Cortemaggiore (Curtmagiùr in dialetto piacentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.

Il borgo si trova nella zona della pianura Padana definita bassa piacentina; dista infatti circa sia dal capoluogo Piacenza che dalla città di Cremona.

Geografia fisica Il territorio comunale si trova ad un'altitudine media di ed è completamente pianeggiante, non presentando nessun rilievo significativo.. A ad ovest del capoluogo si trova la frazione di Chiavenna Landi, posta sulla riva sinistra dell'omonimo torrente., mentre ad est del centro abitato scorre il fiume Arda, al di là di questo, a circa dal capoluogo, si trova la frazione di San Martino in Olza..

Cortemaggiore, così come tutta la pianura piacentina, è caratterizzato da un clima temperato subcontinentale con elevate escursioni termiche giornaliere ed annuali. Le precipitazioni annue sono di circa distribuiti su 80-85 giorni piovosi. In inverno si assiste alla formazione di nebbia, dovuta principalmente al fenomeno dell'inversione termica.

Il centro abitato è lambito a nord dal 45º parallelo, la linea equidistante fra il polo nord e l'equatore.

Storia

Il nome di Cortemaggiore venne citato per la prima volta in un diploma di re Ludovico di Francia, che nell'845 concede il territorio in feudo alla nipote Ermengarda. Nell'890 il territorio venne poi donato dall'imperatrice Angilberga alle monache della chiesa di San Sisto di Piacenza. Coinvolta nelle lotte comunali fu invasa dai cremonesi nel 1214 e poi dalle truppe di Federico II di Svevia nel 1243. Nel 1290 passò sotto il controllo della famiglia Pallavicino.

Il centro di Cortemaggiore venne fondato nel 1479 per volere del marchese Gian Ludovico Pallavicino, sul territorio di insediamenti già presenti in età romana, come testimoniato dalle tombe risalenti a quell'epoca ritrovate nei pressi del paese. Il nome originale dato dal fondatore all'abitato era "Castrum Laurum", ma questa denominazione ebbe una vita assai breve; infatti tra la popolazione rimase in uso il nome antico di "Curtis Major", a causa del suo essere capoluogo del Contado Aucense, da cui derivò poi il nome Cortemaggiore. Il paese venne eretto dai Pallavicino con la funzione di essere la capitale del loro piccolo stato, che si estendeva per un territorio comprendente, oltre al capoluogo, il territorio dei futuri comuni di Busseto, Besenzone, Villanova sull'Arda, Monticelli d'Ongina, Castelvetro Piacentino, Polesine Zibello, Fidenza, Salsomaggiore Terme, Roccabianca, Noceto, Medesano e Varano de' Melegari. I Pallavicino vollero la loro piccola capitale bella e ricca d'arte come quella delle signorie più grandi; la pianta della cittadina fu disegnata dall'architetto Maffeo Vegio da Como, seguendo gli schemi della città ideale di Leon Battista Alberti, con le strade ortogonali fra di loro e imperniate sul tracciato del cardo e del decumano dell'antico accampamento romano e con le facciate degli edifici non più alte della larghezza delle strade stesse, cosicché i viali fossero sempre illuminati e ben arieggiati. Inoltre la via principale del paese fu dotata di ampi portici sotto cui gli abitanti del paese potevano circolare senza timore delle intemperie.

Nel centro del paese, all'incrocio delle due vie principali, venne posizionata la piazza, successivamente denominata piazza dei Patrioti, ed eretta la maestosa collegiata, elevata nel 2008 al rango di basilica minore, dedicata a Santa Maria delle Grazie, i cui interni sono decorati con pregiati dipinti. Nel contempo tutto intorno alla cittadina venne innalzata una cinta muraria dotata di quattro porte di accesso lungo le vie principali e fu eretta anche una fortezza, notevole per dimensioni, nella periferia sud del paese; di queste costruzioni non resta più nulla in quanto furono abbattute dal governo napoleonico del corso dell'Ottocento, per ricavarne materiale da costruzione. Solo una parte del complesso del castello, quella più "residenziale", si è salvata, diventando di proprietà privata. Notevole è il salone in cui Rolando II Pallavicino fece attrezzare una tipografia per Benedetto Dulcibello da Carpi e per la zecca del piccolo stato.

L'indipendenza di Cortemaggiore durò poco più di un secolo, e finì nel 1586 con la morte di Sforza Pallavicino, ultimo marchese dello stato, che non lasciò figli. Il duca di Parma e Piacenza Ranuccio I Farnese occupò il castello, prese prigioniero Alessandro Pallavicino di Zibello, cugino di Sforza che ne aveva ereditato i beni e lo costrinse a rinunciare a tutti i possedimenti. Cortemaggiore venne annessa così al Ducato di Parma e Piacenza e da quel momento ne seguì le sorti.

Fino alla fine dell'Ottocento Cortemaggiore fu sede di una comunità ebraica localizzata in un ghetto creato nel 1545 dal marchese Gerolamo Pallavicino ed al centro del quale si trovava la sinagoga; nessuno di questi elementi è più riconoscibile nella conformazione urbana del paese e l'unica testimonianza visibile di questa antica comunità è il piccolo cimitero ebraico che si trova lungo via Morlenzo, a nord-est del paese.

Nei secoli successivi il paese restò grossomodo immutato, rimanendo sempre un centro prevalentemente agricolo, fino al 1949 quando l'imprenditore Enrico Mattei trovò nelle campagne del paese un giacimento di petrolio. Grazie all'abilità di Mattei, la scoperta ebbe un grande impatto mediatico, cosicché Cortemaggiore si ritrovò sotto i riflettori dei giornali nazionali, in compagnia del vicino paese di Pontenure, presso cui era stato contemporaneamente trovato un giacimento di metano. Nonostante il giacimento di Cortemaggiore si rivelasse abbastanza modesto; il petrolio da esso estratto venne utilizzato, in particolare, per produrre una benzina, l'unica raffinata a partire da petrolio proveniente dal sottosuolo italiano, che fu chiamata Supercortemaggiore e per la quale venne creato il logo del cane a sei zampe.

