La nazionale di calcio della Turchia () è la rappresentativa di calcio della Turchia ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica turca; è affiliata all'UEFA dal 1962.
Ha partecipato a tre edizioni del campionato mondiale di calcio (1954, 2002 e 2026), anche se si è qualificata a quattro edizioni se si include il torneo del 1950, dal quale però si ritirò prima dell'inizio della fase finale. Ai mondiali ha ottenuto come miglior risultato il terzo posto nel 2002. Si è inoltre qualificata a sei edizioni del Campionato europeo maschile di calcio (1996, 2000, 2008, 2016, 2020, 2024), torneo in do chi ha raggiunto la semifinale nel 2008. Conta anche una partecipazione alla Confederations Cup, dove ha conseguito il terzo posto nel 2003.
Nel ranking FIFA il miglior piazzamento della Turchia è il 10º posto del giugno 2004, mentre il peggiore è il 67º posto del gennaio 1996. La squadra ha figurato per la prima volta nella top 10 della classifica dopo l'exploit al mondiale di . Ad aprile 2026 occupa il 22º posto della graduatoria.
Storia Dagli esordi al primo mondiale del '54 (1923-1956) La nazionale turca esordì nell'ottobre 1923, pareggiando in amichevole con la (2-2).
Dopo il ritiro dal a qualificazione avvenuta a causa di problemi finanziari, si qualificò per il campionato del mondo del 1954 eliminando la in tre incontri: dopo aver perso per 4-1 l'andata e vinto per 1-0 il ritorno, la "bella" si chiuse sul 2-2 (punteggio che non mutò nei tempi supplementari), ma i turchi furono favoriti dal sorteggio. Ad effettuarlo fu l'allora tredicenne Franco Gemma, ragazzo romano passato alla storia per il gesto. Il percorso dei turchi nella fase finale non andò oltre il girone, per via delle due sconfitte contro la (4-1 nel girone e 7-2 allo spareggio) e l'insufficiente 7-0 inflitto alla nel girone.
Di rilievo fu la vittoria per 3-1 ottenuta nel 1956 in amichevole a Istanbul contro la forte , vice-campione del mondo in carica.
Anni di declino (1960-1998) La partecipazione della Turchia al mondiale 1954 fu destinata a rimanere, per lungo tempo, un caso isolato, probabilmente dovuto anche al fatto che un quegli anni la Turchia giocava ancora le qualificazioni nei raggruppamenti asiatici. Gli anni '60 videro la Turchia mancare l'accesso alle principali rassegne internazionali (mondiali ed europei), mentre negli anni '70 la situazione migliorò: i turchi fallirono per un solo punto la qualificazione al e al , mentre nel girone di qualificazione al chiusero secondi, a pari merito con la e a quattro punti dall' capolista. Gli anni '80 furono avari di soddisfazioni.
Già vicina alla qualificazione al , che mancò fallendo l'ultima partita delle eliminatorie in casa dell' (che in classifica precedette i turchi insieme all'), la Turchia beneficiò negli anni a venire della generazione di talenti che raggiunsero la finale dei Giochi del Mediterraneo del 1991, persa contro la Grecia. Questo periodo segnò una svolta nella storia del calcio turco.
La nazionale fu allenata per un triennio (dal maggio 1990 al 1993) dal tedesco Sepp Piontek. Tornò poi su un palcoscenico internazionale di rilievo in occasione de campionato europeo del 1996, alla cui fase finale si qualificò sotto la guida di Fatih Terim, grazie al secondo posto nel gruppo vinto dalla e un ruolino di marcia molto positivo, con una sola sconfitta in otto partite del girone, in cui riuscì a battere Svizzera e . I turchi si qualificarono grazie al pareggio in rimonta ottenuto in trasferta contro gli svedesi all'ultima giornata, punto che servì alla nazionale di Terim ad evitare lo spareggio tra le peggiori seconde squadre classificate. Il cammino della squadra di Terim in Inghilterra terminò, tuttavia, già dopo la prima fase, a causa di tre sconfitte in altrettante partite, contro (1-0), (1-0) e (3-0). Le qualificazioni al , invece, videro i turchi chiudere al terzo posto il proprio gruppo, preceduti da e .
