Nato da padre per metà rumeno e metà polacco, e madre per metà tedescaHugh Seton-Watson, The East European Revolution, Frederick A. Prager, New York, 1961, p.206 (aveva origini bavaresi Armin Heinen, Die Legion "Erzengel Michael" in Rumänien: soziale Bewegung und politische Organisation. Ein Beitrag zum Problem des internationalen Faschismus, München, Oldenbourg-Verlag, 1986, p. 131.Duiliu T. Sfințescu, Răspuns la întrebări ale tinerilor care doresc tot adevărul despre Mișcarea Legionară, Ed. Crater, 1996, p. 21.Klaus P. Beer, Zur Entwicklung des Parteien- und Parlamentssystems in Rumänien, 1928-1933: Die Zeit der national-bäuerlichen Regierungen, Peter Lang, 1983, p. 873.), è un personaggio discusso della storia romena, che divide gli storici tra chi lo considera un mero simpatizzante dell'Italia fascista e della Germania nazionalsocialista e chi un eroe nazionale, testimone di un particolare misticismo religioso di natura rivoluzionariaIl famoso storico delle religioni Mircea Eliade (che fu membro del Movimento Legionario) scrisse in quegli anni: «Quello che importa non è la conquista del potere a ogni costo, ma piuttosto, innanzitutto e soprattutto, un uomo nuovo, un uomo per il quale (…) il cristianesimo viene vissuto responsabilmente, cioè in maniera tragica, ascetica. (…) Se, come si dice, il nazionalsocialismo si fonda sulla nazione e il fascismo sullo Stato, allora il movimento legionario ha il diritto di rivendicare di essere l'unica mistica cristiana in grado di guidare le comunità umane (…) una rivoluzione cristiana, una rivoluzione spirituale, ascetica e virile mai vista prima d'ora nella storia d'Europa». Citato in Claudio Mutti, Le penne dell'Arcangelo. Intellettuali e Guardia di ferro, Soc. Ed. Barbarossa, Milano, 1994, pp.65-66. Fondatore e capo carismatico del Movimento Legionario, dal 1930 conosciuto anche con il nome di Guardia di Ferro, organizzazione terrorista di stampo ultranazionalista e fascista attiva nel periodo compreso tra le due guerre mondiali. I suoi seguaci erano soliti riferirsi a lui con l'appellativo di "Căpitanul" ("Il Capitano").
Biografia Gli inizi e l'impegno universitario Figlio del professore di liceo Ion Zelea Codreanu e di Elizabeth Brunner, nel 1912 entrò al Liceo Militare "Nicolae Filipescu" di Târgoviște. Fin dalla giovinezza manifestò grande interesse per la causa nazionale. Nel 1916, con l'ingresso della Romania nel primo conflitto mondiale, tentò l'arruolamento pur non avendo ancora raggiunto l'età per la coscrizione. Il 1º settembre 1917, con la sincera speranza di partire per il fronte e dare il suo contributo alla vittoria, si iscrisse alla Scuola Militare Attiva di Botoșani, esperienza che lasciò un'impronta indelebile sul suo carattere: «Qui - scrisse - sono stato abituato a parlare poco, fatto questo che più tardi mi porterà all'odio per le chiacchiere e lo spirito retorico. Qui ho imparato ad amare la trincea e a disprezzare il salotto»Corneliu Zelea Codreanu, Guardia di Ferro, Padova, Edizioni di Ar, 1972 - Traduzione e cura di Claudio Mutti, p. 27.
Il fallimento del tentativo di arruolamento, unito all'uscita anzitempo dal conflitto dello Stato danubiano-balcanico ed alle conseguenti pesanti condizioni imposte dalla Germania con il Trattato di Bucarest del 1918, ne accrebbero ulteriormente il fervore nazionalista, al quale si aggiunse dopo la Rivoluzione bolscevica l'avversione verso l'Unione Sovietica, considerata una potenziale minaccia per l'indipendenza della Romania, soprattutto in ragione della contrarietà del Comintern a riconoscere i nuovi confini del paeseFrancisco Veiga, Istoria Gărzii de Fier, 1919-1941: Mistica ultranaționalismului, Humanitas, Bucharest, 1993, pp. 41, 47. Questi sentimenti lo portarono nel gennaio del 1918, a radunare nel bosco di Dobrina una trentina di colleghi liceali con lo scopo di dare vita ad un'associazione intitolata al patriota Mihail KogălniceanuCodreanu, Guardia di Ferro, cit., p. 27.
