Figline e Incisa Valdarno è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Firenze, in Toscana.

È stato istituito il 1º gennaio 2014 dalla fusione dei comuni di Figline Valdarno e Incisa in Val d'Arno. I due centri abitati degli ex comuni, seppur storicamente ed ancora oggi distinti, sono stati unificati; formalmente, dunque, non si tratta di un comune sparso.

Origini del nome La denominazione Figline e Incisa Valdarno deriva dall'unione, in ordine alfabetico, dei nomi dei due precedenti comuni di Figline Valdarno e Incisa in Val d'Arno, dalla cui fusione è stato istituito l'attuale comune il 1º gennaio 2014.

Il toponimo Figline è tradizionalmente ricondotto al latino figlinae, termine riferito alle fornaci e ai luoghi destinati alla lavorazione dell'argilla e alla produzione di ceramiche e altri manufatti in terracotta. Tale interpretazione è stata messa in relazione con i ritrovamenti di materiali ceramici effettuati nell'area dell'antico insediamento. Nelle fonti medievali il nome compare anche nella forma Fegghine, attestata, tra l'altro, da Dante Alighieri nel XVI canto del Paradiso.

Il nome Incisa è invece legato alla conformazione geografica del luogo: l'abitato sorse in corrispondenza dello stretto passaggio attraverso il quale l'Arno si è aperto un varco nelle stratificazioni rocciose che collegano le alture del Chianti a quelle del Pratomagno, caratteristica dalla quale la località avrebbe tratto il proprio nome.

Storia Dalle origini al Medioevo La storia del territorio dell'attuale comune di Figline e Incisa Valdarno è legata alla posizione strategica occupata nel Valdarno superiore, lungo la valle dell'Arno e sulle vie di comunicazione tra Firenze e l'area aretina. Durante il Medioevo i due principali centri di Figline e Incisa ebbero inizialmente vicende distinte, per poi essere progressivamente incorporati nel territorio sottoposto a Firenze.

Il nucleo medievale di Figline si sviluppò nel XII secolo attorno a un castello appartenente agli Ubertini, famiglia dotata di estesi interessi signorili anche nel Valdarno. Grazie alla posizione favorevole, il borgo acquisì una crescente importanza economica: già alla fine del XII secolo all'interno delle sue mura vivevano cavalieri, artigiani e mercanti, alcuni dei quali impegnati anche nei traffici a lunga distanza, mentre Figline si affermava come centro degli scambi delle campagne circostanti e come luogo di approvvigionamento di granaglie per il mercato fiorentino.

I rapporti con Firenze furono inizialmente conflittuali. Figline passò sotto il controllo fiorentino nel 1252, ma poco dopo si ribellò accogliendo i ghibellini fuoriusciti dalla città. Dopo la battaglia di Montaperti del 1260, il castello fu distrutto dai guelfi fiorentini; il vicino borgo continuò tuttavia a svilupparsi e venne successivamente cinto di mura, consolidandosi come uno dei principali centri agricoli e commerciali del contado. La rilevanza raggiunta dal centro nel pieno Medioevo è testimoniata anche da Dante Alighieri, che nel XVI canto del Paradiso lo menzionò con la forma «Fegghine», riferendosi all'inurbamento a Firenze di famiglie provenienti dal contado.

Diversa fu inizialmente la vicenda di Incisa. Il territorio incisano era sottoposto alla giurisdizione del vescovo di Fiesole prima che, tra XII e XIII secolo, l'espansione politica fiorentina raggiungesse stabilmente il Valdarno superiore. Intorno al 1224 Firenze fece costruire un centro fortificato a Incisa, posto a controllo del ponte sull'Arno e dello stretto passaggio naturale della valle; la fortificazione contribuì al definitivo inserimento della comunità nell'ordinamento del contado fiorentino. L'esistenza di un comune autonomo di Incisa è documentata nel 1294 e agli inizi del XIV secolo il castello era sede di una podesteria.

