Il suo nome Cherokee significa sia 'alce maschio' sia 'tacchino'.
Educato alla scuola di una missione in Connecticut, divenne uno dei molti capi che ritenevano l'acculturazione critica per la sopravvivenza Cherokee. Fu influente nel periodo della deportazione in territorio indiano. Nel 1828 Boudinot divenne editore del Cherokee Phoenix, primo giornale nativo americano. Era pubblicato in Cherokee ed in inglese, per mostrare le conquiste Cherokee e per unire la nazione mentre gli Stati Uniti d'America pressavano per ottenere la deportazione degli indiani.
Nel 1826 Boudinot sposò Harriet R. Gold, figlia di un'importante famiglia della Nuova Inghilterra di Cornwall (Connecticut). Le conobbe quando lei era studente della Foreign Mission School in città. Come il matrimonio del cugino John Ridge con una donna locale nel 1825, anche il matrimonio di Boudinot fu controverso e contrastato da molti cittadini. Il consiglio nazionale Cherokee aveva approvato una legge nel 1825 per permettere ai discendenti di padre Cherokee e madre bianca di essere considerati Cherokee. Prima non avevano posto in una società matrilineare, dato che i bambini appartenevano al clan della madre. I Boudinot tornarono in Georgia per vivere a New Echota. Allevarono i loro sei figli da Cherokee.
Boudinot era convinto che la rimozione fosse inevitabile e sostenne la necessità di un trattato per difendere i diritti dei Cherokee. Assieme ad altri sostenitori firmò il trattato di New Echota nel 1835 non firmato da John Ross, il capo principale, e contrastato da buona parte della tribù. L'anno dopo la tribù fu obbligata a vendere buona parte della propria terra nel sudest ed a trasferirsi ad ovest.
Dopo la morte di Harriet nel 1836, Boudinot si trasferì coi figli in territorio indiano. Assieme ad altri tre sostenitori del trattato fu assassinato nel giugno 1839 dai membri della fazione di Ross noti come National Party. I figli orfani furono mandati dai suoceri in Connecticut e qui frequentarono la scuola. Il figlio Elias Cornelius Boudinot fu istruito e tornò ad ovest, insediandosi a Fayetteville (Arkansas). Divenne avvocato ed attivista per il partito Democratico.
Gioventù ed istruzione Gallegina nacque nel 1802 in un'importante famiglia Cherokee dell'odierna Georgia, primo di nove figli di Uwati e Susanna Reese, di discendenza mista europea e Cherokee. Quando Uwati si convertì al Cristianesimo assunse il nome dei David Uwatie (in seguito si perse la "u" del nome). Un fratello minore di Gallegina, Isaac, fu meglio noto come Stand Watie, servì il Confederate States Army durante la guerra di secessione americana e fu capo principale (1862-1866). Un altro fratello minore fu Thomas Watie. Erano nipoti di Major Ridge e cugini di John Ridge.
Gallegina Watie, i Ridge, John Ross, Charles Renatus Hicks ed il figlio Elijah Hicks, formavano l'élite della nazione Cherokee all'inizio del XIX secolo. Erano tutti di razza mista ed avevano ricevuto un'istruzione europeo-americana. I capi tribali volevano preparare i giovani in modo che potessero trattare con gli Stati Uniti d'America ed i suoi rappresentanti.
L'educazione cristiana di Gallegina iniziò nel 1808, all'età di 6 anni, quando studiò presso la locale scuola missionaria moraviana. Nel 1812 si iscrisse alla Spring Place school nell'odierna contea di Murray. In questo periodo i capi Cherokee stavano chiedendo al governo un aiuto per l'educazione dei figli dato che avrebbero voluto adottare molti aspetti della civiltà dei bianchi.;
Elias Cornelius, agente della American Board of Commissioners for Foreign Missions (ABCFM), giunse nella comunità per aiutare nell'insegnamento. Nel 1817 la ABCFM aprì la Foreign Mission School a Cornwall (Connecticut) per l'educazione degli studenti promettenti di cultura indiana. Nel 1818 Cornelius scelse Gallegina Watie e pochi altri per essere ammessi nella Foreign Mission School. Lungo la strada furono presentati agli statisti della Virginia Thomas Jefferson e James Monroe.
