Biografia Figlio di Paul Souriau (1852-1926) e fratello di Michel Souriau, E.S. compie i suoi studi presso il Liceo di Nancy e fa il suo ingresso all'Ecole Normale Superieure nel 1912. Qui si diploma nel 1920 nella sessione riservata ai prigionieri e ai reduci di guerra (E.S. trascorse infatti i quattro anni della Prima Guerra mondiale in cattività) diventando agregé di filosofia (si classifica al primo posto). Professore nei licei di Sarreguemines e Chartres, diviene docteur ès lettres nel 1925 con le due tesi Pensée vivante et perfection formelle e L'abstraction sentimentale, entrambe pubblicate da Alcan e dirette dal padre Paul. È quindi professore di Filosofia all'università di Aix-en-Provence negli a.a. 1926-27 e 1927-28, per poi passare nell'a.a. 1929-30 all'Università di Lione dove insegna Filosofia generale, Psicologia ed Estetica fino agli ultimi mesi del 1940.
Nel gennaio 1941 approda alla Sorbona in qualità di maitre de conferences in Storia della filosofia, affiancando dal 1945 Charles Lalo (1877-1953) sulla cattedra di Estetica, che terrà poi fino al termine della sua carriera accademica (1962). Carriera che peraltro fu ricca di successi: Souriau fu infatti Direttore del dipartimento di Filosofia, membro del Direttorio del CNRS, membro del Consiglio di amministrazione dell'Istituto d'Arte e dell'Istituto di Filmologia dell'Università di Parigi, Presidente della Société Francaise di Estetica e Direttore dell'Istituto di Estetica. Nel 1958 corona la sua brillante carriera con l'elezione alla "Académie des Sciences morales et politiques". Va in pensione nel 1962, pur continuando a scrivere e a tenere conferenze in tutta Europa. Muore a Parigi il 19 novembre 1979
Pensiero Etienne Souriau è stato uno dei maggiori estetologi francesi del Novecento ed è stato uno dei padri spirituali dell'estetica contemporanea assieme a Mikel Dufrenne (1910-1995). Tra i suoi allievi si segnalano Olivier Revault D'Allonnes e René Passeron. Alla sua attività istituzionale di alto profilo Souriau ha affiancato a lungo la direzione della Révue d'Esthétique, da lui stesso fondata nel 1948 assieme a Raymond Bayer e Charles Lalo. Suo obbiettivo è stato quello di fare dell'Estetica una disciplina scientifica a tutti gli effetti, dotata cioè di uno statuto epistemologico ben definito e di una terminologia chiara e univoca. In questo senso, è da ricordare il suo impegno pluridecennale per la creazione di un Vocabolario di Estetica (Vocabulaire d'Esthétique, PUF, 1990) ancora oggi in commercio e completato in buona parte dalla figlia Anne Souriau. Da notare anche la sua attenzione per il cinema e il teatro.
Non tutte le sue opere sono dedicate all'estetica, perché Souriau si è occupato anche di questioni di filosofia generale (teoretica) e perfino di ontologia. La sua opera filosofica principale è costituita dal libro del 1939 intitolato L'instauration philosophique (PUF, 1939) a cui andrebbe aggiunto il trattatello di ontologia dal titolo: Les différents modes d'existence (PUF, 1943; tr. it.. a c. di F. Domenicali, 2017). Nella Instauration philosophique Souriau ha indagato le leggi strutturali che presiedono all'instaurazione dei differenti "filosofemi", giungendo a definire le linee guida di una "filosofia della filosofia". Secondo Souriau, infatti, le dottrine filosofiche sono anch'esse da considerarsi come delle "opere" (al pari delle opere d'arte) e il pensiero filosofico dev'essere concepito come un pensiero "instaurativo". Si potrebbero dunque studiare - è questa la tesi del libro - i sistemi filosofici come altrettante "opere" di pensiero, ciascuna dipendente da un processo di instaurazione: cioè da un processo fatto di operazioni creatrici, costruttive, ordinatrici o evolutive, che conduce alla posizione di un essere nella sua "patuità". L'opera filosofica, in questo senso, dev'essere concepita in quanto "monumento" di idee espresse in un sistema "architettonico", cioè in un corpo di testi articolati in una struttura gerarchizzata (il "filosofema"), che così si potrebbe studiare in maniera positiva. In tal modo Souriau delinea quella che è stata definita (da Martial Gueroult in particolare) una "via estetica" all'oggettività dei sistemi filosofici, via attraverso la quale egli definisce una teoria generale delle leggi architettoniche valevoli per ogni tipo di instaurazione (legge del punto di vista, di opposizione significativa, di mediazione, di evasione dinamica, dei raddoppiamenti, ecc.).
