In linguistica, la congiunzione (dal latino coniunctio, da coniungere, 'unire', calco del greco sýndesmos, 'giuntura', 'legame'.) è una parte del discorso. Serve a unire tra loro parole, sintagmi o proposizioni nel contesto della stessa frase o dello stesso periodo. Può anche trovarsi all'inizio delle frasi.

Le congiunzioni si possono classificare in base alla loro forma o in base alla loro funzione sintattica.

Il ruolo fondamentale delle congiunzioni è quello di unire in un'unica frase il contenuto informativo di due o più frasi.. Ad esempio: Devo andare a Londra per lavoro. Devo andare a Torino per lavoro.

La fusione comporta l'eliminazione degli elementi ridondanti e si ottiene:

Classificazione in base alla forma In base alla forma, le congiunzioni si suddividono in: congiunzioni semplici, cioè formate da una sola parola come e, o, non, ma, pure, mentre, come, che, se, anzi, però, anche; congiunzioni composte, che derivano dalla fusione di più parole (vedi Univerbazione) come cioè (ciò + è), affinché (a + fine + che), oppure (o + pure), perché (per + che), poiché (poi + che), appena (a + pena), eppure (e + pure), neanche (né + anche); locuzioni congiuntive, formate da due o tre parole: anche se, dal momento che, ogni volta che, piuttosto che.

Classificazione in base alla funzione In base alla funzione, si distinguono in coordinanti (o coordinative) e subordinanti (o subordinative). Le prime collegano parole o proposizioni con uguale rango sintattico o sintatticamente omogenee (vedi Coordinazione (linguistica)). Le seconde introducono le proposizioni dipendenti (vedi Subordinazione).

Tutte le congiunzioni instaurano legami semantici tra gli elementi che collegano: ad esempio, esse possono esprimere una contrapposizione tra due termini, l'esclusione dell'uno o dell'altro, il rapporto tra l'uno e l'altro ecc.

Congiunzioni coordinanti Le congiunzioni coordinanti (o coordinative) collegano parole o proposizioni che si trovano sullo stesso piano logico e che sono sintatticamente omogenee. Ad esempio:

Si distinguono in: copulative: esprimono il semplice collegamento tra i costituenti (come nel caso di e, anche, pure), anche con valore negativo (né, neanche, neppure).

avversative: esprimono un'opposizione tra i costituenti (ma, però, tuttavia, anzi).

disgiuntive: uniscono due parole mettendole in alternativa ed escludendone una (o, oppure).

dichiarative (o esplicative): illustrano un costituente in rapporto all'altro (infatti, cioè, vale a dire).

correlative: stabiliscono una corrispondenza tra i costituenti (e... e, o... o, sia... sia, sia... che, non solo... ma anche).

conclusive: esprimono una conseguenza o l'esito di un processo (dunque, perciò, quindi, pertanto, allora).

Congiunzioni subordinanti Le congiunzioni subordinanti (o subordinative) collegano due proposizioni mettendole su piani diversi: una proposizione reggente (nella maggior parte dei casi, la principale) e una proposizione subordinata, che completa il significato della reggente, ma ne dipende e non dà informazione senza di essa. Ad esempio:

Le congiunzioni sono classificate in ragione del tipo di frase subordinata che introducono. Sono quindi dette: dichiarative (o esplicative): introducono una dichiarazione (che, come).

causali: introducono un motivo, una causa per cui si verifica l'evento espresso dalla reggente (perché, poiché, siccome, dal momento che, dato che ecc.).

finali: introducono un fine, uno scopo a cui tende quanto espresso dalla reggente (affinché, cosicché, dimodoché, perché).

consecutive: introducono l'esito, la conseguenza di quanto espresso dalla reggente (che). Nella reggente è spesso presente un antecedente (così, a tal punto, tanto).

temporali: introducono un'informazione di tipo temporale (quando, finché, fin quando, fintantoché, da che, da quando, dopo che, prima che, intanto che, tantoché, (non) appena, ogni qual volta, ogni volta che, ora che, mentre).

concessive: negano una conseguenza attesa (anche se, per quanto, sebbene, nonostante, malgrado, benché, ancorché, quantunque).

condizionali: introducono una condizione senza la quale non si avvera quanto espresso dalla reggente (se, purché, qualora, a condizione che, a patto che ecc.).

modali: indicano una circostanza di modo (come, come se, nel modo che, quasi).

avversative: introducono una contrapposizione (mentre, quando, laddove ecc.).

eccettuative, esclusive, limitative: esprimono una eccezione, una esclusione, una limitazione a quanto espresso dalla reggente (eccetto che, fuorché, senza che, tranne che, salvo che, a meno che, per quanto, per quello che).

interrogative dirette come se, dove, come, quando, quanto, perché:

comparative come, così... come, più che, meno che, meglio che, peggio che, tanto quanto, tanto più, tanto meno ecc.).

Note

Bibliografia

Voci correlate Connettivo (linguistica)

Collegamenti esterni

Categoria:Parti del discorso