Il Giardino dei Semplici (originariamente conosciuto come Horto dei semplici) è l'orto botanico di Firenze. È il secondo orto botanico più antico al mondo ed ancora presente nella sua collocazione originaria. Con le sue collezioni storiche costituisce un'articolazione del Sistema Museale di Ateneo dell'Università degli Studi di Firenze ed è parte del Museo di storia naturale.

Storia

Fin dal medioevo i "semplici" (entità vegetali con virtù medicamentose) si coltivavano in vari orti cittadini fiorentini, come ad esempio quello dell'Ospedale di Santa Maria Nova. La parola semplici deriva dal latino medioevale medicamentum o medicina simplex usata per definire le erbe medicinali.

Nel XVI secolo, con il crescere dell'interesse per lo studio del mondo naturale, il duca Cosimo I de' Medici volle un orto accademico per integrare le lezioni degli studenti della Facoltà di Medicina. La data ufficiale di fondazione può essere fissata al 1º dicembre 1545, data del contratto di affitto stipulato con delle suore domenicane di San Domenico del Maglio che cedettero una parte del loro terreno situato in località "Cafaggio", vicino alle stalle medicee di Michelozzo (oggi nell'Istituto Geografico Militare).

L'orto fiorentino può essere considerato il terzo più antico al mondo dopo l'Orto botanico di Pisa (che però oggi non si trova nello stesso sito della fondazione) e l'Orto botanico di Padova.

Niccolò Tribolo, architetto e paesaggista alla corte dei Medici, disegnò il Giardino e la scelta delle piante e la loro sistemazione fu curata da Luca Ghini. Il Giardino conobbe un periodo di grande splendore sul finire del secolo sotto la direzione di Giuseppe Casabona, in grado di arricchirlo di molte piante rare. Nel corso del XVII secolo, l'attività di Paolo Boccone e di altri botanici e giardinieri consentì al giardino una certa autonomia, nonostante che l'Orto botanico di Santa Maria Nuova e l'Orto botanico di Pisa svolgessero un ruolo scientifico di ben maggiore rilevanza.

Fu il grande botanico Pier Antonio Micheli che, agli inizi del Settecento, rese il giardino un centro di studio e ricerca botanica di rilevanza internazionale, grazie alle sue numerose relazioni con studiosi stranieri. Fondò nel 1716 la Società Botanica fiorentina come ricorda la targa apposta all'angolo tra la via Pira e via Micheli. Nel 1718 fu chiamato da Cosimo III a dirigere l'Orto Botanico e li curò molto, oltre alle collezioni di piante vive, anche la raccolta di semi e campioni secchi. Alla morte del Micheli, nel 1737, gli successe Giovanni Targioni Tozzetti e quindi Saverio Manetti, autore del primo Index seminum. Passato all'Accademia dei Georgofili nel 1783, dopo la soppressione della Società Botanica fioretina, il giardino fu trasformato in "Orto sperimentale agrario" e ridisegnato radicalmente dall'abate Leonardo Frati. Divenuto nuovamente "Giardino dei semplici" nel 1847, sotto la direzione di Antonio Targioni Tozzetti, nel 1864 venne aperto al pubblico. Il botanico Teodoro Caruel, direttore dal 1865 al 1895, fece costruire le serre tuttora esistenti. Sul finire del secolo passò al Regio Istituto di Studi Superiori, divenuto poi facoltà universitaria, riunendo il settore botanico del museo di storia naturale di via Romana e le collezioni del Giardino di Boboli.

Strutture e allestimenti L'Orto botanico di Firenze si estende su una superficie di 2,3 ettari, di cui circa 1700 m² sono occupati da serre. Lo spazio di coltivazione all'aperto è suddiviso in 21 grandi quadri, bordati con cordoli in pietra serena e circa altrettante aiuole più piccole, spesso contornate da pietra a spacco o roccaglie con spugne e altri materiali naturali. La stratificazione è dunque importante e riconoscibile nella planimetria attuale e nella sovrapposizione di materiali differenti.

L'edificio principale, che occupa tutto il lato su via Micheli, ospita gli uffici, la biblioteca, un laboratorio, un locale tecnico le serre. L'edificio, a pianta rettangolare, ha due grandi serre come corpi laterali e le strutture organizzative nella zona centrale. Altre sei piccole serre (note come "serrette") realizzate in vetro e metallo sono collocate nel giardino; sono serre calde che ospitano collezioni di felci, piante epifite, begonie, orchidee, Bromeliacae e Araceae oltre ad un piccolo vivaio per la propagandazione delle piante tropicali.

Dall'edificio centrale si accede al terrazzo, coperto da due pergole in ferro con rose rampicanti dal quale, tramite una scalinata in pietra serena, si scende nel giardino; la scala è fiancheggiata da due cespugli di Osmanthus fragrans, lasciati crescere con habitus spontaneo, simile a quello che questa specie assume in natura. Tutti i viali e vialetti, si estendono per un totale di 11.000 m² e sono pavimentati in ghiaia. In pietra sono anche le panchine e il tavolino che si trovano nell'area denominata "Montagnola" mentre gli arredi sono in ferro.