La rinascita e l'exploit al mondiale nippo-coreano (2000-2004) La Turchia ricomparve sulla scena internazionale nella fase finale del , cui ebbe accesso dopo aver vinto il play-off contro l' grazie alla regola dei gol fuori casa (1-1 in trasferta e 0-0 in casa). La formazione allenata da Mustafa Denizli si era, infatti, piazzata seconda nel girone eliminatorio vinto dalla . In Belgio e Paesi Bassi, inserita in un difficile girone, la compagine biancorossa fu sconfitta all'esordio dall' (2-1; di Okan Buruk il primo gol della Turchia nella fase finale di un europeo), pareggiò contro la (0-0) e batté il (2-0, doppietta di Hakan Şükür), qualificandosi dunque ai quarti di finale, dove fu eliminata perché sconfitta per 2-0 dal .
Ancora meglio andò al mondiale 2002, cominciato perdendo contro il quotato : la gara portò alla squalifica di Rivaldo, per la simulazione di un fallo mai subìto. I quattro punti raccolti nelle due restanti gare bastarono alla squadra di Şenol Güneş per accedere alla fase ad eliminazione diretta, dove, nell'ordine, la Turchia eliminò il padrone di casa e la sorpresa . Il sogno di entrare in finale fu cancellato nuovamente dal Brasile, ma non sfuggì la conquista della medaglia di bronzo: nella finale per il terzo posto vinta per 3-2 contro i sudcoreani, anch'essi paese ospitante, Hakan Şükür segnò dopo appena 11 secondi il gol più veloce nella storia dei mondiali. Nel novembre dello stesso anno la Turchia strappò un 1-1 all'Italia in amichevole. Identico punteggio si sarebbe registrato quattro anni più tardi, sempre in amichevole, ma contro una squadra, quella azzurra, da poco divenuta campione del mondo.
Nel 2003 la Turchia fu ammessa alla Confederations Cup in Francia dopo le rinunce di , e . Superata la fase a gironi (vittoria contro gli , sconfitta contro il e pareggio contro il che eliminò i sudamericani), i turchi persero la semifinale contro la e vinsero la finale per il terzo posto contro la . Con tre gol e un assist nel torneo si mise in luce Tuncay Şanlı. La gestione Güneş si chiuse dopo quattro anni in seguito alla mancata qualificazione al .
La semifinale a Euro '08 e le mancate qualificazioni ai mondiali (2006-2022) La Turchia andò incontro ad un profondo cambiamento generazionale, ma non riuscì ad approdare alla fase finale di tramite il play-off, che premiò la . Tornò sul palcoscenico internazionale in occasione dell'europeo 2008, dove ottenne il suo miglior risultato nella competizione, approdando alle semifinali. Sconfitti all'esordio dal Portogallo (2-0), i turchi superarono il girone grazie a due memorabili rimonte, contro la Svizzera (2-1) e la Repubblica Ceca (3-2). Tre di questi cinque gol turchi furono messi a segno dall'88º minuto in poi. Ai quarti di finale l'ostica Croazia fu piegata per 3-1 ai tiri di rigore (1-1 dopo i tempi supplementari): dal dischetto i turchi trasformarono in rete tutti e tre i tiri, mentre i croati fallirono tre tentativi su quattro. Molto combattuta si rivelò poi la semifinale contro la . La Turchia, passata in vantaggio, fu subito raggiunta nel primo tempo e, pur essendo riuscita a sua volta a pareggiare i conti a quattro minuti dal termine dell'incontro, subì al 90º minuto il gol del 3-2 che la condannò all'eliminazione, chiudendo così la competizione al terzo posto a pari merito con la .
Dopo aver mancato, nel periodo seguente, la qualificazione a due mondiali ed un altro europeo, la nazionale turca si qualificò per l'europeo 2016 eliminando nelle qualificazioni i favoriti . Inserita nel girone con , e , la nazionale biancorossa subì una sconfitta per 1-0 contro i croati e una per 3-0 contro gli spagnoli, ma riuscì comunque ad aggiudicarsi il terzo posto nel girone dopo aver battuto per 2-0 i cechi nell'ultima partita. Ciononostante la vittoria contro i cechi risultò inutile ai fini del passaggio del turno, poiché la squadra, insieme all'Albania, risultò una delle due peggiori terze e fu quindi eliminata al primo turno.
