Il Großgermanisches Reich, tradotto in italiano "Grande Reich germanico" e il cui nome completo era Großgermanisches Reich Deutscher Nation ("Grande Reich germanico della nazione tedesca"), è stato il nome ufficiale dell'entità politica che la Germania nazista aveva pianificato di instaurare in Europa durante la seconda guerra mondiale..

Albert Speer cita nelle sue memorie che Adolf Hitler si riferì al visionario stato del Reich teutonico della nazione tedesca, anche se non è chiaro se Speer usasse la parola "teutonico" come sinonimo di "germanico".. Hitler, nel suo saggio politico Mein Kampf cita invece un futuro Germanischer Staat Deutscher Nation ("Stato germanico della nazione tedesca")..

Le mire territoriali del Großgermanisches Reich non sono mai state univocamente definite. Per esempio, dopo la sottoscrizione del patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop tra Germania e Unione Sovietica, alla Germania veniva assicurata un'espansione verso est limitatamente alla porzione centro-occidentale della Polonia: quindi Hitler, tra il 1939 e il 1941, non incluse nel progetto alcun territorio sovietico. In quel lasso di tempo l'obiettivo perseguito consistette nell'unificazione dei popoli di origine germanica della Scandinavia e dei Paesi Bassi storici al Reich tedesco.. Secondo altri progetti si sarebbe dovuto ripristinare il vecchio confine occidentale del Sacro Romano Impero includendo anche i territori francofoni..

Il proposito di questo Impero pangermanico era quello di integrare tutte le popolazioni di lingua germanica in un grande Reich allargato. Il territorio di questo ipotetico Stato avrebbe dovuto innanzitutto comprendere i territori del già allargato Reich tedesco attraverso l'Anschluss e varie altre annessioni realmente avvenute a partire dal 1938:. l'Austria; i Sudeti; parte della Cecoslovacchia (la Boemia e la Moravia); parte della Lituania (il Territorio di Memel); la parte occidentale e centrale della Polonia; parte del Belgio (Eupen-Malmedy); parte della Francia (l'Alsazia-Lorena); parte della Slovenia (la Bassa Stiria, l'Alta Carniola e la Carinzia meridionale); il Lussemburgo. Era previsto l'ulteriore allargamento dei confini mediante altre annessioni solo pianificate o in qualche modo avviate con l'occupazione dei territori attraverso l'istituzione di amministrazioni civili (Reichskommissariat) o di amministrazioni militari nei paesi occupati: il Belgio nella sua interezza (le Fiandre e la Vallonia); l'Olanda; la Danimarca, l'Islanda, le Fær Øer e la Groenlandia; la Norvegia; la Svezia; gran parte della Francia orientale (dal Nord-Passo di Calais al lago Lemano); il Liechtenstein; le parti germanofona e francofona della Svizzera; il Banato; le isole del Canale.

L'eccezione più evidente in questo progetto pangermanico era l'assenza dell'anglosassone Regno Unito, per il quale era stato pianificato un ruolo da alleato.. Un'altra eccezione fu costituita dall'Alto Adige, territorio dell'Italia, paese dell'Asse alleato dei tedeschi dove, in seguito a un accordo fra i due stati si procedette con la grande opzione (Große Option in tedesco) attraverso la quale alla popolazione di lingua tedesca fu imposto di scegliere se diventare cittadini tedeschi e conseguentemente trasferirsi nei territori del Terzo Reich o se rimanere cittadini italiani, integrandosi nella cultura italiana e rinunciando a essere riconosciuti come minoranza linguistica.. La successiva espansione verso est, iniziata con l'avvio dell'operazione Barbarossa, non ebbe caratteri ideologici, razziali o linguistici ma fu attuata per scopi colonialisti e imperialisti, al fine di assicurare alla Germania il cosiddetto Lebensraum ("spazio vitale"), che avrebbe dovuto estendersi fino ai monti Urali o addirittura fino al fiume Enisej... Hitler pianificò che la popolazione russa che viveva a occidente degli Urali "di troppo" avrebbe dovuto essere deportata a est della catena montuosa stessa..

Fondamenti ideologici Razzismo nordicista

Caratteristica fondamentale dell'ideologia nazista, e base per le politiche perseguite dal regime, era la convinzione che la specie umana fosse suddivisibile in razze. Seguendo il modello dominante nel mondo europeo fin dal secolo precedente, si riteneva che la razza superiore per caratteristiche fisiche e intellettuali fosse innanzitutto quella europoide (o caucasoide), ovvero la "razza bianca"; gli indigeni dell'Africa, dell'Oceania, delle Americhe e di gran parte dell'Asia erano reputati biologicamente inferiori. Tale grande razza europoide era tuttavia a sua volta suddivisibile in diverse sotto-razze, anch'esse passibili di essere ordinate, in base a caratteristiche fisiche e (presunte) intellettuali e psicologiche, secondo uno schema gerarchico.

