Il Palazzo imperiale di Rio de Janeiro () è un palazzo in stile coloniale situato nell'attuale Praça 15 Novembro, nel centro storico di Rio de Janeiro, in Brasile. Costruito tra il 1738 ed il 1743 come residenza del governatore locale, assunse poi lo status di palazzo reale quando Giovanni VI del Portogallo e la corte lasciarono Lisbona dopo l'attacco delle truppe napoleoniche. Con la nascita dell'Impero del Brasile, il palazzo assunse la denominazione di imperiale dal momento che divenne una delle residenze degli imperatori del Brasile.

Storia La storia del palazzo inizia quando nel 1733, su richiesta di don Gomes Freire de Andrade, I conte di Bobadela, l'allora governatore di Rio de Janeiro, re Giovanni V del Portogallo autorizzò la costruzione di un nuovo palazzo che avrebbe poi assunto la funzione di residenza del governatore. La costruzione iniziò nel 1738 e terminò nel 1743; i lavori furono affidati all'ingegnere militare José Fernandes Pinto Alpoim, che sfruttò le preesistenti strutture dello Armazém Real (Magazzino Reale) e della Casa da Moeda (Zecca), due enti che comunque continuarono a funzionare parallelamente fino al 1808 .

Nel 1808, dopo che il Regno del Portogallo fu attaccato dai francesi durante le guerre napoleoniche, la famiglia reale, guidata dal sovrano Giovanni VI, decise di lasciare Lisbona alla volta del Brasile: con l'arrivo della corte portoghese nella colonia americana, il palazzo del governatore assunse lo status di palazzo reale, anche se re Giovanni VI vi risiedette solo mentre venivano ultimati i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del Palazzo a Quinta da Boa Vista, mantenendo comunque il suo ufficio governativo e persino una sala del trono dove concedeva udienze nell'ex residenza del governatore. Fu proprio dal balcone di questo palazzo, il 9 gennaio 1822, che il principe, poi primo imperatore del Brasile, Pietro annunciò che non sarebbe tornato in Portogallo ma sarebbe rimasto nel paese, contravvenendo agli ordini di suo padre, re Giovanni VI. Quel giorno divenne noto come Dia do Fico e segnò l'inizio dell'indipendenza del Brasile Renata William Santos do Vale, Presidência da República, Ministério da Justiça, Arquivo Nacional, História Luso-Brasileira, Independência do Brasil, Do reino unido a Estado emancipado: comentário acerca do processo de independência do Brasil .

Con il paese ormai indipendente dal Portogallo e con la nascita dell'Impero del Brasile, il palazzo acquisì il nome definitivo di Palazzo Imperiale, diventando sede e residenza degli imperatori brasiliani fino alla nascita della repubblica. Nel 1840, il palazzo fu fotografato in occasione del matrimonio della principessa Isabella con il principe Gastone d'Orléans, divenendo probabilmente il primo luogo ad essere fotografato nell'America Latina . Fu nel Palazzo Imperiale che la principessa imperiale Isabella, figlia dell'imperatore Pietro II ed erede al trono, firmò il 13 maggio 1888 la Lei Áurea (Legge Aurea), che aboliva definitivamente la schiavitù. L'arrivo della repubblica in Brasile causò la confisca e la vendita all'asta dei beni della famiglia imperiale. In quel periodo, il Palazzo Imperiale di Rio de Janeiro perse la sua importanza e vi fu insediato l'Ufficio Centrale delle Poste e dei Telegrafi. Di conseguenza, l'edificio subì alterazioni e un grave deterioramento, perdendo tutta la sua ricca decorazione interna (stucchi, dipinti, mobili e un numero considerevole di opere d'arte). Nel 1938 l'edificio fu quasi demolito e abbandonato. Solo nel 1982 lInstituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional decise di recuperare il Palazzo Imperiale e di ripristinarne l'aspetto originale del 1818.

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