Popolare sia in Italia sia in Francia, con circa 140 milioni di dischi venduti è tra gli artisti di maggior successo nella storia della musica italiana. Nel 1981 si aggiudicò il primo disco di diamante della storia, che fu creato appositamente per lei.
A causa della depressione di cui soffriva da lungo tempo, la cantante si tolse la vita la notte tra il 2 e il 3 maggio 1987 nella sua abitazione, tramite ingestione di barbiturici, a distanza di vent'anni da un primo tentativo di suicidio avvenuto poco dopo la morte del cantante italiano Luigi Tenco, con il quale, secondo la stampa dell'epoca, aveva avuto un legame sentimentale.
Biografia
Iolanda Cristina Gigliotti nacque il 17 gennaio 1933 presso l'Ospedale Umberto I, l'ospedale italiano del Cairo, e crebbe a Shoubra, un quartiere popolare del Cairo, in una grande comunità italiana. I genitori erano calabresi originari di Serrastretta, provincia di Catanzaro. Aveva un fratello maggiore, Orlando (1930-1992), ed un fratello minore, Bruno (29 luglio 1936), che, con il nome d'arte di Orlando (lo stesso del fratello maggiore), diventerà il manager di Dalida. Il padre, Pietro Gigliotti (1904-1945), era primo violino all'Opera del Cairo; la madre, Filomena Giuseppina d'Alba (1904-1971), era sarta.
All'età di 4 anni un medico le prescrisse di portare una benda sugli occhi per 40 giorni per curare un'oftalmite. Al termine del periodo di bendaggio risultò gravemente strabica e venne sottoposta a diverse operazioni chirurgiche di correzione durante l'infanzia, non del tutto risolutive; all'inizio degli anni 1980 subì altri interventiCatherine Rihoit, Dalida, Plon, 2005. Ha frequentato la Scuola Tecnica Commerciale Maria Ausiliatrice, una scuola cattolica italiana situata nel Nord di Shubra.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, suo padre, come tutti gli immigrati italiani, fu internato dalle truppe del Regno Unito nel campo di Fayed, nel deserto vicino al Cairo. Tornò dal campo di prigionia nel 1944; la famiglia che aveva tanto atteso il suo ritorno rimase però profondamente delusa e amareggiata, perché Pietro tornò completamente cambiato, collerico, violento, con forti emicranie e l'amarezza per la fine della carriera. Morì l'anno dopo a causa di un ictus.
A diciassette anni Iolanda partecipò al concorso di bellezza Miss Ondine, arrivando prima, e le si aprirono le porte del mondo del cinemaLe journal d'Egypte June 9, 1954; Dalida: Mythe et mémoire ISBN 978-2361393977. In La regina delle piramidi del 1954 fu controfigura di Joan Collinsin Catherine Rihoit, Dalida, Plon, 2005. La Rihoit nel libro sbaglia però l'attrice e nomina Rita Hayworth (che in origine avrebbe dovuto avere il ruolo di Joan Collins), ma il film è Terre des pharaons, cioè La regina delle piramidi.. Nel 1954 fece parte del cast di Le Masque de Toutankhamon (La maschera di Tutankhamon) e di Sigara wa kass (Un bicchiere e una sigaretta).
Carriera Gli esordi Per affermarsi nel mondo dello spettacolo, decise di lasciare l'Egitto e tentare la fortuna come attrice in Europa. Il 26 dicembre 1954 si trasferì a Parigi dove prese dimora in un appartamento di rue Ponthieu, vicino agli Champs Elysées.
Aveva adottato il nome d'arte Dalila, molto popolare all'epoca fra le ragazze del Cairo, che nel 1956 cambiò in Dalida su consiglio dello scrittore Alfred Machard ("Dalila... fa troppo Sansone e Dalila, cambiamo una L con una D, come Dio Padre", dirà lui) e registrò il suo primo vinile con Madona, versione francese di Barco negro di Amália Rodrigues, cui seguì Bambino (traduzione della famosissima canzone napoletana Guaglione, portata al successo da Aurelio Fierro), che ebbe grande successo arrivando prima in Francia per 39 settimane nel 1957, tant'è che Dalida fu soprannominata "mademoiselle Bambino". Con Bambino vinse il suo primo disco d'oro.
