Low è l'undicesimo album in studio del cantautore inglese David Bowie pubblicato nel 1977 dalla RCA. Considerato anche il primo album della cosiddetta "trilogia berlinese" composta insieme a Heroes e Lodger, non venne però registrato interamente a Berlino.

Storia

La genesi dell'album, ritenuto uno dei suoi capolavori,. è da ricercarsi nelle composizioni originariamente scritte per la colonna sonora del film L'uomo che cadde sulla Terra interpretato da Bowie stesso nella parte del protagonista nel 1976.. A causa degli incalzanti tempi di lavorazione della pellicola e alle pressanti scadenze imposte dalla casa produttrice, Bowie non ebbe il tempo di terminare i brani e la colonna sonora del film venne affidata a John Phillips. Affascinato ed influenzato dalla musica elettronica d'avanguardia di gruppi tedeschi come Kraftwerk, Neu!, e Tangerine Dream, Bowie decise di conservare i pezzi per il suo prossimo album discografico. Nell'estate del 1976, alla conclusione del tour mondiale di Station to Station, l'artista decise di abbandonare Los Angeles, partendo per l'Europa insieme all'amico Iggy Pop.

The Idiot Bowie si stabilì allo Château d'Hérouville, nei pressi di Parigi, un antico castello che era stato convertito in studio di registrazione nel 1969 dal musicista francese Michel Magne, dove iniziò la lavorazione del nuovo disco di Iggy, intitolato The Idiot. L'album, nelle intenzioni di Bowie, avrebbe dovuto rilanciare la carriera del collega, che negli ultimi tempi era molto in ribasso (poco tempo prima Pop era anche stato ricoverato in un ospedale psichiatrico). Da lì Bowie si spostò in una grande casa a Clos-des-Mésanges, in Svizzera, e poi di nuovo al castello di Hérouville per terminare l'album di Iggy. In agosto, dato che lo Château era già prenotato da un altro gruppo, le sessioni si spostarono prima agli studi Munich Musicland di Giorgio Moroder, e infine agli studi Hansa-by-the-Wall di Berlino Ovest. Per Bowie, The Idiot non servì solo a rilanciare la carriera di Iggy Pop, ma anche una sorta di prova generale per il suo nuovo album. Ci furono persino brani registrati per l'album di Iggy che finirono invece su Low, come ad esempio What in the World che in origine si intitolava Isolation.. Bowie produsse e scrisse tutte le canzoni presenti su The Idiot insieme a Iggy, e le atmosfere dell'album sono a tratti alquanto affini a quelle di Low. Finito l'album dell'amico, che comunque anche se registrato prima finì per uscire dopo Low, Bowie si concentrò sul suo nuovo lavoro da solista. Per occuparsi della produzione del disco contattò Tony Visconti, con il quale aveva già proficuamente lavorato in passato.

New Music: Night and Day Originariamente per l'album era stato considerato come titolo New Music: Night and Day.. Questa scelta avrebbe voluto evidenziare la palese divisione in due parti dell'album: una più "pop", con brani ancora riconciliabili alla struttura della "canzone", ove la depressione è ancora trattata con apatia, rassegnazione, ironia, e l'altra prevalentemente strumentale, più sperimentale, con musiche e strutture straripanti al di fuori di qualsiasi schema, dove troviamo finalmente rivelate le atmosfere cupe che fanno da sfondo all'intero album. Successivamente però, si decise di optare per il più succinto titolo Low.

Registrazione

Brian Eno

Le sedute di registrazione ebbero luogo allo Château d'Hérouville a partire dal 1º settembre 1976,. nello stesso luogo dove tre anni prima era stato inciso Pin Ups e dove era stato appena terminato l'album The Idiot di Iggy Pop. Incontro fondamentale per le sorti dell'opera, fu quello tra Bowie e Brian Eno, avvenuto nel maggio precedente. A Eno era piaciuto molto Station to Station, l'ultimo album di Bowie, mentre David ammirava sinceramente le nuove sonorità esplorate dall'ex membro dei Roxy Music con Discreet Music, e la propensione di quest'ultimo verso compositori minimalisti come John Cage e Steve Reich. Così, David contattò Eno invitandolo a prendere parte alle sessioni per il suo prossimo album, che, a suo dire, sarebbe stato un "disco puramente sperimentale"..

