Ovunque proteggi è il sesto album in studio del cantautore italiano Vinicio Capossela, pubblicato nel 2006 dalla Atlantic/Warner Music. Oltre ad aggiudicarsi la Targa Tenco nel 2006 come migliore album, viene votato, nel 2007, secondo miglior album del 2006 nella categoria "world", dalla rivista Mojo, dietro a Savane di Ali Farka Touré.
L'album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 6.
È stato presentato il 20 gennaio 2006 nella Chiesa di San Carpoforo a Milano.
Descrizione Registrato nel 2005 prevalentemente nelle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, è stato pubblicato a quasi sei anni di distanza dal precedente Canzoni a manovella, sebbene ne sia radicalmente differente. Tra il 2000 ed il 2006, infatti, le uniche uscite del cantautore irpino furono la raccolta L'indispensabile nel 2003 e il libro Non si muore tutte le mattine nel 2004. Nel 2003, a Cabras, iniziarono inoltre le sessions di Canzoni della cupa, ultimate solo nel 2015. Per Ovunque proteggi, l'album è scritto e diretto da Vinicio Capossela, mentre la produzione artistica è ancora insieme a Pasquale Minieri, ex-Canzoniere del Lazio. Inoltre è il primo album in cui Taketo Gohara lavora come tecnico del suono, ma solo in alcune tracce. La copertina e le grafiche dell'album rappresentano Capossela in pelliccia e, nel libretto, con indosso la maschera sarda del su boe, che indosserà sul tour di promozione del disco nei panni del Minotauro (vedasi Brucia Troia). Alcune canzoni, come S.S. dei Naufragati, sono apparse già in precedenza.
Tracce
Le canzoni Non trattare Introdotta dal cupo e solenne suono dei shofàr ebraici, la canzone è tratta dall'omonimo salmo 59 della Bibbia, che con incedere inquietante svela il rapporto di fede ebraico nei confronti di Yahweh. Nella versione dal vivo è anticipata dall'incipit in ebraico di Qoelet, come testimoniato nell'album dal vivo Nel niente sotto il sole - Grand tour 2006 in cui è recitato dal traduttore e poeta Guido Ceronetti.
Brucia Troia Ispirata probabilmente al mito di Elena e Paride, parla di Menelao, marito di Elena, che desidera che bruci, insieme alla città di Troia durante l'omonima guerra, anche la moglie adultera, giocando sull'omografia della parola che indica anche volgarmente una donna di facili costumi. Il cantante unisce il mito omerico a quello del Minotauro. Registrata nella grotta di Ispinigoli con un arrangiamento insolitamente hard rock per lo stile del cantautore irpino, contiene una citazione rielaborata alla canzone Quindici uomini sulla cassa del morto dello sceneggiato Rai L'isola del tesoro https://www.rockol.it/news-72780/Vinicio-Capossela-registra-una-nuova-canzone-in-una-grotta#.UBgij2GFB2A Vinicio Capossela registra una nuova canzone in una grotta. La canzone trae inoltre ispirazione dai titoli di testa dell'Edipo Re di Pasolini, nelle parti che recitano "eccola viene, ha quattro braccia e due teste, etc...".
Dalla parte di Spessotto Il cantante descrive la vita quotidiana dalla parte di quelle persone, come il protagonista Spessotto, che, per via di aspetti caratteriali poco comuni, sono poco considerate dal resto della società.
Moskavalza Il cantante ha definito la canzone "un pezzo techno", e parla della storia russa fino al 1991, citando Vysotskyj, Majakovskij e altri personaggi russi. Viene citata la famosa frase di Ivan il Terribile Due Rome sono cadute, una quarta non sorgerà metà in inglese e metà in russo.
Al Colosseo - Il Rosario de La Carne Descrizione cruda dei giochi dell'antica Roma e degli spettacoli violenti che avvenivano nel circo (principalmente gli spettacoli dei gladiatori e le cruente esecuzioni capitali come la damnatio ad bestias e le torture inflitte durante le pene), che si svolgevano in anfiteatri come il Colosseo, nonché evidente omaggio al brano In the Colosseum di Tom Waits, tratto dall'album del 1992 Bone Machine.
L'uomo vivo Dedicata alla festa de "Il Gioia" che si svolge a Scicli. Al culmine della Settimana Santa, il giorno di Pasqua viene festeggiata la Resurrezione di Cristo, detto l'Uomo Vivo, al grido di "Gioia", da cui per antonomasia il Gioia (con l'articolo al maschile). La statua lignea del Cristo, opera settecentesca attribuita a Civiletti e custodita nella Chiesa di Santa Maria La Nova, viene portata in processione per le vie della città e fatta ondeggiare e ballare in segno di gioia per tutto il giorno sino a tarda ora.
Medusa cha cha cha Descrive in modo ironico il mito della Medusa, sul ritmo spensierato del cha cha cha. La Medusa di Capossela è una donna che, a causa di un tipo un po' geloso, ha lo sguardo, affascinante ma difettoso, che trasforma gli uomini che la guardano in baccalà, portando la gorgone a desiderare un uomo vero, che non sia sincero, e che la porti a perdere la testa forse non solo metaforicamente.
Nel blu Descrizione della vita in modo magico, dove compare molto spesso la parola blu. Questa canzone è quella che più si avvicina a quelle del precedente Canzoni a manovella per via degli arragiamenti orchestrali.
Dove siamo rimasti a terra Nutless La canzone ha alcuni tratti presi dal libro del cantante Non si muore tutte le mattine, e la musica in parte ripresa dalla colonna sonora di Ennio Morricone per il film C'era una volta in America. Come spiegato dallo stesso Vinicio in un'intervista, Nutless (protagonista anche di una delle capitolazioni del libro) era il nomignolo storpiato del suo amico chiamato così dallo stesso Capossela in onore del protagonista del film Noodles, film che entrambi avevano apprezzato moltissimo.
