La nazionale maschile di calcio della Colombia (in spagnolo Selección de fútbol de Colombia) è la rappresentativa calcistica dell'omonimo paese sudamericano. È controllata dalla Federación Colombiana de Fútbol (FCF), affiliata alla CONMEBOL.
Dopo il secondo posto nella Coppa America del 1975, la nazionale colombiana conobbe il periodo di splendore a partire dalla seconda metà degli anni '80, diventando una delle nazionali più forti del Sud America quando, guidata da talenti quali René Higuita, Andrés Escobar, Carlos Valderrama e Faustino Asprilla, si impose all'attenzione internazionale, qualificandosi per tre edizioni consecutive della Coppa del mondo. Nel 1993, in una partita di qualificazione al , la Colombia ottenne una larga vittoria per 5-0 contro l' vice-campione del mondo in carica.
Ha vinto la Coppa America del 2001 disputata in casa, senza subire gol e vincendo tutte le partite; vanta inoltre due secondi posti e cinque terzi posti nella competizione. Ha partecipato sette volte alla fase finale del campionato del mondo, raggiungendo al massimo i quarti di finale in un'unica occasione (2014).
Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, la Colombia ha ottenuto quale miglior piazzamento il 3º posto nel luglio e nell'agosto 2013, nel settembre 2014, nel marzo 2015 e nel giugno e nell'agosto 2016, mentre il peggiore piazzamento è il 54º posto del giugno 2011. Occupa attualmente il 13º posto della graduatoria.
I suoi giocatori sono soprannominati Cafeteros, essendo la Colombia una delle maggiori produttrici di tale pianta.
Storia Gli inizi La nazionale colombiana nacque verso la fine degli anni trenta: in seguito alla fondazione di una federazione calcistica unica (che aveva posto fine alle divisioni degli anni dieci e venti), avvenuta nel 1924, i dirigenti si concentrarono in primo luogo su una competizione che riunisse le varie selezioni locali colombiane, ciascuna rappresentante un dipartimento. Anni dopo, nel luglio 1937, per partecipare a un torneo calcistico internazionale organizzato in occasione del quattrocentesimo anniversario della fondazione della città di Cali, la federazione formò una selezione che riuniva in sé i giocatori della varie rappresentative locali. Benché la stampa definisse questa squadra Selección (cioè nazionale), il torneo di Cali non è considerato una competizione ufficiale tra nazionali maggiori, poiché a rappresentare Cuba vi era la squadra di club del Centro Gallego e in generale non vi parteciparono le nazionali A dei vari paesi.
Il debutto ufficiale della Colombia avvenne quindi il 10 febbraio 1938, durante la quarta edizione dei Giochi centramericani e caraibici tenutasi a Panama. Guidata dal tenente Alfonso Novoa, la Colombia scese in campo alle 9:45 di mattina nella città di Panama contro il Messico, in una partita arbitrata dall'uruguaiano José Mirabal, che diresse tutte le gare di quel torneo; la prima formazione della Colombia fu: Escorcia; Lugo, Lara; Joliani, Herrera, Yepes; Marcos Mejía, Torres, Pastor, Meléndez, Rafael Mejía. A realizzare il primo gol della storia della nazionale fu Rafael Mejía, che andò a segno al terzo minuto; la prima divisa era blu con una striscia centrale bianca, pantaloni e calzettoni bianchi. La prima vittoria della nazionale giunse il 14 febbraio 1938 contro la nazionale di casa.
Al termine del torneo la Colombia chiuse al terzo posto, dietro a e ; proprio contro la Costa Rica si verificò un avvenimento insolito: dopo l'assegnazione di un calcio di rigore in favore della Costa Rica, il secondo della gara, i colombiani protestarono vivacemente, tanto che la polizia dovette intervenire, portando via due calciatori colombiani. I compagni proseguirono nelle rimostranze e dovettero tutti lasciare il campo; con la Colombia fuori dal terreno di gioco, i costaricani tirarono il rigore, segnando: la partita poi terminò, venti minuti prima del tempo regolamentare. In seguito a questi fatti venne avanzata una protesta ufficiale al comitato organizzatore dei Giochi da parte della delegazione colombiana, cui però non venne dato seguito.
