Cisterna di Latina (comunemente abbreviato in Cisterna) è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina, nel Lazio.
Fa parte del territorio comunale il giardino di Ninfa, monumento naturale e oasi del WWF.
Geografia fisica Territorio
Cisterna di Latina sorge alle porte dell'Agro Pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante, ad eccezione di rilevi dei Monti Lepini e dei Colli Albani che partono dai 50 metri sul livello del mare, ai confini con i territori comunali di Cori e Velletri.
Fino al 1932, il suo territorio era fra i più grandi e vasti d'Italia, comprendendo una larga fetta delle antiche "paludi pontine", di cui era l'ingresso. Successivamente parte del suo territorio fu ceduto al neonato comune di Latina.
Clima Il clima è di tipo mediterraneo. L'inverno è molto mite. L'estate è calda e, a volte, afosa nonostante venga mitigata dal vicino mare. Storia L'età antica
Le origini di Cisterna sono antichissime: nel suo territorio, sono state rinvenute tracce del passaggio di uomini preistorici in piccole cavità naturali in località Finocchione e Muracci.
I latini popolarono il suo territorio fin dall'epoca arcaica. Durante l'occupazione volsca dell'Agro Pontino è stato ipotizzato, in seguito al ritrovamento di un tempio dedicato a Minerva che poco a nord dell'attuale Cisterna (fra le località di Franceschetti e Torrecchia) sorgesse la città di Suessa Pometia.
Suessa Pometia fu distrutta e sottomessa da Tarquinio il Superbo, secondo quanto scrive Tito Livio nella sua opera Ab Urbe condita.
La località, ai tempi di Plinio il Vecchio, risultava già scomparsa e non più identificabile sul territorio.
Nel 312 a.C. il console Appio Claudio Cieco avvia la costruzione della Via Appia. Lungo la consolare sorge la città romana di Tres Tabernae, le cui tre taverne citate nel nome sono riprese nello stemma cittadino. Tres Tabernae, i cui resti sono stati individuati ormai con certezza a pochi km a sud dell'attuale centro abitato, diventò centro di discreta importanza.
Tres Tabernae è quindi citata negli Atti degli Apostoli,I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio" (Atti 28,15). ove si descrive il viaggio di San Paolo prigioniero verso Roma e si ricorda che i primi cristiani romani, appresa evidentemente notizia dell'arrivo del santo imprigionato, si portarono verso di lui incontrandolo lungo l'Appia proprio a Tres Tabernae e al Foro Appio (odierno Borgo Faiti).
Intorno al III secolo Tres Tabernae crebbe progressivamente di importanza e diventò sede vescovile. Si sa che vi fu edificata una cattedrale paleocristiana, dedicata a San Paolo (in ricordo del passaggio dell'apostolo), di cui non è rimasta traccia.
Nel 307 vi fu assassinato l'imperatore Flavio Severo, ucciso dal luogotenente di Massenzio, Eraclio.
Ai tempi dell'invasione longobarda si conclamò l'espansione delle paludi pontine, già in atto da due secoli. Proprio a partire dal secolo 500 il tratto di Appia compreso tra Tres Tabernae e Terracina venne definitivamente abbandonato, sostituito da una deviazione pedemontana originata immediatamente a nord del villaggio. Quest'ultimo si spopolò progressivamente al punto che nel 592 papa Gregorio Magno unì la sua diocesi a quella di Velletri. Tres Tabernae subì diverse e pesanti devastazioni da parte dei Saraceni, fino a quella fatale dell'868, quando fu definitivamente distrutta.
Nel territorio comunale è stata ipotizzata anche la presenza del centro di Ulubrae su una collina nei dintorni della frazione di Doganella.
Ulubrae, viene nominato da Orazio, Plinio il Vecchio, Svetonio e Giovenale, come luogo di villeggiatura e centro rurale. Anche Cicerone ne parla in una delle sue Epistole:
Augusto, secondo Svetonio", avrebbe vissuto fino ai diciotto anni nella villa di famiglia a Ulubrae.
Il Medioevo e il Rinascimento Gli abitanti di Tres Tabernae decisero, costretti anche dalla continua espansione della palude, di trasferirsi più a nord, nel punto in cui l'Appia (probabilmente con una piccola deviazione dal tracciato originario) attraversava il corso d'acqua nel ventunesimo secolo chiamato "fosso di Cisterna". Il borgo conosce attestazione solo a partire dall'anno 1000, quando viene citato, per la prima volta, con il nome di Terra di Cisterna.
