Di origini berbere e tedesche, è tra le attrici francesi più apprezzate e premiate della storia del cinema. Detiene il record assoluto di César vinti da un attore, ovvero cinque, ottenuti per le interpretazioni in Possession (1981), L'estate assassina (1983), Camille Claudel (1988), La regina Margot (1994) e La journée de la jupe (2009). Per il medesimo premio ha inoltre ottenuto altre quattro nomination.
Due volte candidata all'Oscar - la prima volta per l'interpretazione in Adele H. - Una storia d'amore (1975) e la seconda in occasione di Camille Claudel (1988) - ha detenuto per ventotto anni il record di più giovane candidata all'Oscar come migliore attrice protagonista (all'epoca di Adele H. aveva appena vent'anni). È l'unica attrice ad essere stata premiata con il Prix d'interprétation féminine per due film nello stesso anno, trionfando al Festival di Cannes 1981 grazie alle interpretazioni in Possession e Quartet. Ha vinto anche l'Orso d'argento per la migliore attrice al Festival di Berlino 1989 per l'interpretazione in Camille Claudel, nonché due David di Donatello per Lo schiaffo (1974) e Adele H. - Una storia d'amore.
In carriera ha recitato ruoli di rilievo in cult movie quali L'inquilino del terzo piano (1976) di Roman Polański e Nosferatu, il principe della notte (1979) di Werner Herzog, primo remake del capolavoro espressionista Nosferatu il vampiro (1922). La sua interpretazione in Possession (1981) è considerata tra le più iconiche della storia del cinema horror e tra le migliori performance femminili di sempre.
Biografia Origini, formazione e inizi
Isabelle Adjani nasce nel XVII arrondissement di Parigi il 27 giugno 1955; figlia di Mohammed Chérif Adjani, un immigrato algerino, nato a Costantina da una famiglia berbera originaria di Iferhounène (in Cabilia)Dictionnaire étonnant des célébrités, de Jean-Louis Beaucarnot et Frédéric Dumoulin, First éditions, 2015, page 11, soldato dell'esercito francese durante la seconda guerra mondiale; e di Emma-Augusta Schweinberger, detta Gusti, un'immigrata tedesca originaria della Baviera e di religione cattolica.
Cresce con il padre meccanico, la madre casalinga ed il fratello minore Éric Hakim in una casa popolare nella periferia nord della capitale, a Gennevilliers, imparando a parlare sia il francese che il tedesco. Oltre a queste due lingue, imparerà ad esprimersi fluentemente in inglese, idioma con il quale reciterà in alcuni dei suoi film più famosi. Frequenta il liceo prima a Courbevoie e poi a Reims. Proprio durante il periodo scolastico si approccia alla recitazione, partecipando ad una messa in scena dell'opera teatrale La casa di Bernarda Alba.
A quattordici anni ottiene il suo primo ruolo in un film per bambini, Le Petit Bougnat (1970). Nel 1972 si fa notare nella commedia I primi turbamenti, film nel quale incrocia per la prima volta la collega Isabelle Huppert, altra futura stella del cinema mondiale.
Nel 1973, senza passare dal tradizionale percorso del Conservatoire national supérieur d'art dramatique, entra a far parte della Comédie-Française, dove è particolarmente apprezzata per l'interpretazione di Agnès in L'École des Femmes di Molière. Nel 1974 ricopre il ruolo principale in Ondine di Jean Giraudoux, messa in scena da Raymond Rouleau. Nello stesso anno è la protagonista femminile della miniserie televisiva Le secret des Flamands.
L'ascesa e la prima candidatura all'Oscar
Il 1974 è l'anno della prima affermazione cinematografica. Dopo aver recitato in Ariane, Isabelle Adjani si rivela al grande pubblico con Lo schiaffo di Claude Pinoteau, nel quale interpreta una ragazza in ribellione contro il padre (interpretato da Lino Ventura). Il successo de Lo schiaffo pone Isabelle Adjani nella cerchia delle attrici francesi più popolari e le fa vincere nel 1975, appena ventenne, un David di Donatello speciale come migliore attrice straniera esordiente. Ha così inizio la grande ascesa dell'attrice, ricercata da molti dei registi più importanti del panorama internazionale.