Dal 1997 Cortemaggiore è stata insignita del titolo di "città d'arte".

Simboli Lo stemma, adottato dal comune anche se privo di formale decreto di concessione, si può blasonare:

Nello stemma comunale si vede un albero di lauro, in richiamo al nome originale della borgata (dal latino Castrum Laurum, cioè Borgo Lauro), sormontato da un bambino, simbolo della nuova comunità, e cinto nel tronco da un nastro riportante il motto latino del Comune: Nihil sanctius quam recta fides cum sororibus associata ("Nulla è più santo di una retta fede unita alle altre virtù").

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Basilica di Santa Maria delle Grazie Già collegiata, fu iniziata alla fine del 1480 su progetto di Giberto Manzi, la basilica ha una pianta a croce latina a tre navate. La collegiata è stata elevata al rango di basilica il 3 maggio 2008, con una cerimonia officiata dal cardinale Angelo Sodano.

Chiesa dell'Annunziata Detta anche "chiesa dei frati", la sua costruzione fu iniziata nel 1487 su progetto di Gilberto Manzi, è annessa al convento dei frati francescani minori osservanti. La chiesa è a pianta basilicale a tre navate; le due cappelle a pianta quadrata e con volte a crociera sono adiacenti ad una ottagonale contenente unImmacolata Concezione, affrescata nel 1530 dal Pordenone, che venne destinata ad ospitare i mausolei dei Pallavicino, i quali vi furono trasportati nel 1499 dalla chiesa di San Lorenzo, salvo poi essere ritrasferite in una cappella laterale della collegiata nel corso dell'Ottocento quando il governo di Napoleone dichiarò la soppressione del convento e della chiesa annessa; inoltre qui è conservato un altro dipinto del Pordenone, una magnifica Deposizione su tela, che sovrasta la porta d'ingresso della clausura. I notevoli affreschi che ornano la cappella gentilizia, invece, sono opera del Carracci. Contemporaneamente alla chiesa fu eretto l'attiguo convento, composto da una struttura a due piani organizzata intorno ad un cortile interno porticato, con pianta rettangolare di circa per 65, che ne fanno il chiostro più ampio in ambito provinciale. All'interno del convento si trova anche una biblioteca che conserva manoscritti databili fino al 1500. La biblioteca, che è di proprietà dei frati, è normalmente chiusa al pubblico.

Oratorio di San Giuseppe Eretto sul luogo dove esisteva precedentemente un piccolo oratorio medioevale, fu iniziato per iniziativa di un privato nel 1576, anno di fondazione della confraternita di San Giuseppe. Terminato nel 1593 l'oratorio fu decorato nel 1696 con stucchi di Bernardino Barca e Domenico Dossa. Alle pareti pregevoli dipinti di Giovanni Battista Tagliasacchi. È stato oggetto di un accurato restauro nel corso del 2007, durante il quale è stato aggiunto anche un orologio sulla torre campanaria.

Chiesa di San Lorenzo L'edificio sorge sull'area precedentemente occupata dal cimitero e dell'antica chiesa di San Lorenzo, che dipendeva dalla pieve di San Martino in Olza e faceva parte del borgo medioevale di Cortemaggiore. Nel 1666 venne eretta una piccola cappella e quindi, nel 1723, la chiesa, a pianta centrale, su progetto di Marco Aurelio Dosi, che prevedeva pure un ampio pronao fino alla strada antistante, però mai realizzato. La chiesa è intitolata al patrono di Cortemaggiore. All'interno dell'edificio si trova un affresco raffigurante la Beata Vergine delle Grazie proveniente dalla chiesa preesistente e conservato nel momento del suo abbattimento. Oratorio di San Giovanni la costruzione dell'edificio, avvenuta su iniziativa della Confraternita del Santissimo Sacramento, iniziò nel 1625 per terminare cinque anni più tardi; alle spalle del braccio sinistro del transetto venne costruita una riproduzione in scala 1:1 della Santa Casa di Loreto decorata con bassorilievi ispirati a narrazioni bibliche posti nel camminamento. La chiesa, a navata unica, presenta una cupola affrescata nel 1705 dal pittore fiammingo Robert De Longe con una rappresentazione del trionfo del Santissimo Sacramento restaurato intorno alla metà degli anni 1990. Oratorio di Santa Maria delle Grazie fuori le mura o "La Madonnina" Costruito a spese del Sacerdote Antonio Bovarini nel 1661 allo scopo di salvare un'immagine della Beata Vergine situata su un pilastro ed esposta alle intemperie. L'interno appare tutto decorato con affreschi di Giuseppe Natali e Carlo Bonisoli. Pregevole anche l'organo marca Bossi-Urbani della seconda metà dell'Ottocento. Pieve di San Martino Vescovo Situata nella frazione di San Martino in Olza, la sua esistenza è documentata sin dal X secolo e, secondo alcune analisi condotte sui materiali, risulterebbe fondata nel 416 sul sito di un preesistente tempio pagano. L'edificio è di stile romanico, ma presenta elementi gotici. Mistadelli La religiosità popolare e rurale ha portato alla costruzione di cappelle votive principalmente poste lungo gli assi viari. Tali monumenti, pur non presentando pregi artistici particolari, sono comunque indicativi della concezione religiosa del mondo agricolo basato principalmente su un rapporto di do ut des.

Architetture civili