Castelsardo, talvolta Castel SardoLa dizione Castel Sardo è utilizzata anche per una strada che attraversa questo comune Strada statale 134 di Castel Sardo, nonché dalla Capitaneria di porto (Castheddu Sardhu in sassarese, Calteddu nella parlata locale in castellanese, Casteddu Sardu in sardo), è un comune italiano di abitanti, facente parte della Rete metropolitana del Nord Sardegna, della città metropolitana di Sassari in Sardegna.

La città è inserita in diverse liste, fra le quali "I borghi più belli d'Italia", "Les Plus Beaux Villages de la Terre", "città regie della Sardegna" e la "Conferenza permanente delle città storiche del Mediterraneo".

Geografia fisica Territorio Castelsardo si affaccia al centro del golfo dell'Asinara, nella regione storica dell'Anglona nel nord della Sardegna, in un susseguirsi di coste rocciose trachitiche con piccole insenature, eccetto la spiaggia di Lu Bagnu. Grazie a questa posizione la località, oltre ad essere esposta ai venti, gode di un panorama unico spaziando su tutte le coste del golfo, comprese quelle della Corsica.Appartengono al territorio di Castelsardo l'isola di Molino e gli scogli Forani. Fiumi e torrenti Frigiano; è un torrente lungo 13 km e sfocia nel porto; Salvino; sfocia nella spiaggia de La Marina.

Clima La presenza del mare rende gli inverni miti: le temperature non scendono quasi mai sotto lo zeroNel 2012 c'è stata una grande nevicata che ha colpito Castelsardo.. Le estati sono calde e secche. Le temperature estive superano normalmente i 30 °C e raggiungono anche i 45 °C.

Storia

Preistoria e storia antica La particolare posizione, oltre all'esistenza di piccoli approdi naturali, contribuì sicuramente alla scelta del luogo come sede di antichi insediamenti pre-nuragici e nuragici, oggetto di studi sempre più approfonditi, anche in relazione con la storia del Mediterraneo. Il sito fu frequentato in periodo romano di cui rimangono numerose testimonianzePaolo Melis, antichità romane del territorio di Castelsardo (Sassari). A quei tempi l'approdo era situato su una spiaggia denominata Fritum Janii (porto di Giano) da cui il nome del villaggio che vi si trovava sino alla fine del Medioevo e l'odierno nome del porto e della collina sovrastante, Frigiano.

Detto approdo fungeva da scalo commerciale per la cittadina di Tibula, mai individuata con certezza, ma collocata da alcuni in territorio di Castelsardo. Vi erano anche altri approdi, come il portum granaticum (Lu Grannadu) e Cala Lagustina o Hostilia (Baia Ostina).

Storia medievale Con la caduta dell'Impero Romano e la presa di potere da parte dei vari giudici, negli anni molte terre vennero donate dai giudici turritani a vari ordini monastici.

A pochi chilometri fu fondato l'importantissimo monastero benedettino di Tergu, ora in fase di studio archeologico, mentre sul colle di Frigiano vi era già un monastero probabilmente di eremiti antoniani, intorno a cui si unì la popolazione locale, per lo più sparsa in focolai rurali. Tale centro di aggregazione perse di importanza, per divenire poi un lazzaretto, quando nel 1102 venne fondato il castello della famiglia genovese dei Doria, battezzato Castelgenovese (da non confondere con Castel Doria)Giuseppe Meloni, Casteldoria: processo per una resa, in Archivio Storico Sardo, XXXV, Cagliari, 1986.. A questa data, riportata dallo storico del Cinquecento Giovanni Francesco Fara, in passato veniva fatta risalire la fondazione del castello, così come al 1111 quella del suo borgo, sulla base della lettura della scritta nell'antica campana del campanile del Comune. Invece gli scavi dell'Università di Sassari, guidati dal professor Marco Milanese, hanno determinato che il castello fu costruito nella seconda metà del Duecento. Giuseppe Piras, epigrafista, ha studiato e riletto l'epigrafe della campana stabilendo in modo indiscutibile che l'anno riportato è il 1604 e non il 1111.

