Gli ecomusei della Lombardia sono degli ecomusei che hanno sede in Lombardia in Italia. Gli ecomusei della Lombardia possono essere riconosciuti dalla Regione Lombardia e possono fare parte della rete degli ecomusei della Lombardia.
La storia degli ecomusei in Lombardia è legata alla legge regionale n. 13/2007Descrizione degli ecomusei della Lombardia sul sito della Regione Lombardia , consultato 25 luglio 2014. che ne istituzionalizza la natura e stabilisce una serie di criteri affinché gli enti possano essere riconosciuti dalla Regione Lombardia. Nel 2014 gli ecomusei riconosciuti sono 44Elenco degli ecomusei riconosciuti dalla Regione Lombardia , consultato 25 luglio 2014..
Riconoscimento della Regione Lombardia La legge regionale della Lombardia sugli ecomusei è del 12 luglio 2007Riconoscimento degli ecomusei per la valorizzazione della culturale delle tradizioni locali ai fini ambientali, paesaggistici, culturali, turistici ed economici, Legge della Regione Lombardia n. 13 del 12 luglio 2007 . e ha un forte impatto sul territorio lombardo nel stimolare la costituzione di ecomusei e nel sostenerli. La legge definisce una serie di nove finalità proprietarie degli ecomuseiArt. 1 Definizione e finalità.: il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione in quanto l'ecomuseo rappresenta l'espressione della cultura di un territorio ed ha come principale riferimento la comunità locale; la ricostruzione delle trasformazioni sociali, economiche, culturali e ambientali storicamente vissute dalle comunità locali e dai territori, al fine di accompagnare lo sviluppo sostenibile e condiviso; la sensibilizzazione e la promozione allo sviluppo sostenibile delle comunità locali, delle istituzioni, in particolare culturali, scientifiche e scolastiche, delle attività economiche, degli enti ed associazioni locali; la conservazione ed il restauro di ambienti di vita tradizionali per tramandare le testimonianze e le trasformazioni della cultura materiale e immateriale e ricostruire l'evoluzione delle abitudini di vita e di lavoro delle popolazioni locali, delle tradizioni religiose, culturali, ricreative e agricole, dell'utilizzo delle risorse naturali, delle tecnologie, delle fonti energetiche e delle materie impiegate nelle attività produttive; la valorizzazione dei territori e dei loro patrimoni, di immobili caratteristici e storici, mobili ed attrezzi, strumenti di lavoro e ogni altro oggetto utile alla ricostruzione fedele di ambienti di vita tradizionali, sia interni che esterni, consentendone la salvaguardia e la buona manutenzione, nonché il rafforzamento delle reti di relazioni locali; la ricostruzione di ambienti di vita e di lavoro tradizionali volti alla produzione di beni o servizi da offrire ai visitatori, creando occasioni di impiego e di vendita di prodotti locali, nonché di didattica, sport e svago in genere; la predisposizione di percorsi turistici e culturali volti a ricostituire gli ambienti tradizionali; la promozione e il sostegno delle attività di ricerca scientifica e didattico-educative riferite alla storia, all'arte, alle tradizioni locali ed all'ambiente; lo studio, la rappresentazione e la tutela dei paesaggi tipici lombardi. Per applicare il riconoscimento, vengono poi creati dei criteri che definiscono i requisiti minimi che gli enti devono soddisfareRequisiti minimi per il riconoscimento degli ecomusei della Lombardia .; un monitoraggio annuale permette agli ecomusei di mantenere il riconoscimento. Gli ecomusei della Lombardia ricevono il riconoscimento nel 2008Delibera di riconoscimento degli ecomusei della Lombardia del 2008 ., 2009Delibera di riconoscimento degli ecomusei della Lombardia del 2009 ., 2011Delibera di riconoscimento degli ecomusei della Lombardia del 2011 . e 2014Delibera di riconoscimento degli ecomusei della Lombardia del 2014 .. A gennaio 2015 gli ecomusei lombardi riconosciuti sono 44.
Funzionamento degli ecomusei della Lombardia Ogni ecomuseo identifica i beni culturali, il patrimonio immateriale e il patrimonio paesaggistico del suo territorio. L'ecomuseo ha il ruolo di documentare, conservare, valorizzare e interpretare il suo patrimonio attraverso le sue attività. I beni culturali sono quelli di cui agli artt. 10 e 11 del d.lgs 42/2004, ma anche il patrimonio diffuso sul territorio che contribuisce a costituire la sua identità. Il patrimonio culturale immateriale sono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e da` loro un senso d'identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana. (Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale – art. 2). Il patrimonio paesaggistico è definito dal punto di vista della salvaguardia dei valori del paesaggio all'interno dell'art. 131 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137: «Ai fini del presente codice per paesaggio si intendono parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni. La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili».
Elenco degli ecomusei della Lombardia