Alzano Lombardo (; Alzà o ’Lzà in dialetto bergamasco) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune è situato nella bassa val Seriana e dista circa a nord-est del capoluogo orobico e fa parte della Comunità montana della Valle Seriana. Nel 1991 ad Alzano Lombardo è stato conferito il titolo di città.
Geografia fisica Territorio
Il territorio comunale di Alzano Lombardo è interamente situato sulla destra orografica della val Seriana, ad un'altezza di circa 304 m s.l.m. È delimitato a Sud e Sud-Est dal corso del fiume Serio, che lo divide dal comune di Villa di Serio e a Nord dallo spartiacque con la val Brembana dato dai monti Filaressa, Cavallo e Canto Basso. Ad Est sono il monte Podona, nel tratto più a monte, e il torrente Luio, in quello più a valle fino alla confluenza con il fiume Serio, a suddividerlo da Nembro, mentre ad Ovest confina con Ponteranica, tramite i monti Solino e Luvrida, e con Ranica mediante il monte Zuccone e il torrente Nesa fino allo sbocco di quest'ultimo nel Serio.
Nel fondovalle, provenendo da Bergamo, per primo si incontra il capoluogo Alzano Lombardo (un tempo denominato Alzano Maggiore) che ormai forma un unico agglomerato urbano con Alzano Sopra, frazione posta anch'essa lungo l'asta del fiume Serio prima del confine con Nembro.
All'interno, risalendo il corso del torrente Nesa, prima si incontra la frazione Nese e poi la località Busa, dove il corso d'acqua si dirama in due rami secondari. Il primo volge verso Nord-Ovest in una piccola valletta, compresa tra i monti Solino, Canto Basso e Colletto, nella quale ad un'altezza di circa 500 m s.l.m. è situato il borgo di Olera; il secondo invece si sviluppa in direzione Nord e comprende le frazioni Burro, posto sulla destra orografica della valle a circa 550 m s.l.m. in fronte a cui, sull'opposto versante, si trova Brumano. Salendo ancora si trova Monte di Nese, adagiato su una terrazza naturale in posizione panoramica prossima agli 800 m s.l.m. e circondato dai monti Cavallo, Filaressa e Colletto.
Per ciò che concerne l'idrografia, oltre al fiume Serio, numerosi sono i corsi d'acqua che attraversano il territorio comunale. Quello con portata maggiore è il Nesa, affluente del Serio da destra, che si sviluppa nell'omonima valle e che raccoglie le acque di numerosi piccoli rivoli composti dalle acque in eccesso provenienti dai monti circostanti. Discreta rilevanza ricopre anche il Luio, che percorre la piccola omonima valle, compresa tra i monti Ganda e Monte Valtrosa, e che funge da confine con Nembro.
Notevole importanza è invece attribuibile a due canali artificiali, la roggia Morlana e la roggia Serio Grande, che molto hanno aiutato lo sviluppo agricolo e industriale del territorio. Costruite nel periodo compreso tra il XII e il XIII secolo, nascono dalle vasche di carico poste nella porzione meridionale di Albino.
Già in epoca medievale ricoprivano un ruolo fondamentale per i possedimenti del comune di Bergamo presso le campagne della pianura bergamasca, importanza che crebbe nel XIX secolo con l'espansione industriale. Fino alla seconda metà del XX secolo era presente anche la roggia Guidana, che attingeva al corso del Serio nei pressi della zona industriale, il cui tragitto venne modificato rendendola dipendente dalla roggia Morlana, dalla quale prende vita in territorio di Gorle. Per ciò che concerne la viabilità, oltre alla rete stradale ordinaria, è da segnalare la tranvia Bergamo-Albino, una linea metrotranviaria che collega il paese con la città di Bergamo, che, inaugurata nel 2009, ha permesso di decongestionare le strade della zona.
