Palazzolo sull'Oglio (Palasöl in dialetto bresciano e in dialetto bergamasco, Palahöl nella variante palazzolese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Si trova al confine con la provincia di Bergamo in una posizione equidistante dai due capoluoghi.

Il comune ebbe la denominazione di Palazzolo fino al 1862, quando con Regio Decreto 24 agosto 1862, n. 802Testo su wikisource: Regio Decreto 24 agosto 1862, n. 802, che autorizza alcuni comuni a variare la loro denominazione, fu aggiunta la specificazione sull'Oglio al fine di distinguerla da altre municipalità omonime e di sottolineare il legame con il fiume Oglio, sulle cui rive sorge il principale centro abitato..

Geografia fisica Territorio

La città è posta a 166 m s.l.m. Al centro scorre il fiume Oglio.

Inoltre, per ragioni storicheFino agli anni Sessanta la frazione di San Pancrazio faceva parte di Adro ed Erbusco., nel territorio è presente la viticultura. Sono consentite le operazioni di vinificazione di vino Franciacorta, imbottigliamento (tiraggio), elaborazione, compresa la fermentazione in bottiglia, nella frazione di San Pancrazio di Palazzolo sull'OglioIn questa frazione di Palazzolo sull'Oglio la cantina esistente produce Franciacorta e Curtefranca ma con uve non raccolte in San Pancrazio. Invece, con i vigneti di San Pancrazio si può produrre Sebino IGT..

Clima A Palazzolo Sull'Oglio il clima è parzialmente continentale. Le estati sono prevalentemente calde e afose. Numerosi sono i temporali di calore nel corso dei mesi estivi che possono rinfrescare il clima. Le temperature massime di solito si aggirano tra i 30°/41 °C, le minime tra i 15°/20 °C. L'accumulo annuale di pioggia si attesta in media sui 1200 mm, come nei comuni limitrofi.

Gli inverni sono relativamente freddi con numerose minime sottozero, soprattutto tra gennaio e febbraio. Le nevicate non sono abbondanti, si attestano in media sui 20–25 cm annuali. Le temperature medie del periodo si attestano su minime tra -2°/8 °C e massime tra i 6-15 °C

Spesso invece ci sono banchi di nebbia più o meno fitti tra il periodo di novembre-febbraio, dovuti non solo per la posizione geografica della media-alta pianura ma anche per la presenza del fiume Oglio che aumenta notevolmente l'umidità in zona. Negli ultimi anni si sono toccati i -12°, nel dicembre 2012 e i +37 nel luglio 2015. a Palazzolo sull'Oglio è presente una stazione meteo, vicino al confine con Capriolo, e appartiene alla rete del Centro Meteo Lombardo (CML)

Origini del nome Il nome della città ha origini latine in quanto, durante il dominio romano, essa era chiamata "Palatium". Durante i secoli successivi il nome ha subito un'evoluzione dovuta al progressivo modificarsi della lingua che l'ha portato a diventare in un primo tempo "Palazzuolo" e, infine, nella sua forma definitiva, ovvero Palazzolo sull'Oglio.

Storia

Epoca preromana e romana Il fiume Oglio ha determinato, fin dall'antichità, l'evoluzione e la conformazione del territorio palazzolese. Fondamentale via di collegamento e allo stesso tempo confine naturale per i primi abitatori della Pianura Padana, esso fu oggetto di stanziamenti a est e a ovest di popolazioni quali i Cenomani e gli Insubri. Successivamente, laddove il suo corso si ramifica in due vie, si sviluppò il nucleo del paese grazie alla sua posizione strategica al centro di una fitta rete di comunicazioni.

Durante l'Impero romano fu luogo di transito sulla strada Brixia - Mediolanum (la via Gallica). Il ponte romano sul tracciato dell'antica strada è ancor oggi esistente.

Epoca medioevale

Gli scavi del 1977-78 hanno rinvenuto resti di una primitiva chiesa di un'epoca risalente al VII - IX secolo. Alla pieve, la prima sorta nella zona, facevano riferimento le località limitrofe di Pontoglio, Palosco, Mura e Cividino.

