La festa di Maria SS Mamma Nostra è una festa cattolica che si celebra a Bivongi, in provincia di Reggio Calabria, dove la Madonna è venerata col titolo di Mamma Nostra. La festività s'inserisce nel panorama religioso e folkloristico dell'Italia meridionale, e più in particolare in quello calabrese. Si celebra due volte l'anno, tradizionalmente la seconda domenica di settembre e il 5 febbraio. Si articola in vari momenti inseriti in un ricco programma religioso e civile che comprende: processioni, esibizioni musicali di vario genere, fuochi artificiali. Può essere considerata la solennità più importante per il paese di Bivongi, molto sentita dagli abitanti del luogo e dei paesi limitrofi. Ogni anno, soprattutto nell'edizione estiva, la festa richiama a Bivongi centinaia di emigrati provenienti da tutta Italia e da Paesi esteri, che ritornano per fede, tradizione e/o senso di appartenenza al luogo d'origineDamiano Bova OP, Maria SS. Mamma Nostra di Bivongi - Origini e storia del culto, pagine 11, 65, Bivongi 2010.
Nel passato per decidere chi avrebbe dovuto portare la statua si svolgeva l'incanto (u ncantu): una gara d'asta tra vari gruppi di portatori che raccoglievano fondi per la festa. La pratica è stata ormai superata.
Programma Le due edizioni della festa, quella estiva e quella invernale, presentano alcuni aspetti comuni ma anche delle differenze. Per quanto riguarda le celebrazioni la festa di settembre è più articolata e complessa rispetto a quella di febbraio, che mantiene un profilo più semplice. In entrambi i casi i giorni della festa sono preceduti da un periodo di preparazione in cui la messa giornaliera pomeridiana è accompagnata dalla pratica della Novena. Questa è annunciata all'alba del suo primo giorno con lo sparo di mortaretti nella Vallata dello Stilaro. È costituita da una serie di preghiere e canti che ricordano le vicissitudini legate alla storia e alla leggenda del culto di Mamma Nostra a Bivongi. Per tutto il periodo della festa il quadro raffigurante l'immagine di Mamma Nostra viene esposto su un baldacchino dietro l'altare maggiore della chiesa. Nei giorni della festa il paese di Bivongi viene decorato con archi luminosi per le sue vie principali.
Festa di settembre L'edizione estiva della festa è celebrata nei tre giorni di fine settimana culminanti nella seconda domenica di settembre. La Novena comincia nove giorni prima del sabato della festa.
I giorno: venerdì della festa In mattinata un complesso bandistico (che può variare di anno in anno) sfila per le vie del paese eseguendo un repertorio di marce sinfoniche. Successivamente la banda si esibisce su un palco nella piazza principale del paese (piazza del Popolo) in un concerto lirico-sinfonico.
Nel pomeriggio avviene l'esposizione della statua di Mamma Nostra. Questa è incoronata di uno stellario e poi portata in una breve processione attraverso le navate della chiesa: dalla posizione in cui è collocata tutto l'anno a un baldacchino nella navata centrale allestito dal paratore per l'intronizzazioneDamiano Bova OP, Maria SS. Mamma Nostra di Bivongi - Origini e storia del culto, pagina 66, Bivongi 2010. Il momento dell'esposizione è accompagnato da vari canti popolari, dall'esecuzione della marcia del Mosè da parte della banda, dal suono delle campane a festa e dallo sparo di mortaretti nel cortile esterno alla chiesa.
Le celebrazioni religiose proseguono con la novena e la messa, e quelle civili con un secondo concerto sinfonico in piazza. In serata avviene l'esecuzione di un terzo concerto sinfonico che conclude il primo giorno di festa.
