L'Audi A6 C7 (sigla interna 4G) è la quarta generazione dell'Audi A6, un'autovettura di fascia alta prodotta dal 2011 al 2018 dalla casa automobilistica tedesca Audi.

Profilo e storia Debutto La generazione C7 dell'Audi A6 venne svelata per la prima volta il 1º dicembre 2010 solo tramite foto online e su riviste specializzatePresentazione della A6 C7 tramite foto (in lingua tedesca), mentre la sua prima apparizione dal vivo di fronte al grande pubblico si ebbe nel gennaio 2011 al Salone di Detroit. In Europa, la vettura venne invece presentata nel marzo 2011 al Salone di Ginevra. La sua commercializzazione fu avviata nell'aprile 2011, inizialmente solo con carrozzeria berlina, mentre la variante Avant sarebbe arrivata solo alcuni mesi dopo.

Design esterno ed interno

La nuova serie deriva dalla A7 e propone forme a metà strada tra la A4 e la A8 rafforzate da accenti più sportivi. L'auto grossomodo non viene stravolta anche se si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un'auto nel complesso più affilata e sportiva. Le dimensioni rimangono sostanzialmente le stesse del modello precedente (si segnala solo un + in larghezza), mentre lo stile è più moderno pur senza intaccare la sua identità di berlina di rappresentanza con i tre volumi ben definiti. Il muso riprende la calandra Single Frame, tipicamente Audi, e i fari hanno un profilo “mosso” grazie alla geometria delle luci diurne a LED, che diventa particolarmente “cattiva” con l'optional delle luci interamente a LED. La fiancata è invece forse meno aggressiva e muscolosa ma guadagna notevolmente in eleganza soprattutto per le superfici della carrozzeria, lisce, pulite e raccordate con il tetto ad arco. La coda invece appare più cattiva del modello precedente: è infatti più corta, c'è un accenno di spoiler sul cofano posteriore e i fari sono estesi in larghezza per dare l'impressione di un'auto più piantata al suolo. Anche internamente l'auto riprende gli stilemi dell'Audi A7, pur mantenendo gli spazi della generazione precedente e l'alto livello per le finiture e la scelta dei materiali. Nei posti anteriori si sta molto comodi e seduti piuttosto in basso, con l'ampio tunnel centrale che separa nettamente i due sedili. Il quadro strumenti è più esteso del modello precedente e integra un grande schermo, in opzione anche a colori, per il computer di bordo. La plancia pur non avendo forme particolari è diversa da quella del modello precedente, soprattutto per l'adozione di un monitor a scomparsa per l'infotainment e i servizi di bordo, e si caratterizza per gli estesi inserti in legno o alluminio. Un piccolo difetto è rappresentato dai tanti comandi raggruppati subito dietro la leva del cambio: essi servono a gestire la radio, l'eventuale navigatore e la risposta di sterzo, cambio, motore e sospensioni ma sono molto numerosi e costringono ad abbassare lo sguardo per trovare il comando giusto. I posti posteriori sono altrettanto comodi (anche grazie al clima quadrizona opzionale con cui ciascuno può crearsi il giusto ambiente), ma si viaggia bene in quattro, e meno in cinque, a causa del tunnel della trasmissione. Si registra un piccolo passo indietro rispetto alla precedente versione nel vano bagagli, non tanto per la sfruttabilità e la regolarità, e nemmeno per le ottime finiture, ma per la capienza inferiore (530 litri contro 546).

Struttura, meccanica e motori Le maggiori novità arrivano dal pianale utilizzato e dalla scocca: la quarta generazione della A6, infatti, è strutturalmente e tecnicamente imparentata con la prima generazione della A7, con cui condivide la piattaforma modulare MLB. Tale piattaforma era già stata utilizzata comunque anche per la A4 B8 grazie alle sue caratteristiche di ampia modularità, dalla quale ne eredita tutti i benefici a cominciare dall'avanzamento dell'asse anteriore ora disposto davanti al differenziale per un miglior bilanciamento dei pesi, da cui ne consegue un minor sbalzo anteriore. Da tale piattaforma ne riprende anche gli schemi delle sospensioni in alluminio, all'anteriore viene mantenuto il quadrilatero alto ad asse sterzante virtuale, la scatola dello sterzo ora si trova in basso davanti l'asse anteriore, al posteriore ritroviamo sempre un multilink a 4 bracci con trapezio inferiore ma riprogettato. La scocca è composta da acciai altoresistenziali, usati in spessori differenziati e modellati a caldo, e per il 20% in alluminio utilizzato strutturalmente per i montanti delle sospensioni anteriori, la culla del motore e le zone di assorbimento dietro i paraurti. Anche i parafanghi anteriori, il cofano motore, il cofano bagagli e le portiere, ma anche la zona della cappelliera e della paratia del portabagagli sono di alluminio. Estremamente curata l'aerodinamica sia dal punto di vista dell'efficienza (Cx: 0,26 con superficie frontale di 2,3 metri quadrati) sia di quello del comfort al cui miglioramento contribuisce anche il comportamento vibrazionale della scocca che, rispetto a una analoga tutta in acciaio, pesa il 15% in meno. L'impianto frenante era invece a dischi autoventilanti sulle quattro ruote, mentre lo sterzo era a cremagliera con servosterzo elettromeccanico.

