Ufficiale di grande personalità ed energia, durante la prima guerra mondiale sollecitò la costituzione di forze aeree autonome e fu il principale creatore e organizzatore della Royal Air Force di cui tenne il comando per molti anni, rimanendo fino alla morte personalità influente e prestigiosa.
Teorico della guerra aerea, fu sostenitore intransigente della strategia del bombardamento strategico contro le città della potenza nemica da parte di grandi masse di bombardieri pesanti, ritenuti l'arma assoluta in grado di raggiungere da soli la vittoria senza il concorso di grandi eserciti terrestri. Le sue teorie concordavano con il pensiero di Billy Mitchell e Giulio Douhet, e trovarono parziale applicazione durante la seconda guerra mondiale con la campagna di bombardamenti sulla Germania nazista da parte del Bomber Command.
Biografia Primi anni
Hugh Montague Trenchard nacque a Windsor Lodge presso Haines Hill a Taunton, Inghilterra il 3 febbraio 1873. Egli era il figlio terzogenito e secondo maschio di Henry Montague Trenchard e di sua moglie, Georgina Louisa Catherine Tower. Il padre di Trenchard era capitano nel King's Own Yorkshire Light InfantryRaleigh 1922:p. 418. e sua madre era figlia di un capitano della Royal Navy, John McDowall Skene. La famiglia Trenchard discendeva storicamente da Raoul de Trenchant, cavaliere e compagno di Guglielmo il Conquistatore, col quale combatté nella Battaglia di Hastings. Tra gli altri nobili antenati di questa casata spiccava anche sir Thomas Trenchard, High Sheriff nel Dorset nel XVI secolo e sir John Trenchard, Segretario di Stato all'epoca di Guglielmo III d'Inghilterra.Boyle 1962:pp. 21–22.
Quando Hugh Trenchard aveva appena due anni, la famiglia si spostò a Courtlands, un maniero circondato da fattorie di proprietà che distava meno di quattro chilometri dal centro cittadino di Taunton. Questa nuova condizione permise al giovane Trenchard di vivere una vita all'aria aperta, trascorrendo parecchio tempo nella caccia al coniglio col fucile che gli venne regalato a otto anni.Boyle 1962:pp. 19–20. Fu durante questo periodo che assieme ai suoi fratelli e sorelle, Hugh venne educato da un tutore privato che però questi non accettò mai.Havard 2000:p. 16. Il tutore stesso non era dei migliori ed in questo sta probabilmente una delle cause della mancata eccellenza accademica del futuro generale; era invece ottimo nella corsa a cavallo.
All'età di 10 anni, Trenchard venne inviato alla Allens Preparatory School presso Botley nell'Hampshire. Pur cavandosela discretamente in aritmetica, nelle altre materie non era uno studente modello, cosa di cui non si curarono particolarmente i suoi genitori, ritenendo questi che la cultura non fosse un fattore determinante per il resto della sua carriera militare. Georgina Trenchard, infatti, voleva che suo figlio proseguisse la professione di suo padre nella Royal Navy. Nel 1884, Trenchard venne spostato a Dover dove frequentò la Hammond's, una scuola espressamente dedicata a quanti volessero entrare a far parte della marina. Trenchard fallì le prove d'ingresso in Marina, ed all'età di 13 anni venne inviato alla scuola Reverend Albert Pritchard, presso Hill Lands a Wargrave, nel Berkshire. Hill Lands preparava i suoi allievi alla vita nell'esercito e qui Trenchard ebbe modo di eccellere nel rugby, pur continuando a non applicarsi a sufficienza negli studi.Boyle 1962:pp. 23–26.Lyall 1976:p. 176.