La tradizione vuole che questo nome derivasse da un'antica cisterna presente nel territorio, fatta costruire dall'imperatore Nerone per rifornire d'acqua la sua villa di Antium, tradizione che avrebbe dato origine al toponimo medievale Cisterna Neronis, altro nome del borgo nel Medioevo.
Lo scrittore Antonio Pennacchi nel libro Una nuvola rossa sostiene che la cisterna di Nerone rientra invece in un ambizioso progetto di bonifica delle paludi portato avanti dall'imperatore.
Nel frattempo sul territorio, lungo l'attuale Via Tivera si sviluppò l'abbazia benedettina di Sant'Eleuterio sorta intorno alla tomba che ospitava i resti del santo. L'abbazia declinò per via dell'espansione della palude e le spoglie del santo furono traslate a Velletri.
Cisterna diventò un feudo dei Conti di Tuscolo, potentissima famiglia romana che la cedettero ai Frangipane nel 1146. I Frangipane rafforzarono il borgo con una cinta muraria e con l'edificazione di una rocca.
Il 5 settembre 1159 fu eletto papa, il cardinale Rolando Bandinelli che assunse il nome di Alessandro III. Tuttavia la sua elezione, fu ostacolata dall'Imperatore Federico Barbarossa che inviò le sue truppe per far arrestare il Papa. Quest'ultimo, protetto dai Frangipane, fuggì prima a Cisterna e poi a Ninfa dove fu ufficialmente incoronato. L'Imperatore quindi decise di vendicarsi assediando i due abitati e distruggendoli. In seguito i Frangipane ricostruirono Cisterna. Nel 1328 fu nuovamente assediata e distrutta da Ludovico il Bavaro. Gli abitanti però avvertiti da un velletrano, avevano già abbandonato da tempo il centro che rimase spopolato per tre secoli.
Nel 1504 papa Giulio II affidò Cisterna in feudo ai Caetani. Fu Bonifacio Caetani, ad intraprendere diversi lavori urbanistici per ricostruire Cisterna, distruggendo le rovine del castello e sostituendole con una residenza rinascimentale nota come Palazzo Caetani. Poi, nella loro opera di riqualificazione, i Caetani curarono la costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta e di una stazione postale lungo l'Appia. In seguito Bonifacio istituì un Principato e fece di Cisterna la capitale.
Il prestigio della famiglia Caetani, unita alla fama delle vicine paludi pontine e alle abbondanti riserve di caccia, fece sostare a Cisterna numerose personalità storiche come papa Paolo III, papa Urbano VIII, numerosi vescovi e cardinali nonché diversi aristocratici della Capitale. Nel 1589, vi sostò Papa Sisto V, nel 1596 Papa Clemente VIII, nel 1792 Papa Benedetto XIII, nel 1839 Papa Gregorio XVI.
Dalla fine del XVIII secolo alla bonifica pontina
Papa Pio VI avviò un massiccio progetto di bonifica, il quale però fu rallentato dalla Rivoluzione francese e dall'invasione del Lazio delle truppe napoleoniche. Inoltre la diffusione del brigantaggio, i cui esponenti sfruttavano le foreste della palude, per nascondersi, causò diversi morti e scontri con i Carabinieri.
Nel 1825 fu visitato, in una gita di piacere, dal marchese Massimo d'Azeglio, politico del Regno di Sardegna nonché collaboratore di Cavour. Il marchese, inoltre descrive alcuni momenti della vita quotidiana nelle paludi, dai rodei dei butteri, le passeggiate dei briganti nel centro cittadino e la festa patronale di San Rocco.
Nel 1840 vi sostò per una notte lo scrittore danese Hans Christian Andersen che lasciò un bel ricordo della città nel libro "Bazar di un poeta".
Nel 1863, papa Pio IX vi si fermò in visita pastorale.
Nel 1870, in seguito alla Presa di Roma, passò al Regno d'Italia e mutò il suo nome in Cisterna di Roma.
