Tizzano Val Parma (Tisàn in dialetto parmigiano.) è un comune italiano di abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna.
Geografia fisica Il territorio comunale di Tizzano Val Parma si estende sulla sponda destra della medio-alta val Parma ed è attraversato dal torrente Parma, che segna il confine col comune di Langhirano, dal torrente Parmossa, affluente destro della Parma, e, nella porzione sud-est, dal torrente Bardea, affluente sinistro dell'Enza. Ricco di rilievi, è dominato a meridione dall'ampio massiccio del monte Caio, che, alto 1584 m s.l.m. in corrispondenza della Punta Bocchialini, segna il confine coi comuni di Corniglio a sud-ovest e Palanzano a sud-est; a est si erge il monte Fuso, sul confine col comune di Neviano degli Arduini...
Interessato da numerose frane, il territorio comunale presenta nelle zone montuose una predominanza di fitte boscaglie, alternate a contrafforti rocciosi e a pendii meno scoscesi, prevalentemente coltivati; in prossimità dei principali corsi d'acqua si trovano infine alcuni terrazzi fluviali.
Il capoluogo è collocato alla quota di 814 m s.l.m. sul versante nord del monte Rotondo, intorno a un'altura dominata dai ruderi del castello medievale. Il nucleo centrale antico si sviluppa a sud del maniero, attorno a una piazza allungata e a due strade parallele, affiancate da schiere di edifici..
Origini del nome Il toponimo Tizzano ha origine prediale, dal cognomen latino Titius, con l'aggiunta del suffisso -anus.. Secondo la leggenda, deriverebbe dal generale romano Tito Cornelio Balbo, che nel 71 a.C. avrebbe fondato nella zona tre villaggi fortificati, a ciascuno dei quali avrebbe dato una parte del proprio nome: Tizzano, Corniglio e Ballone.. Non ha invece alcun fondamento l'ipotesi che abbia un collegamento col presunto ritrovamento di un tizzone ardente nel terreno durante la costruzione del castello..
Storia Il territorio di Tizzano Val Parma risultava abitato già durante l'età del bronzo, come dimostrato dal rinvenimento di alcuni reperti nel capoluogo, in località Femminatiche, ad Albazzano, a Monteremo e a Ca' Bottazzo di Moragnano..
Durante l'età del ferro, come testimoniato dal ritrovamento di due frammenti di ceramiche etrusche, il poggio di Monteremo costituiva probabilmente una zona di passaggio verso l'insediamento di Lupazzano, grazie alla presenza di un guado sul vicino torrente Parmossa..
In epoca romana, tra l'età repubblicana e quella imperiale sorse nei dintorni di Albazzano un piccolo nucleo abitato, come dimostrato dal rinvenimento in zona di vari piccoli reperti..
Il borgo di Tizzano fu fondato in epoca altomedievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale all'8 marzo 991, quando Ticiano fu menzionata in un atto di vendita di beni da parte di Prangarda, figlia del marchese Adalberto Atto di Canossa e moglie del marchese Maginfredo, al diacono della pieve di Borgo San Donnino...
Il centro abitato sorgeva nei pressi della pieve di San Pietro, costruita quasi sicuramente verso il X secolo,. ma nominata per la prima volta l'11 giugno 1005 nellOrdo Archipresbiterorum Plebium, voluto dal vescovo di Parma Sigifredo II.
A presidio della val Parma e della via del Sale, presumibilmente tra il X e l'XI secolo, fu eretto su un'altura a sud del borgo un castello, la cui esistenza è documentata a partire dall'XI secolo..
Secondo alcune notizie di dubbia attendibilità, il maniero sarebbe stato tra i possedimenti di Giberto III da Correggio fino al primo quarto del XIII secolo..