Nel 1889, quando Hugh Trenchard aveva 16 anni, suo padre, che era divenuto avvocato, venne dichiarato in bancarotta. Dopo essere stato inizialmente rimosso da Hill Lands, il giovane Trenchard fu in grado di farvi ritorno solo grazie alla carità dei suoi parenti. Trenchard fallì gli esami d'ingresso all'accademia militare di Woolwich per ben due volte e venne quindi relegato nella milizia che disponeva di standard d'ingresso più bassi. Persino gli esami per l'ammissione nella milizia furono difficoltosi per Trenchard, il quale li fallì nuovamente nel 1891 e nel 1892. Durante questo periodo, Trenchard fece un periodo di prova come subalterno alla Forfar and Kincardine Artillery. Al suo ritorno alla Pritchard's, Trenchard finalmente ottenne di passare gli esami di ammissione nel marzo del 1893. All'età di 20 anni, ottenne il grado di sottotenente nel secondo battaglione dei Royal Scots Fusiliers e inviato in India.Boyle 1962:pp. 26–30.
L'inizio della carriera militare
In India
Trenchard giunse in India sul finire del 1893, raggiungendo il suo reggimento presso Sialkot nel Punjab. Non troppo tempo dopo il suo arrivo, Trenchard venne chiamato a tenere un discorso durante una cena ufficiale, come era uso comune con gli ufficiali più giovani i quali portavano sovente esempi storici relativi alla storia dei Royal Scots Fusiliers. Al contrario, egli semplicemente disse: "Sono profondamente fiero di appartenere a questo grande reggimento", aggiungendo poi: "Spero un giorno di poterlo comandare". Il suo 'discorso' venne preso dai più come uno scherzo, ma molti apprezzarono la sua vérve e la sua determinazione.Boyle 1962:pp. 31–33.
I giovani ufficiali di stanza in India sul finire dell'Ottocento non erano particolarmente coinvolti in combattimenti e per questo potevano spesso dedicarsi alle attività sportive e così fece Trenchard.Jordan 2000:p. 69. All'inizio del 1894 egli vinse la All-India Rifle Championship, una nota gara di tiro a segno per ufficiali, vittoria dopo la quale riuscì a creare anche una squadra di polo locale, malgrado il suo reggimento fosse di fanteria e non pochi risultarono i problemi con le cavalcature. Fu proprio ad una partita di polo svoltasi nel 1896 che Trenchard conobbe per la prima volta Winston Churchill.Boyle 1962:pp. 35–36. Lo sport fu per Trenchard una validissima opportunità per riscattarsi presso gli altri ufficiali suoi compagni che lo reputavano l'ultimo arrivato e lo avevano soprannominato "il cammello" per il suo essere taciturno e rimuginatore.Lyall 1976:p. 177.
Fu inoltre durante questo periodo indiano che Trenchard iniziò a leggere moltissimo, dedicandosi volentieri alle biografie di eroi della storia inglese, rifacendosi di quell'educazione che in precedenza non aveva ricevuto adeguatamente.Boyle 1962:pp. 38–39. Ad ogni modo, in termini militari, Trenchard poteva definirsi insoddisfatto. Non prese parte ad alcun combattimento, perdendo anche l'unica possibilità di tornare al fronte per un breve periodo di tempo col suo reggimento, dal momento che si trovava in Inghilterra a causa di un'operazione per un'ernia.
Con lo scoppio della Seconda guerra boera nell'ottobre del 1899, Trenchard cercò più volte di riunirsi al suo battaglione presso la Città del Capo, ma la sua richiesta venne rigettata dal colonnello locale, ma quando il viceré Lord Curzon, emanò un bando per la ricerca di nuovi ufficiali per il Sudafrica, le prospettive di Trenchard si ampliarono notevolmente, avendo ricevuto in questo anche il sostegno di sir Edmond Elles. Dal 1900, Elles era infatti divenuto segretario militare di Lord Curzon e Trenchard (recentemente promosso al grado di capitano) colse l'occasione per inviare le prime richieste a Elles. Quest'operazione ebbe successo e Trenchard ricevette l'ordine di recarsi in Sudafrica alcune settimane più tardi.Boyle 1962:pp. 46, 48.
In Sudafrica
Al suo arrivo in Sudafrica, Trenchard riprese il servizio nei Royal Scots Fusiliers e nel luglio del 1900 ottenne l'ordine di creare ed allenare una compagnia a cavallo per il 2º battaglione.Buchan 1925:p. 274. I Boeri erano ottimi cavallerizzi e le tattiche da loro adoperate ponevano la cavalleria inglese in grave difficoltà. Gli inglesi si basarono sulla conoscenza di Trenchard nel polo e lo posero di stanza a Johannesburg. Parte della nuova compagnia di Trenchard era composta da volontari australiani, molti dei quali a mezza paga, debosciati e alcolizzati.Boyle 1962:pp. 50–51.