Recitò in Rapt au deuxième bureau (Rapimento al secondo ufficio) di Jean Stelli con Frank Villard e cominciò a esibirsi in un recital al Cairo; interpretò Come prima (prima posizione nelle Fiandre in Belgio), Piove di Domenico Modugno e Gli zingari (Les gitans), canzone creata da Hubert Giraud per il Coq d'Or de la chanson française del 1958 e che cantò in Italia nella trasmissione Il Musichiere, condotta da Mario Riva; seguirono La canzone di Orfeo e Milord (cantata poi, in italiano, anche da Milva), le incisioni di Les enfants du Pirée (di Melina Merkouri), seconda nei Paesi Bassi e nelle Fiandre, incisa in italiano come I ragazzi del Pireo (Uno a te, uno a me), 'O sole mio, L'arlecchino gitano, T'aimer follement (T'amerò dolcemente), Garde-moi la dernière danse (Chiudi il ballo con me), Dans le bleu du ciel bleu (Nel blu dipinto di blu, di Modugno) che arriva quinta nelle Fiandre, Du moment qu'on s'aime (Piccolissima serenata, di Teddy Reno) nona nelle Fiandre e Romantica (di Renato Rascel), decima nelle Fiandre nel 1960.
Il successo internazionale e la morte di Tenco Nel 1964 Dalida fu la prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto oltre 10 milioni di dischi; sempre nel 1964, seguì il Tour de France (vinto da Jacques Anquetil), cantando più di duemila canzoni lungo i 2 900 km percorsi. Nel 1965 recitò in Ménage all'italiana (con Ugo Tognazzi, Paola Borboni) e incise La danse de Zorba (La danza di Zorba), su una base di sirtaki, Amore scusami, Cominciamo ad amarci e La Vie en rose, cavallo di battaglia di Édith Piaf, scomparsa due anni prima. Pubblicò anche il singolo Un grosso scandalo che sul lato B presenta una sua interpretazione di Il silenzio, brano portato al successo da Nini Rosso.
La danza di Zorba diventa un grosso successo anche in Italia.
Partecipò a Scala reale (ex Canzonissima) e conobbe Luigi Tenco a casa di Mario Cantini, responsabile delle edizioni musicali RCA. Con il cantante, dopo aver inciso Bang Bang (al primo posto nella prima hit parade radiofonica condotta da Lelio Luttazzi), decise di tentare Sanremo con Ciao amore, ciao. Sanremo non è stato un successo né dal punto di vista professionale né personale. La tragedia della morte di Tenco – sulla quale Dalida stessa disse molto poco – ebbe numerose versioni che con il tempo si andarono mischiando alla leggenda Dalida.
Dopo aver deposto davanti agli inquirenti, fece ritorno a Parigi, dove cantò Ciao amore, ciao. Il 26 febbraio 1967 tentò di togliersi la vita nell'albergo Prince de Galles a Parigi, dove aveva soggiornato con lo stesso Tenco prima di Sanremo; venne salvata da una cameriera, la quale notò la luce che filtrava dalla fessura inferiore della porta della camera occupata costantemente da più tempo del consueto. Dalida fu trasportata d'urgenza in ospedale dove fu salvata e rimase in coma per cinque giorni. Fu poi successivamente ricoverata in una clinica psichiatrica.
Dopo la convalescenza, alla fine del 1967 tornò al Palmares, in Francia, interpretando alcuni brani, tra cui Les grilles de ma maison; in Italia incise Mama e partecipò alla nuova Canzonissima (che si chiamerà Partitissima) con Alberto Lupo. Il singolo Mama in italiano arrivò primo in classifica. Vinse Partitissima con la canzone Dan dan dan il 6 gennaio del 1968. Fu un periodo di grande successo: ebbe ben tre canzoni nella hit parade: Mama, L'ultimo valzer e Dan dan dan. Sempre nel 1968 recitò nel film Io ti amo di Antonio Margheriti con Alberto Lupo.
Il 18 giugno le venne conferito il titolo di Commendatore delle Arti, delle Scienze e delle Lettere dal presidente francese Charles de Gaulle, e il 5 dicembre in Italia ricevette la medaglia della Presidenza.
La sua carriera italiana e internazionale si arricchì di successi, partecipazioni televisive e clamorosi rifiuti (Si dice che rifiutò di partecipare a Sanremo 1970 con La prima cosa bella, che incise poi sia in francese con il titolo Si c'était à refaire sia in versione italiana. Quest'ultima sarebbe uscita soltanto postuma nel cofanetto Dalida Italia Mia del 1991).