Il primo celebrato regista a sceglierla è François Truffaut, che di lei - non ricambiato - si innamora. Il cineasta francese la sceglie per interpretare la drammatica vicenda di Adèle Hugo. Nel 1974 Truffaut scrive alla diciannovenne Adjani, invitandola ad accettare la parte. L'attrice parigina è attirata dal ruolo, ma anche molto combattuta per via dei vincoli della Comédie-Française. Il regista non demorde e scrive all'attrice:
Isabelle Adjani infine accetta e diviene la protagonista di Adele H. - Una storia d'amore (1975), optando per l'uscita dalla Comédie-Française e per la consacrazione alla carriera cinematografica a discapito di quella teatrale. La drammaticità della vicenda narrata esalta l'intensità recitativa dell'attrice. Adjani sembra posseduta dal personaggio, e questa circostanza colpisce l'intera troupe. Ostinandosi a rifiutare di ripetere le scene, l'attrice di origine berbera si impegna moltissimo durante le riprese, fino a trascinare l'équipe in uno stato di profonda tensione. Quello di Adèle Hugo è il primo esempio di personalità fragile e problematica, ai limiti della follia, interpretato da Isabelle Adjani nel corso della sua carriera al cinema. Una tipologia di ruolo che, forte della sua intensità recitativa, l'attrice si ritroverà ad interpretare con estremo successo molte volte in carriera.
Il film segna la ribalta internazionale dell'attrice. Premiata - tra gli altri - dal National Board of Review, nel 1976 Isabelle Adjani si aggiudica il David di Donatello per la migliore attrice straniera, ottiene la sua prima candidatura al César per la migliore attrice e, soprattutto, la sua prima nomination all'Oscar alla miglior attrice. Appena ventenne, Adjani diviene la più giovane candidata della storia all'Oscar alla migliore attrice protagonista, un record detenuto per ventotto anni, fino alla nomination della tredicenne Keisha Castle-Hughes nel 2004. Adjani è anche la prima candidata francese all'Oscar per un film interpretato in lingua madre.
Il successo internazionale
La ribalta internazionale ottenuta con Adele H. porta l'attrice a collaborare con Roman Polański nel thriller psicologico in lingua inglese L'inquilino del terzo piano (1976), film nel quale compare nel ruolo di Stella. Malgrado lo scarso successo al botteghino, con il tempo il film - terza pellicola della cosiddetta "trilogia dell'appartamento" del regista polacco - si affermerà come un cult movie.
Sempre nel 1976 lavora con il regista André Téchiné in Barocco, primo film girato insieme a Gérard Depardieu. Per questa pellicola Adjani ottiene la sua seconda candidatura al Premio César. Nello stesso periodo, a causa delle prospettate scene di nudo, declina l'offerta di Luis Buñuel per Quell'oscuro oggetto del desiderio. Dopo la commedia Vivere giovane (1977), il 1978 è l'anno dell'esordio hollywoodiano con Driver l'imprendibile di Walter Hill, nel quale l'attrice compare al fianco di Ryan O'Neal.
Tornata in Europa, nel 1979 Adjani è impegnata in Nosferatu, il principe della notte del regista tedesco Werner Herzog. Il film è il primo remake dello storico Nosferatu il vampiro (1922). L'attrice interpreta, contemporaneamente in inglese e tedesco, i panni della protagonista femminile, succedendo idealmente a Greta Schröder, protagonista del capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau. Tra le interpretazioni più celebri ed importanti della carriera di Isabelle Adjani, quella in Nosferatu, il principe della notte è una performance fortemente influenzata dallo stile dell'espressionismo tedesco. In merito all'interpretazione di Adjani nel film di Herzog, parlando dell'attrice, il noto critico cinematografico americano Roger Ebert esaltò la sua «curiosa qualità che sembra farla esistere su un piano etereo».