Dopo aver ristabilito l'ordine, la compagnia di Trenchard passò sotto il comando della 6th (Fusilier) Brigade che era di stanza a Krugersdorp. Tra il settembre e l'ottobre del 1900 i cavalieri di Trenchard vennero coinvolti in una serie di schermaglie a carattere locale. Il 5 ottobre la 6th Brigade, dove si trovava anche Trenchard, lasciò Krugersdorp con l'intenzione di incontrare i Boeri in uno scontro decisivo.Boyle 1962:pp. 53, 55.
La brigata viaggiò di notte ed il 9 ottobre raggiunse l'accampamento boero. I boeri, accortisi dell'arrivo degli inglesi, sentendo di non poterli battere sul campo, li attirarono in una trappola spostandosi in una pianura isolata poco dietro l'accampamento. Quando Trenchard avvistò la fattoria di Dwarsvlei sembrò che i boeri si fossero lì riuniti per cenare in tranquillità, sperando di aver beffato i nemici. Trenchard pose dunque le sue truppe agli otto punti attorno alla struttura e rimase per mezz'ora in osservazione, inviando quattro uomini ad analizzare la situazione da vicino. Ad ogni modo, quando Trenchard diede l'ordine di attaccare, venne attaccato da dodici posizioni diverse dai boeri che attendevano la sua prima mossa. Trenchard riuscì a passare il fuoco e a raggiungere il muro esterno della fattoria, dove però venne colpito da un colpo di fucile boero al petto. Gli australiani, vedendo cadere il loro capitano, discesero dalle pendici circostanti e attaccarono battaglia coi boeri nei territori circostanti la fattoria. Diversi boeri vennero uccisi o feriti, alcuni fuggirono ma molti vennero catturati. Trenchard era ferito in maniera critica e venne portato in infermeria a Krugersdorp.Boyle 1962:pp. 15, 16 and 55–58.
I trattamenti medici e la convalescenza
Dopo che Trenchard fu portato all'ospedale di Krugersdorp, cadde da una semi-coscienza in coma. I chirurghi lo davano ormai per spacciato dal momento che la pallottola aveva colpito il suo polmone sinistro e lui aveva perso quasi tre litri di sangue. Il terzo giorno di cure, Trenchard riprese coscienza ma trascorse gran parte del giorno a dormire. Dopo tre settimane, Trenchard iniziò a mostrare i primi miglioramenti e venne trasportato a Johannesburg, dove fece ulteriori progressi. Quando tentò di sollevarsi dal letto, Trenchard realizzò di non essere in grado di reggersi sulle proprie gambe, fatto che gli portò il sospetto di essere parzialmente paralizzato. Venne quindi portato a Maraisburg per la convalescenza e qui a Trenchard venne confermata una parziale paralisi sotto il bacino dal momento che, secondo i medici, dopo aver perforato il polmone, la pallottola aveva danneggiato anche la spina dorsale.Boyle 1962:pp. 17, 58.
Nel dicembre del 1900, Trenchard tornò in Inghilterra, giungendo con la nave ospedale a Southampton. Si spostava con l'aiuto di due stampelle e così facendo poté tra l'altro incontrare i suoi genitori. Come soldato disabile senza mezzi finanziari che lo rendessero indipendente, Trenchard si sentiva abbattuto, dovendo ricorrere al ricovero di Mayfair gestito dalla Croce Rossa per i soldati feriti. Il caso di Trenchard venne all'attenzione di Lady Dudley, che era operosa nel campo della filantropia a Mayfair. Grazie alla generosità economica di questa nobildonna, Trenchard poté trascorrere alcuni mesi in Svizzera presso uno specialista, beneficiando inoltre di un clima più favorevole al suo polmone colpito.Boyle 1962:pp. 58–59.