Dopo il Cantagiro 1968 (dove si classificò terza) fu ospite d'onore nelle trasmissioni italiane più importanti del tempo (Studio uno, Doppia Coppia, Io Agata e tu...). In seguito, altre tre Canzonissime e tre partecipazioni alla prestigiosa Mostra internazionale di musica leggera a Venezia.
Registrò a Napoli due spettacoli live con Little Tony nel 1970 e con Morandi nel 1971 per la storica Senza rete, fino ancora a Domenica in (nel 1978 e nel 1980).
Con il repertorio in lingua italiana, Dalida è arrivata in prima posizione per due settimane nel 1967 con Bang Bang, ha interpretato brani di Paolo Conte (La speranza è una stanza, 1968), Herbert Pagani, Bruno Lauzi (Uomo di sabbia, traduzione di Salma ya salama), Gino Paoli (Un uomo vivo, 1960), Umberto Bindi (Non mi dire chi sei, 1960), Piero Ciampi (La colpa è tua, 1970), Luigi Tenco (Vedrai Vedrai, 1979, Ciao amore ciao, 1967).
I successi in hit parade: Gli zingari, Ascoltami, I ragazzi del Pireo, La danza di Zorba, Mama, L'ultimo valzer, Dan dan dan, Quelli erano giorni, Un po' d'amore, Oh lady Mary e Darla dirladada. L'ultima presenza di Dalida nella hit risale al 1974 con il brano Diciotto anni.
Fra gli altri autori italiani che Dalida ha interpretato in francese: Lucio Dalla (Jésus Bambino, 1970), Ivano Fossati (Dédié à toi, 1979), Pino Donaggio (Comme symphonie, 1960), oltre ai già citati Paoli (Je me sens vivre, 1961), Bindi, Tenco (Loin dans le temps, versione in francese di Lontano lontano, 1967) e le reinterpretazioni dei brani di Mina, (Tintarella di luna, in Francia con titolo Le petit clair de lune, Un anno d'amore in versione francese col titolo C'est irréparable e il brano Paroles... paroles... con testo in francese, in coppia con l'amico Alain Delon, quest'ultimo pezzo nel 1973). Tutte le reinterpretazioni sono contemporanee ai successi di Mina in Italia.
Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta intraprese una serie di viaggi in Nepal come percorso di ricerca interiore.
Gli anni settanta la videro impegnata in tre recital all'Olympia di Parigi. Il primo, nel 1971, segnò il cambiamento della cantante che passò gradualmente a testi più impegnati (come Avec le temps di Léo Ferré). Ritornò all'Olympia nel 1974 e nel 1977. Furono anni in cui Dalida fu ai vertici delle classifiche francesi con Darla dirladada, Il venait d'avoir 18 ans e Gigi l'amoroso.
Svolta disco e nuovi successi In Italia gli anni settanta iniziarono con buoni successi e presenze che via via andarono diradandosi. 18 anni (Il venait d'avoir 18 ans) e Gigi l'amoroso la portarono spesso in televisione (18 anni sarà l'ultima sua presenza nella classifica dei dischi più venduti). Incise Tornerai (in Francia J'attendrai, al primo posto in hit parade), Ciao come stai (in Francia Ne lui dis pas), Tua moglie (in Francia Ta femme) e l'LP Sempre più Dalida.
Furono gli anni dei grandi successi francesi e internazionali. Con J'attendrai iniziò a ballare. Monday Tuesday... Laissez-moi danser la portò a una serie di recital al Palais des Sports nel 1980 e negli Stati Uniti al Carnegie Hall. Nel marzo 1981 ritornò all'Olympia di Parigi.
A cavallo fra gli anni settanta e ottanta Dalida fu accusata di essere politicizzata a causa della sua vicinanza a François Mitterrand, del quale era amica da una decina di anni e che in effetti sostenne apertamente durante le elezioni presidenziali del 1981. I socialisti di Mitterrand vinsero le elezioni e Dalida, per evitare di fomentare sospetti che la sua apparizione sui media fosse frutto di favoritismi politici, decise di intraprendere una lunga tournée all'estero.
In un sondaggio di Paris Match del 1982, Dalida risultò fra i personaggi più amati subito dopo Simone Weil, mentre in un sondaggio del 1985 di Télé 7 jours risultò la seconda cantante più amata dai francesi (al primo posto Mireille Mathieu).