Variazioni territoriali
Nel corso dei secoli numerose sono state le variazioni dei confini del comune. I primi riscontri inerenti alla delimitazione degli stessi risalgono alla prima metà del XIV secolo, epoca nella quale il territorio risultava frazionato in differenti entità: Alzano Inferiore, Alzano Superiore, Anexie (divenuto poi Nese) e Olera che potevano godere di una propria autonomia amministrativa, mentre Monte di Nese era incluso nei confini di Poscante e Brumano in quelli di Nembro. Alla fine del secolo Alzano Superiore, ridefinito come Alzano Sopra, passò anch'esso a Nembro, mentre Olera andò ad incrementare la superficie territoriale di Poscante.
Pochi furono invece i cambiamenti durante i tre secoli e mezzo della dominazione Veneta, la quale rinominò Alzano Inferiore in Alzano Maggiore, all'interno di cui riportò il piccolo borgo di Brumano, e che nel 1776 ridiede l'autonomia a Monte di Nese. Con la fine della Serenissima si verificarono invece numerosi riassetti territoriali in pochi anni: nel 1798 Brumano si unì al neonato comune di Lonno, mentre un anno prima Olera si era staccata da Poscante. L'indipendenza di quest'ultima durò pochi anni, dal momento che già nel 1805 fu nuovamente aggregata, unitamente a Monte di Nese, al comune posto in val Brembana. Nel 1809 si verificò un'imponente opera di accorpamento istituzionale, con Alzano Maggiore che inglobò Alzano Sopra, Nese e Brumano.
Con la fine della napoleonica Repubblica Cisalpina e la contestuale instaurazione del Regno Lombardo-Veneto, avvenuta nel 1816, vi fu una nuova scissione tra Alzano Maggiore, Alzano Sopra e Nese, ma anche di Olera e Monte di Nese che si eressero ad autorità amministrative indipendenti. Questi ultimi due borghi tuttavia dopo soli due anni vennero nuovamente riaggregati a Poscante, venendo poi inseriti nel territorio di Nese tra il 1925 e il 1928.
Fu invece nel 1927 che, in seguito alla fusione di Alzano Maggiore e Alzano Sopra, nacque il comune di Alzano Lombardo, a cui nel 1939 venne aggiunto anche il comune di Nese, assumendo così il nuovo assetto.
Storia Dalla preistoria ai romani
I primi ritrovamenti che attestano la presenza umana sul territorio comunale sono frammenti di selce lavorata, rinvenuti nelle zone collinari e montuose nei pressi della frazione Monte di Nese, databili attorno al terzo millennio a.C..
I primi insediamenti risalirebbero invece al VI secolo a.C., quando nella zona si stabilirono popolazioni di origine ligure, dedite alla pastorizia, tra cui gli Orobi. Ad essi si aggiunsero e integrarono, a partire dal V secolo a.C., le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i Galli Cenomani. Questi ultimi si stanziarono prevalentemente nella valle del Nesa, costituendo primitivi accampamenti presso quelle che sono le frazioni di Nese e Brumano.
Tuttavia la prima vera e propria opera di urbanizzazione fu opera dei romani, che conquistarono la zona e la sottoposero a centuriazione, ovvero ad una suddivisione dei terreni a più proprietari, a partire dal I secolo d.C.. Questa opera assegnò appezzamenti più o meno vasti a coloni e veterani di guerra, di origine o acquisizione romana, i quali bonificarono i terreni al fine di poterli sfruttare per coltivazioni agricole e allevamento di bestiame.
Questo avvenne anche per i terreni posti tra i colli Frontale e Ganda e il fiume Serio, che vennero assegnati alla “Gens Anicia”. Conseguentemente la zona assunse il nome di “Praedium Aliciano” (podere aliciano), da cui deriva il nome del comune: “praedium Alicianum”.