Nel 1979 l'attrice parigina interpreta anche Emily Brontë nel film di André Téchiné Les Sœurs Brontë. Nello stesso anno diventa madre di Barnabé, nato dall'unione con il direttore della fotografia Bruno Nuytten, conosciuto sul set di Barocco.
L'interpretazione in Possession e l'apice Dopo due anni di assenza, Isabelle Adjani fa ritorno al cinema nel 1981 con la commedia Clara et les Chics Types, ma soprattutto con la controversa pellicola in lingua inglese Possession, diretta dal polacco Andrzej Żuławski e girata a Berlino Ovest. Dopo avere in un primo momento rifiutato l'offerta per il film, spingendo la produzione a considerare Judy Davis, l'attrice francese ebbe infine un ripensamento sulla decisione iniziale (favorito anche dal compagno Bruno Nuytten), decidendo di accettare il difficile ruolo di Anna. Nel film - che vede nel cast anche Sam Neill - Adjani sfoggia la più iconica performance della sua carriera, interpretando con radicale intensità una donna lacerata da una profonda crisi spirituale e psicologica.
L'interpretazione dell'attrice francese in Possession, molto acclamata dalla critica internazionale, viene considerata tra le più sconvolgenti in assoluto nella storia del cinema horror, nonché tra le migliori interpretazioni femminili di tutti i tempi. Il film valse all'attrice vari premi, ma il vero trionfo è il Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes 1981, nel quale Adjani stabilisce un altro primato, venendo premiata come migliore attrice per due film nel corso della stessa edizione del festival. Oltre a Possession, Adjani è infatti premiata anche per Quartet, film diretto da James Ivory. Nel 1982, per l'interpretazione in Possession, l'attrice conquista anche il suo primo Premio César.
Il ruolo di Anna, reso ancora più esasperante dallo stile recitativo sopra le righe voluto dal regista Żuławski, si rivelò profondamente debilitante sul piano psicologico per Isabelle Adjani. In un’intervista rilasciata anni dopo l'attrice ha dichiarato che le ci vollero anni per riprendersi dall’esperienza del film. «Possession - spiegò Adjani nel 2002 - era un film impossibile da realizzare, e ciò che ho fatto in quel film era altrettanto impossibile. Eppure, l’ho fatto, e mi è costato carissimo. Nonostante tutti i premi, tutti gli onori che ho ricevuto, mai più un trauma del genere, nemmeno in un incubo». Non mancarono le voci, confermate dal regista, secondo cui l'attrice avrebbe tentato il suicidio dopo le riprese del film. L'iconica interpretazione di Isabelle Adjani in Possession, divenuta una vera e propria performance cult, ha ispirato il videoclip del singolo dei Massive Attack (feat. Young Fathers) Voodoo in My Blood (2016), che vede come protagonista Rosamund Pike. L'interpretazione di Adjani in Possession, inoltre, è stata fonte di ispirazione per Lily-Rose Depp in occasione delle riprese del film Nosferatu (2024) di Robert Eggers.
Dopo Possession l'attrice si ritrova ad interpretare ancora ruoli drammatici. Nel 1982 interpreta Antonieta Rivas Mercado nel film biografico Antonieta. Nello stesso anno è anche in Che cavolo mi combini papà?!! con Yves Montand. Durante questo periodo rifiuta il ruolo di protagonista in Prénom Carmen di Jean-Luc Godard per incompatibilità col regista. Nel 1983 è protagonista in Mia dolce assassina di Claude Miller e L'estate assassina di Jean Becker. Per quest'ultimo film - nel quale mette in scena una delle performance più sensuali ed intense della sua carriera - ottiene il suo secondo Premio César. Nel 1985 è la protagonista femminile di Subway di Luc Besson, film per il quale ottiene la quinta candidatura al César come migliore attrice.