Nel 1919 si iscrisse alla Facoltà di Diritto dell'Università di Iași. In questo periodo venne a conoscenza dell'esistenza di un piccolo ma battagliero movimento politico chiamato Guardia della Coscienza Nazionale (Garda Conștiinței Naționale) guidato da Costantin Pancu. Il movimento, al quale Codreanu aderì, riscosse un certo consenso tra operai e studenti e raccolse tra le sue file anche qualche professionista e sacerdote. In particolare, esso si contraddistinse per il fortissimo accento posto sui diritti dei lavoratori, con l'obiettivo di creare un'alternativa nazionalista e cristiana al comunismo, ideologia che era risultata maggioritaria nei diversi moti di protesta che dopo la guerra avevano scosso la Romania e i suoi centri scolastici e che nel mondo giovanile e del lavoro Codreanu temeva potesse imporsi come maggioritarioAndreas Massacra, Corneliu Codreanu: un “legionario” tra ultranazionalismo e misticismo, Osservatorio Globalizzazione, 12 settembre 2020. In ambito studentesco, Codreanu incrementò la propria popolarità tra i giovani romeni divenendo presidente della Società degli studenti di diritto e portando avanti una campagna volta a richiedere un limite all'ammissione degli ebrei all'istruzione superiore.
Nel 1920, per la prima volta nella storia, il Senato dell'Università di Iași decise di aprire l'anno accademico senza l'abituale rito religioso: contro questa scelta gli studenti insorsero fino ad avere la meglio e l'Università, infatti, fu costretta a riaprire con la tradizionale cerimonia. Più volte attaccato da Codreanu, il rettore dell'Università, il 4 maggio 1921, lo espulse dai corsi e dalle lezioni: tutti i professori della Facoltà di Diritto protestarono contro questa risoluzione e lo iscrissero agli esami autunnali, a testimonianza del rispetto da lui riscosso. La controversia andò avanti per molto tempo e, terminati gli studi, non venne mai rilasciata a Codreanu la laurea in Diritto. Il 22 maggio 1922 venne fondata l'Associazione degli Studenti Cristiani (Asociația Studenților Creștini), che incontrò un grande successo nel paese.
Nell'autunno dello stesso anno, Codreanu lasciò la Romania e si recò in Germania per studiare economia politica nelle Università di Berlino e Jena. Qui maturò un atteggiamento molto critico nei confronti dei principi della Repubblica di Weimar ed accolse con entusiasmo la notizia dell'avvenuta Marcia su Roma, individuando nel fascismo la novità più importante del panorama politico europeo. Nel frattempo a Cluj la popolazione studentesca fu scossa da numerose agitazioni che ben presto divamparono nell'intero paese, a causa della decisione del governo di concedere la cittadinanza a tutti gli ebrei presenti sul territorio nazionaleAl termine della prima guerra mondiale la Romania vide estendersi notevolmente il proprio territorio nazionale. Tra le conseguenze di ciò vi fu il triplicarsi della popolazione ebraica. Come presupposto della firma del Trattato del Trianon fu imposta al governo l'abolizione dell'art. 7 della Costituzione che prevedeva discriminazioni giuridiche tra rumeni ed ebrei. Ciò causò numerose proteste. Zigu Ornea, Anii treizeci. Extrema dreaptă românească, Bucarest, Editura Fundației Culturale Române, 1995, p. 391. Codreanu ritornò in patria frettolosamente per mettersi a capo del movimento studentesco insieme a Ion Moța, figlio di un sacerdote ortodosso e suo futuro braccio destro.
