Fu uno dei più importanti protagonisti della Rivoluzione francese assieme a Robespierre e Marat. Ministro della Giustizia dopo gli avvenimenti del 10 agosto 1792, deputato della Convenzione nazionale, primo presidente del Comitato di salute pubblica, è tra i maggiori protagonisti della Rivoluzione francese. Fu tra i promotori del rovesciamento della monarchia e dell'instaurazione della Repubblica.
Fu ghigliottinato sotto il Regime del Terrore su pressione del Comitato di salute pubblica. Tra le molteplici imputazioni che gli furono mosse, il Comitato e il Tribunale rivoluzionario dettero particolare rilievo a un presunto e mai accertato appoggio del piano di Dumouriez, che intendeva marciare su Parigi e restaurare la monarchia, e alle richieste di armistizio con gli Stati stranieri aggressori della Francia e di pacificazione con gli insorti vandeani, comportamenti giudicati controrivoluzionari.
Biografia La formazione
Il padre di Georges Jacques fu Jacques Danton (1722-1762), figlio di un agiato contadino di Plancy, da dove si era trasferito alla fine del 1749 (o all'inizio dell'anno successivo) ad Arcis-sur-Aube, dopo che il suocero gli ebbe ceduto il suo posto di usciere. A Plancy, Jacques abbandonò presto lo studio ricevuto per rilevarne uno di procuratore ad Arcis.G. Walter, Table Analytique - Personnages, in J. Michelet, Histoire de la Révolution française II, Paris, Gallimard 1952, vol. II, pp. 1344-1345 Sposatosi nel 1746, perdette prematuramente tutti i cinque figli avuti da Marie-Jeanne-Bestelot: rimasto vedovo nel 1753, l'anno dopo sposò Jeanne-Madeleine Camut (1729-1813), figlia di un carpentiere.Claudine Wolikow, Danton Georges Jacques, in «Dictionnaire historique de la Révolution française», Paris, Quadrige 2005, pp. 321-322. Georges Jacques fu il loro quinto figlio - in sette anni la coppia ebbe sette figli - finché il 24 febbraio 1762 il padre morì e Madeleine Camut si prese cura dei sette orfani e si risposò nel 1770 con un filatore di cotone e mercante di granaglie, Jean Recordain, dal quale avrà altri quattro figli.
Georges Jacques era un bambino vivace e robusto, che amava poco la scuola e preferiva le lunghe scorribande nella vicina campagna e i tuffi e le nuotate nell'Aube: a un anno, era stato ferito da un toro a un labbro, incidente che gli lasciò una vistosa cicatrice, pochi anni dopo un altro colpo di zoccolo gli ruppe il naso, mentre il vaiolo gli lasciò ampie tracce sul volto:Jean François Eugène Robinet, Danton, mémoire sur sa vie privée, Paris 1865, pp. 158-159. Il primo scritto che ripercorse questo periodo della vita del futuro rivoluzionario si deve all'abate Béon, suo amico d'infanzia, le cui memorie furono pubblicate nel 1835 sul Journal d'Arcis sur Aube adulto, la bruttezza del volto dall'espressione mutevole, la statura imponente, gli ampi gesti delle braccia e la voce tonante aggiungeranno un vivo fascino alla minacciosa e incisiva eloquenza dei suoi discorsi dalla tribuna della Convenzione.
Per volere dello zio curato, nel 1772 lasciò la scuola di Arcis-sur-Aube per il seminario di Troyes dove studiò fino alla classe di retorica e, dal 1775, seguì i corsi del locale collegio degli Oratoriani, dove si legò d'amicizia con Jules François Paré ed Edme-Bonaventure Courtois che gli rimasero fedeli per tutta la vita.Claudine Wolikow, cit.
Non fu un allievo brillante, ma il suo profitto fu comunque buono: studiò i classici greci e romani e, per proprio conto, autori proibiti come Rabelais e Montaigne e anche un poco di inglese e di italiano. Allo scritto faceva molta fatica a causa di un problema di dislessia, ma in compenso era dotato di un'ottima oratoria, come dimostrava declamando davanti ai compagni e ai professori i testi di Cicerone. Imparò bene il latino e si interessò alla storia, apprezzando in particolare la Roma repubblicana. Ottenne il premio di latino al termine del secondo anno passato presso gli Oratoriani.D. Lawday, Danton, Paris 2012, pp. 27-28
Anche la monarchia lo affascinava: quando ci fu la solenne incoronazione di Luigi XVI a re di Francia, nel 1775, Danton si recò di nascosto a Reims, dove vide il sovrano benedire gli ammalati all'uscita della cattedrale.
