Putifigari (Putivigàri e Potuvigàri in sardo) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Sassari. Il paese è situato nell'entroterra algherese; dista circa da Alghero e 27 da Sassari.
Storia L'area fu abitata fin dal Neolitico, per la presenza sul territorio alcune domus de janas con una necropoli.
Durante il medioevo appartenne al giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Florinas. Alla caduta del giudicato (1259) passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria, e successivamente, intorno al 1350, fu oggetto della conquista aragonese. Nel 1364 il paese venne dato in feudo dal re d'Aragona Pietro IV il Cerimonioso a Pietrino Boyl, creato barone di Putifigari. Da questa famiglia passò a quella sassarese dei Sussarello che vendette il feudo all'arcivescovo Antonio CanopoloMarcello Derudas, Il Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari. Una finestra aperta su quattrocento anni di storia, Sassari, Carlo Delfino, 2018, pp. 44-45.. Questi lo donò nuovamente ai Sussarello nel febbraio 1610. Nel XVIII secolo Putifigari fu elevata a marchesato e i Boyl, ritornati in possesso del feudo, a marchesi. Il paese fu riscattato all'ultimo feudatario, Francesco Maria Pilo Boyl, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Putifigari sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 gennaio 1988. Stemma
Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Nostra Signora de S'Ena Frisca Siti archeologici Necropoli di Monte Siseri
Società Evoluzione demografica
Lingue e dialetti La variante del sardo parlata a Putifigari è quella logudorese settentrionale.
Amministrazione
Note
Bibliografia Eleonora Cherchi, Alessandra Masia, Grazia Masia, Rita Tilocca, Margherita Usai, In Putifigari, Cargeghe, Editoriale Documenta, 2012.
Marcello Derudas, Il Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari. Una finestra aperta su quattrocento anni di storia, Sassari, Carlo Delfino, 2018. ISBN 978-88-9361-071-1
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