La nazionale colombiana tornò poi in campo nell'agosto del 1938, in occasione della prima edizione dei Giochi bolivariani, in programma a Bogotà: esordì con una sconfitta per 4-2 con il , cui seguì un'altra contro l', nazionale debuttante in una competizione ufficiale. La vittoria contro il fu l'unica del torneo, che per la Colombia si concluse al quarto posto su cinque squadre, in virtù dei due punti ottenuti. All'ultima gara, tenutasi il 16 agosto 1938 con la e finita 2-1 per i boliviani, seguì una pausa di circa 6 anni e mezzo in cui la Nazionale colombiana non giocò alcun incontro internazionale.
Le prime partecipazioni al campionato sudamericano (1945-1949) Benché avesse aderito alla CSF, la confederazione sudamericana, già nel 1936,. la Colombia non debuttò in una competizione organizzata dalla CSF fino al 1945,I Giochi bolivariani del 1938 erano stati organizzati dal Comitato Olimpico Colombiano. anno della sua prima partecipazione al Campeonato Sudamericano de Football. In occasione del Campeonato Sudamericano 1945 la Colombia decise di rispondere all'invito della CSF, inviando una propria rappresentativa nazionale: l'esordio avvenne il 21 gennaio 1945, con la sconfitta per 3-0 contro il , campione in carica. Seguirono poi altre sconfitte, tra cui quella con l' per 9-1, una delle più pesanti della storia della nazionale colombiana e della storia della Coppa America. La selezione colombiana, totalmente composta da giocatori dilettanti (il professionismo fu introdotto nel 1948), registrò quattro sconfitte, un pareggio (con la Bolivia, 3-3) e una vittoria, sull'Ecuador per 3-1. Nel 1946 la Colombia decise di non partecipare al Sudamericano, concentrandosi sui Giochi centramericani e caraibici che si tenevano in quell'anno a Barranquilla.
La nazionale colombiana vinse la medaglia d'oro in tale competizione, vincendo tutte le sei gare in programma. Nel 1947 tornò, dopo dodici mesi d'inattività, a disputare un torneo, accettando questa volta di prendere parte al Campeonato Sudamericano organizzato dall'Ecuador. In uno dei tornei più lunghi di quegli anni (per la prima volta vi partecipavano otto squadre) la Colombia giunse all'ultimo posto, registrando due pareggi (contro Ecuador e Bolivia) e perdendo le restanti cinque sfide. Nell'aprile del 1949 la Colombia prese parte al Campeonato Sudamericano in Brasile: anziché inviare una rappresentativa composta da giocatori di vari club, per il torneo la federazione decise d'inviare una sola squadra di club, l'Atlético Junior, che gareggiò come "nazionale colombiana". La squadra giunse nuovamente all'ultimo posto, con gli stessi risultati dell'edizione precedente: zero vittorie, due pareggi e cinque sconfitte.
L'El Dorado e l'esclusione dalla FIFA (1949-1954) Nel 1949 si verificò uno scisma interno al calcio colombiano: la DIMAYOR si separò dalla federazione vera e propria, pertanto la FIFA decise di sospendere la Colombia dall'attività internazionale. Questo portò al periodo dellEl Dorado, ovvero un'epoca di particolare ricchezza del calcio colombiano che, non dovendo più sottostare alle norme FIFA, poté alzare considerevolmente gli stipendi, attirando numerosi giocatori di rilievo. Tale situazione di libertà interna perdurò fino al 1954, anno entro il quale il "patto di Lima" tra FIFA e DIMAYOR stipulato nel 1951 prevedeva il rientro dei giocatori stranieri ai rispettivi paesi di appartenenza. La nazionale colombiana visse un periodo di circa otto anni d'inattività, che iniziò il 7 maggio 1949 e si concluse il 13 marzo 1957 con il ritorno in campo della selezione in occasione del Campeonato Sudamericano 1957.
