I Cincinnati Bengals sono un club di football americano professionistico nato nel 1967 con base a Cincinnati. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi.

Origini Nel 1967 un gruppo di investitori di Cincinnati guidato da Paul Brown ottenne una franchigia nella American Football League.

Come fondatore e capo-allenatore dei Cleveland Browns dal 1946 al 1962, Brown guidò la squadra a una percentuale di vittorie di 75,9% e a sette vittorie del campionato, inclusi quattro dell'All-America Football Conference. I Browns furono i campioni di quella lega in ognuno dei suoi quattro anni di esistenza. Quando la AAFC chiuse dopo la stagione 1949, i Browns, assieme ai San Francisco 49ers e alla prima incarnazione dei Baltimore Colts, furono assorbiti dalla National Football League.

Brown fu riconosciuto come un innovatore per il suo approccio agli allenamenti, alla programmazione delle partite e al gioco sui passaggi. Tuttavia, Brown vendette la sua quota di maggioranza nel club bel 1961 all'imprenditore Art Modell. Il 9 gennaio 1963, Modell licenziò in maniera controversa Brown. Molti ritennero che Modell fosse stanco delle critiche e della gestione autarchica di Browns; altri affermarono che fu per la decisione di Brown di ottenere in uno scambio il running back vincitore dell'Heisman Trophy della Syracuse University Ernie Davis, che era stato scelto nel Draft dai Washington Redskins, senza metterne al corrente Modell. Tuttavia, a Davis fu diagnosticata la leucemia poco dopo. Brown non voleva far giocare Davis mentre Modell insistette che poteva esserne in grado. Il rapporto tra Paul Brown e Art Modell, che non era stata positivo nemmeno inizialmente, si deteriorò ulteriormente. Davis morì il 18 maggio 1963.

Nel 1966 Paul Brown volle di nuovo essere coinvolto nel football professionistico. James A. Rhodes, l'allora governatore dell'Ohio, lo convinse che lo stato necessitava di una seconda squadra. Cincinnati fu ritenuta la scelta più logica dove insediarla.

Brown chiamò la squadra "Bengals" per "darle un collegamento col passato football professionistico a Cincinnati". Un'altra squadra chiamata Bengals era esistita in città, ed aveva militato in un'altra lega chiamata American Football League dal 1937 al 1942. Probabilmente per sfregio a Art Modell, Paul Brown scelse l'esatta sfumatura di arancione della sua ex squadra, aggiungendo il nero come colore secondario. Brown scelse un logo molto semplice: la parola "BENGALS" in caratteri neri. Ironicamente, uno dei potenziali modelli per il casco rifiutati da Brown aveva un motivo a strisce, poi utilizzato dalla franchigia a partire dal 1981 e ancora in uso.

Brown, tuttavia, non era un sostenitore della rivale American Football League, affermando: "Non ho pagato dieci milioni di dollari per essere nella AFL". Acconsentì ad entrare nella AFL solo quando gli fu garantito che sarebbe diventata una franchigia della NFL dopo l'imminente fusione tra le due leghe.

Ci fu inoltre una complicazione: i Cincinnati Reds della Major League Baseball erano alla ricerca di una struttura con cui sostituire l'obsoleto Crosley Field, utilizzato dal 1912. Problemi coi parcheggi avevano afflitto la città fin dagli anni cinquanta e la città di New York, dopo avere perso nel 1957 entrambe le proprie franchigie della National League, i Dodgers e i Giants in favore di Los Angeles e San Francisco, rispettivamente, stava attivamente corteggiando Powel Crosley per spostare lì il club. Tuttavia, Crosley fu granitico nel voler mantenere i Reds a Cincinnati e tollerò i sempre maggiori problemi del Crosley Field, incrementati dal fatto che la Millcreek Expressway (I-75) avrebbe dovuto passare proprio in quella zona.

Con l'aiuto del governatore dell'Ohio James A. Rhodes, la Contea di Hamilton e il Consiglio della città di Cincinnati acconsentirono a costruire una struttura multifunzionale sul lungofiume nella zona fatiscente della città. Questa dovette essere completata per l'inizio della stagione e fu ufficialmente chiamata Riverfront Stadium.

