Galla fu data in sposa a un giovane patrizio, che morì dopo appena un anno dalle nozze. La giovane vedova non volle più risposarsi e si ritirò in un monastero nell'area dell'antica basilica di San Pietro in Vaticano. San Fulgenzio di Ruspe la incoraggiò nella sua decisione scrivendole una famosa lettera, De statu viduarum (Lo stato delle vedove).

Dopo una vita pia, morì intorno al 550.

Culto Il culto ha origini molto antiche.

Il Martirologio Romano la riporta al giorno 6 aprile: "A Roma, santa Galla, che, figlia del console Simmaco, alla morte del marito attese per molti anni presso la chiesa di San Pietro alla preghiera, alle elemosine, ai digiuni e ad altre opere sante; il suo beato transito è stato narrato dal papa san Gregorio Magno".

La chiesa storica a lei dedicata (nel centrale rione Ripa) fu demolita nel 1930. Come compensazione le fu dedicata una nuova chiesa, costruita nel 1940 in una diversa zona di Roma, nello specifico sulla Circonvallazione Ostiense, a ridosso del quartiere Garbatella.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Garbatella Ostiense Chiesa di Santa Galla (Roma)

Collegamenti esterni

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