Conclusi gli studi con la valutazione di insignis e deciso a percorrere la carriera forense, nella primavera del 1780 partì per Parigi per fare pratica legale nello studio dell'avvocato Jean-Baptiste François Vinot. Questi gli fornì vitto e alloggio sull'Île Saint-Louis. Danton poté così venire in contatto con il mondo della giustizia parigina, assistendo ai processi civili di cui si occupava lo studio di Vinot. Si trattava per lo più di casi di malversazione e contenziosi che riguardavano esponenti della nobiltà. Il giovane ebbe quindi la possibilità di imparare il mestiere, ascoltando le arringhe degli avvocati più famosi del tempo.D. Lawday, cit., pp. 35-36
Anche a Parigi amava tuffarsi nel fiume per nuotare. Gli amici, incuriositi, lo guardavano attraversare la Senna. Si dice che un giorno, alzando gli occhi verso la Bastiglia, affermasse: «Quando la vedremo abbattuta? Quel giorno, le darò una fiera picconata».A. Rousselin de Saint-Albin, Fragments historiques, Paris, Dentu, 1873, p. 173 Intanto, su richiesta della madre, aveva fatto la conoscenza di una giovane donna di Troyes, lontana parente della famiglia, che abitava nei pressi delle Halles. Con Françoise-Julie Duhauttoir intrecciò un'intima amicizia, ma presto ogni ipotesi matrimoniale naufragò perché la Duhauttoir decise di concedere la mano all'avvocato Huet de Paisy.D. Lawday, cit., pp. 36-47
Nel 1784 otteneva dalla Facoltà di diritto di Reims - si trattava allora di una mera formalità - la licenza a esercitare la professione. Aperto uno studio in rue des Mauvaises-Paroles, la mancanza di clienti lo spingeva a chiedere denaro alla famiglia e a passare il lungo tempo libero alla lettura dellEncyclopédie e alla frequentazione dei cafés, dove si giocava e si commentavano le notizie del giorno. In uno di questi locali, il Café Parnasse in place de l'École, a Saint-Germain, conobbe la figlia del proprietario Antoinette-Gabrielle Charpentier.
Il padre, Jérôme-François Charpentier, era un borghese benestante che esercitava anche la lucrosa carica di controllore delle imposte,Louis Madelin, Danton, Milano, Dall'Oglio 1981, p. 20; quando non altrimenti specificato, si farà riferimento alla versione italiana del 1981, traduzione dell'originale del 1914 intratteneva importanti relazioni e riceveva scrittori come Fontanes e la moglie Adélaïde Dufresnoy, conosciuta anche da Danton.La Revue des Deux Mondes, 1º settembre 1962, p. 88. Uno dei figli Charpentier, Jérôme, sposerà nel 1793 Marie-Constance Blondelu, una brillante pittrice allieva di Jacques-Louis David,Olivier Blanc, Portraits de femmes, Paris, Carpentier 2006. che ritrarrà diversi membri delle famiglie Danton e Charpentier.Albert Mathiez, Autour de Danton, Paris, Payot 1926, p. 272 e ss.
Ottenuta la mano di Antoinette e raggiunto un accordo sulla dote, l'importante somma di 20.000 lire, anche con il sostegno delle sue zie materne, il 29 marzo 1787 Danton comprò - come nellAncien Régime era legale possibilità - la carica di avvocato ai Consigli del re dall'avvocato Huet de Paisy per la somma di 78.000 lire, così che il 12 giugno un decreto di Luigi XVI poteva attestare l'elargizione «al caro e amato signor Georges Jacques Danton» della carica, e il 14 giugno Georges Jacques e Antoinette Charpentier si sposavano nella chiesa di Saint-Germain-l'Auxerrois, alla presenza della madre e di uno stuolo di parenti giunti da Arcis.Louis Madelin, cit., pp. 21-22.