Nelle teorie razziali dominanti nell'ambito anglosassone e tedesco, Volume II, page 273 see: Lutzhöft 1971:15 dell'epoca (teorie fatte proprie integralmente dall'ideologia nazista) si tendeva per lo più a vedere nella cosiddetta razza nordica (presente soprattutto nella Scandinavia, nei Paesi Bassi e in varie parti della Germania e dell'InghilterraLutzhöft 1971:15) la superiore a tutte le altre razze e sotto-razze, configurandola in tal modo come il vertice fisico,, Volume II, page 249. see: Lutzhöft 1971:15 intellettualeSecondo Madision Grant, "The Nordics are, all over the world, a race of soldiers, sailors, adventurers and explorers, but above all, of rulers, organisers and aristocrats in sharp contrast to the essentially peasant character of the Alpines ... The mental characteristics of the Mediterranean race are well known, and this race, while inferior in bodily stamina to both the Nordic and the Alpine, is probably the superior of both, certainly of the Alpines, in intellectual attainments." Grant accepts that Mediterraneans created Semitic and Egyptian cultures, but insisted that Greece was "invigorated" by Nordics, and that "Roman ideals of family life, loyalty, and truth, point clearly to a Nordic rather than to a Mediterranean origin" . e psicologico dell'intera umanità. Caratteristiche fisiche precipue di tale razza nordica erano considerate la statura tendenzialmente alta, la lunghezza del cranio (dolicocefalia), la faccia stretta e la pigmentazione chiara di occhi, capelli e pelle; caratteristiche psicologiche venivano rilevate dal carattere (i nordici erano descritti come coraggiosi, veritieri, equi, competitivi, ingenui e riservatiGunther, Hans F. K., The Racial Elements of European History, translated by G. C. Wheeler, Methuen & Co. LTD, London, 1927, p. 3); caratteristica intellettuale dei nordici era ritenuta essere la loro capacità innovatrice e speculativa, cui nessun'altra razza avrebbe mai potuto paragonarsi, capacità responsabile della nascita e dello sviluppo di molte antiche civiltà (vedi sotto alla sezione Arianesimo). Tale razza superiore (Herrenvolk) era considerata in via d'estinzione o comunque in grave decadenza numerica, in seguito a meticciati, matrimoni misti e perdita della "coscienza razziale" (tutto ciò indicato col termine Entnordung, cioè "denordificazione"), con preoccupanti conseguenze, si riteneva, sulla storia umana.

Tali teorie nordiciste furono fortemente sostenute, tra gli altri, da due autori le cui opere ebbero una pesante influenza su Hitler e sulle sue concezioni del mondo e della Storia: l'americano Madison Grant (con il suo The Passing of the Great Race, considerato da Hitler "la sua Bibbia") e il tedesco Hans F.K. Günther (con i suoi vari lavori sull'argomento). In un'occasione Hitler ebbe a dichiarare:

Tale proposito di sostegno alla razza nordica e di "nordicizzazione" (Aufnordung) della popolazione tedesca (dove, secondo Günther e altri antropologi, il tipo razziale dominante non era quello nordico, pur numeroso, bensì quello alpino) ebbe un parziale avviamento con la nascita del Progetto Lebensborn, fortemente voluto da Himmler. Secondo Günther lo Stato avrebbe dovuto avviare indagini statistiche dettagliate per determinare con precisione l'esatta conformazione razziale della popolazione tedesca; una volta ottenute le statistiche, il passo successivo sarebbe stato quello di valorizzare il più possibile gli elementi nordici allo scopo di incrementarne la consistenza numerica e, al contempo, di ridurre quella degli altri tipi razziali.

Tali teorie e propositi non mancarono di generare un certo timore in quelle zone della Germania in cui il tipo nordico era relativamente più raro (come la Baviera e l'Austria), i cui abitanti temevano che sarebbero stati trattati come cittadini di seconda categoria; ciononostante Hitler dichiarò:

Himmler diresse tutta la sua attività nel tentativo di creare una "aristocrazia nordica" all'interno del popolo tedesco, un'aristocrazia tesa alla rigenerazione razziale del Volk, tentativo reso manifesto dall'organizzazione e dal programma da lui dati alle SS. In un'occasione Himmler dichiarò:

Arianesimo

Altra caratteristica fondamentale dell'ideologia nazista (che anche in questo caso non fece che riprendere e sviluppare teorie maturate nei decenni precedenti) era la particolare considerazione in cui veniva tenuta l'antica e misteriosa stirpe ariana. L'esistenza di questo popolo (chiamato più correttamente "indoeuropeo", in quanto il termine "ariano/Arya" designa propriamente la sua branca indo-iranica) era venuta alla luce con i progressi compiuti dalla linguistica nel XIX secolo, che avevano permesso di rintracciare l'origine comune della maggioranza delle lingue europee e di quelle dell'Iran e dell'India. Antiche civiltà (quella greca, quella romana - e in generale quella europea - quella persiana e vedica) che avevano pesantemente segnato, con la loro eredità storico-culturale, lo sviluppo civile, letterario e scientifico dell'umanità venivano ora viste come forme di sviluppo locali di un unico popolo vissuto in tempi protostorici.

Gli studi di alcuni linguisti e archeologi (tra cui PenkaKarl Penka, Origines Ariacae, Vienna, Taschen, 1883, p. 68. e KossinnaG. Kossinna, Die indogermanische Frage archäologisch beantwortet, in «Zeitschrift für Ethnologie», 1902, n. 34, pp. 161–222.) erano giunti alla conclusione che la patria ancestrale (la Urheimat) degli indoeuropei/ariani - e base per la loro successiva espansione eurasiatica - fosse da rintracciarsi nell'Europa settentrionale, in particolare nello Jutland o nella Germania del Nord (teorie oggi respinte dalla maggioranza degli studiosiFrancisco Villar, Gli indoeuropei e le origini dell'Europa, Il Mulino, 1997.). Il porre la patria ancestrale indoeuropea nell'Europa settentrionale aveva fatto sì che gli antichi ariani avessero finito per essere considerati un popolo di razza nordicaArvidsson, Stefan, Aryan Idols, 2006, University of Chicago Press, p. 143, avendo iniziato la propria espansione partendo da quei territori in cui è tipicamente presente tale razza. La teoria dellUrheimat settentrionale (che all'epoca fu accolta per lo più nel mondo germanico) rafforzò così ulteriormente il razzismo nordicistaArvidsson, Stefan, Aryan Idols, 2006, University of Chicago Press.