Munito () è un personaggio della mitologia greca. Fu un eroe legato sia alla stirpe reale troiana sia a quella ateniese, la cui nascita si colloca negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della Guerra di Troia.
Genealogia
Figlio di Acamante e di Laodice.
Non sono noti i nomi di eventuali spose o progenie.
Mitologia
Nella tradizione letteraria greca, la figura di Munito si configura come un personaggio funzionale, introdotto dai mitografi di epoca successiva ai poemi omerici e con l'unico scopo di creare un raccordo genealogico tra la famiglia reale di Troia e la dinastia ateniese dei discendenti di Teseo. Una volta esaurito questo collegamento politico e narrativo all'interno del ciclo troiano, gli stessi autori interruppero bruscamente la sua biografia con una semplice morte accidentale e prematura dell'eroe, probabilmente perché la sua presenza non risultava più utile alle loro necessità narrative.
Nascita ed infanzia
La concezione di Munito avvenne prima dell'inizio delle ostilità tra Greci e Troiani, quando gli Achei inviarono a Troia gli araldi per cercare di reclamare pacificamente Elena. Durante il soggiorno, sua madre Laodice si innamorò perdutamente del giovane Acamante e si confidò con Filobia, moglie di Perseo (il governatore troiano della città di Dardano). Filobia aiutò la principessa organizzando un banchetto e introducendo Laodice nella camera da letto di Acamante; il giovane ateniese, ingannato dall'oscurità, scambiò la principessa per una delle concubine reali e si unì a lei.
Rimasta incinta, Laodice partorì Munito ma, per evitare lo scandalo e la furia del padre Priamo, decise di non allevarlo. Munito venne quindi affidato ad Etra, l'anziana madre di Teseo (e dunque la sua bisnonna), che in quel periodo risiedeva a Troia come ancella di Elena, e fu cresciuto mantenendo nascosta la sua reale identita.
Il ricongiungimento e la morte
Durante la notte del terribile saccheggio di Troia e mentre la città veniva data alle fiamme dagli Achei, Etra riuscì a trarlo in salvo conducendolo nel campo dei greci. Lì lo presentò ad Acamante, rivelandogli che il piccolo era suo figlio; Acamante lo riconobbe e lo prese con sé, portandolo via sulla sua nave insieme alla stessa Etra, finalmente liberata dalla schiavitù.
Nel viaggio di ritorno verso la Grecia, il contingente di Acamante fece tappa in Tracia (o secondo altre varianti, in Tessaglia), nei pressi del fiume Olocro. Durante una battuta di caccia nelle boscaglie locali, il giovane Munito venne improvvisamente morso al piede da una vipera e morì sul colpo. Fu sepolto dal padre in quel medesimo luogo, che prese il nome di Munizia.Eustazio di Tessalonica, Commentari all'Iliade, 342.
Note
Voci correlate Acamante Laodice Etra
Categoria:Personaggi dell'Iliade