Per quanto riguarda invece l'estetica, che ha rappresentato il campo di studi a cui la riflessione di Souriau è rimasta indissolubilmente legata, la sua teoria si trova racchiusa nelle pagine de L'avenir de l'esthétique (Alcan, 1929) e, soprattutto, nella Corrispondenza delle arti (Flammarion, 1947; tr. it. a c. di R. Milani, Alinea 1988), dove Souriau si schiera in favore di "un'estetica comparata". Il suo pensiero costituisce veramente un unicum nella filosofia del Novecento, e si muove su una linea assolutamente originale, equamente distante tendenze in auge nella Francia degli anni Trenta (principalmente l'esistenzialismo fenomenologico e il bergsonismo). La sua posizione positivista, realista e razionalista lo avvicina senza dubbio (e per sua stessa ammissione) alla riflessione degli autori della scuola epistemologica francese come Émile Meyerson, Léon Brunschvicg e Gaston Bachelard, da cui tuttavia si distingue per le sue vedute originali che lo rendono a pieno titolo un "inclassificabile". In campo estetico risente soprattutto della lezione "positivista" di Charles Lalo e della morfologia di Henri Focillon.
Bibliografia Per la bibliografia di Souriau si vedano: AA.VV., Mélanges d'esthétique et de science de l'art offerts à E. Souriau par ses collegues, ses amis et ses disciples (Paris, Nizet, 1952), il numero della «Revue d'esthétique» a lui dedicato e intitolato L'art instaurateur (nn. 3- 4, 1980) e, in italiano, l'Appendice bibliografica che si trova in Elio Franzini, L'estetica francese del Novecento (Unicopli, 1984) che è tuttora uno dei testi più ricchi di informazioni sul suo pensiero. Cfr. anche la bibliografia curata da F. Domenicali e disponibile sul sito della rivista "La Deleuziana": Bibliografia di Etienne Souriau e l'Appendice bibliografica (Sources) della "Mémoire de master" di F. Le Tinnier dal titolo L'ontologie du cinéma selon Etienne Souriau (Rennes, 2013), pp. 136-156.
Volumi Pensée vivante et perfection formelle, Paris, Hachette, 1925 [tesi principale presentata alla Facoltà di Lettere dell'Università di Parigi] (2ª ed. PUF, 1952); L'abstraction sentimentale, Paris, Hachette, 1925 [tesi complementare] (2ª ed. PUF, 1951); L'avenir de l'esthétique. Essai sur l'objet d'une science naissante, Paris, Alcan, 1929 (tr. it. parz. in I percorsi delle forme, Milano, B. Mondadori, 1997, pp. 156-165 - solo le Conclusioni); Avoir une âme. Essai sur les existences virtuelles, Belles Lettres / Annales de l'Université de Lyon, 1938; L'instauration philosophique, Paris, Alcan, 1939; Les différents modes d'existence, Paris, PUF, 1943 (2ª ed. PUF 2009) (tr. it. a cura di F. Domenicali, Milano, Mimesis, 2017); La correspondance des arts, Paris, Flammarion, 1947 (tr. it. di R. Milani, Firenze, Alinea, 1988); Les deux cent mille situations dramatiques, Paris, Flammarion, 1950; L'ombre de Dieu, Paris, PUF, 1955; Le sens artistique des animaux, Paris, Hachette, 1965 (tr. it. di M. Porro, Milano, Mimesis, 2002); Clefs pour l'esthétique, Paris, Seghers, 1970; La couronne d'herbes. Esquisse d'une morale sur des bases purement esthétiques, Paris, UGE, 1975; L'avenir de la philosophie, Paris, Gallimard, 1982 [postumo].
Testi d'occasione Florence, Paris, Hachette, coll: "Les album des guides bleus", 1957; La Poésie française et la peinture, London, Athlone Press, 1966; Benn. Fragments des compositions, Paris, Berger-Levrault, 1975; Regards sur Benn, Paris, Les amis de l'oeuvre du peintre Benn, 1979; Benn, J. Hovine, 1980 [postumo].
Opere collettive Vocabulaire d'esthétique (a cura di Etienne e Anne Souriau), Paris, PUF, 1990.
Corsi alla Sorbona La condition humaine vue à travers l'art, Paris, CDU, 1955; Les grands problèmes de l'esthétique théatrale, Paris, CDU, 1956; (tr. it. a c. di C. Cappelletto, I grandi problemi dell'estetica teatrale, Milano, Mimesis, 2015); Les categories esthétiques, Paris, CDU, 1956; Les structures maitresses de l'oeuvre d'art, Paris, SEDES, 1960 (2ª ed. 1966); L'évolution du besoin esthétique à travers les ages, Paris, 21/27, 1962.