A Burlington (New Jersey) i giovani incontrarono Elias Boudinot, presidente della American Bible Society ed ex membro e presidente del Secondo congresso continentale. Lui e Watie rimasero impressionati a vicenda. Watie chiese a Boudinot il permesso di usare il suo nome, e lo ottenne. Quando si iscrisse alla Foreign Mission School, Watie iniziò ad usare il nome di Elias Boudinot, che mantenne per il resto della vita.
Nel 1820 Boudinot si convertì ufficialmente al cristianesimo, attratto dal messaggio di amore universale. La sua fede influenzò il suo operato per conto dei Cherokee. Nel 1824 collaborò con altri nella traduzione del Nuovo Testamento in lingua Cherokee e lo fece stampare nel sillabario creato da Sequoyah.
Matrimonio e famiglia Mentre studiava in Connecticut, Boudinot incontrò Harriet Ruggles Gold, figlia di un'importante famiglia locale che sosteneva la Foreign Mission School. La sua famiglia invitò spesso Boudinot ed altri studenti indiani a casa loro. Dopo che Boudinot ritornò dai Cherokee per una malattia, corteggiò Harriet tramite lettere.
Anche il cugino John Ridge frequentò la scuola e nel 1824 aveva sposato una giovane ragazza locale. Questo causò dibattiti a Cornwall, e molti cittadini si opposero al matrimonio. Dopo il ritorno dei Ridge a New Echota per abitarvi, nel 1825 il consiglio nazionale approvò una legge che concedeva piena cittadinanza Cherokee ai figli di padre Cherokee e mamma bianca.Yarbough, Fay. “Legislating Women’s Sexuality: Cherokee Marriage Laws,” Journal of Social History 38 (2004), p. 388
Nella cultura matrilineare Cherokee i figli appartenevano al clan della madre. I Cherokee avevano da sempre accolto i figli di madre indiana e padre bianco (solitamente commercianti di pelli). I figli di Ridge e Boudinot non avrebbero avuto posto nella tribù senza la nuova legge. Lo storico Theresa Strouth Gaul scrisse che la legge fu ispirata dal matrimonio di Ridge e dal flirt di Boudinot, dato che si trattava di importanti Cherokee ed andava protetto lo status dei loro figli.Gaul, Theresa Strouth, Ed. To Marry an Indian: The Marriage of Harriett Gold and Elias Boudinot in Letters, 1823-1839. Chapel Hill: The University of North Carolina Press, 2005, p. 16
Quando Boudinot e Gold annunciarono il fidanzamento, furono contrastati dalla famiglia di lei e dalla Chiesa congregazionale. Si generarono anche proteste locali. Lei insistette ed alla fine ottenne il permesso dei genitori. LA coppia si sposò il 28 marzo 1826 a casa di lei. Le critiche al matrimonio, il secondo di sempre tra un uomo Cherokee ed una donna bianca, obbligò alla chiusura della Foreign Mission School.Pulley, Angela F. "Elias Boudinot" , The New Georgia Encyclopedia onlineLangguth, p. 58.
I Boudinot tornarono a vivere a New Echota. Ebbero sei figli sopravvissuti: Eleanor Susan, Mary Harriett, William Penn (poi chiamato il fondatore della Pennsylvania, considerato amico dei nativi americani), Sarah Parkhill, Elias Cornelius (1º agosto 1835 — 27 settembre 1890) e Franklin Brinsmade Boudinot. Cinque di loro si sposarono ed ebbero una propria famiglia.Gaul, Theresa Strouth 146 Harriet Boudinot morì nell'agosto 1836, probabilmente per complicazioni dovute al parto, pochi mesi dopo che il loro settimo figlio era nato morto.
Carriera da editore Dopo il ritorno a New Echota, nel 1828 Boudinot fu scelto dal consiglio generale dei Cherokee come editore di un giornale, il primo pubblicato dai nativi americani. Lavorò con un nuovo amico, Samuel Worcester, missionario e tipografo. Nel 1828 i due stamparono il Cherokee Phoenix in Cherokee ed in inglese. Nonostante avessero concepito un giornale bilingue, il Phoenix pubblicò molti loro articoli in inglese. Circa il 16% del contenuto fu pubblicato in lingua Cherokee.