Pena del alma Una canzone tradizionale messicana, il cui nome originale è Prenda del alma. Capossela stesso è l'autore di questo adattamento in italiano realizzato, come affermato da lui, dopo averne ascoltato ripetutamente la versione dei Los Lobos durante un'intera notte in cui lui stava soffrendo d'amore.
Lanterne rosse Un pezzo mistico, con un arrangiamento musicale ispirato alla musica orientale meditativa. Vengono citati elementi asiatici, come l'hu dong e il drago.
S.S. dei Naufragati La canzone è basata sul poemetto La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge, ed era già stata incisa nel 2002 per la compliation Matri mia. Essenzialmente uno spoken voice accompagnato da un dimesso violoncello ed un vascello fluttuante in acqua, ripercorre i tratti più salienti del poemetto di Coleridge.
Ovunque Proteggi Ovunque proteggi è la canzone che dà il titolo all'album. È una canzone d'amore scritta da Capossela negli anni '90 ma rimasta inedita. Con un tono rilassato e dolce, chiude l'album in maniera opposta a come si era aperto con l'inquietante Non trattare.
Formazione
Non trattare
Vinicio Capossela - chitarra, voce Zeno De Rossi - teste di morto, mascella d'asino
Marc Ribot - chitarra, banjo Mario Brunello - violoncello Anna Garano - dobro Gak Sato - sonagli Elia Galante - shofar
Brucia Troia
Vinicio Capossela - campanacci di Tonara, corna, tastiera Gem, minotauro Vincenzo Vasi - basso Zeno De Rossi - tamburo Marc Ribot - chitarra preistorica, dobro Gaben Dabirè - balafon Gavino Murgia - canto a tenores basso
Dalla parte di Spessotto
Vinicio Capossela - Farfisa, organo a bottiglie, voce Glauco Zuppiroli - contrabbasso, orchestrazioni Zeno De Rossi - batteria, teste di morto, grancassa, fischio da naso Alessandro Asso Stefana - banjo Achille Succi - clarone, clarino Giorgio Giovannini - trombone Vincenzo Vasi - xilofono, fischi Capossela / Sato - Shaba dum dum
Banda della Posta: Tuttacreta (fisarmonica), Matalena (violino), Rocco Briuolo (mandolino e mmoh)
Moskavalza
Vinicio Capossela - voce, tastiera Gem Alessandro Asso Stefana - dr. Bohm rhythm machine, chitarra elettrica Gak Sato - arrangiamento
Al Colosseo
Enrico Bellati - corni Ivan Gambini - timpani
L'uomo vivo (Inno al Gioia)
Vinicio Capossela - voce Corpo Bandistico "A. Busacca" di Scicli (RG) diretto da Giovanni Barone. Concertatori: Carmelo Magro "te lo posso fare" e Massimo Piccione Gaetano Santoro - sax baritono Giorgio Giovannini - trombone Massimo Marcer - tromba
Zeno De Rossi - piatti Roy Paci - grancassa
Medusa cha cha cha
Vinicio Capossela - Farfisa, voce Zeno De Rossi - guiro, percussioni Glauco Zuppiroli, Ares Tavolazzi - contrabbassi Marc Ribot - chitarra elettrica Columbia Jacob Hernandez - maracas, bongo Enrique "Kike" Roman - conga Vincenzo Vasi - marimba Roy Paci - tromba Giorgio Giovannini - trombone Gaetano Santoro - sax baritono Massimo Marcer - tromba Gak Sato - theremin Georgeanne Kalweit - medusa
Nel blu Vinicio Capossela - piano grand, voce Christopher Wonder "the big Ta da" - scimmietta meccanica
Dove siamo rimasti a terra Nutless
Vinicio Capossela - piano grand, voce, telefono Ares Tavolazzi - contrabbasso Zeno De Rossi - batteria Marc Ribot - banjo, chitarra elettrica Fabio Prima - susafon Gak Sato - gamelan Mario Brunello - violoncello Sauro Berti - corno di d'assetto, clarinetto basso Enrico Bellani - corno francese Edodea String Quartet di Edoardo De Angelis Wu Wei - har hu (violino cinese) Dixie Jambalaya: Luciano Invernizzi - trombone, Vittorio Castelli - clarinetto, Fabrizio Cattaneo - tromba
Pena del Alma
Vinicio Capossela - piano a muro, gong delle nuvole Glauco Zuppiroli - guitarron Alessandro "Asso" Stefana - chitarra Vincenzo Vasi - cantante occulto
Lanterne Rosse
Vinicio Capossela - Duysen piano, gong delle nuvole Wu Wei - sheng, har hu, xun
S.S. dei Naufragati
Vinicio Capossela - voce Mario Brunello - violoncello, primo vascello Stefano Nanni - armonio Vincenzo Vasi - theremin Coro della Cappella di San Maurizio (Milano)
Ovunque proteggi
Vinicio Capossela - piano grand, voce, armonio indiano Glauco Zuppiroli - contrabbasso Zeno De Rossi - batteria Marc Ribot - rhythm guitar Alessandro Asso Stefana - dobro
Jacob Hernandez - clave Gabriel Tenorio - chitarra slide Angeli della Cappella di San Maurizio (Milano)
Classifiche Classifiche settimanali Classifica (2006)PosizionemassimaItalia1
Classifiche di fine anno Classifica (2006)PosizioneItalia22
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Album al numero uno in Italia