La provincia di Fermo è una provincia italiana di abitanti delle Marche, con capoluogo Fermo. Istituita nel 2004, divenne operativa nel 2009 con l'elezione dei primi organi provinciali. Si estende su una superficie di e comprende 40 comuni.
Affacciata a est sul mare Adriatico, confina a nord e a nord-ovest con la provincia di Macerata e a sud con la provincia di Ascoli Piceno. È l'unica provincia marchigiana a non confinare con un'altra regione italiana.
La provincia fu istituita dalla legge 11 giugno 2004, n. 147, entrata in vigore il 30 giugno successivo e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 15 giugno dello stesso anno. Il nuovo ente fu costituito mediante il distacco di 40 comuni dalla provincia di Ascoli Piceno. Divenne pienamente operativo in occasione delle prime elezioni provinciali, svoltesi il 6 e 7 giugno 2009, contestualmente al rinnovo degli organi della provincia di Ascoli Piceno.
Dal 2009 la provincia utilizza la sigla automobilistica FM. La medesima sigla era stata utilizzata dal 1930 per la provincia di Fiume, dopo una precedente assegnazione della sigla FU; in seguito all'istituzione della provincia di Fermo, FM fu attribuita al nuovo ente marchigiano.
Geografia fisica Territorio La provincia di Fermo si estende dal mare Adriatico, a est, fino alla dorsale dei Monti Sibillini, nell'Appennino umbro-marchigiano, che ne delimita il settore occidentale nei territori comunali di Amandola e Montefortino. Il territorio provinciale non raggiunge direttamente il confine con l'Umbria, dal quale è separato dai comuni di Castelsantangelo sul Nera, nella provincia di Macerata, e di Montemonaco, nella provincia di Ascoli Piceno.
Dal punto di vista morfologico il territorio è prevalentemente collinare e degrada progressivamente dall'area appenninica verso una fascia costiera bassa e in gran parte sabbiosa. Il reticolo idrografico è organizzato principalmente intorno alle valli dell'Aso, del Tenna e dell'Ete Vivo, cui si aggiungono corsi d'acqua minori, tra i quali l'Ete Morto. Il corso dell'Aso segna per lunghi tratti il confine meridionale con la provincia di Ascoli Piceno, mentre il settore settentrionale è delimitato in parte dal bacino del Chienti e dall'Ete Morto. La valle del Tenna attraversa la parte centrale della provincia ed è percorsa dalla SP 239 ex SS 210 Fermana-Faleriense.
Nel settore occidentale il territorio provinciale comprende il versante adriatico di alcune delle principali cime dei Monti Sibillini. Nel territorio di Amandola si elevano il Monte Amandola () e il Castel Manardo (), mentre nel comune di Montefortino ricadono il versante orientale del Monte Priora, detto anche Pizzo della Regina (), e parte del massiccio della Sibilla (). Tra i rilievi subappenninici spicca inoltre il Monte Falcone (), rilievo alto-collinare sulle cui pendici sorgono Montefalcone Appennino e Smerillo.
Secondo la classificazione altimetrica dell'ISTAT, il solo comune di Montefortino appartiene alla zona di montagna interna, mentre il restante territorio provinciale è classificato come collina interna o collina litoranea.ISTAT, , 2001 (in formato .xls). La superficie classificata come montana rappresenta circa il 9,1% dell'intera provincia, mentre il restante 90,9% è collinare, facendo di Fermo la provincia marchigiana con la minore incidenza percentuale di territorio montano.
I territori di Amandola e Montefortino ricadono nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, che si estende complessivamente tra le province di Fermo, Ascoli Piceno, Macerata e Perugia. Amandola, Montefortino e altri comuni dell'area fermano-ascolana appartengono inoltre all'Unione montana dei Sibillini, ente che ha sostituito la precedente Comunità montana.
Storia
Dall'età antica alla Marca fermana Le vicende storiche del territorio dell'attuale provincia sono strettamente legate a quelle di Fermo, antico centro dei Piceni. Sul sito dell'insediamento preromano i Romani fondarono nel 264 a.C. la colonia latina di Firmum Picenum, che divenne uno dei principali centri della romanizzazione del Piceno.
