La ricostruzione del campo di battaglia di Maratona del 490 a.C. è tuttora oggetto di un dibattito molto acceso tra gli storici, dato che l'identificazione di molti luoghi chiave, basata sul resoconto dato da Pausania il Periegeta nel II secolo d.C. (visto che Erodoto non descrive in alcun modo la piana) e soprattutto sugli scavi archeologici degli ultimi due secoli, è assai complessa per via della scarsità dei dati disponibili e dei mutamenti subiti dalla piana di Maratona dall'epoca della battaglia.

Geomorfologia La pianura alluvionale di Maratona, lunga circa 9,6 km e larga circa 1,6 km,. è circondata da alture di scisto e di marmo: procedendo in senso antiorario da nord-est si tratta dalla penisola di Cinosura (50 m) e dei monti Draconera (245 m), Megali Corifi (265 m), Mavrocorifi (225 m), Terocorifi (375 m), Lingovuni (335 m), Stavrocorachi (320 m), Cotroni (236 m), Aforismo (475 m) e Agrielichi (560 m)..

Vegetazione Secondo il poeta Nonno nell'antichità la piana di Maratona era molto verde, coperta di olivi e viti.. Anche il nome della piana è significativo: Maratona deriva dal greco antico μάραθον o μάραθος, cioè finocchio, a sottolineare come la piana di Maratona nell'antichità fosse piena di finocchi selvatici, presenti ancora oggi..

Risulta dunque probabile che la piana fosse coperta da qualche albero e soprattutto da campi, che però dopo il raccolto dovevano essere privi di intralci per l'avanzata dei soldati. Nel 1901 G. B. Grundy avanzò l'ipotesi che a sud del Caradro fossero coltivate delle viti, che avrebbero potuto intralciare notevolmente la cavalleria persiana..

Idrografia Il fiume Caradro

La pianura odierna risulta più ampia dell'epoca della battaglia, dato che il Caradro (; questo termine in greco antico può essere utilizzato, senza la maiuscola, per indicare genericamente un torrente) e altri torrenti più piccoli che scorrono nella piana hanno portato a valle vari metri di detriti, la cui mole aumenta andando da nordest a sudovest. Il Caradro sgorga dal Parnes e attualmente sfocia più o meno in mezzo alla pianura. Il Caradro fu soggetto a frequenti e pericolose esondazioni fino al 1920, quando vi fu costruita una diga. Secondo lo storico W.K. Pritchett nell'antichità le scoscese rive del Caradro erano alte fino a 5,5 m..

Da una mappa del 1792 di Louis-François-Sébastien Fauvel si può notare che il Caradro a quell'epoca scorreva attorno allo Stavrocorachi e si gettava in mare a nord-est, mentre in una mappa di Giovanni Battista Lusieri il Caradro procede a zig-zag e scompare dietro allo Stravrocorachi. Dato che la diga del 1920 non contiene molti detriti depositati dal fiume, alcuni storici pensano che probabilmente il Caradro scorresse nel mezzo della piana anche nell'antichità.. Altri storici invece ritengono che all'epoca della battaglia il Caradro si gettasse nella Grande Palude...

Riguardo all'importanza del Caradro per lo svolgimento della battaglia, gli storici concordano sul fatto che sia stata trascurabile, dato che Erodoto non lo menziona nemmeno; si ritiene perciò che, ovunque passasse, non fosse un ostacolo né per gli uomini né per i cavalli, perlomeno durante un'estate secca che probabilmente l'aveva prosciugato del tutto o quasi..

Grande Palude L'estensione e le caratteristiche della Grande Palude sono tuttora dibattute.