Le "Strategie Oblique"

Quando Eno si unì agli altri musicisti, la band aveva già provato e registrato le basi dei brani. Uno dei contributi più innovativi e significativi apportati da Eno alla lavorazione in studio, fu l'implementazione della "tecnica delle 124 carte delle strategie oblique" da lui ideata nel 1975 insieme all'artista Peter Schmidt. Le carte venivano girate a caso dai musicisti in studio, che ne ricavavano di volta in volta nuove ed enigmatiche indicazioni su come portare a termine il lavoro. Alcuni esempi delle surreali istruzioni che potevano capitare ai perplessi musicisti erano: "enfatizza gli errori", "riempi ogni battuta con qualcosa", o "usa un colore inaccettabile". Ne risultò per Bowie un approccio compositivo del tutto inedito. La tecnica di Eno era però troppo aleatoria per non essere oggetto di critica da parte di un musicista di formazione classica come Carlos Alomar, il quale inizialmente si oppose decisamente al metodo improvvisativo delle carte di Eno.. Anche per i testi, David decise di adottare una concezione impressionista, non lineare, utilizzando una nuova idea di elaborazione del concetto astratto di comunicazione. In confronto agli album precedenti, infatti i testi dei brani di Low sono molto scarni, minimali, e frammentari, se non del tutto assenti come nei numerosi pezzi solo strumentali del disco (ben 6 su 11). Alla fine i testi acquisirono un'ampiezza tonale quanto lo era l'intonazione della voce o il sottofondo musicale, al punto che il breve testo presente in Warszawa, una delle canzoni dell'album, è letteralmente costituito da un linguaggio immaginario, onomatopeico, dal contenuto semantico nullo.

La metodologia di lavoro utilizzata da Bowie e soci durante le sessioni di Low si delineò con il procedere dell'opera. Il gruppo incideva prevalentemente di notte, Bowie arrivava in studio con dei vari frammenti musicali appena abbozzati, senza testi o melodie definite. Poi la sezione ritmica era lasciata libera di improvvisare in una sequenza libera di accordi fino a quando non emergeva qualcosa di interessante che, con una minima regia da parte di Bowie o Visconti, evolveva in qualche arrangiamento. Quindi iniziava il lavoro di sovraincisione delle parti soliste di chitarra e degli assoli degli altri strumenti, tutti elettronicamente trattati da Visconti, Eno, o Bowie. In particolare Eno utilizzò principalmente un sintetizzatore portatile EMS di sua proprietà che si era portato dietro..Anni dopo, proprio questo stesso sintetizzatore, venduto nel corso di un'asta, venne regalato a Bowie da un amico per il suo cinquantesimo compleanno. Questa era anche la fase dove il lavoro svolto da Eno aveva più ampia possibilità di manovra e sperimentazione.

La maggior parte dei musicisti fu presente in studio solo per i primi cinque giorni, dopo di che rimasero solamente Bowie, Eno, Alomar e Gardiner per effettuare le varie sovraincisioni. Quando poi Bowie incise le tracce vocali, erano rimasti solo Visconti e i tecnici del suono. Furono proprio le sessioni di Low a stabilire il modus operandi tipico dei futuri album di David Bowie. Esso consisteva nel registrare prima le tracce base dei brani, poi gli interventi degli ospiti e gli assoli, infine la stesura dei testi e l'incisione delle parti vocali, che a volte poteva avvenire anche molto tempo dopo la conclusione delle sedute. Tale procedimento era stato già impiegato dall'artista ai tempi di The Man Who Sold the World, ma da Low in poi avrebbe costituito la norma.

A fine settembre, dopo i postumi di un'intossicazione alimentare e con la certezza che il castello fosse infestato dai fantasmi, Bowie e Visconti lasciarono lo Château per trasferirsi agli Hansa Studios a Berlino Ovest per rifinire il materiale inciso.