Non si qualificò al mondiale di , giungendo quarta nel girone da sei, dietro a , e . In seguito fu inserita in un minigirone di Lega B della UEFA Nations League 2018-2019 con e . Chiuse all'ultimo posto, con una vittoria e tre sconfitte, retrocedendo dunque in Lega C, ma fu ripescata in Lega B per via del cambio del regolamento, che previde l'aumento delle partecipanti.
Guidata dal rientrante Şenol Güneş, che rifondò la squadra puntando sui giovani e sui soli veterani Burak Yılmaz e Emre Belözoğlu, la Turchia si qualificò al grazie al secondo posto nel girone eliminatorio vinto dalla : perse solo una delle dieci partite disputate, rimanendo imbattuta nei due confronti con i francesi (battuti per 2-0 a Konya e fermati sul pari a Parigi). Il cammino degli anatolici nella fase finale del torneo si rivelò, però, disastroso, e fu segnato da tre sconfitte in altrettante gare: battuti per 3-0 dai futuri campioni dell', 2-0 rimediato contro il e infine un 3-1 contro la . Altrettanto negativa fu la prestazione fornita nella UEFA Nations League 2020-2021: nel girone della Lega B con , e , i turchi colsero una vittoria, tre pareggi e due sconfitte, chiudendo all'ultimo posto e retrocedendo dunque in Lega C.
Le qualificazioni al videro la Turchia piazzarsi seconda nel girone vinto dai , a due sole lunghezze dagli olandesi, con un bilancio di 6 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta. Ammessa ai play-off per l'accesso a Qatar 2022, la squadra fu eliminata in semifinale dal , vittorioso per 3-1 a Porto.
L'arrivo di Montella in panchina e il ritorno ai mondiali (2023-) Il 21 settembre 2023, in sostituzione dell'esonerato Stefan Kuntz, viene scelto per la panchina l'italiano Vincenzo Montella. Qualificatasi al campionato d'Europa 2024, disputatosi in Germania, la nazionale di Montella si rese protagonista di un buon cammino, superando la fase a gironi, per poi raggiungere i quarti di finale, dove venne eliminata dai (2-1).
Nelle qualificazioni al , la Turchia venne inserita nel Gruppo E insieme alla Spagna, campione d'Europa 2024, alla Georgia e alla Bulgaria. Nonostante il pareggio per 2–2 in trasferta contro la Spagna nell'ultima partita del girone nel novembre 2025 e le vittorie sia in casa che in trasferta contro Bulgaria e Georgia, la Turchia si classificò seconda a causa di una differenza reti inferiore, influenzata in gran parte dalla sconfitta casalinga per 0–6 subita all'inizio di settembre, qualificandosi così agli spareggi per la seconda volta consecutiva.
Inserita nel percorso C, la Turchia sconfisse la Romania per 1-0 in semifinale a Istanbul il 26 marzo 2026, grazie a un gol al 53° minuto di Ferdi Kadıoğlu. Nella finale, disputata in trasferta contro il Kosovo a Priština il 31 marzo, la Turchia si è assicurata una vittoria per 1-0 grazie a un gol al 53° minuto di Kerem Aktürkoğlu, qualificandosi per il mondiale nordamericano del 2026, la sua prima partecipazione in 24 anni.
La spedizione nel continente americano si rivela però negativa per i turchi che, inseriti nel girone con Stati Uniti, Australia e Paraguay, non riescono a superarlo ottenendo due sconfitte ed una vittoria.
Divise
Rivalità La Turchia vive accese rivalità con e .
La prima partita con la Croazia risale alla fase finale del , in cui la Croazia si impose per 1-0 nella gara d'esordio di ambo le formazioni nel torneo. Memorabile fu la sfida dei quarti di finale del , vinta dalla Turchia ai tiri di rigore dopo l'1-1 dei tempi supplementari. Le due nazionali tornarono ad affrontarsi nei play-off di qualificazione al , con la Croazia che vinse per 3-0 a Istanbul e pareggiò per 0-0 in casa al ritorno, eliminando i turchi e accedendo alla fase finale della competizione. Nel 2016 le due squadre si sfidarono nella fase finale del campionato europeo, nella gara di apertura del gruppo D, chiusasi con la vittoria per 1-0 dei croati. Tre mesi dopo furono di fronte nella loro prima partita di qualificazione al , finita 1-1. Un anno dopo la Turchia vinse per 1-0 in casa nella gara di ritorno del girone.