Nell'anno 830 un privato effettuò una donazione di terre alla Chiesa bergamasca: è la prima testimonianza scritta in cui viene fatta menzione di Palazzolo.

Al borgo palazzolese si contrappose per un certo periodo il borgo fortificato di Mura, sull'altra sponda del fiume Oglio. Tra le due fortezze vi furono diversi scontri per il controllo del fiume i quali cessarono nel 1192, quando con la cosiddetta Pace di Mura, le due corti si fusero dando origine al nuovo comune. La nuova entità si ritrovava, quindi, dotata di una Rocca (poi Castello), di mura difensive e di una Rocchetta sulla riva opposta: strutture che si mostrarono necessarie per difendere un confine sempre conteso.. .

Sotto il punto di vista politico, il comune si suddivise in tre quadre: Mura, Mercato e Riva. Le magistrature comunali furono poste presso l'edificio che in tempi recenti è stata sede dell'ex Banca Popolare di Palazzolo. La municipalità acquisì gradualmente i diritti connessi all'uso delle acque, i quali originariamente spettavano al vescovo di Brescia.

Nel 1259 Ezzelino da Romano, il quale era diretto a Cassano d'Adda per affrontare le truppe inviate da Papa Innocenzo II, fu accolto da Palazzolo e quindi poté attraversare il ponte con 8000 cavalli.

Nel 1316 i ghibellini bresciani si rinchiusero nel castello di Palazzolo, . Nel 1324 i ghibellini si riunirono a parlamento nella rocca di Palazzolo: erano presenti i rappresentanti di Verona, Mantova, Ferrara, Milano e di altre città lombarde. .

Nel 1329, l'Imperatore Ludovico il Bavaro nel confermare gli statuti comunali, riconobbe al paese una certa autonomia rispetto al comune di Brescia che però ebbe termine nel 1337 quando il paese fu conquistato dai Visconti di Milano. La nobile famiglia milanese controllò il centro fino al 1405 quando dovette cederlo a Pandolfo III Malatesta per ottenere in cambio la liberazione di Estore Visconti. Stando all'estimo visconteo, nel 1385 il comune era capoluogo di quadra.

Dominio veneto Il comune fu incorporato dalla Repubblica di Venezia a seguito del ducale 29 aprile 1428. Sotto la Serenissima mantenne il ruolo di capoquadra e fu sede di Podesteria con a capo nove paesi limitrofi. Fu governato da una vicinia, formata da trentasei consiglieri, i quali nominavano tre deputati e tre consoli, mentre il Podestà, che svolgeva funzione di giudice, era un nobile proveniente da Brescia.

Nel 1441 le truppe viscontee comandate da Niccolò Piccinino conquistarono la città, bombardando la rocca che si arrese dopo alcuni giorni. . Pochi anni prima, nel 1432 erano state effettuate grandi opere di restauro del fortilizio.

Nel 1493, stando al Medin, Palazzolo aveva 1920 anime. L'economia fu fiorente: molte entrate provenivano da dieci mulini lungo l'Oglio, da un frantoio da olio e soprattutto dal transito sul Ponte Reale. Questa infrastruttura fu allargata per decisione del consiglio comunale nel 1477. In questo periodo furono costruite le rogge Vetra e Fusia, derivate entrambe dall'Oglio.

Il paese fu colpito pesantemente dalla peste del 1630, propagatasi a causa dei rapporti commerciali con Milano..

Nella seconda metà del Seicento si assistette a una generale ripresa economica con la diffusione delle coltivazioni del mais e del gelso. Quest'ultima permise la diffusione dell'allevamento del baco da seta e l'apertura delle prime filande, mosse dall'acqua delle seriole.

Dominio napoleonico e austriaco Il comune aderì alla Repubblica Bresciana fin dal giorno della sua proclamazione (18 marzo 1797). Fu inserito nel cantone dell'Alto Oglio a norma della legge 1º maggio 1797 e quindi, con la confluenza dell'effimera repubblica in quella cisalpina, fu inglobato nel distretto delle Sete del Dipartimento del Mella.

Con il riassetto della seconda repubblica cisalpina (poi Repubblica Italiana) fu incorporato nel Distretto II di Chiari del dipartimento del Mella (1801), mentre dopo la riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia fu assegnato al Cantone I di Chiari appartenente al Distretto II di Chiari (1805). Con decreto 8 giugno 1805 fu definito comune di seconda classe.

