Evangelii gaudium, in italiano La gioia del Vangelo, è la prima esortazione apostolica di papa Francesco, promulgata il 24 novembre 2013, ricorrenza della solennità di Gesù Cristo Re dell'Universo.
Pur non riportando l'intitolazione "post-sinodale" l'Esortazione pontificia viene presentata nella parte introduttiva ("Indice") come determinata da un invito al Papa da parte dei padri sinodali della XIII Assemblea Generale Ordinaria dei vescovi del 2012.Evangelii gaudium, I,16 Nel capoverso ove presenta questo invito, papa Francesco annuncia un concetto di "decentramento decisionale": «Non è opportuno che il papa sostituisca gli episcopati locali nel discernimento di tutte le problematiche che si prospettano nei loro territori. In questo senso avverto la necessità di procedere in una salutare "decentrazione".»
Al paragrafo successivo l'autore annuncia i temi sui quali intende maggiormente soffermarsi:Evangelii gaudium, I,17
a) La riforma della Chiesa in uscita missionaria b) Le tentazioni degli operatori pastorali c) La Chiesa intesa come la totalità del Popolo di Dio che evangelizza d) L'omelia e la sua preparazione e) L'inclusione sociale dei poveri f) La pace e il dialogo sociale g) Le motivazioni spirituali per l'impegno missionario
Suddivisione del testo Il testo si divide in un "Indice", che sta a livello di capitolo ma che costituisce di fatto una introduzione all'Esortazione, cinque capitoli, ciascuno dei quali ("Indice" incluso) è suddiviso in sottocapitoli, indicati sequenzialmente con numeri romani all'interno del capitolo, e infine ogni sottocapitolo in paragrafi, la cui numerazione tuttavia segue una sequenza propria ed unica dall'inizio alla fine del documento pontificio. (Fra parentesi il/i numero identificativo dei paragrafi.La numerazione dei paragrafi è importante poiché i numeri di paragrafo sono generalmente i riferimenti ripresi per le citazioni dal documento pontificio. I numeri riportati a fianco di ciascun capitolo sono quelli dei paragrafi iniziali del capitolo corrispondente, che non possono essere ascritti al primo dei sottocapitoli appartenenti al capitolo stesso) Indice La Gioia del Vangelo (1) I. Gioia che si rinnova e si comunica (2 - 8) II. La dolce e confortante gioia di evangelizzare (9 - 13) III. La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede (14 - 18) Capitolo primo - La trasformazione missionaria della Chiesa (19) I. Una Chiesa in uscita (20 - 24) II. Pastorale in conversione (25 - 33) III. Dal cuore del Vangelo (34 - 39) IV. La missione che si incarna nei limiti umani (40 - 45) V. Una madre dal cuore aperto (46 - 49) Capitolo secondo - Nella crisi dell'impegno comunitario (50 - 51) I. Alcune sfide del mondo attuale (52 - 75) II. Tentazioni degli operatori pastorali (76 - 109) Capitolo terzo - L'annuncio del Vangelo (110) I. Tutto il Popolo di Dio annuncia il Vangelo (111 - 134) II. L'omelia (135 - 144) III. La preparazione della predicazione (145 - 159) IV. Un'evangelizzazione per l'approfondimento del kerygma (160 - 175) Capitolo quarto - La dimensione sociale dell'evangelizzazione (176) I. Le ripercussioni comunitarie e sociali del kerygma (177 - 185) II. L'inclusione sociale dei poveri (186 - 216) III. Il bene comune e la pace sociale (217 - 237) IV. Il dialogo sociale come contributo per la pace (238 - 258) Capitolo quinto - Evangelizzatori con spirito (259 - 261) I. Motivazioni per un rinnovato impulso missionario (262 - 283) II. Maria, la Madre dell'evangelizzazione (284 - 288)
Introduzione Il tema dell'introduzione ("Indice") è la gioia che deve permeare chi crede in Cristo e vuole diffonderne la Parola. La parte introduttiva inizia con il tema della gioia che il Vangelo deve portare nel cuore del cristiano. Segue quindi un breve accenno alla condizione dell'uomo moderno, che rischia di chiudersi in sé stesso, frastornato dall'enorme offerta di consumo e dalla conseguente «…tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali.»Evangelii gaudium, I, 2 Motivo di questa gioia è l'amore di Cristo per l'uomo e la misericordia di Dio. I paragrafi 4 e 5 del I sottocapitolo "Gioia che si rinnova e si comunica" sono zeppi di citazioni bibliche (sia dal Vecchio che dal Nuovo Testamento) che esortano il credente alla gioia. L'assenza di gioia nel credente viene stigmatizzata con una frase ad effetto: «Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua.»Evangelii gaudium, I,6 prima frase Nel II sottocapitolo viene descritta l'importanza per il cristiano di diffondere la Parola di Dio (evangelizzare) e il conforto e la gioia che se ne trae. Il terzo sottocapitolo tratta della Nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede. Vengono ricordati, oltre ai battezzati che praticano la fede e l'evangelizzazione, anche coloro che, ancorché battezzati, non si comportano più coerentemente con il battesimo ricevuto ed infine anche «coloro che non conoscono Cristo o lo hanno sempre rifiutato. (in corsivo nel testo, n.d.r.»)»Evangelii gaudium, I,14 Infine viene spiegata l'origine di questo Documento e i temi sui quali papa Francesco intende in esso dedicarsi di più, come detto sopra nell'incipit.