Stagioni nella AFL Nelle sue prime due stagioni, il club giocò al Nippert Stadium, casa in seguito dei Bearcats della University of Cincinnati. Il 6 settembre i Bengals disputarono la loro prima partita di stagione regolare a San Diego, perdendo contro i Chargers 29–13. La prima vittoria giunse la settimana successiva in casa contro i Denver Broncos 24–10. La prima vittoria in trasferta fu contro i Miami Dolphins per 38–21 il 17 novembre. La squadra terminò la sua prima stagione con un record 3-11, col running back rookie Paul Robinson che fu uno dei giocatori più positivi, correndo 1.023 e venendo premiato come Rookie of the Year della AFL.

Il fondatore Paul Brown allenò la squadra nelle sue prime tre stagioni, accumulando 15 vittorie, 27 sconfitte e un pareggio. Una delle strategie nel Draft di Brown fu di scegliere nel draft giocatori con un'intelligenza sopra la media. Il punter/wide receiver Pat McInally frequentò l'Università di Harvard e il linebacker Reggie Williams il Dartmouth College, servendo contemporaneamente nel Consiglio cittadino di Cincinnati mentre era nel roster dei Bengals. A causa di questa politica, ebbero in seguito carriera nelle reti televisive e nell'arte. Inoltre, Brown aveva una predilezione per individuare e riconoscere talenti per il football professionistico in luoghi insoliti.

Dopo avere terminato la stagione 1969 ancora all'ultimo posto nella Western Conference con un record di 4-9, nel i Bengals disputarono la loro prima stagione nella National Football League. Il 20 dicembre, nell'ultima gara dell'anno, batterono i Boston Patriots 45-7 aggiudicandosi il loro primo titolo della AFC Central solamente al loro terzo anno di vita. Nella loro prima apparizione ai play-off, i Bengals furono sconfitti per 17–0 a Baltimora dai futuri vincitori del Super Bowl V, i Baltimore Colts.

Anni settanta Nelle due stagioni successive, la squadra non riuscì a rimanere in vetta alla division, terminando con un record di 4-10 nel e 8-6 nel . In quest'ultimo anno si impose come titolare il quarterback Ken Anderson, la prima stella della franchigia, che divenne uno dei passatori più prolifici della lega. I Bengals tornarono a vincere la division nel , perdendo contro i Miami Dolphins nel primo turno di playoff. Dopo un'annata da 7-7 nel , la squadra tornò ai playoff con un record di 11-3 nel , venendo subito eliminata dagli Oakland Raiders. Dopo quella partita, Brown annunciò il proprio ritiro dopo 45 anni di carriera da allenatore, all'età di 67 anni.

Bill Johnson fu nominato successore di Brown. Malgrado due stagioni con record positivi nel 1976 e nel 1977, si classificò sempre al secondo posto della division, non qualificandosi mai ai playoff. Si dimise dopo avere perso tutte le prime cinque gare della stagione , venendo sostituito da Homer Rice che ebbe ancora meno successo, con due stagioni da 4-12, all'ultimo posto nella division.

Anni ottanta Nel , i Bengals assunsero l'Hall of Famer Forrest Gregg come quarto capo-allenatore della storia della franchigia. In possesso della terza scelta assoluta nel Draft NFL 1980, la squadra scelse da USC l'offensive tackle Anthony Muñoz. La selezione fu vista all'epoca come un azzardo dati i suoi problemi al ginocchio e la sua statura e peso limitati. Muñoz invece divenne titolare nella sua stagione da rookie, divenendo un punto fisso come tackle sinistro dei Bengals, andando a diventare uno dei più grandi uomini della linea offensiva della storia della NFL. Nella prima stagione con Gregg alla guida, il record della squadra migliorò leggermente, salendo a 6 vittorie e 10 sconfitte, ma finì ancora all'ultimo posto nella division.