II giorno: sabato della festa Tradizionalmente la mattinata del sabato della festa è dedicata ai bambini. Solitamente si celebra una messa per i fanciulli che precede l'omaggio floreale dei bambini alla Madonna. Ogni bambino porta un mazzo di fiori da lanciare al segnale del sacerdote verso la statua della Madonnina sita su un obelisco poco distante dalla chiesaDamiano Bova OP, Maria SS. Mamma Nostra di Bivongi - Origini e storia del culto, pagine 66-67, Bivongi 2010.
Anche durante la mattinata del secondo giorno la banda sfila per le vie del paese per poi esibirsi in un concerto lirico-sinfonico in piazza. Un secondo e un terzo concerto sono tenuti nel pomeriggio e alla sera. Inoltre, una seconda messa è generalmente celebrata nel pomeriggio.
Il secondo giorno si conclude con uno spettacolo pirotecnico a cavallo tra il sabato e la domenica (intorno alla mezzanotte).
III giorno: domenica della festa Il giorno principale della festa di Maria SS Mamma Nostra è la domenica in cui culminano i festeggiamenti.
Al mattino si celebra la messa solenne, a cui partecipano anche le autorità civili locali (sindaco o vicesindaco). Al termine della messa comincia la processione della statua di Mamma Nostra che viene portata a spalla dal gruppo dei portatori di Maria SS Mamma Nostra. Il momento più significativo della mattinata è l'uscita della statua dal portale principale della chiesa accolta dagli applausi dei fedeli. La banda intona la marcia del Mosè (dall'opera “Mosè in Egitto” di Gioachino Rossini), le campane suonano a festa e si sparano alcuni colpi di mortaretto. La processione si avvia per la parte bassa del paese organizzata in un ordine prestabilito. Due file di fedeli precedono la statua, questa è seguita dalla banda e infine dal resto della comunità. I canti popolari e la recita del Rosario si alternano alle marce sinfoniche che accompagnano la processione. Arrivati a uno spiazzo sul versante destro del torrente Melodari, la statua viene deposta temporaneamente. Qui si cantano le litanie lauretane, alternando il canto vocale all'accompagnamento musicale della banda. Al termine delle litanie vi è uno spettacolo pirotecnico diurno. La processione della mattina si conclude in chiesa per poi essere ripresa nel tardo pomeriggioDamiano Bova OP, Maria SS. Mamma Nostra di Bivongi - Origini e storia del culto, pagine 65-69, Bivongi 2010
Nel pomeriggio, dopo una seconda messa, prosegue la processione che si dispiega per le vie del centro storico di Bivongi. Essa si conclude, di nuovo in chiesa dopo il tramonto.
La domenica è quasi interamente occupata dai festeggiamenti religiosi. Il programma civile della festa riprende in serata con un concerto di musica leggera.
Lunedì della festa e conclusione Il lunedì della festa è caratterizzato dalla tradizionale fiera che popola il paese fino al primo pomeriggio. Questo giorno segna la fine delle festività estive di Bivongi.
Il periodo della festa si conclude con la deposizione della statua e del quadro ai loro posti originali, il sabato o la domenica della settimana successiva.
Festa di febbraio La festa di febbraio è celebrata per ricordare il terremoto della Calabria del 1783. Il 5 febbraio è l'anniversario della prima scossa. Secondo la leggenda, Mamma Nostra avrebbe salvato il popolo di Bivongi non permettendo vittime tra i Bivongesi. In memoria di questo è stata istituita l'edizione invernale della festa. Le celebrazioni hanno un tenore minore sia per quanto riguarda l'aspetto liturgico che per quello dei festeggiamenti civiliDamiano Bova OP,Maria SS. Mamma Nostra di Bivongi - Origini e storia del culto, pagina 71, Bivongi 2010.
La novena comincia ogni anno il 26 gennaio. Il 4 febbraio avviene l'esposizione della statua e il giorno seguente la messa solenne e la processione per le vie del paese. La processione segue lo stesso percorso di quella di settembre (inclusi gli spari diurni), ma è eseguita interamente in mattinata. Per quanto riguarda i festeggiamenti civili, questi si limitano all'esecuzione di marce sinfoniche nei giorni del 4 e 5 febbraio da parte di un complesso bandistico. Il pomeriggio del 5 esso si esibisce nella piazza principale del paese. Anche a questa edizione della festa è presente la fiera che si limita al giorno del 5 febbraio.