Durante l'alto Medioevo Fermo assunse una crescente importanza politico-amministrativa. Dopo essere stata compresa nel Ducato di Spoleto, divenne centro di una circoscrizione che nei documenti del X secolo è indicata come Marca fermana. Una testimonianza del 983 utilizza già la formula marka Firmana; tra XI e XII secolo la marca costituì una delle principali circoscrizioni dell'Italia centrale adriatica. Tra la fine dell'XI e il XIII secolo la Marca fermana fu progressivamente assorbita nella più ampia Marca d'Ancona; nel 1210 un diploma di Ottone IV comprendeva infatti Fermo nella Marchia Anconitana.
Lo Stato di Fermo Tra il basso Medioevo e l'età moderna Fermo sviluppò un proprio dominio territoriale, comunemente indicato come Stato di Fermo o Comitato fermano. La città si organizzò come libero comune e la sua giurisdizione si estese progressivamente su numerosi centri e castelli del territorio circostante. Nel periodo di maggiore estensione il contado fermano comprendeva tradizionalmente circa ottanta castelli, le cui rappresentanze partecipavano anche alle principali cerimonie civili e religiose della città.
Il territorio rimase inserito nello Stato Pontificio fino all'età napoleonica, pur attraversando nei secoli fasi di autonomia comunale, signorie e differenti forme di governo pontificio.
Nel 1589 papa Sisto V, che era stato vescovo di Fermo dal 1571 al 1577, elevò la diocesi di Fermo ad arcidiocesi metropolitana. La bolla fu emanata il 24 maggio 1589 e Fermo divenne il centro di una nuova provincia ecclesiastica.
Dall'età napoleonica all'Unità d'Italia Con l'annessione delle Marche al Regno d'Italia napoleonico nel 1808, il territorio fu organizzato nel Dipartimento del Tronto, avente Fermo come capoluogo e sede della prefettura. La circoscrizione, esistita dal 1808 al 1814, comprendeva i cantoni di Fermo, Montegiorgio, Petritoli, Ripatransone, San Ginesio, Sant'Elpidio a Mare e Sarnano.
Dopo la Restaurazione, il motu proprio di papa Pio VII del 6 luglio 1816 istituì nello Stato Pontificio la Delegazione apostolica di Fermo, classificata tra le delegazioni di seconda classe.
Con il motu proprio di papa Leone XII del 5 ottobre 1824, entrato in vigore il 1º gennaio 1825, le delegazioni di Fermo e Ascoli furono riunite nella Delegazione apostolica di Fermo e Ascoli. La circoscrizione ebbe due capoluoghi: a Fermo risiedeva il delegato apostolico, mentre ad Ascoli aveva sede un luogotenente. Dopo i moti del 1831, l'editto del cardinale Tommaso Bernetti del 5 luglio dello stesso anno ripristinò le delegazioni separate di Fermo e Ascoli.
La riforma del 1831 istituì inoltre un Consiglio provinciale di Fermo, con funzioni consultive nell'ambito della provincia pontificia. Tale organismo rimase in attività fino al 1860.
In seguito all'annessione delle Marche al Regno di Sardegna e alla riorganizzazione amministrativa disposta con il decreto Minghetti del 22 dicembre 1860, la provincia di Fermo fu soppressa e aggregata alla nuova provincia di Ascoli Piceno. Il territorio dell'antica provincia costituì il circondario di Fermo, uno dei due circondari della nuova provincia insieme a quello di Ascoli Piceno. Il circondario rimase in vita fino alla soppressione delle circoscrizioni circondariali nel 1927.
La perdita del capoluogo provinciale alimentò nel territorio fermano un lungo movimento politico e amministrativo volto al ripristino di una provincia autonoma, tradizionalmente indicato come «questione fermana».
Istituzione della provincia contemporanea Dopo diversi tentativi parlamentari succedutisi nel corso del XX secolo, l'attuale provincia di Fermo fu istituita con la legge 11 giugno 2004, n. 147, entrata in vigore il 30 giugno successivo. La legge individuò Fermo come capoluogo e attribuì alla nuova provincia 40 comuni precedentemente appartenenti alla provincia di Ascoli Piceno.