Partecipazione alle riunioni della Société d'Etudes Philosophiques du Sud-Est (1927-1938) H. Urtin, Le conflit de l'habitude et de la recidive dans la responsabilite penale. Séance du 24 fevr. 1927 (M. Blondel, G. Morin, E. Souriau, A. Valensin), «Bulletin de la Société d'Études Philosophiques du Sud-Est», a. I, n. 2, (juin 1927), pp. 35-41 (intervention de Souriau pp. 39-40); G. Monod, L'objet de la psychologie: à propos du conflit psychologisme et sociologisme. Séance du 8 décembre 1927 (M. Rimaud, Mlle Anziani, M. Serrus, M. Urtin, M. Bourgarel, M. Berger, E. Augier, A. Hesnard, J. Paliard, E. Souriau), «Bulletin de la Société d'Études Philosophiques du Sud-Est», a. I, n. 3 (déc. 1927), pp. 88-100; H. Urtin, Le probleme individuel et social de la peine de mort. Séance du 22 Mars 1928 (E. Pierre, M. Matre, M. Rimaud, M. Berger, M. Bourgarel, Aguilera, M. Blondel, G. Morin, E. Souriau & P. Terrin), «Les Etudes Philosophiques", a. II, n. 2/3 (nov. 1928), pp. 63-76; G. Berger, La psychologie et la pratique. Séance du 15 mai 1928 (R. Bourgarel, M. Blondel, M. Foucault, A. Hesnard, P. Masson-Oursel & E. Souriau), «Les Etudes Philosophiques», a. II, n. 2-3 (nov. 1928), pp. 78-95; G. Morin, L'abus des droits et les relations du reel et des concepts dans le domaine juridique. Séance du 30 novembre 1928 (E. Souriau, M. Blondel & C.-A. Emge), «Les Etudes Philosophiques», a. III, n. 1 (juin 1929), pp. 1-8; J. Paliard, Remarques sur la grandeur apparente des objets visibles. Séance du 25 avril 1929 (M. Blondel, E. Souriau, M. Serrus & M. Bourgarel), «Les Etudes Philosophiques», a. III, n. 2/3 (déc. 1929), pp. 100-116; C. Constantin, Criminalité et moralité du temps de guerre (E. Souriau, J. Lépine, M. Vialatoux & Jean Lacroix), «Les Etudes Philosophiques», a. IV, n. 1 (mai 1930), pp. 38-41; R. Bourgarel, Le problème du temps chez Saint-Augustin. Séance du 20 décembre 1930 (M. Blondel, J. Chevalier, J. Dinner, P. Masson-Oursel, J. Maréchal & E. Souriau), «Les Etudes Philosophiques», a. V, n. 1 (janv.-mars 1931), pp. 7-17; G. Berger, Empirisme et transcendance. Séance du 16 mai 1931 (M. Blondel, L. Brunschvicg, J. Chevalier, J. Darbon, J. Delvolve, C.-A. Emge, E. Goblot, Lachieze-Rey, R. Le Senne, J. Marechal, C. Serrus, E. Souriau, M. Segond, M. Paliard & M. Monod), «Les Etudes Philosophiques», a. VI, n. 1 (janv.-mars 1932), pp. 1-19; R. Bourgarel, Les raisons profondes de la metaphysique stoicienne. Séance du 20 Mars 1937 (M. Blondel, J. Chevalier, J. Delvolvé, J. Guitton, R. Le Senne, Ch. Serrus, E. Souriau & J. Vialatoux), «Les Etudes Philosophiques», a. XI, n. 1/2 (avr. 1937), pp. 10-19.
Recensioni Richard Heckel, Optische Formen und âsthetisches Erleben, "Bulletin de la Société d'Études Philosophiques du Sud-Est", a. I, n. 2 (juin 1927), p. 57; Hermann Fromm, Sprachliche Formgebung und aesthetische Wertung Vandenhoeck et Ruprecht (compte-rendu), «Les Études philosophiques", a. II, n. 1 (mai 1928), pp. 32-33; Erwin Walker, Das musikalische Erlebnis und seine Entwicklung Vandenhoeck & Ruprecht (compte-rendu), «Les Études philosophiques", a. II, n. 1 (mai 1928), p. 46; Pierre Guastalla, L'esthétique et l'art (compte-rendu), «Les Études philosophiques», a. III, n. 1 (juin 1929), p. 46; Henri Urtin, Vers une science du réel (compte-rendu), «Les Études philosophiques", a. IV, n. 2/3 (déc. 1930), pp. 162-163;