per almeno due secoli. Un esperto ingannatore come Daniel Defoe sarebbe stato in grado di ingannare chiunque col suo Capitano Singleton e il suo romanzo A New Voyage Round the WorldDaniel Defoe, A New Voyage Round the World, by a Course never Sailed before. Being a Voyage undertaken by some Merchants, who afterwards proposed the Setting up an East-India Company in Flanders. London: Printed for A. Bettesworth, at the Red-Lyon, in Pater-Noster-Row; and W. Mears, at the Lamb, without Temple-Bar, 1725 [i.e., 1724]. è ascritto alla categoria del viaggio apocrifo.

Viaggio immaginario e utopia Il viaggio immaginario, almeno fino al XVIII secolo, si confonde spesso coi generi contigui dell'utopia e della robinsonata (robinsonade, il racconto del naufrago alla Robinson Crusoe), benché questi tre possano essere identificati come generi diversi, non solo per l'intenzione ma anche per la forma.. Pur contenendo spesso un'utopia (quando descrive una società immaginaria), il viaggio immaginario insiste soprattutto sul tema dello spostamento, dell'esotico e della lontananza, mentre nell'utopia il viaggio e l'avventura non sono lo scopo ma, principalmente, uno strumento per spingere alla riflessione.

La parola utopia significa "nessun luogo" ed è tipica in questo genere la dettagliata descrizione di uno Stato immaginario posto oltre i confini delle terre conosciute. La mancanza di libertà di espressione tipica dei regimi assolutisti ha inoltre obbligato molti autori, nel corso della storia, a mascherare in racconti fantastici le proprie opinioni critiche su politica, società e religione del tempo. La robinsonata, a sua volta, presenta l'avventura di un uomo isolato (o di un piccolo gruppo) e non il quadro di una società, e il viaggio con relativo naufragio ha soprattutto valore di antefatto.

Viaggio iniziatico Vi è poi il genere del viaggio iniziatico che sfrutta l'espediente dei luoghi fantastici o immaginari come metafore di prove ed ostacoli che il protagonista è costretto ad affrontare, alla fine dei quali egli ne risulta interiormente trasformato, approdando a una nuova dimensione esistenziale.

Si tratta di un genere che intende veicolare anche messaggi educativi come i romanzi di formazione.

Storia Antichità

Il viaggio fantastico è una tecnica narrativa assai antica che precede la letteratura epica e le forme del romanzo. Si possono citare tra i primi esempi opere appartenenti all'epica quali lOdissea di Omero e lEpopea di Gilgamesh del III millennio a.C.

Due esempi noti dalla letteratura greca sono rappresentati dalla Storia sacra di Evemero, che narra di un viaggio immaginario verso un'isola sconosciuta dell'Oceano Indiano, e da Le isole del sole di Iambulo, un navigatore siriano (I secolo a.C.)Lo storico siceliota Diodoro Siculo nel II Libro della Bibliotheca historica (I secolo) riporta l'epitome del romanzo di viaggi del siriano Iambulo, il cui titolo esatto è ignoto. Le loro isole utopiche paiono modellate dalle mitologiche Isole Fortunate, isole dell'Oceano Atlantico presenti nella letteratura classica sia in contesti mitici sia in opere storiche e geografiche..

La storia vera di Luciano di Samosata (II secolo) - un viaggio immaginario oltre le Colonne d'Ercole e sulla Luna - fa una parodia dell'intero genere del viaggio immaginario e nella sua prefazione Luciano cita Iambulo come uno degli oggetti della parodia. Fozio di Costantinopoli afferma tuttavia nella sua Biblioteca che il suo bersaglio principale erano Le incredibili meraviglie al di là di Tule di Antonio Diogene, una mescolanza di generi del viaggio fantastico e del romanzo greco che serviva per divulgare gli insegnamenti pitagorici. Luciano scrive anche lIcaromenippo, un dialogo in cui fa compiere al filosofo cinico Menippo di Gadara un'impresa incredibile, degna di Icaro: giungere sulla Luna e poi salire in cielo tra gli Dei.