La "Lega per la Difesa Nazionale Cristiana"
Nel marzo 1923 Codreanu contribuì alla fondazione della Lega per la Difesa Nazionale Cristiana (Liga Apărării Național Creștine), insieme al professore di economia Alexandru C. Cuza. Si trattava di una formazione politica molto più agguerrita della precedente GCN. La fondazione del movimento coincise con il periodo degli scontri più violenti negli atenei. Nei mesi estivi, durante una manifestazione contro il governo e l'esercito, Codreanu venne arrestato. Fu il primo di una serie di arresti, tra cui spicca quello avvenuto l'8 ottobre 1923 a Bucarest e che coinvolse anche suo padre, Ion Moța ed altri studenti.
L'accusa fu di aver ordito una cospirazione per uccidere il capo del governo Ion Brătianu ed alcuni ministri, tra cui Gheorghe Marzescu, poi fallita per un tradimento interno al gruppo stesso. Dopo sette mesi di prigione nel carcere di Văcărești, il processo decretò l'assoluzione di Codreanu (che rivendicò le motivazioni ideali della cospirazione) e degli altri imputati. Gli unici a rimanere in carcere, ma comunque assolti nei mesi successivi, furono Ion Moța e Leonida Vlad, entrambi autoaccusatisi: il primo per l'omicidio di Vernichescu (il membro della cospirazione che ne aveva rivelato i piani alla polizia) ed il secondo per aver fornito l'arma del reatoGiano Accame, La morte dei fascisti, Milano, Mursia, 2010, pp. 287-289..
Il periodo trascorso in carcere servì a Codreanu per maturare alcuni profondi cambiamenti interiori che lo portarono ad attribuire sempre maggior peso alla spiritualità ortodossa romena. Il ricordo dell'icona dell'Arcangelo Michele, davanti alla quale si era spesso ritrovato a pensare e pregare durante quei mesi, lo indurranno ad assumere l'Arcangelo come futuro protettore e simbolo della sua azione politica. Fu in questo periodo che iniziarono a manifestarsi le frizioni con CuzaCodreanu, Guardia di Ferro, cit., pp. 177-181., che portarono in seguito alla scissione della Lega ed alla fondazione, da parte di Codreanu, della Legione dell'Arcangelo Michele, un'organizzazione rivoluzionaria, fortemente intrisa di misticismo.
L'8 maggio 1924 Codreanu organizzò un campo volontario di studenti, chiamato Fratellanza della Croce (Frăția de Cruce), nel comune di Ungheni, facente parte del Distretto di Iași. I lavori del campo vennero però ben presto interrotti dall'intervento del prefetto di polizia Constantin Manciu che arrestò tutti i presenti. Per molti giorni, a Codreanu e agli altri arrestati vennero inflitte autentiche sevizie, molti studenti furono frustati a sangue; affinché le violenze cessassero risultò necessario l'intervento di Cuza, volto ad intercedere presso le autorità. Il 25 ottobre Codreanu, che aveva assunto le difese di uno studente torturato da Manciu, fece il suo ingresso in tribunale e, osteggiato dal prefetto e dai suoi uomini, estrasse una rivoltella e lo uccise (successivamente, da un'analisi balistica, risulterà che Manciu venne colpito di spalle).
Immediatamente arrestato, venne internato nella prigione di Galata. La stragrande maggioranza della popolazione e degli organi di stampa si schierò a suo favore, tanto che risultò impossibile alle autorità trovare una giuria "neutrale". In occasione del processo, 1.900 avvocati si dichiararono disposti a difenderlo e giunsero treni speciali carichi di studenti. L'esito del procedimento, durato solo sei giorni, fu l'assoluzione, decretata il 26 maggio 1925Accame, la morte dei fascisti, cit., pp.288-289: venne stabilito che Codreanu aveva agito per legittima difesa. Meno di un mese dopo, il 14 giugno, sposò Elena Ilinoiu, davanti a decine di migliaia di persone. Le nozze vennero celebrate da Padre Botez, un sacerdote di origine ebraica convertito al cristianesimoSburlati, Codreanu il Capitano, cit., pp. 199-200.. Nello stesso anno, al fine di stemperare le tensioni con Cuza, Codreanu lasciò temporaneamente la Romania e si recò a Grenoble per conseguire il Dottorato in giurisprudenza.