Borghetto Santo Spirito ( Borghetto in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica Il territorio di Borghetto Santo Spirito è situato lungo le falde del colle Piccaro (281 m), presso la foce del torrente Varatella, nella Riviera delle Palme

Storia

Il ritrovamento di un'ara in pietra grigia nel gennaio 1871, durante la costruzione del castello-residenza dell'ingegner Borelli presso Capo d'Anzio, potrebbe far risalire all'età romana un primo insediamento umano a Borghetto, ma è alquanto probabile che già ai tempi della preistoria questa piana del torrente Varatella fosse abitata dai primi abitanti della tribù dei Liguri. Un'ulteriore testimonianza del passato romano è la presenza di un ponte di quell'epoca — denominato localmente come "pontasso" — a servizio della via Julia Augusta presso il rio Casazze lungo il tratto interno tra Borghetto Santo Spirito e Loano.

L'origine del termine "Santo Spirito" andrebbe ricercata, secondo le nozioni storiche locali, dal nome di una chiesa con annesso ospizio intitolati al Santo Spirito che furono fondati presso il Capo d'Anzio dai frati Ospedalieri di Roma l'11 marzo 1154: la struttura passò poi tra il XII e il XIII secolo ai monaci dell'abbazia di San Pietro in Varatella (Toirano).

Un atto di vendita rogato nel 1254 dal notaio Oddone Ferrario testimonia la presenza e la cessione di un terreno presso la "Braia di Capo d'Anzio" (oggi il luogo è denominato come Braia di Cadanzo e localizzabile tra i confini amministrativi con Ceriale, alle falde del monte Piccaro) dal proprietario Jacobo Roncario de Ripa al toiranese Guglielmo Masino per 20 lire genovini; lo stesso termine "de Ripa" corrisponderebbe all'attuale Riva, posta ai confini comunali tra Borghetto e Loano.

La fondazione di un nuovo insediamento urbano presso la piana del torrente Varatella, lungo la costa e oltre i confini del già esistente feudo di Toirano, si attuò nel corso del 1288 dopo l'acquisto da parte del Comune di Albenga di ampi appezzamenti di terreno da alcune famiglie del luogo. La nuova "Villa di Capo d'Anzio" — così è citato nei primi documenti dell'epoca — si sviluppò con un'incessante opera di edificazione per tutto il decennio successivo, a cui parteciparono anche uomini di Toirano e Albenga, che dopo la costruzione di una cinta muraria presso la foce del Varatella nel 1297 vide la conclusione del nuovo borgo: il Burgus Sancti Spiritus, così citato dal 23 gennaio 1292.

Dotato di propri statuti dallo stesso 1288, ma di fatto alle dipendenze amministrative, economiche e soprattutto politiche di Albenga (e, conseguentemente, della Repubblica di Genova) il nuovo borgo costiero nel 1326 risultò avere la presenza di 111 fuochi (famiglie) all'interno delle mura cittadine che nel corso del 1310 furono rinforzate. Quattro principali porte (la porta della Marina o "portino"-"portello"; la porta di Levante o di Loano o "del verzario"; la porta di Toirano e la porta occidentale verso Ceriale) chiudevano i varchi del rettangolare centro storico borghettino, sviluppatosi seguendo lo stile architettonico della medievale Albenga con due principali vie longitudinali centrali e, ai lati, vie minori. Con il passare dei secoli la crescente comunità di Borghetto Santo Spirito, ancora soggetta al potere ingauno e alle sue autorità (il podestà), cercò più volte di ottenere una maggiore indipendenza o comunque una maggiore autonomia amministrativa ed economica dal capoluogo, ma fenomeni ogni volta contrastati da Albenga che mal vedeva anche solo un'ipotetica espansione del borgo al di fuori delle mura.

Solamente nel corso del XVI secolo l'amministrazione albenganese autorizzò lo spostamento dell'antico ospedale di Santo Spirito, situato presso il Capo d'Anzio, nella nuova costruzione che sorse poco oltre le mura di ponente, i locali che dal 1797 al 1917 ospiteranno la prima sede municipale. Una nuova espansione verso il territorio di Loano, dominato dai principi conti Doria, che lentamente si attuò a partire dal Seicento man mano che si procedeva alla bonifica di quella zona paludosa a ridosso della marina. Il 2 luglio 1637 è attestato nelle cronache l'assalto piratesco al borgo di Borghetto ma che, grazie anche alle sue mura, fu rapidamente contrastato dagli stessi abitanti; la tradizione religiosa attribuisce, inoltre, lo scampato pericolo per opera dell'intercessione della Madonna della Guardia.

Fu la vittoria dei soldati napoleonici nella battaglia di Loano del novembre 1795 ad aprire la strada a quella "rivoluzione" che nel 1797 portò alla caduta della Repubblica di Genova e conseguentemente alla nascita della Repubblica Ligure. E durante questi passaggi storici Borghetto Santo Spirito vide la sua definitiva indipendenza amministrativa da Albenga con l'ufficializzazione dell'omonima municipalità (1797) composta da 567 abitanti.

Con la dominazione francese il territorio di Borghetto Santo Spirito rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento della Maremola, con capoluogo Pietra, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del III cantone, con capoluogo Pietra, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VI cantone della Maremola nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, il territorio borghettino dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Albenga del Circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.

In seguito al'armistizio dell'8 settembre 1943 venne occupata dai nazisti e venne liberata, insieme a tutta la provincia, dagli alleati nel 1945.

L'arrivo della tratta ferroviaria Ventimiglia-Genova nel 1872 portò alla fine dell'isolamento della riviera ponentina e, allo stesso tempo, alla nascita dei primi movimenti turistici e vacanzieri di fine Ottocento e inizio Novecento.