Per quanto riguarda la natura della Grande Palude, lago salato o palude, nel II secolo Pausania affermava che si trattava di un lago in comunicazione col mare mediante un emissario; l'acqua del lago era dolce, ma diventata salata e piena di pesci marini vicino alla foce.. Secondo uno studio svolto nel 1985 da Cecile Baeteman, che effettuò delle perforazioni a ovest della Grande Palude e datò i campioni col carbonio 14, la zona non fu interamente caratterizzata da un sistema fluviale prima del 530 o 590; più recentemente dei ricercatori guidati da Kosmos Pavlopoulos ha scavato dei pozzi a ovest della Grande Palude un po' più ad est dei punti analizzati da Baeteman, scoprendo che quella zona era stata sempre lambita dal mare fino al 1550 a.C. circa, che nei mille anni successivi aveva ricevuto sia acqua dolce sia acqua salata e che dopo il 550 a.C. non era stata più inondata da acqua salata; secondo uno studio di Richard Dunn degli anni 1990, basato su perforazioni effettuate tutto intorno alla Grande Palude, nel 490 a.C. la zona era o un lago dal fondale basso o una laguna comunicante col mare, un dato che s'accorda coll'affermazione di Pausania..

Per quanto riguarda l'estensione della Grande Palude, che attualmente è larga circa da 2 a 3 km e ha circa da 9,6 a 11,2 km di circonferenza, tra gli anni 1980 e 1990 alcuni studiosi effettuarono delle perforazioni per studiarne la storia e scoprirono che la pianura un tempo aveva dei delta alluvionali formati da dei torrenti molto più piccoli del Caradro che scendevano le montagne, che attorno all'8000 a.C. la pianura era più spostata nell'entroterra rispetto ad oggi e che nel 4000 a.C. i depositi di sabbia e ghiaia provenienti dal litorale ad est avevano iniziato a formare una spiaggia, che cominciò a spostarsi verso sud. Nel 490 a.C. questa spiaggia si trovava nell'entroterra per quasi 500 m in più rispetto ad oggi, ma non si sa con esattezza se la formazione della Grande Palude, isolata dal resto del mare da questo cordone di sabbia, sia da datare prima o dopo la battaglia..

Dato che è molto difficile stabilire con certezza quando fosse fondo il passaggio che metteva in comunicazione la Grande Palude col mare (una moderna ricostruzione di trireme greca, la Olympias, ha un pescaggio di 1 m vuota e 1,2 m ad equipaggio completo), alcuni studiosi hanno ipotizzato una ricostruzione in cui le navi persiane erano almeno in parte ancorate all'interno della Grande Palude..

In occasione dei Giochi della XXVIII Olimpiade in quest'area è stato costruito lo Schinias Olympic Rowing and Canoeing Centre.

Sorgenti Nella pianura di Maratona scorrono anche alcuni corsi d'acqua alimentati da sorgenti ubicate ai piedi dell'Agrielichi e dietro il Draconera; nel 1825 William Martin Leake visitò la zona e trovò ancora le sorgenti, esistenti tuttora.. La principale di queste è la sorgente di Megalo Mati, da identificare probabilmente colla sorgente Macaria citata da Pausania,. che sgorga dallo Stavrocorachi e un tempo contribuiva all'approvvigionamento idrico di Atene. Secondo Strabone la sorgente Macaria si trovava sotto la carraia che portava a Tricorinto. e Leake afferma di aver trovato tracce di ruote antiche sulle rocce nella via che passa tra le falde dello Stavrocorachi e la Grande Palude,. quindi è probabile che la sorgente Macaria sia proprio Megalo Mati.

Come nella parte settentrionale della piana, dove erano accampati i Persiani, esistevano molte sorgenti anche in quella meridionale, dove erano accampati i Greci; probabilmente quindi i Greci avevano acqua a sufficienza, mentre questo è più improbabile per i Persiani, che secondo una stima moderna necessitavano di circa 227.000 litri d'acqua al giorno.

Linea della costa La pianura di Maratona si formò attorno al 18000 a.C., quando alla fine dell'ultima era glaciale il mare si abbassò di circa 120 m, ma fu nuovamente sommersa dal mare tra l'8000 e il 6000 a.C., epoca in cui il mare raggiunse le pendici dei monti circostanti. Da quell'epoca in poi i fiumi che scendevano dalle montagne, soprattutto il Caradro, riformarono la pianura portando a valle grandi quantità di sedimenti, ma non si sa con precisione quando fosse estesa la pianura nel 490 a.C.