Il dominio fiorentino Con il consolidamento dell'autorità di Firenze sul Valdarno, le vicende amministrative dei due centri iniziarono progressivamente a intrecciarsi. Nei primi decenni del XIV secolo è attestata la Lega di Figline e Incisa, organizzazione territoriale del contado fiorentino successivamente confermata dallo Stato fiorentino nel 1332. Figline ne costituiva il centro principale e attorno ad essa gravitavano numerose comunità minori, che continuarono comunque a conservare proprie forme di organizzazione e propri statuti.

La posizione di Figline continuò a conferirle un'importante funzione economica nel contado fiorentino. Dal centro provennero inoltre famiglie che si trasferirono a Firenze e parteciparono alla vita economica della città: tra queste i Franzesi, attivi tra XIII e XIV secolo nel commercio e nella finanza internazionale e legati anche alla corte del re di Francia Filippo IV.

Il territorio rimase tuttavia esposto alle operazioni militari che interessavano le vie di comunicazione del Valdarno. Nel 1363 Figline fu saccheggiata dalle forze pisane guidate dal condottiero Giovanni Acuto.

Nei secoli successivi Figline e Incisa rimasero inserite nello Stato fiorentino e, dal XVI secolo, nel Granducato di Toscana. La Lega di Figline, indicata nelle fonti anche come Lega di Figline e Incisa, continuò a costituire il principale riferimento amministrativo locale fino alle riforme settecentesche.

Le riforme lorenesi e l'età napoleonica Una profonda riorganizzazione amministrativa avvenne durante il governo del granduca Pietro Leopoldo. Nel 1774 la precedente Lega di Figline fu trasformata nella Comunità di Figline nell'ambito della riforma delle amministrazioni locali del Granducato. Il territorio di Incisa, invece, era stato aggregato nel 1773 alla comunità di Reggello.

L'annessione della Toscana all'Impero francese determinò un nuovo mutamento istituzionale. Nel 1808 le comunità granducali furono soppresse e sostituite dalle mairie secondo il modello amministrativo francese. Figline divenne sede di una mairie, amministrata da un maire, assistito da un aggiunto e da un consiglio municipale. Anche i territori di Incisa furono separati da Reggello e organizzati in una mairie autonoma, compresa nel Dipartimento dell'Arno.

Con la Restaurazione del 1814 furono ripristinate le istituzioni granducali. Figline tornò a essere sede di una comunità, mentre anche Incisa mantenne inizialmente una propria autonomia amministrativa.

L'Ottocento e l'Unità d'Italia Nel 1824 la comunità di Incisa fu soppressa e il suo territorio venne aggregato a quella di Figline; l'unificazione amministrativa divenne effettiva nel 1825. L'esperienza comune durò fino al 1851, quando Incisa tornò a costituire una comunità indipendente; la separazione amministrativa divenne effettiva nel 1852.

Nella prima metà dell'Ottocento il territorio di Figline fu legato anche all'attività del sacerdote, pedagogista e politico Raffaello Lambruschini, che nel 1830 istituì a San Cerbone un istituto educativo nel quale sperimentò i propri metodi pedagogici. Nel 1848 Lambruschini fu inoltre eletto al parlamento toscano come deputato di Figline.

Dopo l'annessione della Toscana al Regno di Sardegna e la successiva proclamazione del Regno d'Italia, Figline e Incisa conservarono la propria autonomia. Con la legge 20 marzo 1865, n. 2248, e i successivi provvedimenti di unificazione amministrativa furono inserite nel nuovo ordinamento comunale italiano; per Figline la nascita del comune moderno venne sancita dal regio decreto 26 luglio 1865, n. 2412. I due comuni rimasero quindi amministrativamente distinti per quasi un secolo e mezzo.