Nel 1890 Buffalo Bill, che con il suo circo di cowboy aveva fatto tappa a Roma e aveva sfidato gli italiani a domare il fiero cavallo americano del West. Il buttero cisternese Augusto Imperiali raccolse la sfida, riuscendo a domare il cavallo ed entrando così nella leggenda. Si racconta che Buffalo Bill rimase così offeso per la sconfitta, che abbandonò l'Italia in fretta e in furia, senza neanche pagare il premio della sfida ai butteri.Lo scrittore Antonio Pennacchi racconta lo storico evento.
Dall'inizio della bonifica alla seconda guerra mondiale
Nel 1929, iniziò il processo di bonifica della palude promosso dal regime fascista, che comprendeva la maggior parte del suo territorio comunale. Cisterna fu dichiarato come il quartier generale dei lavori di bonifica, soprattutto dell'area settentrionale (il cosiddetto "bacino di Piscinara"), su cui sorse successivamente la città di Littoria (nel dopoguerra ribattezzata come Latina).
Nel 1934 fu costituita la provincia di Latina ricavata da una decurtazione di quella di Roma e Cisterna ne entrò a far parte, assumendo il nome di Cisterna di Littoria.
Il 22 gennaio 1944, gli Alleati con lo sbarco di Anzio tentarono di cogliere alle spalle i tedeschi, che si erano arroccati nei fronti sul Garigliano e a Cassino e conquistare Roma. Lo sbarco però non dette gli effetti sperati, poiché la tattica attendista scelta dal generale Lucas, comandante del corpo d'armata alleato, permise ai tedeschi di Kesselring di organizzarsi e di bloccare gli Alleati sulle posizioni iniziali. Nelle prime fasi dell'Operazione Shingle (nome in codice delle operazioni di sbarco), un battaglione di ranger statunitensi del generale William Darby, si mosse dal settore di Nettuno verso Cisterna, ma in località Isolabella dovette incontrare la resistenza dei tedeschi, superiori per numero. Lo scontro fu fatale per gli americani: solo pochi uomini riuscirono a rientrare.
La città di Cisterna riconobbe l'opera di questi soldati gemellandosi nel 1982 con la città americana di Fort Smith, nell'Arkansas, città nativa del generale Darby e titolando a quest'ultimo il locale Istituto Tecnico Industriale e Commerciale. Dopo lo scontro di Isolabella, gli americani avevano bruciato il "fattore sorpresa", e i tedeschi avevano preparato una linea difensiva compresa, al cui centro si trovava appunto Cisterna.
La città si trovò così al centro degli scontri armati, subendo pesanti bombardamenti. La popolazione civile, in preda al panico, si rifugiò in buona parte nelle grotte sotterranee di Palazzo Caetani, nella cripta dell'ex convento di Sant'Antonio Abate nelle cantine, nelle campagne. Il 19 marzo, però i tedeschi, forti delle difficoltà alleate, che si erano impantanati, decisero di sgomberare l'abitato, costringendo gli abitanti, (in quello che verrà chiamato l'Esodo Cisternese), a lasciare Cisterna.
Ad aprile, gli americani riuscirono finalmente a sbloccare la situazione e a conquistare Aprilia. A maggio, raggiunti dai rinforzi, le forze alleate sferrarono una dura offensiva (Operazione Buffalo). I tedeschi crollarono all'altezza di Borgo Sabotino e si videro costretti a cedere Littoria e si arroccarono su Cisterna. Gli Alleati, concentrarono qui i loro sforzi e dopo una battaglia durissima riuscirono ad entrare a Cisterna. I tedeschi si rintanarono allora dentro Palazzo Caetani ma alle prime ore del pomeriggio del 25 maggio, si arresero agli Americani. Cisterna e l'intero Agro Pontino erano completamente liberati ma la città era rasa al suolo con quasi il 96% degli edifici distrutti.
Dal dopoguerra in poi
La ricostruzione della città avvenne abbastanza velocemente, seppur in maniera caotica e disordinata. In seguito, per arginare il caos edilizio, fu avviata la costruzione di un nuovo quartiere, lungo via Primo Maggio, a est di piazza XIX Marzo. Il nuovo quartiere sorse in condizioni disagiate e ad alta densità abitativa, tanto che i cisternesi lo ribattezzarono "Shanghai" (in dialetto Sciangai) come l'omonima città cinese, allora fra le più popolate al mondo.