Biografia Il padre, Lorenzo Niccolai, ex portiere del Livorno, un convinto antifascista, chiamò il figlio "Comunardo" in onore della comune di Parigi.Comunardo Niccolai, il “re dell'autogol”, ilpost.it, 15 dicembre 2016.
Morì all'ospedale di Pistoia il 2 luglio 2024 all'età di 77 anni.
Carriera Giocatore Club
Nel corso della sua carriera giocò come stopper. Iniziò a tirare i primi calci in Toscana, nelle giovanili del Montecatini, dove nel 1962 conquistò il titolo giovanile regionale denominato Coppa Menti, guidato in panchina da uno degli allenatori più famosi della provincia di Pistoia del dopoguerra, Silvano Innocenti detto "Pozzo". Proprio insieme a quest'ultimo, Niccolai si trasferì in Sardegna grazie a un accordo tra alcune società isolane (Sorso e Torres) e il Montecatini.
Dopo aver debuttato tra i professionisti nel 1963 in Serie C, militando per una stagione nella Torres, l'anno dopo Niccolai passò al Cagliari neopromosso in Serie A, con cui fu campione d'Italia nella stagione 1969-1970 e nel quale giocò per dodici stagioni fino al 1976. Nell'immaginario collettivo il suo nome si legò alle autoreti che collezionò con i rossoblù sardi, venendo tuttora ricordato come il più grande autogoleador italiano (benché Riccardo Ferri dell'Inter e Franco Baresi del lo abbiano poi superato numericamente in questo insolito primato, arrivando entrambi a 8 autoreti nel campionato di serie A).
Una delle autoreti più celebri fu quella messa a segno il 15 marzo 1970 a Torino, durante un delicatissimo scontro al vertice tra la Juventus e gli isolani: sul punteggio ancora fermo sullo 0-0, in un campo reso problematico dalla pioggia, nel tentativo di respingere un cross di Giuseppe Furino Niccolai anticipò di testa il portiere Enrico Albertosi e spedì la palla nella propria porta; per sua fortuna però, Gigi Riva riuscì a pareggiare e quell'incontro si concluse sul 2-2.
L'episodio più celebre e singolare però non fu un'autorete, ma un tentativo di autogol, fallito ma sfociato in un rigore contro, avvenuto il 13 febbraio 1972 verso la fine della partita -Cagliari (18ª giornata del campionato di calcio 1971-1972). Video YouTube con le azioni principali della partita, tra cui l'episodio in questione. Al 90' con il Cagliari sul punto di vincere a Catanzaro per 2-1, la squadra locale tentò, in uno stadio divenuto ormai una bolgia, l'ultimo assalto per cercare il pareggio nell'area di rigore del Cagliari. Nell'azione il libero del Cagliari Giuseppe Tomasini riuscì a togliere il pallone all'ala destra del Catanzaro Alberto Spelta, che finì a terra in area di rigore, mentre il pallone arrivò a Niccolai in quel momento fuori area; l'arbitro Concetto Lo Bello non avendo ravvisato alcuna irregolarità non interruppe il gioco ma proprio in quel momento si udì un fischio dagli spalti.
Niccolai, nella confusione dello stadio, pensò che il fischio provenisse dall'arbitro e sanzionasse con il rigore l'azione appena avvenuta; quindi stizzito reagì indirizzando un forte tiro nello specchio della sua porta, tiro che sarebbe entrato in rete se il difensore del Cagliari Mario Brugnera, trovandosi sulla linea di porta, non lo avesse deviato con le mani in tuffo sulla sua sinistra. Il rigore, questa volta reale e inevitabile, tirato con successo dallo stesso Spelta permise al Catanzaro di pareggiare 2-2 al 90' la partita.Nella confusione del momento, durante la radiocronaca della partita fatta a Tutto il calcio minuto per minuto si disse che la plateale parata in tuffo fosse stata opera del difensore Mario Martiradonna; solo in seguito si poté stabilire che a parare con un perfetto tuffo al posto del portiere Enrico Albertosi, appostato dall'altra parte sulla linea bianca, non fu Martiradonna ma appunto Brugnera.
Con i cagliaritani Niccolai ebbe anche un'esperienza nel campionato nordamericano organizzato nel 1967 dalla United Soccer Association e riconosciuto dalla FIFA, in cui i sardi giocarono nelle vesti del Chicago Mustangs, ottenendo il terzo posto nella Western Division. Dopo un'ultima stagione in massima serie con il Perugia, Niccolai chiuse la carriera indossando la maglia del , in C, nell'annata 1977-1978. In Serie A collezionò 225 presenze, segnando 4 reti, potendo vantare anche 3 presenze in Nazionale B oltre a quelle della Nazionale A.
Nazionale Giocò anche in nazionale, prendendo parte ai mondiali del 1970. Per lui 3 presenze, una delle quali alla prima partita dei mondiali in Messico, in cui partì da titolare; per un infortunio di gioco venne sostituito dopo 37' del primo tempo da Roberto Rosato. Divenne nota una frase che il suo allenatore a Cagliari, Manlio Scopigno, avrebbe detto su di lui per commentarne la presenza a una Coppa del Mondo: "Mi sarei aspettato di tutto dalla vita, ma non di vedere Niccolai in mondovisione"Darwin Pastorin,Tempi supplementari: partite vinte, partite perse, Feltrinelli, Milano, 2002, p. 16..
Tuttavia, a proposito della celebre affermazione di Scopigno, il giornalista sportivo Giampaolo Murgia testimoniò:
Allenatore Nel biennio 1993-1994 fu allenatore della nazionale italiana femminile.
Statistiche Cronologia presenze e reti in nazionale
Palmarès Giocatore Club
Cagliari: 1969-1970
Note
Bibliografia
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Collegamenti esterni
Categoria:Calciatori della nazionale italiana Categoria:Calciatori figli d'arte