Durante il Regno Lombardo-Veneto, l'ente municipale fu inserito nel Distretto VIII (dal 1853 IX) di Chiari appartenente alla Provincia di Brescia.

Sviluppo industriale

Nel 1856 si costruì il primo impianto in Italia per la produzione della calce e del cemento il quale sfruttava il materiale calcareo proveniente dal lago d'Iseo. I prodotti furono venduti al cantiere della costruenda linea Milano – Venezia, a quel tempo passante per il territorio palazzolese, e successivamente furono richiesti anche per la costruzione della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia..

Un'ulteriore spinta all'industrializzazione fu data dal tessile: nel 1862 fu aperta la ditta Sefferheld, seguita nel 1867 dalla Gramer e, dal 1877, dalla Niggeler & Schmid, poi Niggeler & Küpfer. Quest'ultima fu la prima a introdurre l'uso industriale dell'energia elettrica in provincia di Brescia (1883)..

Nello stesso periodo furono aperte anche delle fonderie, come la corderia di Rocco Zanelli (1870), l'officina meccanica Gottardi (1860) e quella dei fratelli Marzoli (1905), tutte orientate alla produzione di macchinari e parti di ricambio destinate all'industria tessile. Palazzolo fu anche sede del primo bottonificio italiano, quello del milanese Edoardo Tacchi, che durante la prima guerra mondiale fu convertito alla produzione di cerniere lampo.

L'industrializzazione fu sostenuta anche dal capitale finanziario: il 13 gennaio 1864 fu aperto uno sportello della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, mentre nel 1872 fu istituita la Banca mutua popolare agricola di Palazzolo sull'Oglio. Sorsero anche le prime organizzazioni operaie: la Società operaia maschile di mutuo soccorso (1862), il Consolato Operaio (1881), la Camera del Lavoro e lUnione professionale cattolica del lavoro (1902).

Il Novecento L'8 dicembre 1914 a Sarnico viene fondato il Comitato di Distretto della Media Valle dell'Oglio della Croce Rossa Italiana, che a partire dal 1915 gestisce a Palazzolo l'ospedale per i feriti della Grande Guerra (nell'edificio che ancora oggi ospita l'ospedale). Inoltre nello stesso periodo la C.R.I. gestisce anche il centro di assistenza ai profughi e prigionieri italiani, ubicato presso l'attuale centro diurno a lato della Chiesa Parrocchiale della (attuale) frazione di San Pancrazio.

Il paese, soprattutto per la presenza della stazione ferroviaria e del ponte ferroviario, subì trentadue bombardamenti tra il 1944 e il 1945.. Il ponte ferroviario fu riaperto al traffico solamente il 27 aprile 1945.

Negli anni '30 Palazzolo visse una crisi economico-demografica: nel 1926 infatti le aziende con più di 25 dipendenti erano 23, nel 1932 erano scese a solo 11.

Nel 1954 Palazzolo fu elevato al rango di città. Nel 1962 i suoi confini sono stati estesi inglobando la frazione di San Pancrazio.

Il 30 dicembre 1991, l'Osservatorio Bassano Bresciano scoprì un pianetino della fascia principale, il numero 6793, che è stato dedicato alla città palazzolese.

Nel pomeriggio del 3 luglio 1995 un intenso tornado classificato poi F3 ha colpito il comune di Palazzolo cagionando gravi danni

Nel 1997 una piena del fiume allagò la piazza della città causando ingenti danni.

Simboli Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 23 ottobre 1942.

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 6 ottobre 1953, è un drappo interzato in palo di rosso, di bianco e di giallo, caricato in centro dello stemma comunale.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di santa Maria Assunta

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta fu progettata dall'architetto Giorgio Massari e fu costruita su di un antecedente edificio ecclesiale dedicato alla Maria Maddalena. La costruzione, realizzata grazie ai fondi raccolti tra i cittadini di Palazzolo, cominciò nel 1751 e fu completata nel 1782. La facciata è stata invece realizzata nel 1848 su di un progetto dell'architetto Giovanni Donegani.