La nuova circoscrizione non coincide integralmente con quella della provincia pontificia soppressa nel 1860, trattandosi di un ente istituito secondo l'ordinamento amministrativo contemporaneo e con confini definiti dalla legge del 2004.
La provincia divenne operativa con le prime elezioni provinciali del 6 e 7 giugno 2009, svoltesi contestualmente al rinnovo degli organi della provincia di Ascoli Piceno. Con l'avvio dell'ente furono progressivamente organizzati gli uffici provinciali e quelli periferici dello Stato riferiti alla nuova circoscrizione.
Simboli
Lo stemma, il gonfalone e la bandiera sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 28 maggio 2010.
Stemma
I quattro quarti richiamano diversi aspetti storici e identitari del territorio: la torre è composta da quaranta mattoni, in riferimento ai comuni della provincia; l'aquila richiama la tradizione araldica fermana, mentre la spiga, l'ape e l'ancora rappresentano rispettivamente l'agricoltura, il lavoro e il rapporto con il mare. Le date MDCCCLX e MMIX ricordano il 1860, anno della soppressione della precedente provincia, e il 2009, anno di effettiva entrata in funzione dell'ente contemporaneo.
Gonfalone
Bandiera
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Il patrimonio storico e paesaggistico della provincia è distribuito tra il capoluogo, i centri collinari dell'antico territorio fermano, la costa adriatica e l'area montana dei Monti Sibillini. Accanto al patrimonio monumentale di Fermo si conservano numerosi borghi fortificati, complessi religiosi medievali, testimonianze archeologiche romane e aree naturali protette.
Architetture religiose Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta Situata sulla sommità del colle del Girfalco a Fermo, la cattedrale conserva la facciata romanico-gotica in pietra d'Istria della ricostruzione conclusa nel 1227, mentre il corpo dell'edificio fu integralmente rinnovato a partire dal 1781 su progetto di Cosimo Morelli. Nei sotterranei sono conservate testimonianze delle precedenti fasi dell'edificio, fra cui resti della basilica paleocristiana e pavimenti musivi.
Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale Nel territorio di Amandola, nei pressi del lago di San Ruffino, sorge l'abbazia dei Santi Ruffino e Vitale, complesso religioso medievale sviluppatosi in un'area di antica frequentazione. L'edificio conserva una cripta e un ambiente ipogeo affrescato legato alla presenza eremitica e costituisce uno dei principali monumenti storico-religiosi dell'alta valle del Tenna.
Santuario della Madonna dell'Ambro Il Santuario della Madonna dell'Ambro sorge nel territorio di Montefortino, nella valle dell'omonimo torrente, all'interno del Parco nazionale dei Monti Sibillini. Il luogo di culto è documentato almeno dall'XI secolo; l'attuale chiesa deriva principalmente dalla ricostruzione iniziata nel 1603 e conserva nella cappella della Madonna decorazioni realizzate in epoche successive.
Complessi religiosi di Sant'Elpidio a Mare Il centro storico di Sant'Elpidio a Mare conserva diversi edifici religiosi di rilievo, tra cui la collegiata di Sant'Elpidio Abate, la basilica lateranense di Maria Santissima della Misericordia e la chiesa del Santissimo Sacramento, legata alla presenza dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Nel territorio comunale si trova inoltre l'abbazia imperiale di Santa Croce al Chienti, le cui origini altomedievali sono tradizionalmente ricondotte alla presenza benedettina.
Architetture civili Piazza del Popolo e Palazzo dei Priori Il principale complesso monumentale civile di Fermo si sviluppa intorno a piazza del Popolo, definita da due loggiati cinquecenteschi. Sullo spazio si affacciano il Palazzo dei Priori, il Palazzo degli Studi e il Palazzo apostolico. Il Palazzo dei Priori, sviluppatosi a partire da edifici preesistenti medievali, presenta l'attuale sistemazione della facciata di fine Cinquecento e ospita il polo museale civico e la Pinacoteca civica di Fermo.
Teatro dell'Aquila