Nella prima gara della stagione , contro i Seattle Seahawks, Ken Anderson subì tre intercetti nel primo tempo, coi Seahawks che si portarono in vantaggio 21-0 all'intervallo. Coach Gregg decise di mettere in panchina Anderson nel secondo tempo, sostituendolo con Turk Schonert, che portò la squadra alla rimonta vincendo per 27–21. Malgrado la cattiva prestazione in quella gara, Anderson finì col disputare la miglior stagione della carriera, venendo nominato MVP della NFL e guidando i Bengals al Super Bowl XVI. Nelle successive 15 gare della stagione lanciò solamente 7 intercetti e per la terza volta in carriera guidò la NFL in yard passate. Nell'ultima gara della stagione regolare, Cincinnati batté gli Atlanta Falcons 30–28, aggiudicandosi la vittoria della division con un record di 12-4.

Il 3 gennaio 1982, Cincinnati ospitò la sua prima gara di playoff, in cui i Bengals batterono i Buffalo Bills 28–21 al Riverfront Stadium. Fu la prima vittoria nella postseason della storia della franchigia. La settimana successiva, in una gara passata alla storia col nome di Freezer Bowl, i Bengals ebbero la meglio sui San Diego Chargers nella finale della AFC per 27–7. Fu la più fredda partita della storia della NFL: l'aria fredda portò a iniziare la gara con una temperatura di −45 °C. Gli offensive lineman dei Bengals scesero in campo con le tradizionali divise a maniche corte per intimidire gli avversari, abituati al più caldo clima della California.

Il 24 gennaio 1982 la squadra scese in campo al Silverdome di Detroit nel Super Bowl XVI, il primo della storia della franchigia, contro i San Francisco 49ers. Fu il primo Super Bowl dal Super Bowl III a vedere la presenza di due squadre che non vi si erano mai qualificate in precedente. I Bengals compirono diversi sbagli durante la partita: dopo avere recuperato un fumble dei 49ers nel kickoff di apertura, Cincinnati resistuì il pallone a San Francisco subendo un intercetto, coi 49ers che segnarono un touchdown nel successivo possesso. Successivamente, un fumble costò ai Bengals una marcatura quasi sicura, concedendo ai 49ers un field goal. Alla fine del primo tempo, San Francisco guidava per 20-0, all'epoca il massimo vantaggio della storia dell'evento dopo i primi due quarti. I Bengals cercarono la rimonta nel secondo tempo, segnando 15 punti ma perdendo numerosi palloni. Cincinnati finì con l'essere sconfitta 26–21 malgrado avesse guadagnato 356 yard contro le sole 274 di San Francisco e stabilì tre record del Super Bowl: maggior numero di ricezioni da parte di un giocatore (11 di Dan Ross), maggior numero di passaggi completati (25 da Ken Anderson) e miglior percentuale di completamento dei passaggi (73,5).

Nel la stagione regolare fu accorciata 9 partite per uno sciopero dei giocatori. Nell'ultima gara, i Bengals batterono gli Houston Oilers 35–27, vincendo nuovamente il titolo di division. In quella gara, Ken Anderson stabilì un record NFL completando 20 passaggi consecutivi. Per la quarta volta, la seconda consecutiva, guidò la NFL in yard passate, completando il 70,55% dei suoi passaggi, un altro record NFL stagionale. La settimana seguente, Cincinnati fu battuta in casa dai New York Jets nel primo turno di playoff. La stagione successiva terminò solo con un record di 7-9 fuori dai playoff, in quella che fu l'ultima annata di Gregg come allenatore.

Nel fu assunto come allenatore Sam Wyche che nella sua prima stagione terminò con un record di 8-8. Dopo avere terminato le ultime annate con più intercetti che touchdown passati, nella terza gara della stagione , Anderson fu sostituito da Boomer Esiason, che da quel momento divenne il quarterback titolare dei Bengals, che conclusero l'anno al secondo posto della division con un bilancio di 7-9. Nel 1986, malgrado un record di 10-6 la squadra non riuscì ancora a tornare ai playoff. Esiason nell'ultima gara della stagione contro i Jets stabilì un record di franchigia passando 5 touchdown nella vittoria per 52-21, in quella che fu l'ultima gara in carriera per Ken Anderson. Nel 1987 Cincinnati precipitò invece a un record di 4-11, in un'annata con una partita in meno nel calendario a causa di un nuovo sciopero dei giocatori.