I principali nuclei abitativi furono Alzano Superiore (poi divenuto Alzano di Sopra) e Alzano Inferiore (in seguito Alzano Maggiore), che vennero riuniti in un unico vicus. A quel periodo risale inoltre una lapide, considerata il principale reperto storico rinvenuto nei confini comunali e ora custodita presso il Museo archeologico di Bergamo, ritrovata verso la metà del XIX secolo nel campanile della chiesa parrocchiale di San Giorgio presso Nese. Databile al I secolo d.C., descrive un lascito effettuato da tale “Sura” agli abitanti di Nese e di Brumano, definendoli come “vicanis”, fornendo importanti indicazioni su come anche quei due piccoli borghi fossero a loro volta elevati al rango di vicus. In ogni caso, durante l'epoca romana tutti questi centri avevano dimensioni molto ridotte e si basavano su agricoltura, principalmente nella piana del fondovalle, e pastorizia, nella valle del Nesa.
Medioevo
Il periodo successivo alla dominazione romana vide la zona soggetta alle invasioni barbariche, che portarono la popolazione a rifugiarsi in postazioni più elevate su colli e propaggini circostanti, in quanto considerate più sicure dalle scorrerie. Ad Alzano si svilupparono quindi nuclei abitativi con piccole strutture difensive sulle alture del colle Frontale, in particolar modo presso la località “Castello”.
Nel corso del VI secolo si verificò l'arrivo Longobardi, che insediarono presso Alzano e Nese lo sculdascio, un funzionario minore dipendente dai gastaldi, a loro volta legati direttamente al re. Questa popolazione si radicò notevolmente sul territorio, influenzando a lungo gli usi degli abitanti: si consideri infatti che il diritto longobardo rimase “de facto” attivo nelle consuetudini della popolazione fino al XV secolo.
Nell'VIII secolo ai longobardi subentrarono i Franchi che, al contrario dei predecessori, rimasero estranei alla vita sociale e politica dei territori assoggettati, nei quali instaurarono un sistema feudale, inserito nell'ambito del Sacro Romano Impero. A tal riguardo nel 974 l'imperatore Ottone II investì Ambrogio I, Vescovo di Bergamo, del titolo di Signore delle terre della valle Seriana, sulle quali aveva giurisdizione in ambito civile, penale ed ecclesiastico. In quel periodo il paese, sviluppatosi inizialmente presso lacontrada di San Pietro, cominciò a spingersi verso il fiume Serio, lungo l'antica strada romana che percorreva la valle Seriana, che corrisponde al centro storico e alle vie Fantoni e Roma.
Anche i primi documenti in cui viene citato il nome di Alzano risalgono al X secolo: nel 919 viene difatti menzionato Alzano Superiore, mentre nell'anno 1000 viene indicato il borgo di “Alesano Subteriore” in una permuta di terreni di proprietà dei canonici di Sant'Alessandro in Bergamo. Questi due borghi, a partire dal IX secolo, vennero scissi in due entità differenti che ebbero vita separata a livello amministrativo e religioso per oltre un millennio.
Età comunale
Ben presto però l'autorità vescovile cominciò a rivelarsi opprimente per i borghi che richiedevano una sempre maggiore autonomia: tra il XII e il XIII secolo sia Alzano Inferiore che Nese riuscirono ad emanciparsi, ergendosi a comuni autonomi posti sotto il controllo della città di Bergamo, che li inserì nella circoscrizione denominata “Facta della porta di San Lorenzo”.
Questa nuova condizione permise ai comuni di gestire in autonomia lo sfruttamento dei boschi e dei pascoli, di poter definire confini amministrativi e viabilità e di organizzare liberamente il culto. A questo si aggiunse anche l'utilizzo delle acque sia del fiume Serio che delle rogge presenti sul territorio: tra queste la roggia Serio Grande e la roggia Morlana, che nascevano più a monte e servivano i bisogni delle campagne limitrofe alla città di Bergamo, ma anche le rogge Guidana e Vescovada, il cui corso è stato modificato e la portata ridotta, che attingevano direttamente presso il paese. Il comune, come riportato dagli Statuti della città di Bergamo redatti nel 1265, era retto da consoli, eletti dai capifamiglia e scelti tra le personalità più importanti del paese.