Berlino: 155 Hauptstrasse, Schöneberg

Berlino venne presto eletta da Bowie come sua nuova residenza ufficiale per i seguenti due anni. Dopo un breve soggiorno all'Hotel Gerhus, David prese in affitto un appartamento di sette stanze al 155 di Hauptstrasse nel distretto popolare di Schöneberg.. Dopo anni passati incessantemente sotto la luce dei riflettori, David Bowie poté godersi l'anonimato che gli offriva la città. Smise di tingersi i capelli di rosso, si lasciò crescere i baffi, rilassandosi a dipingere, bighellonare in bicicletta in giro per la città con Iggy Pop, visitare gallerie d'arte, e la notte, frequentando diversi locali notturni. Anni dopo, ricordando questo periodo della sua vita, Bowie dichiarerà: «Non riesco ad esprimere il senso di libertà che provavo!». Persino le quantità di cocaina da lui abitualmente consumate iniziarono a diminuire, anche se in compenso Bowie iniziò a bere smodatamente..

Agli studi Hansa, Bowie incise le tracce finali del disco, Weeping Wall e Art Decade, ed aggiunse le parti cantate ad alcuni brani registrati in Francia ma rimasti ancora incompleti. A quel punto, nel novembre '76, l'album poté dirsi completato.

Copertina La copertina dell'album, come quella del precedente Station to Station, è ancora un fotogramma ricavato dal film L'uomo che cadde sulla Terra...

Tematiche

La prima facciata di Low contiene i brani più personali dell'autore circa la sua situazione esistenziale dell'epoca. In essi le tematiche principali che risaltano sono le nevrosi, l'agorafobia, l'isolamento, la violenza, il nichilismo, e l'apatia. Viceversa, il lato due dell'album è un'osservazione in termini musicali delle sensazioni provate dall'artista nell'osservare il blocco dell'Est e come Berlino Ovest riuscisse a sopravvivere all'interno della cortina di ferro.

Dei cinque brani dell'album ai quali collaborò Brian Eno, celebre "inventore" della ambient music, il brano migliore partorito dalla collaborazione Eno/Bowie è probabilmente Warszawa, lungo e lugubre strumentale dedicato all'omonima città polacca sede durante la seconda guerra mondiale del ghetto ebraico annientato dai nazisti durante il tentativo di rivolta dei suoi occupanti, che contiene in nuce accenni di world music in anticipo sui tempi. Importante è anche la collaborazione di Ricky Gardiner, la febbrile chitarra in Always Crashing in the Same Car (la richiesta era stata inizialmente fatta a Klaus Dinger dei Neu!, che però aveva rifiutato)..

Anche se la musica presente in Low e la svolta artistica di Bowie vennero ampiamente influenzate da gruppi krautrock tedeschi come i Kraftwerk e i Neu!, il lavoro è stato lodato per la sua originalità e considerato in anticipo sui tempi, non ultimo per il cavernoso suono della batteria trattata creato per l'album dal produttore Tony Visconti usando un Eventide Harmonizer.. Per parecchio tempo dopo la pubblicazione di Low, Visconti continuò a ricevere numerose telefonate da parte di altri produttori discografici che gli chiedevano, incuriositi, come avesse fatto a creare quel tipo di sonorità, ma egli preferì sempre non rispondere alle domande, divertendosi invece chiedendo a sua volta ad ogni produttore come loro pensassero che egli avesse fatto.

Brani

Speed of Life

Low si apre con un vigoroso brano strumentale che inizia per mezzo di una assolvenza creando all'ascoltatore occasionale la bizzarra sensazione di essere arrivato a portata d'orecchio di qualcosa di già iniziato. Il brano è caratterizzato dal suono dei sintetizzatori e del rullante distorto della batteria che disegnano una pregevole ed incalzante linea melodica rock. Così come era iniziato, il pezzo sfuma in dissolvenza nel finale.

Breaking Glass