Il Novecento Nel corso del XX secolo Figline e Incisa conservarono la propria autonomia comunale, pur condividendo la progressiva trasformazione economica e infrastrutturale del Valdarno superiore. La collocazione lungo l'asse dell'Arno e sulla direttrice ferroviaria tra Firenze e Arezzo contribuì a mantenere Figline quale centro di riferimento della parte settentrionale del Valdarno superiore.

Tra le figure legate alla storia novecentesca di Figline vi fu il poeta Vittorio Locchi, nato nel 1889 e morto nel 1917 durante la prima guerra mondiale, in seguito al siluramento nell'Egeo della nave sulla quale era imbarcato; la sua opera più nota, La sagra di Santa Gorizia, fu dedicata alla conquista italiana di Gorizia del 1916.

Durante il secondo dopoguerra i due comuni conobbero, parallelamente al resto del Valdarno, una crescente integrazione territoriale e funzionale. Pur mantenendo distinte amministrazioni comunali, Figline Valdarno e Incisa in Val d'Arno svilupparono progressivamente forme di cooperazione nella gestione dei servizi, processo che avrebbe costituito il presupposto istituzionale della successiva fusione.

La fusione di Figline e Incisa Il percorso verso la costituzione di un unico ente comunale si sviluppò all'inizio degli anni 2010, dopo un periodo nel quale i comuni di Figline Valdarno e Incisa in Val d'Arno avevano già avviato la gestione associata di diverse funzioni e servizi.

La proposta di istituire il nuovo comune fu sottoposta a referendum consultivo il 21 e 22 aprile 2013. In entrambi i comuni prevalse il voto favorevole: a Figline Valdarno furono espressi voti favorevoli e contrari, mentre a Incisa in Val d'Arno i voti favorevoli furono e quelli contrari 542; complessivamente la fusione raccolse quindi voti favorevoli contro contrari.

Sulla base dell'esito della consultazione, il Consiglio regionale della Toscana approvò la legge regionale 18 giugno 2013, n. 31, con la quale venne disposta l'istituzione del nuovo comune. Figline e Incisa Valdarno nacque ufficialmente il 1º gennaio 2014 mediante la fusione dei comuni di Figline Valdarno e Incisa in Val d'Arno, che alla stessa data furono estinti; il territorio del nuovo ente venne costituito dall'insieme dei territori dei due comuni preesistenti.

Contestualmente venne estinta anche l'Unione di comuni Figline ed Incisa in Valdarno, nei cui rapporti attivi e passivi subentrò il nuovo comune. La costituzione dell'ente nel 2014 rappresentò così una nuova unificazione amministrativa dei due territori, dopo quella già sperimentata tra il 1825 e il 1851 durante il Granducato di Toscana.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 26 agosto 2015.

Stemma

Gonfalone

Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare bianco, caricato al centro dello stemma cittadino.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Il patrimonio storico-artistico del comune riflette le vicende distinte dei due principali centri di Figline e Incisa in Val d'Arno, ai quali si affiancano numerosi nuclei rurali e pievi distribuiti nel territorio del Valdarno superiore. A Figline le principali testimonianze monumentali sono concentrate intorno a piazza Marsilio Ficino e nel tessuto racchiuso dalle mura medievali, mentre a Incisa gli edifici storici si distribuiscono tra il nucleo inferiore e quello fortificato sviluppatosi in posizione dominante sull'Arno.

Architetture religiose Collegiata di Santa Maria La collegiata di Santa Maria, affacciata su piazza Marsilio Ficino a Figline, è documentata dal XIII secolo e costituisce uno dei principali edifici religiosi del centro storico. Alla chiesa è annessa la Raccolta d'arte sacra della Collegiata di Santa Maria Assunta, nella quale sono esposte opere provenienti dal suo corredo liturgico. Tra le opere conservate nella collegiata figurano la trecentesca Madonna col Bambino, attribuita al cosiddetto Maestro di Figline, e una statua di San Giuseppe di Andrea della Robbia; la raccolta comprende inoltre dipinti, arredi sacri, paramenti e codici miniati.

Convento e chiesa di San Francesco