Costruito il castello, gli abitanti della zona si trasferirono progressivamente all'interno della rocca, dotata di un approdo indipendente e di numerose vasche per la raccolta dell'acqua; importante fu anche l'afflusso di famiglie còrse e liguriLIVI C., La popolazione della Sardegna nel periodo aragonese, in Archivio Storico Sardo, vol. XXXIV, fasc. II, Cagliari, 1984, p. 95.. Quella fu la nascita del paese così come si presenta ancora oggi, nonostante l'urbanizzazione avvenuta a partire dal 1950. Con qualche breve parentesi, fu la sede dei Doria in Sardegna durante le varie lotte per il possesso dell'isola che portarono allo sfinimento di tutte le forze in campo. A cominciare dai Doria, passando per i giudici di Arborea (la moglie di Brancaleone Doria, Eleonora D'Arborea, vi abitò per anni), fino agli aragonesi, che uscirono vincitori dagli ultimi conflitti, ma dopo aver pagato un alto prezzo in termini di vite, denari e tempo.

Castelsardo fu l'ultima città dell'isola a venir inglobata dal Regno di Sardegna aragonese nel 1448, lo stesso anno in cui fu nominata Città Regia. Dai confini del Regno sardo restò fuori solo l'arcipelago della Maddalena, annesso da Carlo Emanuele III di Savoia nel 1767-69.

Storia moderna e contemporanea

La rocca, così come era stata concepita, rimase imprendibile fino all'avvento delle armi moderne. Nel 1520 (la data non è certa) il paese fu rinominato Castellaragonès (Castelaragonese); nel frattempo divenne sede vescovile, sostituendo l'ormai scomparsa Empúries, di cui però conservò la denominazione. Nel 1586 iniziò la costruzione della cattedrale. Nel romanzo di Giulio Angioni Le fiamme di Toledo (2006) l'autore mette in scena sugli spalti del castello una lunga disputa teologica, verosimilmente svoltasi verso il 1550 tra Gaspar Centelles, allora governatore del castello, e il giovane magistrato cagliaritano Sigismondo Arquer. Ambedue finirono sul rogo per eresia in Spagna ai tempi di Filippo II.Giulio Angioni, Le fiamme di Toledo, Palermo, Sellerio, 2006, 265-281; Antonello Mattone, Castellaragonese. Una città fortezza nel Mediterraneo moderno (XVI-XVIII secolo), in AA. VV. (a cura di Antonello Mattone e Alessandro Soddu), Castelsardo. Novecento anni di Storia, Roma, Carocci, 2007, pp. 458-464.

Sotto la dinastia sabauda Castelsardo assunse l'attuale denominazione nel 1767, durante il regno di Carlo Emanuele III, ma a differenza di altre città regie, come Alghero, Bosa, Cagliari, Oristano e Sassari, conservò nel proprio stemma le barre d'Aragona del passato regime, invece di sostituirle con la croce dei Savoia.

La città cominciò a perdere di importanza nella prima metà dell'Ottocento, schiacciata da proprietari terrieri troppo autoritari e da un impoverimento della vita culturale e sociale, dovuta al progressivo allontanarsi dei seminaristi, dei frati, del vescovo.

La peste di fine secolo, arrivata con notevole ritardo rispetto al resto dell'isola, completò l'opera condannando il paese al periodo più povero della sua storia, superato grazie ai molti figli emigrati e poi rientrati, ai finanziamenti delle varie amministrazioni, all'industria del turismo, possibile grazie ai luoghi ricchi di mare, fascino e storia.

È in corso un adeguamento delle infrastrutture che mirano alla ricezione di turisti attenti e colti, nonché un rilancio delle iniziative culturali, tra cui la riqualificazione della biblioteca, recentemente trasferita, assieme al prezioso archivio storico, in un palazzo posto a ridosso del Castello dei Doria.

Simboli Lo stemma e il gonfalone di Castelsardo sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 9 febbraio 1994.

Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di rosso.

