La pianificazione della domanda (Demand Planning) è un processo aziendale che permette la pianificazione della domanda di produzione e della pianificazione settimanale dei materiali e delle capacità del magazzino. Questo processo attraversa tre fasi distinte e correlate:

Prima fase: Impostazione

In questo livello si elabora il piano principale di produzione o MPS (Master production schedule) tramite le disaggregazione del piano aggregato lungo le componenti di tempo e prodotto e tenendo presente la pianificazione di massima delle capacità e del portafoglio degli ordini clienti.

Seconda fase: Sviluppo

Lo sviluppo della domanda di pianificazione è affrontato con MRP (Material Requirement Planning) che tempifica il fabbisogno dei materiali grazie agli input forniti dal MPS, dalla distinta base e dallo status inventariale. Dopo l'approvazione del CRP (Capacity Requirements Planning), si produce un piano settimanale dei materiali e delle capacità.

Terza fase: Esecuzione

Consiste nel rilascio di ordini di acquisto e/o di produzione. In tal caso vi è un monitoraggio dello stato di avanzamento della produzione.

Applicazioni La pianificazione della domanda è utile all'azienda per lo sviluppo di nuovi prodotti, per penetrare in nuovi mercati, per la pianificazione e/o la ristrutturazione di insediamenti produttivi o distributivi e per la gestione delle scorte. Le tecniche utilizzate per la previsione della domanda commerciale sono molteplici dipendenti comunque dal tempo; ecco perché sono suddivise in tre gruppi: breve termine (nell'ordine di mesi), valido soprattutto per la gestione delle scorte; medio termine (nell'ordine di 1-3 anni); lungo termine (nell'ordine di un periodo superiore ai tre anni).

Tecniche di pianificazione della domanda Le tecniche utilizzate si suddividono in due gruppi: Informali: basate sull'intuizione; Formali: suddivise a loro volta in: qualitative (o estrinseche): non riproducibili con algoritmi perché non esprimono quantità numeriche; quantitative (o intrinseche): sono basate su algoritmi e quindi possono essere riproducibili; esse si suddividono in: estrapolative (descrittive): analisi di serie storiche cioè estrapolano il futuro da comportamenti passati; causali (o interpretative): correlano la domanda ad una serie di fattori socioeconomici; esempi: la regressione, i modelli econometrici.

Le tecniche utilizzate

Analisi di una serie storica: Data una serie storica con dati mensili (una serie storica è una sequenza di valori osservati in corrispondenza di intervalli temporali definiti, in questo caso è il numero di domande mensili di un certo prodotto aziendale) e possibile estrarne la stagionalità tramite il coefficiente di autocorrelazione (funzione predefinita in Excel di Microsoft Office). Il valore più vicino al numero '1' rappresenta il passo di stagionalità. Esempio: una azienda che produce panettoni avrà un passo di stagionalità pari a 12 mesi, questo perché la domanda cresce nel periodo di novembre, dicembre, gennaio, mentre decresce negli altri periodi. Si crea una ciclicità periodica di periodo 12 nella domanda.

Il calcolo delle tendenze in una serie storica si effettua con il calcolo della retta di regressione. Altre tecniche sono i modelli a smorzamento esponenziale Previsione della domanda nella catena di distribuzione come il Modello di Brown, il modello di Holt e il modello di Winter.

Categoria:Gestione d'azienda