Negli anni sessanta-settanta del XX secolo il territorio è stato oggetto di un elevato e spesso incontrollato sviluppo urbanistico che ha fortemente modificato la struttura storica dell'abitato. Rendendolo di fatto uno dei peggiori esempi di edificazione selvaggia, senza regole e senza alcuna pianificazione della Liguria. La diffusione di palazzi anonimi e senza alcun tipo di spazio verde, scarsamente mantenuti e molto datati e senza un minimo di senso estetico ha creato un paese molto confusionario e che ha stravolto il piccolo borgo originario circondato da orti e ulivi. Ad oggi nonostante gli sforzi e gli investimenti per renderlo più digeribile e turisticamente interessante hanno solamente mitigato l'enorme scempio edilizio eredità degli anni '60 e '70. Curioso il fatto che essendo una località di mare non ha una vero e proprio lungomare perché totalmente ingombro di costruzioni. [Il lungomare c'è seppure addossato ai palazzi, propongo correzione]

Il 12 maggio 1965, ore 13:40 una intera ala (la sud-ovest, quella nord-est rimase invece pressoché intatta) di un grande condominio in fine costruzione, quasi completato, a cui fu dato il nome di "Albatros", dove vi era il bivio per Toirano (oggi vi è una rotonda) crollò improvvisamente, 12 persone che lavoravano furono travolte, 5 si salvarono ma purtroppo setteLe vittime furono: Luigi Cagnino (18 anni), Giovanni Vassallo (27 anni), Giuseppe Andreacchio (31 anni), Giuseppe Sciascia (45 anni), Andrea Sasia (48 anni), Vincenzo Bonfiglio (34 anni), Angelo Mendola (18 anni), tutte vittime del lavoro. operai edili persero le vite: la grave tragedia è ricordata da un monumento con il nome, a ragion veduta, di Amok, termine usato proprio a testimonianza della rabbia per un'offesa, non sopportabile, ricevuta dal destino a cui si somma lo stress cumulato che mette a dura prova una vita. È stato inaugurato nell'agosto 2014, a cura dell'Amministrazione Comunale.

Furono eseguite delle perizie dettagliate e dopo fu ordinata, per la pubblica incolumità, la totale demolizione della struttura che fu fatta alle ore 16.18 del 28 maggio 1965. Nulla oggi resta di quei muri. Il 12 maggio 1965 è una data tragica che vuole rimanere impressa nella storia della cittadina, anche a ricordo delle strazianti scene degli amici e famigliari, molti del sud Italia che giunsero qui sperando di ritrovare ancora vivi i loro cari che fece titolare il giornalista Giorgio Lunt (inviato per Stampa Sera per le cronache delle varie edizioni dei Festival di Sanremo di quegli anni) "il cammino della speranza" sul quotidiano La Stampa del giorno 13 maggio 1965.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice. Dal 4 dicembre 2014 alla primavera del 2015 ha fatto parte dell'Unione dei comuni della Riviera delle Palme e degli ulivi.

Simboli

Stemma

Il nuovo stemma è andato a sostituire il precedente simbolo civico concesso all'amministrazione borghettina con D.P.R. del 23 luglio 1968 che era d'argento, al castello di rosso, fondato sul mare d'azzurro, ombrato d'argento, e sormontato da una spada d'oro che spezza una scimitarra, a ricordo degli scontri avvenuti nel 1637 tra i cristiani e alcune galee turche che avevano tentato di invadere il territorio. Gonfalone

Bandiera

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'8 settembre 2000.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Matteo nel centro storico borghettino. La struttura venne edificata nel XVII secolo, con il campanile in stile barocco. All'interno è presente un pregevole organo realizzato da Beniamino Giribaldi. Chiesa parrocchiale-santuario di Sant'Antonio da Padova a Borghetto Santo Spirito. Realizzata nel corso degli anni settanta del Novecento e consacrata il 25 febbraio 1984, l'architettura moderna si presenta ad unica navata a ventaglio con al centro la presenza dell'altare maggiore. L'elezione a santuario è stato concesso dal vescovo di Albenga-Imperia monsignor Mario Oliveri con decreto del 13 giugno 1995. Contiene una reliquia del santo. Cappella della Madonna degli Angeli a Borghetto Santo Spirito.

Architetture civili

Palazzo Pietracaprina in piazza Libertà. Fu costruito durante gli anni 1915-16 per conto di Elena Pietracaprina Rivara, la vedova di Santiago Marexiano, ricchi benefattori emigrati in Uruguay, dove crearono grandi industrie. Lei donò in data 19 marzo 1920 questo palazzo alla città, divenendo da allora di proprietà comunale. Il fabbricato venne sempre usato, anche per volontà della benefattrice per "uso di uffici pubblici".

Architetture militari Castello Borelli. Sito a Capo Santo Spirito è stato costruito nel XIX secolo.si trova a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona.

Il castello, che dà il nome alla piazzetta, è un edificio storico di grande rilevanza. Fu costruito sui resti del convento seicentesco "Santo Spirito" fatto edificare dall'ordine dei padri Minimi (fondato da San Francesco da Paola) che ha dato il nome al capo omonimo.

La struttura antica fu trasformata in castello, a partire dal 1870, dall'ingegnere Borelli. L'edificio, in stile neogotico si trova in stato di abbandono sia internamente che negli esterni.

Architetture industriali Ex oleificio Roveraro, ditta fondata nel 1889: sito sulla via Aurelia è stato costruito all'inizio del XX secolo. In stato di abbandono è stato coperto e bonificato per la presenza di amianto.

Sculture