Il ritorno all'attività (1957) Dopo la lunga parentesi d'assenza dai campi da gioco, la nazionale colombiana guidata dal nuovo CT Pedro Ricardo López riprese a partecipare al Sudamericano e viaggiò verso Lima per disputare il torneo del 1957. L'esordio vide una sconfitta per 8-2 contro l'Argentina; il 17 marzo la Colombia riuscì, però, per la prima volta, a battere l', grazie al gol di Carlos Arango che fissò il risultato sull'1-0. Il 24 marzo la Colombia venne battuta dal Brasile per 9-0, subendo la più pesante sconfitta della sua storia. A concludere la competizione fu la vittoria per 4-1 sull'Ecuador, grazie alla quale la Colombia evitò gli ultimi due posti della classifica, terminando quinta su sette nazionali. Nel giugno 1957 la Colombia affrontò il suo primo torneo di qualificazione al campionato mondiale, le eliminatorie per Svezia 1958: debuttò con un pareggio per 1-1 con l'Uruguay a Bogotà. Quel pareggio fu l'unica gara in cui la Colombia ottenne dei punti: seguirono infatti tre sconfitte che classificarono la nazionale andina all'ultimo posto, dietro a Paraguay e Uruguay. Il 23 giugno 1957 la Colombia disputò per la prima volta un'amichevole, contro il , perdendo per 2-1: prima d'allora la nazionale aveva giocato solo competizioni ufficiali.
Il primo campionato mondiale (1961-1962) Dopo l'ultima gara degli anni cinquanta (7 luglio 1957 contro il Paraguay) la nazionale colombiana tornò a giocare il 5 febbraio 1961, in un'amichevole contro gli , vinta per 2-0. Per il torneo di qualificazione al campionato del mondo 1962 era stato nominato CT Adolfo Pedernera, argentino già calciatore di spicco del Millonarios durante lEl Dorado ed ex allenatore dell'América de Cali nel biennio 1960-1961. La formula delle qualificazioni fu cambiata, con la formazione di tre gruppi, ciascuno comprendente due squadre: la vincente dei due confronti avrebbe guadagnato l'accesso al campionato mondiale in programma in Cile. Con la vittoria per 1-0 sul Perù a Bogotá la Colombia era riuscita a ottenere un vantaggio, che conservò nella gara di ritorno: a Lima il gol del Perù segnato su rigore al 3º minuto di gioco fu pareggiato al 67º.
La Colombia si qualificò per la prima volta al campionato del mondo proprio in occasione di : fu un esito inatteso, vista la lunga inattività degli anni cinquanta e i non eccelsi risultati raggiunti fino a quel momento. La nazionale si presentò al mondiale con una squadra che univa giocatori d'esperienza come il portiere Efraín Sánchez e il difensore Francisco Zuluaga, che avevano superato i trent'anni, con giovani già entrati in pianta stabile nella rosa della nazionale come Héctor Echeverri, Carlos Aponte e Rolando Serrano. Il 30 maggio Uruguay-Colombia aprì la manifestazione: andò in vantaggio la Colombia con un rigore del capitano Zuluaga, il più vecchio marcatore di quel mondiale, ma l'Uruguay vinse poi per 2-1 con gol di Luis Cubilla e José Sacía. Il pareggio per 4-4 con l' fu la gara con il maggior numero di reti segnate nel corso del mondiale; la sconfitta per 5-0 con la fece sì che la Colombia finisse all'ultimo posto nel proprio girone, con un punto in tre partite, cinque reti segnate e undici subite.
Gli anni 1960 Dopo l'ultima gara al l'attività della nazionale venne nuovamente sospesa per circa nove mesi. La Colombia tornò a partecipare al Campeonato Sudamericano nel 1963: l'ultima edizione cui aveva preso parte era stata quella del 1957. Presentando una formazione rimaneggiata solo in parte rispetto al mondiale (la linea d'attacco era sostanzialmente la stessa) la Colombia perse la prima gara con l'Argentina per 4-2. La competizione si concluse con cinque sconfitte e un pareggio (ottenuto con il Perù il 24 marzo, 1-1) e l'ultimo posto in classifica. Nel settembre 1963 la nazionale disputò due amichevoli contro la Costa Rica, perdendo la prima e vincendo la seconda: questi due incontri chiusero il 1963 della Colombia, che ancora una volta sarebbe rimasta lontana dai campi per diverso tempo, fino al luglio 1965.