La giornalista Ann Lackey Landini crede che l'enfasi sull'inglese fosse dovuta al fatto che l'obiettivo dei Cherokee era un giornale che spiegasse il loro popolo agli euroamericani e che dimostrasse che anche loro avevano una civiltà ammirevole.Landini, Ann Lackey; The Cherokee Phoenix: The Voice of the Cherokee Nation, 1828–1834, PhD dissertation; The University of Tennessee; Knoxville, TN; 1990 Nello stesso periodo il consiglio intendeva unire i Cherokee di tutto il sudest. Il Phoenix pubblicò regolarmente le nuove leggi ed altre informazioni politiche Cherokee.
Tra il 1828 ed il 1832 Boudinot scrisse numerosi articoli criticando la deportazione proposta dalla Georgia e sostenuta dal presidente Andrew Jackson. Dopo che il Congresso ebbe approvato l'Indian Removal Act del 1830, la pressione federale sui Cherokee aumentò. Jackson sosteneva la deportazione dei Cherokee e di altri popoli del sudest dalle loro terre al territorio indiano ad ovest del fiume Mississippi. Nel giro di circa quattro anni gli editoriali di Boudinot enfatizzarono il disprezzo mostrato dalla Georgia nei confronti della Costituzione e dei passati trattati con i Cherokee, che non solo avrebbe colpito l'acculturazione Cherokee, ma avrebbe minacciato la costituzione dell'Unione. Gli articoli di Boudinot parlavano dell'assimilazione Cherokee (la conversione al cristianesimo, l'aumento di educazione occidentale e la progressiva trasformazione in allevatori ed agricoltori). Criticò la "facilità" con cui il testo dei trattati sia stato distorto dall'Indian Removal Act."Selections from the 'Cherokee Phoenix' – The Cherokee Editor"; Perdue, Theda, editor; The Writings of Elias Boudinot,; The University of Tennessee Press; Knoxville, TN; 1983; pp. 87- 53.
Nel 1832, mentre teneva discorsi nel nord per raccogliere fondi a favore del Phoenix, Boudinot scoprì che nella causa Worcester contro la Georgia la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America aveva sostenuto il diritto Cherokee alla sovranità politica e territoriale entro i confini della Georgia. Scoprì anche che il presidente Jackson continuava comunque a sostenere la deportazione. Boudinot iniziò a sostenere per il suo popolo la necessità di un nuovo trattato con gli Stati Uniti per ottenere i termini migliori possibili. LA sua nuova posizione fu contrastata duramente dai Cherokee.
Il consiglio nazionale e John Ross, capo principale, si opposero alla deportazione così come la maggior parte della popolazione. Gli ex alleati nel governo Cherokee girarono le spalle a Boudinot ed agli altri sostenitori del trattato, tra cui John Ridge e Major Ridge. Gli oppositori misero in dubbio la loro lealtà e gli impedirono di parlare al consiglio. Ross denunciò la "tolleranza di opinioni diverse" di Boudinot nel Cherokee Phoenix e gli vietò di parlare della deportazione sul giornale. Per protesta Boudinot diede le dimissioni nella primavera del 1832.Wilkins, Thurman. Cherokee Tragedy: The Story of the Ridge Family and the Decimation of a People, pp. 235–237, 242–244. London: The Macmillan Company, 1970. Il cognato di Ross, Elijah Hicks, prese il posto di Boudinot come editore.Langguth, p. 197
Opere letterarie Cherokee Phoenix Il primo giornale pubblicato da una tribù nativa americana diede "voce agli Americani interni" che erano stati obbligati a diventare "esterni". La prima edizione del giornale fu chiamata Tsalagi Tsu-le-hi-sa-nu-hi. Fu stampata il 21 febbraio 1828. Il Cherokee Phoenix riceveva regolarmente corrispondenza da circa altri 100 giornali. Nel 1829 la seconda edizione del Cherokee Phoenix fu chiamata Cherokee Phoenix and Indians’ Advocate, per sottolineare l'ambizione di Boudinot di influenzare le persone esterne alla tribù. Boudinot scrisse regolari editoriali legati alla deportazione degli indiani.
"An Address to the Whites" (1826)