Biografia La fonte principale per tracciare una biografia di Esuperanzio è il Liber pontificalis ecclesiae ravennatis di Agnello Ravennate, scritto nella prima metà del IX secolo. Secondo Agnello, Esuperanzio fu il diciannovesimo vescovo di Ravenna, successore di Neone, attestato nel 458, e predecessore di Giovanni I, l'Angelopte, consacrato nel luglio 477. Esuperanzio fu dunque vescovo di Ravenna fra queste due date, nel periodo che coincise con la conquista della città da parte di Odoacre e la successiva caduta dell'Impero romano d'Occidente (476).Pietri, p. 731. Lucchesi, col. 101.

Agnello è conscio di non sapere molto di questo vescovo di Ravenna e quasi si scusa con il lettore per l'esiguità del suo racconto.Liber pontificalis ecclesiae ravennatis; ed. Testi Rasponi, p. 89, 10-11; ed. Holder-Egger, p. 297, 6-7. All'epoca di Esuperanzio, il suddiacono Gemello, rettore del patrimonio della Chiesa ravennate in Sicilia, edificò la basilica di Sant'AgneseSecondo Testi Rasponi (p. 88, nota 7), questa informazione riportata da Agnello fu presa da un'epigrafe, che probabilmente però non si riferiva alla costruzione della basilica di Sant'Agnese, ma alla sua ristrutturazione nel secolo successivo, all'epoca del vescovo Massimiano; Gemello fu presumibilmente un praepositus fabricae, un sovraintendente alla ricostruzione della basilica. (distrutta nel 1938), che il vescovo dotò di oro, argento e veli sacri (paleis sacris); ancora Esuperanzio fece fabbricare, in onore di sant'Agnese, una civitatem argenteam, ossia una rappresentazione in argento della città di Ravenna, oppure, ammesso che il testo di Agnello sia corrotto, una crucem argenteam, una croce d'argento.Liber pontificalis ecclesiae ravennatis; ed. Testi Rasponi, p. 88, 4-7; ed. Holder-Egger, p. 297, 1-4. Pietri, p. 732.

Esuperanzio è identificato con l'anonimo vescovo menzionato nella lettera scritta da papa Simplicio nel 482 a Giovanni Angelopte; in questa lettera, il papa ricorda come il predecessore di Giovanni, ossia Esuperanzio (secondo la cronotassi di Angelo Ravennate), in un'epoca imprecisata, aveva proceduto con la forza all'ordinazione di una persona contro la sua volontà.Pietri, pp. 731-732. Lucchesi, col. 102. Secondo Lanzoni «cotali ordinazioni forzate non erano infrequenti in quel tempo».Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. II, Faenza 1927, p. 753.

Secondo Agnello, Esuperanzio morì il 29 maggio (IIII kalendas iunii), probabilmente del 477, poiché il suo successore, Giovanni Angelopte, fu consacrato nel mese di luglio dello stesso anno; e fu sepolto nella basilica di Sant'Agnese, sotto una lastra di porfido nei pressi dell'altare.Liber pontificalis ecclesiae ravennatis; ed. Testi Rasponi, p. 91, 29-31; ed. Holder-Egger, p. 297, 26-28. Pietri, p. 732. Lucchesi, col. 102. Nel 1809 le sue reliquie furono traslate nella cattedrale di Ravenna.Lanzoni, Le diocesi d'Italia…, p. 754. Lucchesi, col. 102.

Errate interpretazioni e la non sempre chiara cronologia del Liber di Agnello, hanno portato ad attribuire ad Esuperanzio di Ravenna documenti coevi dove si parla di altri personaggi omonimi. Così, ne Le sagre memorie di Ravenna anticaVenezia 1664, pp. 67-69 e 418., Girolamo Fabbri racconta che Esuperanzio era un soldato romano iberico che, su suggerimento di san Girolamo, si diede alla vita ascetica; divenne vescovo di Osma e fu trasferito a Ravenna nel 385, dove morì nel 418. Questa cronologia è fatta propria anche da Ughelli, che pone l'episcopato di Esuperanzio dal 398 al 418.Ferdinando Ughelli, Italia sacra, vol. II, seconda edizione, 1717, col. 331. Alla fine del Settecento Giuseppe Luigi Amadesi pubblicò una sua cronologia dei vescovi ravennatiIn Antistitum Ravennatum Chronotaxim... disquisitiones perpetuae, vol. I, Faentiae 1783, pp. 106-120., ponendo il governo di Esuperanzio dal 425 al 430; la medesima cronologia è fatta propria da CappellettiLe Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. II, Venezia 1844, pp. 28-29. e da GamsSeries episcoporum Ecclesiae Catholicae, Monaco 1873, p. 716.. «Questo tentativo di anticipare di oltre settant'anni l'episcopato di Esuperanzio è assolutamente infondato».Lucchesi, coll. 101-102. Vedere la critica di Testi Rasponi alla cronologia di Amadesi: Liber pontificalis ecclesiae ravennatis, p. 30, nota 9.

Culto All'epoca di Agnello, Esuperanzio era già venerato come santo, come attesta una lastra lapidaria attribuita al IX secolo e dove il vescovo ravennate è ricordato con queste parole:

La data del 29 maggio riportata da Agnello fu corretta da calendari ravennati posteriori in 30 maggio (III kalendas iunii), come documenta, per esempio, l'Effemeride sacra et istorica di Ravenna antica di Girolamo FabbriVenezia 1675, pp. 147-148. La stessa data del 30 maggio appare nel Martirologio Romano fino alla riforma liturgicaMartirologio romano, quarta edizione italiana, Libreria Editrice Vaticana 1955, p. 133. dopo il concilio Vaticano II, che riportò la festa di sant'Esuperanzio al 29 maggio. Il martirologio lo ricorda con queste parole:

Note

Bibliografia De Sancto Exuperantio episcopo Ravennate in Italia. Commentarius historicus, Acta Sanctorum Maii, vol. VII, Roma-Parigi 1866, pp. 256-257 Benedetto Bacchini, Agnelli qui et Andreas... Liber Pontificalis, seu Vitae Pontificum Ravennatum, vol. I, Modena 1708 Agnelli qui et Andreas liber pontificalis ecclesiae Ravennatis, a cura di Oswald Holder-Egger, Monumenta Germaniae Historica, «Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI-IX», Hannover 1878, pp. 296-297 Codex pontificalis ecclesiae Ravennatis, a cura di Alessandro Testi Rasponi, vol. I, Bologna 1924, pp. 88-91 Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma 1999, pp. 731-732 Giovanni Lucchesi, Essuperanzio, vescovo di Ravenna, santo, Bibliotheca Sanctorum, vol. V, coll. 101-102

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