Secondo lo storico W.K. Pritchett nel periodo tra l'età arcaica e la dominazione romana della Grecia il mare ha continuato ad avanzare, un processo che continua tuttora; il confronto tra mappe dell'ultimo mezzo millennio mostra che la costa s'è effettivamente spostata, ma data l'assenza di studi basati su perforazioni del suolo i dati che si possiedono sono così pochi da non permettere di elaborare ipotesi più solide.. Alcuni studiosi suppongono che dall'antichità ad oggi la costa sia rimasta più o meno uguale..

Luoghi esistenti prima della battaglia Santuario di Eracle La collocazione del santuario di Eracle (), che nell'antichità si trovava all'interno di un bosco di ulivi sacri,. presso il quale si accamparono gli Ateniesi e in seguito anche i Plateesi è discussa. Secondo Luciano di Samosata questo tempio era nei pressi della tomba di Euristeo;Luciano, Assemblea degli dei, VII. secondo Strabone il suo corpo era sepolto a Gargetto, mentre la sua testa si trovava a Tricorinto vicino alla sorgente Macaria.. Non si sa se Luciano parlasse del luogo di sepoltura del corpo o della testa, ma dato che a Gargetto non c'è alcuna informazione riguardo a templi di Eracle sembra più probabile che parlasse della tomba di Tricorinto; in ogni caso è impossibile che i Greci si fossero accampati proprio a Tricorinto, dato che provenivano dalla parte opposta della piana, ed è quindi probabile che "nei pressi" sia da intendersi in senso meno restrittivo e che sia quindi inutile ai fini della localizzazione del santuario di Eracle..

Le principali ipotesi avanzate sono le seguenti:.. Nel 1846 William Martin Leake propose che il santuario fosse ai piedi dell'Agrieliki, circa 1,2 km a sud-est di Vrana Nel 1876 H.G. Lolling propose che il santuario fosse presso un recinto di pietra chiamato ovile della vecchia signora nella valle di Avlona; nel 1966 però si scoprì che si trattava di una costruzione del II secolo d.C. appartenuta ad Erode Attico Nel 1908 W.W. How e J. Wells proposero che il santuario fosse su uno sperone dell'Aforismo sopra Vrana; non s'è però trovata alcuna traccia di santuario Nel 1934 Georgios Soteriades identificò col santuario dei resti di una costruzione posta a nord della cappella di San Demetrio; il muro però potrebbe anche essere moderno N. G. L. Hammond propose che il santuario fosse all'estremità meridionale delle pendici del Cotroni; non s'è però trovata alcuna traccia di santuario W.K. Pritchett propose che il santuario fosse all'imboccatura della valle di Vrana; Eugene Vanderpool propose che il santuario fosse presso Valaria, a nord della piccola palude.

Il dibattito tra le ultime due teorie non è ancora chiuso: nel primo dei due luoghi si trovano le fondamenta di un piccolo tempio e di un edificio più grande, ma nessuna iscrizione riguardante Eracle, mentre nel secondo ci sono iscrizioni riguardanti Eracle ma non fondamenta, quindi entrambe le ipotesi sono valide. Dato il ritrovamento di alcune iscrizioni e vista la sua ubicazione, che avrebbe permesso agli Ateniesi di bloccare la principale via diretta ad Atene, alcuni studiosi propendono per l'ipotesi di Vanderpool...

Demo di Maratona

Il demo di Maratona, nono tra i 139 demi ateniesi per numero di abitanti, è anch'esso molto difficile da localizzare, dato che al momento non s'è ancora trovata alcuna prova decisiva a favore delle numerose proposte fatte dagli storici..

Le principali ipotesi avanzate sono le seguenti, anche se le prime cinque sono già state confutate:. L'odierna Maratona, tra il Cotroni e lo Stavrocorachi; Sulla riva sinistra del Caradro, tra l'odierna Maratone e la piana; Sul terreno pianeggiante ai piedi dell'Agrielichi, a 2,5 km dalla costa, a est del cimitero posto sotto la cappella di San Demetrio; Alle falde sudorientali del Cotroni, all'estremità settentrionale della valle di Vrana; Il villaggio di Vrana, all'imboccatura della valle di Vrana; La palude di Vrexisa, all'ingresso sudoccidentale della piana; La zona di Plasi, sulla riva destra del Caradro nei pressi della costa.