La ISO Marlboro IR è una vettura da Formula 1 realizzata nel 1973 dalla Iso Rivolta per la Frank Williams Racing Cars e sponsorizzata dalla Marlboro.
Sviluppo Nel 1972 Frank Williams, grazie al supporto degli sponsor Politoys e Motul, mise in atto un primo tentativo di costruire una monoposto di Formula 1, chiamata Politoys FX3, con il progetto che venne realizzato da Len Bailey, mentre Maurice Gomm supervisionò la costruzione dell'auto.Hamilton 1998, p. 39Ménard 2000, p. 558 Nell'autunno del 1972 si unì temporaneamente al team l'ex progettista della Brabham Ron Tauranac, che si occupò dello sviluppo della vettura per il 1973, ma il progetto rischiò di fallire a causa del ritiro delle sponsorizzazioni di Politoys e Motul. Tuttavia, Frank Williams riuscì a ottenere la sponsorizzazione della Marlboro, mentre per la costruzione e lo sviluppo della vettura venne affidato alla casa costruttrice italiana Iso Rivolta, motivo per cui la vettura venne ribattezzata ISO-Marlboro FX3B. Come nuovo progettista venne nominato John Clarke e l'ultima versione della monoposto prese il nome di ISO-Marlboro IR.
Tecnica La monoposto era dotata di un telaio monoscocca in alluminio, mentre il disegno era "a bottiglia di Coca-Cola", il che significa che era più stretta al centro del corpo vettura. Le sospensioni avevano un design convenzionale, essendo quelle anteriori costituite da doppi bracci oscillanti, mentre quelle posteriori erano dotate di due bracci trasversali.Hodges 2001, pp. 192-210 Il disegno delle sospensioni venne poi rivisto nell'autunno 1973 da Giampaolo Dallara. Come propulsore montava un Ford Cosworth V8 gestito da un cambio manuale Hewland FG 400 a cinque rapporti; invece, gli pneumatici erano forniti dalla Firestone. Il peso totale a vuoto dell'auto era di 580 kg.Cimarosti 1989, p. 247
La scuderia produsse due esemplari. Il primo fu costruito nella primavera del 1972, ma dopo l'incidente nella gara d'esordio, il team decise di non ricostruirlo immediatamente e solo nei mesi successivi i meccanici diretti da Tauranac restaurarono la vettura, che fu pronta a tornare in pista nell'ottobre del 1972. Il secondo telaio fu costruito nell'inverno del 1972/73 e debuttò come FX3B all'inizio del 1973. Entrambe le vetture rimasero di proprietà del team e non furono vendute a squadre clienti.
Attività sportiva
La prima vettura di Williams fu portata in pista da Pescarolo al Gran Premio di Gran Bretagna 1972, ma un incidente causato dalla rottura dello sterzo provocò seri danni alla vettura. Anche Chris Amon provò la vettura nelle prove di una gara non valida per il campionato ma preferì rinunciare alla gara.
La monoposto tornò in pista per le prime tre gare del 1973, per poi essere ribattezzata IR dal Gran Premio di Spagna del 1973. Le vetture vennero pilotate da Howden Ganley e Nanni Galli, ma i risultati però tardarono ad arrivare, tanto che Galli lasciò la scuderia e fu sostituito da una serie di piloti paganti: Jackie Pretorius, Tom Belsø, Henri Pescarolo, Graham McRae, Gijs van Lennep (sesto al Gran Premio d'Olanda) e Tim Schenken. Nel Gran Premio del Canada avvenne un curioso episodio, rimasto per lungo tempo unico. La gara era stata neutralizzata dalla safety car a causa della pioggia e sembrò che Howden Ganley (trovatosi alle spalle della safety car) fosse il vincitore, mentre in realtà era terminato sesto, doppiato di un giro. Tutto ciò indusse in errore i giudici che lo classificarono inizialmente come vincitore.
All'inizio del sia la ISO che la Marlboro lasciarono e la monoposto venne ribattezzata come ISO-Marlboro FW, per poi assumere la denominazione Williams FW dalla stagione successiva. I tre telai rimasti alla scuderia Williams vennero identificati come FW01, FW02 e FW03. Inizialmente fu schierata una sola vettura per Arturo Merzario (sesto al Gran Premio del Sudafrica dopo aver ottenuto il terzo tempo in qualifica) denominata ISO Marlboro FW01-Ford e saltuariamente si alternarono sulla seconda vettura Tom Belsø, Gijs van Lennep, Jean-Pierre Jabouille e Jacques Laffite, mentre al Gran Premio di Svezia fu schierata una terza vettura per Richard Robarts. Il quarto posto al Gran Premio d'Italia ottenuto da Merzario fu il miglior risultato della stagione.
Risultati
Note
Bibliografia
Cimarosti, Adriano (1989), Grand Prix story. Tutti i gran premi del mondo dal 1894 a oggi. Giorgio Nada Editore, Milano Hamilton, Maurice (1998), Frank Williams. The inside story of the man behind the Williams-Renault. Macmillan, Londra Hodges, David (2001), A–Z of Grand Prix Cars. Crowood Press, Marlborough Ménard, Pierre (2000), La Grande Encyclopédie de la Formule 1. II vol. Chronosports, St. Sulpice
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