Nel 1364 i fratelli Niccolò Terzi il Vecchio e Giberto, poi capostipite dei Terzi di Sissa, giurarono fedeltà al signore di Milano Bernabò Visconti per i castelli di Tizzano e di Belvedere... Le concessioni in feudo furono riconfermate nell'agosto 1386 a Niccolò Terzi il Vecchio e ai suoi eredi diretti da Gian Galeazzo Visconti, che decise nel contempo più larghe immunità a favore di Tizzano.. L'anno seguente, il 19 agosto 1387, con diploma sigillato a Norimberga, l'imperatore Venceslao di Lussemburgo confermò ai Terzi le investiture delle terre appartenenti alla famiglia,... comprendenti i feudi assegnati nel 1247 ai capostipiti da Cornazzano dall'imperatore Federico II di Svevia e tutti quelli ottenuti in seguito dalla casata; tra i castelli del Parmense indicati, i principali risultavano essere Tizzano e Belvedere..
In seguito all'assassinio di Ottobuono de' Terzi, signore di Parma e di Reggio, nell'agguato di Rubiera del maggio 1409, il maniero di Tizzano fu occupato dai Fieschi.. Pochi anni dopo, un figlio d'Ottobuono, Niccolò de' Terzi, il Guerriero, condottiero e diplomatico al servizio di Filippo Maria Visconti, riebbe per i suoi meriti la terra e il titolo di conte di Tizzano, che conservò sino al 1449, quando, morto l'ultimo dei Visconti e caduto il Ducato di Milano in potere di Francesco Sforza, dovette rifugiarsi con la famiglia presso la corte dei Gonzaga a Mantova. Lo Sforza investì allora del feudo il conte Pietro Ghirasio da Contrano, detto anche Fiasco da Girasio; suo figlio Agolante, o Avolante, cedette il castello al marchese Gianfrancesco I Pallavicino all'insaputa del fratello maggiore Anfitrione, che tentò invano di rientrarne in possesso. Nel 1495 Gianfrancesco ne fu investito ufficialmente da Ludovico il Moro, unitamente a Ballone e ad altri feudi del Parmense..
In quegli anni il centro abitato di Tizzano fu ricostruito più a sud, sull'altura del castello; a servizio del borgo fu edificato l'oratorio della Madonna del Santo Rosario..
Alla morte di Rolando Pallavicino nel 1529, il feudo fu a lungo conteso tra i suoi generi e negli anni seguenti il castello fu occupato dalle truppe parmigiane e successivamente da quelle inviate dal primo duca Pier Luigi Farnese; in seguito fu acquistato dal duca Ottavio, nonostante le pretese da parte dei Terzi. Pochissimi anni dopo, durante la guerra di Parma del 1551, una guarnigione francese si stanziò nel castello; il 7 settembre l'esercito del governatore del Ducato di Milano Ferrante I Gonzaga cannoneggiò ripetutamente il maniero, che di nascosto nella notte fu abbandonato dai francesi; non fu risparmiato nemmeno il vicino borgo di Tizzano, che fu depredato dalle soldatesche..
Nella riorganizzazione delle forze armate del ducato di Parma e Piacenza, attuata a più riprese dai Farnese a partire da Ottavio nel 1581, Tizzano divenne sede di uno dei dieci "terzi", ciascuno comandato da un capitano, in cui fu suddiviso il corpo di fanteria statale.
Nel 1650 il duca Ranuccio II Farnese investì del feudo di Tizzano il marchese Domenico Doria; l'importante famiglia genovese mantenne il possesso del diroccato forte, all'epoca costituito da una torre e dall'edificio principale abitato dal castellano, fino alla scomparsa dell'ultima discendente Maria Maddalena alla fine del XVIII secolo; in seguito subentrò il marchese Troilo Venturi, che fu costretto ad abbandonare Tizzano nel 1806 a causa dei decreti napoleonici relativi all'abolizione dei diritti feudali.
In seguito Tizzano divenne sede di comune; nel 1832 il territorio amministrato comprendeva le frazioni di Albazzano, Anzola, Capriglio, Carobbio, Carpaneto, Casola, Cozzo, Costa, Groppizioso, Gubinaria, Isola, Madurera, Moragnano, Musiara Inferiore, Musiara Superiore, Pietta, Reno, Rusino, Sternoldo e Treviglio.