L'eredità dellOdissea viene raccolta dai due capolavori rispettivamente dell'epica alessandrina e di quella romana, Le Argonautiche di Apollonio Rodio (le avventure dell'eroe Giasone alla ricerca del vello d'oro) e lEneide di Virgilio, la leggendaria storia di Enea, eroe fuggito dalla caduta di Troia, che viaggia per il Mediterraneo fino ad approdare nel Lazio, dove diventa il progenitore del popolo romano.

Non appartenente alla tradizione alessandrina, ma aggiunto in seguito, è invece l'episodio del Volo di Alessandro nel Romanzo di Alessandro, una raccolta di racconti del III secolo. L'episodio, che si rinviene in due sue tarde versioni greche in manoscritto del XV e XVI secolo e nell'iconografia precedente, narra di un'ascensione in cielo compiuta da Alessandro Magno su un velivolo (trono, cesto, paniere, nella tradizione occidentale; cocchio o biga nella tradizione bizantina) trainato, in genere, da due grifoni.Chiara Frugoni, La fortuna di Alessandro nel Medioevo, 1995 (p. 168)

Medioevo

L'arabo al-Ma'arri, nella prima parte del suo racconto Epistola del perdono (prima metà dell'XI secolo), descrive un viaggio nell'Aldilà da parte di un suo corrispondente. Vari altri racconti islamici si ispirano a Isrāʾ e Miʿrāj, il miracoloso viaggio notturno del profeta Maometto in sella al Buraq (isrāʾ) e della sua successiva ascesa al Cielo (miʿrāj), con la visione delle pene infernali e delle delizie paradisiache riservate a dannati e beati, fino alla finale ascesa e accostamento ad Allah.

Sindbad il marinaio è il protagonista di una leggendaria storia di origine persianaIl libro di Sinbad: novelle persiani medievali. Dalla versione bizantina di Michele Andreopoulos, a cura di Enrico V. Maltese, Torino, UTET, 1993 che narra di un marinaio ai tempi del Califfato Abbaside (750 - 1258) e delle sue fantastiche avventure durante i viaggi nell'Africa orientale e nell'Asia meridionale, durante le quali incontra luoghi magici, mostri e fenomeni soprannaturali. I racconti sono in parte basati sull'esperienza dei navigatori nell'Oceano Indiano, in parte sulla poesia antica (compresa lOdissea di Omero), in parte sulle collezioni di mirabilia di origine indiana e persiana.

Lo sviluppo dei mirabilia (guide di viaggio a uso di pellegrini e viaggiatori) è un fenomeno che appartiene in particolare al movimento culturale del XII secolo, con una produzione copiosa di manoscritti che ebbero una grande popolarità nei secoli e un successo che si accrebbe con le prime edizioni a stampa perpetuandosi fino al Barocco. Molti di questi resoconti erano conditi con elementi fantastici e meravigliosi, mentre alcuni erano apocrifi e del tutto inventati.

La navigazione di san Brandano (Navigatio sancti Brendani), un'opera anonima in latino tramandata da numerosi manoscritti a partire dal X secolo e considerata un classico della letteratura medievale di viaggio e agiografica, narra del santo irlandese che, alla testa di un gruppo di monaci, va alla ricerca del Paradiso Terrestre e dei santi (Terra repromissionis) situato su un'isola meravigliosa, facendo vari incontri con creature fantastiche.

I viaggi di Mandeville (The Travels of Sir John Mandeville), un presunto resoconto di viaggio a firma di un certo Jehan de Mandeville apparso probabilmente in lingua anglo-normanna e pubblicato tra il 1357 e il 1371, raccolse una straordinaria popolarità, anche grazie alla traduzione in molte altre lingue, tanto che fu creduto un viaggio autentico per almeno due secoli e molti esploratori successivi, tra i quali Cristoforo Colombo, ne furono notevolmente influenzati, nonostante contenga descrizioni di cose irreali e di natura fantastica. Non sorprenda ad esempio che la possibile esistenza di uccelli giganteschi come quello incontrato da Sinbad fu creduta fino al Settecento.