Nel XVIII secolo lo stemma si presentava: D'azzurro al mastio al naturale, movente dalla punta dello scudo, torricellato di tre pezzi, quello di mezzo più alto e cimato con bandiera di rosso, svolazzante a sinistra, caricata di un'aquila d'argento, sopraccaricata in petto da uno scudetto di Savoia.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose la Concattedrale di Sant'Antonio Abate, con la pala d'altare del maestro di Castelsardo e il campanile culminante in una cupola maiolicata di diversi colori; le cripte sottostanti la concattedrale, nelle quali è ubicato il museo Maestro di Castelsardo; la Chiesa di Santa Maria delle Grazie con il ligneo Cristo nero; il monastero dei Benedettini, acquisito al patrimonio comunale ed in fase di restauro, che ospiterà il centro di documentazione sulla storia della città regia; l'episcopio, sede del vescovo di Ampurias dal 1503, restaurato.

Architetture civili il palazzo dei Doria; il palazzo "La Loggia" (restaurato), sede del Consiglio comunale; il palazzo Eleonora d'Arborea (restaurato), sede di rappresentanza del sindaco e della vetrina telematica dalla quale è possibile partire con visite teleguidate per il borgo antico; la sede dell'archivio storico, restaurata, con un doppio accesso da via Vittorio Emanuele e da via Marconi. Architetture militari

L'intero borgo, edificato sulla rocca e interamente circondato da possenti mura (con 17 torri, delle quali solo tre a pianta quadra) è costituito di case antiche di secoli: castello dei Doria del 1102, sede del rinnovato Museo dell'intreccio mediterraneo (MIM), il sito museale più visitato della Sardegna, recentemente oggetto di lavori di restauro delle sale e di modernizzazione museografica; la cinta muraria a mare ed il percorso di sentinella (ripristinato nell'area di Manganella, con l'accesso al mare "Mandracho del soccoro", da cui si gode di una splendida vista sull'intero golfo dell'Asinara; il ponte levatoio e la porta Pisana, uno dei due accessi alla città, recuperati.

Siti archeologici

Fra i siti archeologici: la roccia dell'Elefante, situata al km 4,3 della SS 134 che porta a Sedini. È una roccia di trachite color ruggine, staccatasi in antichità dal massiccio di monte Castellazzu e rotolata a valle. Qui gli agenti atmosferici hanno provveduto a modellarla nella forma attuale; la muraglia megalitiche prenuragiche di monte Ossoni, vicino Multeddu; il nuraghe Paddaju, più vari altri nuraghi difficilmente raggiungibili o ancora in fase di censimento; la torre di Frigiano.

Società Evoluzione demografica

Lingua e dialetti

Il castellanese è parlato nel capoluogo e nella frazione di Lu Bagnu. È una varietà di transizione tra il gallurese e il sassarese. Ha una base morfologica e lessicale di origine corsa, mentre la sintassi è condivisa col sardo.

Religione

Il paese è sede della Confraternita di Santa Croce che ha la propria sede nell'oratorio di Santa Maria. La sua storia prosegue ininterrotta dalla fondazione (XVI secolo), così come ininterrotto è stato il tramandarsi dei canti e delle relative tecniche. La confraternita, pur essendo composta da laici, ha carattere religioso e dipende direttamente dal vescovo, che ha facoltà di legittimarne il priore (eletto ogni anno), come anche di sciogliere la confraternita stessa. Questo perché, essendo stata per lunghi periodi l'unico centro di aggregazione e di affermazione sociale, molto spesso ha contribuito alla formazione di gruppi di potere all'interno del paese e della diocesi, a volte in aperto contrasto con il vescovo stesso.

Tradizioni e folclore

L'evento più importante e famoso che caratterizza il paese è l'insieme dei riti della Settimana Santa. La tradizione secolare è portata avanti dalla Confraternita di Santa Croce fin dal XVI secolo. La giornata più pittoresca e interessante è il lunissanti, in cui, oltre a varie processioni, viene praticato un pellegrinaggio alla vicina basilica di Tergu. L'evento è noto in tutto il mondo e la confraternita viene studiata dai musicologi.

Fra gli eventi minori, la festa del patrono del 17 gennaio, la processione in mare con la Madonna dei pescatori il 15 agosto, la festa di san Giovanni del 24 giugno (consuetudine che prende origine dai riti pagani di inizio estate, in cui i "compari" e le "comari" saltavano in coppia i falò), ormai quasi del tutto in disuso.