Durante la seconda guerra mondiale Tizzano costituì una delle località di internamento libero per profughi ebrei stranieri dell'Emilia e ospitò diciotto ebrei, provenienti dalla Penisola balcanica. In seguito all'occupazione tedesca e alla nascita della Repubblica Sociale Italiana, ai primi di dicembre 1943 nove dei profughi furono arrestati e deportati ad Auschwitz, insieme ad altri quattro ebrei italiani che erano giunti nella frazione di Reno in cerca di rifugio.
Nella seconda metà del XX secolo Tizzano Val Parma divenne una frequentata località turistica montana e nel borgo furono realizzate numerose villette private, utilizzate per le vacanze estive, oltre a varie attività ricettive;. negli stessi anni si sviluppò anche la località sciistica di Schia sul monte Caio..
Simboli
La figura del tizzone ha assonanza con il nome del comune e fa riferimento alla leggenda locale secondo cui, durante la costruzione del castello, fu ritrovato nelle fondamenta un tizzone ardente.
Il gonfalone municipale è un drappo di bianco.
Onorificenze Il Comune di Tizzano Val Parma è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignito il 5 ottobre 1994 della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Pieve di San Pietro
Costruita sulla cima del monte Rotondo quasi sicuramente verso il X secolo, la pieve fu citata per la prima volta nel 1005; riedificata in forme romaniche tra l'XI e il XII secolo su un impianto basilicale a tre navate su committenza forse della contessa Matilde di Canossa, fu internamente decorata con affreschi nel 1485; modificata verso la fine del XV secolo con la demolizione delle absidi laterali e l'erezione dell'esonartece, fu ristrutturata nella seconda metà del XVIII secolo in stile neoclassico; completamente risistemata tra il 1957 e il 1964 con la rimozione di quasi tutte le aggiunte settecentesche e la traslazione dei lacerti di affreschi quattrocenteschi nell'oratorio della Madonna del Santo Rosario, fu restaurata e consolidata strutturalmente tra il 2010 e il 2012. La chiesa in pietra, sviluppata su una pianta a tre navate affiancate da tre cappelle per lato, presenta un'insolita facciata a clocher-porche, dominata da una massiccia torre campanaria centrale e preceduta da un alto esonartece a capanna; i fianchi conservano varie tracce della struttura originaria, tra cui alcune piccole monofore strombate, porzioni della decorazione ad archetti pensili di coronamento e l'archivolto scolpito del portale d'ingresso secondario; all'interno le navate, chiuse superiormente da soffitti a capriate lignee, sono scandite da una serie di arcate rette da massicce colonne coronate da capitelli sbozzati a cubo scantonato; sul fondo, il presbiterio intonacato conserva la volta a botte lunettata settecentesca di copertura; l'edificio accoglie alcune opere di pregio, tra cui la pala d'altare e un baldacchino processionale settecentesco....
Oratorio della Madonna del Santo Rosario
Costruito nei primi anni del XVI secolo all'interno del nuovo borgo di Tizzano, l'oratorio fu riedificato nel 1791 dalla confraternita del Rosario e arricchito negli anni seguenti dal campanile; danneggiato da un terremoto nel 2008, fu completamente restaurato il 2010 e il 2012. L'edificio, sviluppato su una pianta a navata unica, presenta una semplice facciata rettangolare in pietra, affiancata da una massiccia torre campanaria elevata su quattro ordini; all'interno l'aula, scandita in tre campate coperte da volte, accoglie cinque affreschi tardo quattrocenteschi staccati provenienti dalla pieve di San Pietro; sul fondo del presbiterio si staglia una monumentale ancona neoclassica, contenente la statua coeva della Madonna del Rosario col Bambino..
Chiesa di San Genesio ad Albazzano