Sono presenti novità anche sul fronte dei motori, forniti di Start&Stop. Al suo debutto a Detroit, l'auto può essere equipaggiata con le seguenti motorizzazioni, tutte alimentate ad iniezione diretta:

2.8 FSI: motore a benzina da e potenza massima di ; 3.0 TFSI: motore a benzina da sovralimentato mediante compressore volumetrico e con potenza massima di ; 2.0 TDI: motore turbodiesel common rail da con potenza massima di ; 3.0 TDI: motore turbodiesel common rail da declinato in due diversi livelli di potenza, ossia e .

La vettura riprende il classico schema Audi con motore anteriore longitudinale e trazione anteriore o integrale quattro. Sul fronte dei cambi disponibili non ci sono profonde novità: come nel modello precedente l'auto può essere equipaggiata con un cambio manuale a 6 marce, con il cambio a variazione continua di rapporto Multitronic (nelle versioni a trazione anteriore), con il cambio automatico tradizionale a convertitore di coppia Tiptronic (nelle versioni a trazione integrale) o con il cambio a doppia frizione S-Tronic (sempre nelle versioni a trazione integrale). E proprio il sistema di trazione integrale vede una significativa evoluzione, poiché la generazione C7 è la prima A6 a montare il sistema Torque Vectoring, che consiste nel montaggio di un nuovo differenziale posteriore sportivo a ruotismi sovrapposti in grado di ottimizzare la distribuzione della coppia motrice fra le due ruote dell'asse posteriore: è in grado di inviare quasi tutta la coppia motrice ad una sola ruota. La trazione integrale è prevista di serie con i motori 3.0 TFSI e 3.0 TDI, mentre è disponibile a richiesta in abbinamento al motore V6 da 2,8 litri e non è invece prevista per il motore 2.0 TDI. L'auto inoltre è all'avanguardia sul fronte della sicurezza, sia attiva che passiva: l'auto infatti ha guadagnato cinque stelle nel crash test dell'Euro NCAP ed è equipaggiata con 6 airbag, numerosi sistemi e controlli elettronici per la stabilità tra cui ABS e ESP, poggiatesta anteriori attivi, break warning, cinture di sicurezza anteriori e posteriori con pretensionatore, attacchi Isofix e sistema di controllo pressione pneumatici. Inoltre sono disponibili altri equipaggiamenti per la sicurezza come l'Adaptive light con regolazione continua della profondità dei fari, gli airbag laterali posteriori, i fari allo xeno o a LED e numerosi il sistema per assistenza al parcheggio.

Evoluzione I primi anni La produzione venne avviata come di consueto per le A6 nello stabilimento di Neckarsulm, in passato di proprietà della NSU. Nel mese di settembre del 2011 si ebbe il lancio commerciale della nuova A6 Avant, che mantenne grosso modo gli ingombri della precedente Avant, ma con la carrozzeria della nuova generazione, più moderna e grintosa. Essa presenta una coda molto sportiva, con il lunotto piuttosto inclinato e il tetto basso, simile tuttavia a quella del vecchio modello. La capacità del bagagliaio della nuova station wagon della casa dei quattro anelli era invariata a 565 litri rispetto al modello precedente se si mantenevano in posizione sia il divano posteriore che la cappelliera, mentre aumentava di 20 litri (da a , per la precisioneAuto, luglio 2011, Conti Editore, p. 36.) rimuovendo entrambi. Il lancio della A6 Avant fu anche l'occasione per ampliare la gamma verso il basso con l'introduzione del nuovo motore 2.0 TFSI da . Alla fine dello stesso anno, venne invece inserito in gamma il nuovo 3 litri a gasolio con doppia sovralimentazione e con potenza massima di . Poche settimane dopo, e siamo già nel gennaio del 2012, vi furono altre significative novità, ossia l'arrivo della nuova versione per uso off-road, ossia la A6 Allroad. Su questa nuova versione fece il suo debutto il nuovo 3 litri a benzina da , destinato in seguito ad essere impiegato anche nelle altre A6 e a sostituire la precedente unità di pari cilindrata da . Altra novità del gennaio 2012 fu la prima A6 ibrida della storia. Tale versione era equipaggiata con un 2 litri turbo benzina da , accoppiato ad un motore elettrico da , per una potenza totale combinata di . Sempre nel gennaio del 2012 venne introdotta anche la versione per uso off-road, ossia la A6 Allroad. Pochi mesi dopo, ormai in piena primavera, fece il suo debutto la S6 di nuova generazione, equipaggiata con un 4 litri V8 biturbo da di potenza massima. A quel punto, per quasi un anno non vi furono altre novità di rilievo: fu infatti nel febbraio 2013 che venne introdotta in listino la top di gamma RS6, che sotto il cofano celava lo stesso V8 della S6, ma rielaborato in modo da arrivare ad erogare fino a di potenza massima, leggermente meno della precedente RS6, ma con un più robusto apporto di coppia motrice. nell'autunno dello stesso anno, venne introdotto un nuovo motore 2.0 TDI con potenza massima di , una versione economica della gamma A6 di quarta generazione. All'inizio del 2014 il 2.0 TDI da venne portato a e dotato del pacchetto ultra, comprendente particolari affinamenti sia al motore che alla carrozzeria, in maniera tale da ottimizzare sia la penetrazione aerodinamica, sia la riduzione di consumi ed emissioni.

Restyling e fine carriera