Busto di Esculapio In una nicchia nel muro dell'aula didattica "Ostensio", sul lato opposto del Giardino rispetto all'ingresso di via La Pira, è collocato un busto in marmo di Esculapio, scolpito da Antonio Gino Lorenzi da Settignano nella seconda metà del XVI secolo.

Al centro del giardino è situata una fontana in pietra, con zampillo centrale. La vasca ha circa 4 metri di diametro ed ospita diverse piante acquatiche.

Oltre alla fontana centrale, con funzione prevalentemente decorativa, vi sono numerose vasche: a destra dell'ingresso, si trova una vasca in cemento utilizzata per le ninfee; altre quattro vasche si trovano sulla montagnola e ospitano collezioni di piante acquatiche autoctone.

Alle grandi serre si accede dal giardino. All'interno trovano posto una piccola vasca e quattro roccere umide con piante di filodendro Philodendron e varie igrofile, fra le quali la capelvenere Adiantum capillus-veneris.

Prato delle conifere Il Prato delle conifere è una vasta zona a prato, in parte in piano e in parte in lieve pendenza, con conifere notevoli per dimensioni ed età e bulbose a fioritura primaverile.

Aiuola delle arecacee L'Aiuola delle Arecacee è dedicata all'acclimatazione in piena aria di varie specie di palme.

Aiuole delle piante alimentari e delle piante officinali Nelle aiuole delle piante alimentari e delle piante officinali sono coltivate piante usate per l'alimentazione umana e piante officinali, sia spontanee che naturalizzate in Toscana.

Aiuola del giardino all'italiana L'Aiuola del giardino all'italiana ospita un piccolo parterre delimitato da bosso Buxus sempervirens, realizzato per richiamare simbolicamente l'antica tradizione del giardino all'italiana.

Zona del laghetto Un piccolo laghetto bordato da edera Hedera helix ospita diverse piante di loto Nelumbo nucifera; nella stessa zona è stata realizzata una roccaglia in serpentino per ospitare la flora endemica delle ofioliti.

Collezioni

Specie presenti Il patrimonio vegetale dell'orto è attualmente costituito da oltre 5.000 esemplari botanici.

Nel prato delle conifere sono da segnalare un Taxodium distichum e una Metasequoia glyptostroboides. Fra le piante più vecchie una sughera Quercus suber piantata nel 1805 da Ottaviano Targioni Tozzetti, allora direttore, e mai demaschiata; e un tasso Taxus baccata piantato nel 1720 da Pier Antonio Micheli. È presente anche una Zelkova serrata secolare.

Nelle serre abbondano le piante esotiche (il caffè Coffea arabica, l'albero del viaggiatore Ravenala madagascariensis, lAmorphophallus titanum eccezionalmente fiorito nel 2002 e per due volte nel 2007, il banano Musa × paradisiaca, ecc.), e le collezioni di orchidee, piante carnivore, succulente, cicadee, agrumi e altre ancora. In particolare, un esemplare di Oncidium sphacelatum (orchidea originaria dell’America Latina e raccolta in Messico nei primi anni ’70) ha ricevuto nel maggio 2024 un doppio premio dall'Associazione Italiana di Orchidologia.

Aesculus hippocastanum Alnus cordata Araucaria imbricata Arbutus × andrachinoides Archontophoenix cunninghamii Calocedrus decurrens Cedrus atlantica Cedrus deodara Cedrus libani Celtis occidentalis Ceratozamia mexicana Cupressus sempervirens Cupressus torulosa Cupressus duprenzia Cycas revoluta Cydonia oblonga Dionaea muscipula Dioon edule Diospyros lotus Encephalartos ferox Encephalartos horridus Encephalartos natalensis

Encephalartos trispinosus Erithea armata Fagus sylvatica Fagus sylvatica pendula Fraxinus excelsior Ginkgo biloba Juglans nigra Lagerstroemia indica Liriodendron tulipifera Magnolia grandiflora Melissa officinalis Metasequoia glyptostroboides Nelumbo nucifera Ostrya carpinifolia Pinus halepensis subsp brutia Pinus nigra subsp laricio Pinus wallichiana Pistacia chinensis Pistacia terebinthus Pterocarya stenoptera

Quercus cerris Quercus ilex Quercus lusitanica Quercus macrolepsis Quercus robur Quercus suber Sequoia sempervirens Sophora japonica Taxodium distichum Taxodium mucronatum Taxus baccata ♂ Tilia platiphyllos Torreya californica Victoria cruziana Washingtonia filifera Yucca australis Zelkova carpinifolia Zelkova serrata

Note

Bibliografia

Voci correlate Università degli Studi di Firenze Museo di storia naturale (Firenze) Accademia dei Georgofili Società botanica italiana Giardino dell'Orticultura Giardino di Boboli Orti botanici italiani

Altri progetti

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