Le effigi di Mamma Nostra Il culto di Mamma Nostra nel paese di Bivongi è legato a due immagini della Madonna che è fregiata di tale titolo: un quadro e una statua. Entrambi risalgono con ogni probabilità al XVIII secolo. Il quadro è conservato nella cappella di Mamma Nostra sita nel Santuario di Mamma Nostra a Bivongi. Nei giorni della festa, per tutto il periodo della Novena è esposto su un baldacchino allestito in alto alle spalle dell'altare maggiore. La statua di Mamma Nostra è conservata al termine della navata sinistra della chiesa (poco distante dalla cappella) in una struttura adibita. Essa viene esposta nei giorni della festa e portata in processione per le vie del paese.
Il quadro di Mamma Nostra
Il quadro fu la prima raffigurazione ad arrivare a Bivongi intorno al 1710. Non se ne conosce l'autore ma un manoscritto del ‘700 attribuisce l'opera a Mariangiola de Matteis pittrice napoletana, figlia del celebre pittore Paolo de MatteisDamiano Bova OP,Maria SS. Mamma Nostra di Bivongi - Origini e storia del culto, pagina 33, Bivongi 2010.
Il dipinto può essere inserito nella tradizione pittorica occidentale dell'immacolata concezione, come si deduce dalla scritta che il Bambino Gesù tiene in mano. In esso si possono altresì riconoscere elementi della tradizione bizantina, per esempio il fatto che la Vergine è dipinta a mezzo-busto. Questo espediente permette di mettere in risalto il volto di Maria. Particolare espressività viene data agli occhi, il cui sguardo non si rivolge al figlio che tiene in braccio ma è indirizzato verso l'osservatore e si proietta oltre. Anche il Bambino fissa lo sguardo verso l'osservatore. Il dipinto è impregnato di simbologia allegorica, nei colori e nei temi. Il blu (scuro) del manto della Vergine indica la protezione della Madonna per coloro che si affidano a lei. Il bianco è simbolo di purezza. Il capo di Maria è coronato da dodici stelle che simboleggiano le dodici tribù d'Israele o le dodici costellazioni dello zodiaco: a indicare la protezione della Madonna per tutto il popolo di Dio e durante tutto l'anno. Le rose, dipinte agli angoli del quadro, rappresentano la perfezione (inoltre Maria siede nella parte più alta della rosa dei beati nella Divina Commedia di Dante ed è invocata come Rosa Mistica nella tradizione popolare). La mezzaluna da cui s'innalza l'immagine ha un doppio significato. In primo luogo rimanda all'idea che la Madonna come la Luna non risplende di luce propria ma riflette la luce di Dio. In secondo luogo Maria sulla Luna con le dodici stelle a incoronarle il capo è un'immagine prestata dal libro dell'ApocalisseDamiano Bova OP,Maria SS. Mamma Nostra di Bivongi - Origini e storia del culto, pagine 107-110, Bivongi 2010.
Da evidenziare, infine, è il gesto della mano libera (quella destra) della Vergine, un elemento figurativo non molto noto. Nell'ottica cristiana questo gesto è stato assegnato ai testimoni del Figlio di Dio; in questo caso la Madre è colei che indica la via (Cristo) ai suoi fedeli.
La statua di Mamma Nostra
La statua di Mamma Nostra, così come appare oggi, è una scultura lignea composta da due parti. L'immagine della Madonna col Bambino fu commissionata dai Bivongesi tra il 1720 e il 1730 a Napoli. La base della statua fu realizzata invece intorno al 1860 dallo scultore di Serra San Bruno Michele Barillari.