I suoi nuovi colleghi, al Consiglio, erano in maggioranza ancora legati alla tradizione, e rifiutavano le idee liberali che si andavano diffondendo e che lo stesso Danton sentiva come proprie. I membri del Consiglio decisero di metterlo subito alla prova, chiedendogli di presentare un discorso in latino sulla situazione morale e politica in Francia nei suoi rapporti con la giustizia. Conscio della trappola, Danton si mantenne cauto, impressionando per le proprie capacità in latino, ma segnalò la necessità di tassare la nobiltà e il clero per far fronte alla grave situazione interna e al malcontento popolare.D. Lawday, cit., pp. 48-51
Danton aprì un nuovo studio al numero 1 della Cour du Commerce, sulla rive gauche, dove oggi una statua ricorda il rivoluzionario. Credette di dover adeguare il proprio nome all'importanza della carica «nobilitandolo» in d'Anton: del resto, doveva mettersi almeno alla pari dei suoi clienti, tra i quali si trovavano diversi nobili o richiedenti patenti di nobiltà. Si sa che dal 1787 al 1790 si occupò di almeno ventidue processi, in gran parte con successo.Louis Madelin, cit., pp. 25-26. La vita della famiglia Danton sembrava così avviata a un sereno sviluppo segnato da un tranquillo benessere: nel 1788 era nato il primo figlio, François (1788-1789) e ne seguiranno altri due, Antoine (1790–1858) e François Georges (1792–1848). Ma in Francia covavano grandi rivolgimenti che segneranno tragicamente tante esistenze e cancelleranno per sempre il decrepito mondo dellAncien Régime.
I prodromi della Rivoluzione
Al Café Parnasse, il locale della rive droite in cui aveva conosciuto la moglie, Danton era diventato intimo amico di Camille Desmoulins, che i coniugi invitavano spesso nell'abitazione della Cour de Commerce, dove convenivano intellettuali come Fabre d'Églantine o vecchie conoscenze come l'avvocato Jules François Paré. Danton condivideva le idee liberali dei suoi amici, e avvertiva la contraddizione della sua posizione alle dipendenze del re, ma il lavoro gli era necessario, dovendo mantenere una famiglia e restituire i prestiti con cui aveva coperto le spese per il matrimonio.D. Lawday, cit., pp. 51 e ss.
Intanto, tuttavia, cominciava a frequentare ambienti sovversivi, tra cui il Palais-Royal e l'ex convento dei Cordiglieri, già sede di uno dei 60 distretti elettorali nei quali era stata divisa la città di Parigi e ora luogo di riunione dei rivoluzionari più decisi, ritrovo quotidiano di intellettuali, borghesi e popolani che nel refettorio del vecchio convento, in un'atmosfera infuocata, invocavano a gran voce la libertà e la fine dell'assolutismo.
I distretti, in gran parte, non si erano sciolti dopo la conclusione delle elezioni dei deputati agli Stati Generali, ma costituirono il nucleo di quel potere popolare che costituisce l'elemento politicamente innovativo della Rivoluzione francese. Il 25 giugno i 407 elettori parigini che avevano scelto i deputati, si erano riuniti per costituire una specie di municipalità ufficiosa e alternativa a quella esistente; lo stesso avveniva in molti altri comuni francesi, dove il potere locale passava di fatto dal vecchio notabilato nobiliare a rappresentanti della piccola e media borghesia,Albert Soboul, La Rivoluzione francese, 1974, p. 114. e in altre si era creato un dualismo di potere. Mentre osservavano quanto accadeva a Versailles, i nuovi poteri municipali reagivano alla crisi economica provocata dalla carestia e dall'aumento dei prezzi decretando requisizioni, regolamentando il commercio dei grani, imponendo diminuzione dei prezzi e costituendo corpi di guardie nazionali.Albert Soboul, cit., pp. 119-120.
Il distretto dei Cordiglieri accoglieva, oltre Danton, l'avvocato e pubblicista Camille Desmoulins, i poeti Fabre d'Églantine e André Chénier, Louis Fréron, Louis Legendre, Antoine Simon, Marat, Collot d'Herbois, Billaud-Varenne, il futuro maresciallo dell'Impero Brune, allora giornalista. Rappresentava il luogo di convegno dei rivoluzionari più radicali, aveva una stamperia gestita da Antoine-François Momoro, dove si pubblicavano opuscoli e giornali - il Journal de la Cour et de la Ville di Brune, lAmi du peuple di Marat, le Révolutions de Paris di Loustalot, Les Révolutions de France et de Brabant di Desmoulins – e si era data una struttura eleggendo a proprio presidente lo stesso Danton.