Capitolo primo: Trasformazione missionaria della Chiesa All'inizio l'Autore ricorda le parole di Gesù rivolte agli apostoli dopo la Risurrezione: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato»(Mt., 28, 19-20).Evangelii Gaudium, II, 19Nel primo sottocapitolo "Una Chiesa in uscita" il Papa tratta della "missione evangelizzatrice" insita nella Chiesa quale comunità di discepoli missionari, invitando i cristiani a prendere l'iniziativa e ad operare in tal senso. Nel II sottocapitolo, "Pastorale in conversione", invita la Comunità ecclesiale a rinnovarsi continuamente nella sua attività pastorale; dedica un intero paragrafo alla parrocchia della quale afferma l'attualità.Evangelii Gaudium, II, 28 Il sottocapitolo si chiude con un'esortazione ad essere creativi e «…ad abbandonare il comodo criterio pastorale del "si è fatto sempre così"».Evangelii Gaudium, II, 33
Il sottocapitolo III "Dal cuore del Vangelo" tratta del modo di comunicare il messaggio evangelico. Il Papa sottolinea che i vari aspetti del messaggio cristiano, ancorché importanti tutti, sono sottomessi ad una gerarchia d'importanza, il che fa sì che si debba dare precedenza a quelli che hanno maggior rilevanza e anche il modo di presentare i vari aspetti deve essere tale per cui chi riceve il messaggio non lo riceva distorto. Cita in proposito alcune parti della Summa Theologiae di san Tommaso d'Aquino. Conclude affermando che «Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da sé stessi per cercare il bene di tutti. […] Quest'invito non va oscurato in nessuna circostanza! Tutte le virtù sono al servizio di questa risposta di amore».Evangelii Gaudium, II, 39
Il IV sottocapitolo, "La missione che si incarna nei limiti umani" pone in evidenza la necessità di adeguare il modo di comunicare il messaggio evangelico alle mutate circostanze ed ai rapidi cambiamenti del linguaggio evitando il rischio che, pur utilizzando un linguaggio ortodosso, la sostanza dell'annuncio giunga distorta alle orecchie di chi ascolta. È quindi necessario che la Chiesa sappia riconosce che certe espressioni che erano efficaci un tempo, pur apprezzabili, devono essere mutate per adeguarsi al linguaggio del tempo. Viene sottolineata l'importanza che la Chiesa sia aperta a tutti e che tutti devono poter partecipare alla vita ecclesiale; che ciò deve valere in particolare per i Sacramenti, le cui porte non dovrebbero mai essere chiuse, in particolare per il Battesimo. «L'Eucaristia – dice papa Francesco – sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli. Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con prudenza e audacia.» .Evangelii Gaudium, II, 47 La Chiesa deve arrivare a tutti ma devono essere privilegiati «…innanzitutto i poveri e gli infermi, coloro che spesso sono disprezzati e dimenticati…» e «Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli.».Evangelii Gaudium, II, 48
Capitolo secondo - Nella crisi dell'impegno comunitario I primi due paragrafi di questo capitolo introducono ad un esame della situazione storica in cui deve operare il cristiano evangelizzatore. Il primo sottocapitolo "Alcune sfide del mondo attuale" lamenta una generale situazione di "inequità" (termine inesistente nella lingua italiana, ma che assume qui il significato di "non equità", cioè "ingiustizia"). Dopo una brevissima lode ai successi nell'ambito della salute, dell'educazione e della comunicazione, il Pontefice lamenta la precarietà in cui vivono la maggior parte di uomini e donne, segnala lo stato di timore e disperazione che prende il cuore di molte persone, persino nei paesi cosiddetti "ricchi": «La gioia di vivere frequentemente si spegne, crescono la mancanza di rispetto e la violenza, l'inequità diventa sempre più evidente. Bisogna lottare per vivere e spesso vivere con poca dignità.»Evangelii Gaudium, par. 52 Nei successivi paragrafi l'autore stigmatizza l'attuale economia («…dobbiamo dire no a un'economia dell'esclusione e dell'inequità. Questa economia uccide. […] Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. […] Abbiamo dato inizio alla cultura dello "scarto" che, addirittura, viene promossa. […] Gli esclusi non sono "sfruttati", ma rifiuti, "avanzi".»);Evangelii Gaudium, par. 53 respinge l'idea che «…ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo.» e getta l'allarme che «La cultura del benessere ci anestetizza…»;Evangelii Gaudium, par. 54 attribuisce una delle cause di tale situazione alla «…relazione che abbiamo stabilito con il denaro, poiché accettiamo pacificamente il suo predominio su di noi e sulle nostre società. La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi è una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell'essere umano!», stigmatizzando anche la tendenza al consumo;"Evangelii Gaudium", par. 55 si scaglia contro le ideologie che «…difendono l'autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria.» e «…negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune.» e contro «…una corruzione ramificata e un'evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali.» lamentando che in questo sistema «…qualunque cosa che sia fragile, come l'ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta».Evangelii Gaudium, par. 56 Quest'ultima frase verrà ripresa identica nell'enciclica Laudato si'.Enciclica Laudato si', par. 56
Il papa sostiene che tutto ciò è dovuto al «…rifiuto dell'etica e al rifiuto di Dio» e che «…l'etica - un'etica non ideologizzata – consente di creare un equilibrio e un ordine sociale più umano.»,Evangelii Gaudium, par. 57 ricordando che «Il denaro deve servire non governare!» ed esorta i politici ad attuare coraggiosamente una riforma finanziaria che non ignori l'etica.Evangelii Gaudium, par. 58